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ⓘ Metafisica (Tommaso Campanella)




Metafisica (Tommaso Campanella)
                                     

ⓘ Metafisica (Tommaso Campanella)

La Metafisica è lopera più importante di Tommaso Campanella, fra le principali premesse di quel razionalismo moderno che troverà completa espressione nel pensiero di Cartesio.

                                     

1. Lessenza trinitaria delluomo

In questopera Campanella supera la visione sensistica di Telesio e dà una concezione dellessere che risale a S.Agostino che vede nelluomo il marchio della Trinità.

Infatti, come per questo, anche per Campanella lessere è strutturato nelle tre essenze primarie: potenza Padre, sapienza Spirito, amore Figlio, che egli chiama le tre Primalità.

Afferma Campanella:

Ogni essere che è essere, è tale perché può essere: ogni essere veramente è, perché ha la potenza, la possibilità di essere.

È tale veramente quellessere che ha la potenza di essere, se ha la coscienza di essere, perché chi non sa di essere, per sé stesso è come se non esistesse: esisterà per gli altri ma non per sé stesso.

Il nosse è quindi costitutivo dell esse.

La condizione prima dell essere è il sapere di essere.

Avere coscienza di sé, il pensare il cogito, dirà Cartesio è la condizione prima dellessere ergo sum; tra Campanella e Cartesio resta comunque una differenza fondamentale: mentre la filosofia campanelliana si limita a ricostruire ma non a riprodurre le condizioni che dal sapere portano allessere, per Cartesio invece la filosofia stessa diventerà arbitra dellessere. Per Campanella cioè, il modo in cui il sapere diventa costitutivo dellessere non è mediato dalla ragione filosofica, né da alcun metodo.

Cioè, se non sa di essere va incontro a dei pericoli che potrebbero farlo perire perché non ama sé stesso non ha capacità di autoconservazione.

Il fatto di sapere di essere è provato dallamore di sé stesso, per cui chi non sa, non ama sé stesso

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2. Nota teologica

Diversamente da SantAgostino che concepisce il rapporto trinitario tra il Padre e il Figlio mediato dal Sapere, lo Spirito Santo che "circola", "respira" in entrambe le Persone, Campanella avanza una concezione della Trinità dovè lAmore il Figlio il rapporto che lega il Padre e lo Spirito.

La Trinità come una sfera, con altre due sfere reciprocamente concentriche, dove quella alla periferia è la Potenza il Padre, nella parte mediana lAmore il Figlio, al centro lo Spirito, il nucleo della sfera.

La moderna teologia trinitria riprende invece per un verso, la concezione agostiniana, preferendo però pensare, per altro verso, come in Campanella, allo Spirito come Amore più che come Sapienza, e vede proprio nellAmore-Spirito del Padre verso il Figlio e di questi verso il Padre il nesso trinitario.

In questo caso è lo Spirito come Amore che "attraversa" le tre persone le fa una.

Non cè amore senza sofferenza, rinunzia e dono di sé. Chi più ama, più soffre. Questo spiegherebbe lo scandalo del Dio sofferente in croce.

In questo modo si tenta anche una risposta alla domanda che si poneva S.Agostino:

Lamore infinito per cui Dio ama le creature e queste Dio, non può esser privo della sofferenza, della negatività che esalta il positivo. Il male che quindi si diffonde e colpisce anche gli innocenti esalta la funzione del bene che salva e redime.

                                     

3. La gnoseologia

Campanella afferma poi che ci sono due forme di conoscenza che chiama: sensus innatus conoscenza di sé, innata, primaria ed essenziale e sensus abditus conoscenza delle cose esterne secondaria ed accidentale.

Il sensus innatus quindi ci appartiene sin dallinizio, innato, e senza di esso non saremmo coscienti del nostro stesso esistere e quindi è essenziale per affermarci come soggetto, ed è infine primario perché senza di esso, senza lautocoscienza non vi potrebbe essere conoscenza delle cose esterne: il sensus abditus, quindi secondario rispetto al sensus innatus, ed accidentale, nel senso che non potremmo mai avere una conoscenza delle cose esterne totale e completa.

Il sensus innatus è primario ed essenziale anche perché si esprime nel primo immediato atto di autocoscienza con cui io riconosco me stesso, atto in cui cè una perfetta coincidenza tra lio come soggetto pensante e lio come oggetto pensato. Condizione essenziale dellautocoscienza è la presenza sensibile di una realtà, di un corpo, di un oggetto pensato.

Bisogna rammentare che cè diversità tra coscienza e conoscenza. La prima è un immediato atto di apprensione di una realtà, la seconda implica invece un atto più complicato che tende a conoscere i particolari di quella realtà appresa coscientemente.

Vale la pena per capire meglio, rifarsi ai diversi gradi di apprensione della realtà indicati nella metafora della caverna platonica. Il prigioniero vedeva le ombre proiettate sul fondo della caverna coscienza poi riusciva a volgere il capo e vedeva le statuette conoscenza.



                                     

4. La sconfitta del dubbio scettico

Nellambito della conoscenza aveva costituito unobiezione fondamentale nella storia della filosofia quella avanzata dagli scettici.

Lo scetticismo che aveva introdotto il "dubbio scettico" sosteneva di dubitare di tutto poiché lapprensione della realtà avviene tramite la conoscenza sensoriale che ha caratteristiche tali da essere diversa da momento a momento, da individuo e individuo.

Gli stessi scettici che dubitavano di tutto, erano invece certi del proprio pensiero, di avere delle idee, ma dubitavano che a queste idee corrispondessero delle realtà, apprese tramite i sensi ingannatori.

Quello che ora afferma Campanella sconfigge il dubbio scettico, perché può sostenere che con il sensus innatus cè un punto in cui al pensiero, io come soggetto pensante, corrisponde esattamente l io come oggetto pensato e questo accade allinizio del processo di autocoscienza che è anche autoconoscenza perché loggetto pensato, di cui sono cosciente, è talmente semplice, puro, privo di caratteristiche che basta averne coscienza per dire che se ha anche conoscenza.

Posso inoltre legittimamente pensare che questa coincidenza di pensierocoscienza-conoscenza e realtà continui a proporsi anche in seguito.

Quindi il nostro pensiero non nasce svincolato dalla realtà se questo accade allinizio questo accadrà anche in seguito.

Gli scettici quindi che non dubitano del proprio pensiero non possono più nemmeno dubitare che a questo iniziale pensiero io pensante, corrisponda una realtà io pensato che accompagnerà il futuro processo conoscitivo

                                     

5. Sensus abditus e alienazione

La conoscenza di sé dunque è essenziale e primaria nel senso che da lei derivano tutte le altre conoscenze ed è totale perché quando penso lio, penso tutto lio, non solo come soggetto, pensiero, ma anche come oggetto, realtà. La conoscenza delle cose esterne è secondaria e accidentale, perché non è mai totale. Tuttavia, quando luomo privilegia la conoscenza delle cose esterne rispetto al sensus innatus, dimentica sé stesso, aliena sé stesso, ed estraniandosi da sé, si perde.

Campanella sembra avere individuato che tra noi e gli oggetti cè un rapporto non solo teoretico ma anche morale anche Marsilio Ficino risolveva questo rapporto in senso positivamente religioso. Quando noi infatti sentiamo la mancanza di qualche valore, spesso tentiamo di reagire colmando il vuoto che è in noi con il possesso di oggetti, quasi che questi potessero sostituire i valori persi. Tuttavia, quando loggetto perde la sua funzione simbolica e diventa valore reale in sé, allora subentra lalienazione, la follia.

Sulla scia del pensiero di Agostino dIppona, il quale predicava la conversione dalle cose a Dio, secondo Campanella occorre recuperare i valori perduti, anziché perdersi nellalienazione causata dagli oggetti.