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ⓘ Burundi




Burundi
                                     

ⓘ Burundi

Il Burundi è uno stato africano di 27.830 km² di superficie che confina con il Ruanda a nord, con la Repubblica Democratica del Congo a ovest, e con la Tanzania a sud ed a est. Si trova nella regione geografica dei Grandi Laghi ed è uno stato senza sbocco sul mare. Politicamente appartiene allAfrica Orientale e talvolta allAfrica dei Grandi Laghi. La sua capitale, dal 24 dicembre 2018, è Gitega.

Abitato fin dai tempi più remoti, conobbe la colonizzazione prima tedesca Deutsch-Ostafrika, poi belga ed ottenne lindipendenza nel 1962.

Dal 1966 il Burundi è una repubblica presidenziale e lattuale capo di Stato e di governo è il presidente della repubblica Pierre Nkurunziza.

                                     

1. Storia

Il Burundi è stato abitato fin dai tempi più antichi. Le prime testimonianze archeologiche datano ad un milione di anni fa. Ma le prime notizie storiche, supportate da fonti di letteratura orale, narrano della nascita del Regno del Burundi ad opera di Ntare Rushatsi presumibilmente attorno al 1680.

Nel 1884 i tedeschi invasero sia il Burundi che il Ruanda, entrambi annessi come protettorato allAfrica Orientale Tedesca. Durante la prima guerra mondiale i belgi invasero a loro volta i territori che vennero chiamati Ruanda-Urundi ed affidati dalla Società delle Nazioni al Belgio come mandato. Lamministrazione belga mantenne sostanzialmente gli assetti sociali e politici preesistenti, secondo i principi dellamministrazione indiretta, ma non tenne conto della complessità della struttura tradizionale ed operò una drastica semplificazione di tipo razziale, secondo i dettami dellepoca, avvantaggiando una parte sociale minoritaria, i batutsi, ai danni della maggioranza, i bahutu ed i batwa. I conflitti etnici iniziati allepoca, non hanno ancora trovato una soluzione definitiva.

                                     

1.1. Storia Lindipendenza e i colpi di stato

Il Burundi ottenne lindipendenza nel 1962, come monarchia costituzionale. La nuova organizzazione politica consolidò la posizione di potere dei batutsi, conservata illegalmente anche dopo le elezioni legislative del 1965, in cui i bahutu ottennero la maggioranza. La tensione fra i due gruppi etnici diede luogo a una successione di disordini e colpi di stato, che iniziarono con lassassinio di Louis Rwagasore del 1961 e continuarono con la presa di potere del capitano tutsi del clan Hima Michel Micombero nel 1966. Micombero soppresse la monarchia e proclamò la nascita della repubblica, autodichiarandosi presidente della repubblica del Burundi.

Nel 1972 col pretesto di un tentativo di colpo di Stato hutu, il governo si rese responsabile del genocidio più grande della storia del Burundi. Vi fu una strage selettiva di tutti i quadri hutu a tutti i livelli: amministratori, magistrati, insegnanti, militari e religiosi. Le vittime furono 400.000 e 500.000 i profughi costretti a fuggire nello Zaire e in Tanzania. Il massacro è ricordato col nome di ikiza, la catastrofe.

Un nuovo colpo di Stato, nel 1976, portò alla presidenza Jean-Baptiste Bagaza, cugino di Micombero e confermò la struttura monopartitica, clanica e regionalista del paese. Bagaza continuò la politica selettiva a danno degli hutu, anche se di bassa intensità, operando il cosiddetto "genocidio intellettuale": agli studenti hutu venne impedito laccesso alle scuole superiori.

Il terzo colpo di Stato, nel 1987, portò al potere Pierre Buyoya, militare della stessa famiglia dei precedenti. Buyoya sotto pressione dellopinione pubblica internazionale si fece carico di risolvere la crisi del paese intraprendendo un percorso di democratizzazione. Nel 1991 si insediò nel paese il primo governo a maggioranza hutu; nel 1992 fu stesa una nuova costituzione che prevedeva un sistema pluripartitico e nel 1993 si tennero le prime elezioni presidenziali democratiche. A vincerle fu lhutu Melchior Ndadaye, leader del Fronte per la Democrazia in Burundi. Ndadaye fu assassinato poche settimane dopo la nomina a presidente in un ennesimo colpo di Stato, causando nuovi disordini nel paese e una nuova strage perpetrata dallesercito, ancora controllato dai tutsi, ai danni degli hutu.

Anche il successore di Ndadaye, Cyprien Ntaryamira, era un hutu; egli perse la vita nellaprile del 1994, in un attentato aereo, insieme al presidente del Ruanda. Questo evento scatenò unondata di violenza in Ruanda, ai danni dei tutsi. A Bujumbura si vissero giorni di terrore temendo una ripresa delle violenze e nuove rappresaglie. Per contenere lesplosione di violenza in Burundi, 12 dei 13 partiti costituirono un grande governo di coalizione. Questo governo rimase al potere fino al 1995, per essere rovesciato nel 1996 da un nuovo colpo di Stato da parte di Buyoya.

                                     

1.2. Storia Avvenimenti recenti

Gli scontri etnici in Burundi e Ruanda, soprattutto negli anni novanta, contribuirono a isolare i due paesi dalla comunità internazionale e anche dagli stessi paesi confinanti, che tuttavia furono parte attiva nei tentativi di riconciliazione, a partire dagli accordi di Arusha del 1993, colloqui di pace fra hutu e tutsi tenutisi ad Arusha Tanzania.

Nellagosto del 2000 un accordo fra i gruppi politici del Burundi stabilì una serie di scadenze per la restaurazione della democrazia. Nel 2003 venne firmato un cessate il fuoco fra il governo guidato da Buyoya e il gruppo di ribelli hutu più numeroso, il Conseil National pour la Défense de la Démocratie-Forces pour la défense de la démocratie CNDD-FDD. Nello stesso anno il leader del FRODEBU, Domitien Ndayizeye prese il posto di Buyoya come presidente del paese. Lala più estremista dei ribelli hutu, il gruppo Forces Nationales de Libération FNL, continuò a rifiutare qualunque forma di accordo.

La risoluzione ONU 1545 del maggio 2004, visto il proseguire dei combattimenti, stabilì la costituzione della missione United Nations Operation in Burundi UNOB con linvio di forze di peacekeeping per supportare i processi di democratizzazione definiti negli accordi di Arusha. Nellagosto del 2004, il FNL massacrò 152 tutsi congolesi al campo di rifugiati di Gatumba, nella parte occidentale del Burundi. Il governo emise dei mandati di arresto nei confronti dei leader del FNL Agathon Rwasa e Pasteur Habimana, dichiarando il gruppo unorganizzazione terrorista.

Del febbraio 2005 è lapprovazione della nuova costituzione seguita da elezioni e nomina del nuovo presidente, il leader del partito CNDD-FDD Pierre Nkurunziza. Secondo quanto stabilito dagli accordi di pace la composizione delle istituzioni è stata equamente ripartita fra hutu e tutsi. Nkurunziza si è poi rivelato inadatto al ruolo, è stato coinvolto in molti scandali poi insabbiati ed ha avuto più di un atteggiamento dittatoriale.

Gruppi di ribelli del FNL sono attivi in alcune province, ma nel giugno 2006 sono state avviate trattative di pace a Dar-es-Salaam che hanno portato ad un cessate il fuoco. Sono state fatte trattative riguardanti lintegrazione dei ribelli nelle forze armate del paese. Alla fine del 2007 e allinizio del 2008 gli scontri sono ripresi, salvo poi fermarsi definitivamente; è stata fatta lennesima trattativa per permettere allFNL di diventare un partito politico, dandogli così la possibilità di partecipare alle elezioni del 2010.

In Burundi il tasso di corruzione è molto alto le istituzioni non fanno praticamente nulla per migliorare la situazione. Oltre a questo bisogna tener presente lalto tasso di povertà che imperversa nel paese e che esaspera la gente. Nel 2008 il parlamento del Burundi ha approvato labolizione della pena di morte per tutti i reati diventando così il terzo stato ad abolire la pena di morte in quellanno.

Il 13 maggio 2015 è stato tentato un colpo di stato per deporre il presidente Nkurunziza, fallito due giorni dopo.

Il 24 dicembre 2018 la capitale viene spostata da Bujumbura a Gitega.



                                     

2.1. Geografia Morfologia

Il Burundi si trova nella regione Grandi Laghi. Lintero territorio del paese è costituito da un altopiano, con unaltitudine media di 1700 m. Il punto più alto è il monte Karonje 2685 m, situato a sudest della capitale. A sud e a sud-est i bordi dellaltopiano scendono fino a circa 1300 m. Lunica area situata a meno di 1000 m di altitudine è una striscia di terra attorno al fiume Ruzizi a nord del lago Tanganica, che forma la faglia albertina, propaggine occidentale della Grande Rift Valley.

                                     

2.2. Geografia Idrografia

Lidrografia del paese è caratterizzata dalla sua appartenenza a due grandi bacini, quello del Congo e quello del Nilo. La parte centrosettentrionale dellaltopiano fa parte del bacino del Nilo tramite il fiume Ruvubu chiamato talvolta Ruvuvu che delimita per un tratto il confine fra Burundi e Tanzania per confluire poi nel fiume Kagera che a sua volta, dopo oltre 600 km di percorso, si immette nel lago Vittoria. Il Ruvubu, e in particolare il suo affluente principale, il Ruvironza, è considerato una delle sorgenti del Nilo.

Il resto del paese riversa le sue acque nel lago Tanganica che alimenta, tramite il suo emissario Lgukua, il fiume Lualaba, tratto iniziale del Congo. A sud, il confine con la Tanzania è delimitato dal fiume Malagarasi, mentre a nord un tratto di confine con il Ruanda è costituito dal fiume Kanyaru, più a est, sempre al confine col Ruanda si trovano i laghi di Cohoha e Rweru.

Il lago Tanganica, fra i più grandi laghi africani, segna il confine fra il Burundi e la Repubblica Democratica del Congo. La porzione di costa del Burundi è lunga circa 120 km e caratterizzata da sponde scoscese, il lago raggiunge profondità elevate già a pochi metri di distanza dalla riva. Solo nella parte settentrionale vi sono alcuni tratti sabbiosi derivanti da depositi alluvionali.

                                     

2.3. Geografia Clima

Il clima del Burundi è di tipo tropicale mitigato però sia dallaltitudine sia dallinfluenza del lago Tanganica. Le precipitazioni sono più abbondanti oltre 1400 mm/anno sullaltopiano orientale mentre nei pressi del lago e nella valle del Ruzizi diminuiscono e si ha una stagione più secca da ottobre a marzo.

Dati relativi alla città di Bujumbura:

Fonte:

                                     

3. Società

La popolazione del Burundi, nonostante quanto comunemente ritenuto, non è suddivisa per etnie o per tribù. La differenziazione fra le etnie è in realtà molto labile, condividono infatti la stessa lingua, la stessa religione e hanno usi simili. La popolazione è costituita per l85% da hutu che rappresentano perlopiù la componente di popolazione dedita allagricoltura, da un 14% di tutsi perlopiù dediti alla pastorizia e da un rimanente 1% di twa, unetnia pigmea.

Lelevata densità della popolazione è in parte spiegata dalla posizione del paese, lontano dal mare e dalle tradizionali rotte della tratta degli schiavi che ha spopolato altre zone del continente. Le particolari condizioni climatiche, date dallaltitudine oltre a liberare il paese dal morbo della tripanosomiasi permettono anche doppi cicli di coltura e una buona integrazione fra lattività agricola e quella della pastorizia.

La pressione demografica, accresciuta dallelevato numero di profughi rientrati dopo la fine dei conflitti etnici, provoca però un eccessivo sfruttamento dei terreni, nellindice dei paesi con problemi di denutrizione il Burundi è in penultima posizione.



                                     

3.1. Società Demografia

Il Burundi ha una popolazione stimata di 10.395.931 abitanti circa per una densità di popolazione pari a 373.5 abitanti per km². La popolazione ha avuto unenorme crescita fin dal dopoguerra, come ogni paese in via di sviluppo, perché se nei primi anni sessanta presentava circa 3 milioni di abitanti, già nei primi anni novanta ne aveva 6 milioni, fino a giungere alla già citata cifra. Il tasso di popolazione urbana è il più basso del mondo 10%.

Struttura per età
  • 15-64 anni: 51.1% maschi 2.051.451/femmine 2.082.017
  • 0-14 anni: 44.3% maschi 1.884.825/femmine 1.863.200
  • oltre i 65 anni: 5.6% maschi 83.432/femmine 125.143
Età media
  • maschi: 16.4 anni
  • femmine: 16.9 anni
  • totale: 16.6 anni
Tasso di crescita della popolazione
  • 3.7%
Natalità
  • 42.22 nati/1.000 abitanti
Mortalità
  • 13.46 morti/1.000 abitanti
Tasso di migrazione netta
  • 8.22 immigranti/1.000 abitanti
Mortalità infantile
  • totale: 63.13 morti/1.000 nati vivi
  • maschi: 70.26 morti/1.000 nati vivi
  • femmine: 55.79 morti/1.000 nati vivi
Aspettativa di vita
  • maschi: 50.07 anni
  • femmine: 51.58 anni
  • totale: 50.81 anni
Tasso di fertilità
  • 6.55 nati/donna
                                     

3.2. Società Etnie

  • 1% twa pigmei
  • 14% tutsi definiti camiti con una terminologia oggi contestata
  • 85% hutu bantu

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