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Stress
                                     

ⓘ Stress

Lo stress è una reazione che si manifesta quando una persona percepisce uno squilibrio tra le sollecitazioni ricevute le risorse a disposizione. Si tratta, precisamente, di una sindrome generale di adattamento atta a ristabilire un nuovo equilibrio interno in seguito a fattori di stress. Le alterazioni dellequilibrio interno possono avvenire a livello endocrino, umorale, organico, biologico. Il termine stress venne introdotto per la prima volta in biologia da Walter Bradford Cannon nel 1935; la sindrome venne definita in questo modo da Hans Selye nel 1936.

La sindrome può essere fisiologica, ma può avere anche dei risvolti patologici, anche cronici, che ricadono nel campo della psicosomatica. In generale si suole distinguere tra eustress e distress ovvero rispettivamente stress "buono" e stress "cattivo".

In generale le risposte in seguito allesposizione di stressors possono essere raggruppate in due modi:

  • risposte ritardate, dovute alla natura e alla fisiologia del sistema endocrino e neuroendocrino ;
  • risposte istantanee, dovute alla natura e alla fisiologia del sistema nervoso es. sistema nervoso simpatico che utilizza neurotrasmettitori già sintetizzati e immagazzinati;

Sebbene le risposte siano diversificate in base a diversi stressors, il meccanismo di risposta è stereotipato e coinvolge in serie:

  • prima una risposta istantanea, mediante stimolazione del sistema SSMS Sistema simpatico → Midollare del Surrene;
  • successivamente una risposta ritardata, mediante lazione dellAIIS Asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
                                     

1.1. Descrizione dei fattori che modulano la sindrome Finalità dello stress

Ogni fattore stressante stressor richiama immediatamente delle reazioni regolative neuropsichiche, emotive, locomotorie, ormonali e immunologiche che formano un quadro generale conosciuto come SGA Sindrome Generale di Adattamento Anche eventi di vita quotidiana possono essere considerati stressors e scatenare una sindrome generale di adattamento.

Ladattamento è unattività complessa che si articola nella messa in atto di azioni finalistiche destinate a:

  • lattuazione di strategie da elaborare in caso di esposizione futura a stressori;
  • la generazione di una risposta emotiva soggettiva;
  • la messa in difesa dellorganismo dal fattore stressante;
  • Cambiare l equilibrio interno dellorganismo omeostasi mediante
  • Cambiare l equilibrio esterno allorganismo ambiente per adattarlo alle necessità del soggetto.

Questi due aspetti possono variare in base a molteplici fattori, ma in generale la risposta nei vertebrati si basa su un modello di azione costante e stereotipato.

                                     

1.2. Descrizione dei fattori che modulano la sindrome Fattori che determinano la capacità di adattamento

Il maggiore o minore successo dei processi adattativi capacità di adattamento è dato dal bilancio tra le caratteristiche qualitative e quantitative degli eventi che li suscitano le risorse personali del soggetto coinvolto.

  • Per quanto riguarda le caratteristiche qualitative si considerano
  • livello culturale;
  • caratteristiche temperamentali e di personalità;
  • risonanza soggettiva dellevento.
  • condizioni socio-economiche;
  • letà del soggetto;
  • il suo tempo di reazione;
  • Per quanto riguarda le caratteristiche quantitative si considera un asse temporale e pertanto
  • la durata dellesposizione allo stressor
  • il tempo richiesto dallevento per ottenere un adattamento efficace;
Infatti, un bambino piccolo non riuscirà ad utilizzare appieno e con la stessa velocità una medesima capacità adattativa delladulto. Per contro, risulterà più difficile scansare un proiettile di arma da fuoco che non un pallone;
  • Un terzo fattore che coinvolte sia caratteristiche qualitative e quantitative è dato dalle capacità intellettive del soggetto: la prevedibilità, la conoscenza e la gravità degli eventi giocano un ruolo fondamentale nella possibilità di instaurare delle strategie adattative atte a gestirli meccanismo a feed-forward.

Ad esempio, il lutto per la perdita di una persona cara è, di solito, più facilmente elaborabile quando la persona era anziana e la sua scomparsa era stata prevista da tempo. Allopposto è problematico ladattamento in caso di esposizione a eventi catastrofici e improvvisi.

Un soggetto può essere capace di affrontare determinati eventi, ma non essere in grado di fronteggiare e gestire in modo adattativo con gli stessi esiti eventi differenti. Lo stress cronico risulta essere una delle principali cause di morti accidentali negli eventi bellici, anche identificato come combat stress, in particolare per i casi di "fuoco amico" brothers killing brothers riconducibili spesso ad errori di identificazione e di consapevolezza dovuti allo stato di stress non riconosciuto e non gestito.

                                     

2. Un modello di risposta allo stress: la sindrome generale di adattamento

Hans Selye definì come Sindrome Generale di Adattamento quella risposta che lorganismo mette in atto quando è soggetto agli effetti prolungati di molteplici fattori di stress, quali stimoli fisici ad es. fatica, mentali ad es. impegno lavorativo, sociali o ambientali ad es. obblighi o richieste dellambiente sociale. Citando le sue parole:" nessuna delle grandi forze della materia è tanto efficiente quanto la capacità di difesa e di adattabilità degli esseri viventi di fronte ad ogni mutamento. In ogni uomo vi è forse un parallelismo tra vitalità ed entità delladattabilità ".

Levoluzione della sindrome avviene in tre stadi:

                                     

2.1. Un modello di risposta allo stress: la sindrome generale di adattamento Stadio 1: Reazione dallarme

Lo stadio 1 è suddivisibile in due fasi:

  • Fase di antishock: Lorganismo risponde ai fattori di stress mettendo in atto meccanismi di fronteggiamento coping sia fisici che mentali. Esempi sono costituiti dallaumento del battito cardiaco, pressione sanguigna, tono muscolare ed arousal attivazione psicofisiologica.
  • Fase di shock: Lorganismo recepisce lo stressor e deve ancora elaborare una risposta per fronteggiarlo es: deve decidere se modificare lambiente interno od esterno. Ladattamento non è ancora presente e dunque la resistenza contro il fattore stressante è minima curva ad u nel grafico.

In generale nella risposta fisica è attivato:

  • Dopo qualche ora e parzialmente: lasse endocrino ipotalamo → ipofisi → surrene; ciò permette il rilascio nel circolo sanguigno di ormoni glicoattivi esempio: corticosteroidi;
  • Istantaneamente: il Sistema Simpatico → Midollare Surrene; ciò permette il rilascio nel circolo sanguigno di catecolamine si spiega così la tachicardia, la contrazione muscolare e altri fattori tipici della reazione di attacco o fuga;


                                     

2.2. Un modello di risposta allo stress: la sindrome generale di adattamento Stadio 2: Resistenza

Il corpo tenta di combattere e contrastare gli effetti negativi dellaffaticamento prolungato, producendo risposte ormonali specifiche da varie ghiandole endocrine, ad es. le ghiandole surrenali. La risposta di tipo ritardata è quella presente in maniera prevalente e la sua durata è correlata alla durata di esposizione allo stressor e alla quantità di riserve energetiche dellorganismo.

                                     

2.3. Un modello di risposta allo stress: la sindrome generale di adattamento Stadio 3: Esaurimento o Recupero

Esaurimento, se i fattori di stress continuano ad agire, il soggetto può venire sopraffatto e possono prodursi effetti sfavorevoli permanenti a carico della struttura psichica e/o somatica.

Recupero, se il corpo è riuscito ad eliminare gli effetti dello stressor modifica dellambiente interno, o del set-point omeostatico lo stressor in quanto tale modifica dellambiente esterno. Un esempio di risposta semplice e stereotipata è la seguente:

  • Esposizione a stressors o predizione di uno stressor nel futuro meccanismo a feed-forward
  • Messa in atto della sindrome di adattamento e modifica dei valori normali "set point" di diversi sistemi omeostatici;
  • Adattamento o risoluzione del problema.
  • Ricezione dello stressor ed eventuale elaborazione del messaggio;

Ad esempio, per adattarsi a un clima rigido stressor, si può decidere di accendere un fuoco, o di indossare abiti più pesanti: ladattamento dipende dalle capacità di risoluzione di un problema, ma anche dalla presenza di opportuni elementi ambientali, economici o relazionali.



                                     

3. Fisiologia dello stress

La neurologia cognitiva modellizza la sindrome generale di adattamento come la maggior parte dei processi biologici:

  • Elaborazione di una risposta
  • Integrazione dello stimolo con altri sistemi biologici;
  • Recezione dello stimolo;
                                     

3.1. Fisiologia dello stress 1. Biochimica molecolare nella recezione dello stress

In base alla natura degli stressori il corpo è in grado di recepire i seguenti stimoli:

                                     

3.2. Fisiologia dello stress 2. Biochimica molecolare della risposta veloce

Lo stress si identifica con una secrezione psico-indotta di ormoni catabolizzanti da parte delle ghiandole surrenali in risposta a stimoli ipotalamo-ipofisari. Il sistema simpatico causa il rilascio di adrenalina e noradrenalina, in particolare dalla midollare surrenale. Questi ormoni causano:

  • inibizione del rilascio e dellefficacia dellinsulina insulinoresistenza e possibile diabete mellito tipo 2
  • una dilatazione dei vasi muscolari recettori beta
  • midriasi
  • aumento della sensibilità al glucagone
  • una costrizione dei vasi cutanei pallore e viscerali addominali recettori alfa
  • aumento della frequenza cardiaca conseguente aumento della gittata cardiaca recettori beta
  • broncodilatazione

Questi ultimi due effetti causano lalterazione del metabolismo, spinto verso il mantenimento di alti livelli glicemici.

In breve, un aumento dellidrolisi proteica muscolare e dei trigliceridi fornisce aminoacidi e glicerolo per la gluconeogenesi e causa un calo ponderale; la glicolisi è inibita.

                                     

4.1. Aspetti patologici dello stress Patologia

Una risposta maladattativa a un evento stressante può determinare linsorgenza di un quadro patologico. In caso di disturbo psichico, il quadro clinico mimerà, dal punto di vista sintomatologico, lespressione del disturbo maggiore.

La maladattatività può risultare di interesse clinico qualora consista in sintomi emotivi o comportamentali tali da causare sofferenza soggettiva e una significativa compromissione nel funzionamento sociale e lavorativo del soggetto. Le caratteristiche di fragilità o rigidità del soggetto giocano un ruolo importante nel momento in cui egli deve produrre strategie per rispondere in modo adeguato a una modificazione dellambiente.

Le caratteristiche della sindrome da stress sono

  • sintomatologia preceduta da evento stressante identificabile, sia esso positivo o negativo, verificatosi nei tre mesi precedenti allo sviluppo della sintomatologia.
  • questa deve essere più intensa rispetto alle corrispettive reazioni normali e avere tendenza alla risoluzione spontanea entro un periodo di tempo definito 6 mesi
  • la sindrome non deve rappresentare lesacerbazione dei sintomi di un disturbo mentale di base, legato o meno allevento stressante.

La principale se non altro perché più evidente e diffusa affezione dovuta a questo meccanismo è la calvizie.

Lo stress nella sua forma più acuta può arrivare a provocare la morte per autocoagulazione del sangue "morte da anatema".



                                     

4.2. Aspetti patologici dello stress Diagnosi

La diagnosi del livello di stress cronico a cui è soggetto un individuo non è semplice, né univoca, data la genericità del fenomeno e la soggettività nel reagire ai diversi fattori di stress.

Il metodo più classico per misurare il livello di stress, di impianto prettamente psicologico, si basa sulla compilazione di questionari che indagano o la presenza nella vita del paziente nel presente o nel passato prossimo di fattori di stress, oppure il manifestarsi di sintomi legati allo stress o alla depressione. Risulta chiaro come la soggettività nel reagire ai fattori di stress, o nella stessa valutazione dei sintomi, sia il principale problema di questa metodologia, comunque ampiamente adottata allo stato dellarte.

Nel tentativo di rendere la valutazione il più oggettiva possibile, negli ultimi decenni si è passati a studiare le alterazioni fisiologiche dello stress, che principalmente dipendono da uniperattivazione simpatica e uninibizione del compartimento parasimpatico, principalmente riguardanti gli effettori cardiaci.

La misura diretta dellattività del sistema nervoso può essere effettuata direttamente tramite microneurografia, una tecnica complessa e delicata che registra il livello di attività di un nervo periferico tramite microelettrodi; è tuttavia non adatta per essere applicata su vasta scala.

Dato che il sistema simpatico viene attivato tramite la secrezione di noradrenalina, si può misurare il flusso/ il livello di questo neurotrasmettitore tramite analisi del sangue. Alternativamente si può misurare il livello di ACTH e cortisolo, un ormone immunosoppressore e potenzialmente diabetizzante rilasciato in caso di stress, in sangue, urine o nella saliva. Un metodo completamente diverso si basa sullo studio dellattività cardiaca e pressoria nel soggetto, dato che la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa dipendono essenzialmente dalla bilancia dellattività simpato-vagale.

Monitorando il soggetto attraverso lelettrocardiogramma e un holter pressorio in un ambiente accuratamente preparato per risultare privo di alcuno stimolo si può, con relativa accuratezza, misurare lo stato vegetativo del paziente stesso. Lo stress si può quantificare quindi strumentalmente, come la variazione di tre fattori:

  • variabilità della frequenza cardiaca in inglese Heart Rate Variability, HRV
  • limpedenza cutanea
  • il pattern pressorio

Si è rilevato che, in caso di soggetto stressato, si ha un aumento dellimpedenza cutanea, nonché un aumento stabile a riposo della pressione arteriosa di 10mmHg, sia in clinostatismo che in ortostatismo. Ma gli indici che si sono rivelati più indicativi sono lo studio in frequenza della variazione della lunghezza dei battiti cardiaci, analisi effettuata a partire da un tacogramma, grafico ricavato da un normale ECG ponendo in ascissa la sequenza di battiti cardiaci e in ordinata la loro lunghezza normalmente calcolata dal picco dellonda R presa in considerazione al picco della R successivo. La distribuzione di potenza sulle diverse frequenze cambia in modo peculiare a seconda del livello di stress: in particolare unattivazione del sistema simpatico diminuisce la potenza distribuita alle frequenza più alte.

                                     

4.3. Aspetti patologici dello stress Stress da lavoro

Lo stress da lavoro, o stress lavoro correlato, non è di per sé una patologia, ma il lavoratore può assentarsi a causa dello stato di malessere provocato, e può essere indennizzata dall’Inail la malattia professionale, se lo stress causa danni fisici e psicologici: non è raro, ad esempio, che dallo stress eccessivo derivino forme anche molto gravi di depressione.

Lo stress da lavoro ha molte cause, tra cui lunghe ore, carico di lavoro, precarietà del lavoro, la minaccia della perdita o di aumento del lavoro, e conflitti con altri lavoratori o con il capo.

                                     

4.4. Aspetti patologici dello stress Eustress

Quando il livello di stress è rilevante, ma non provoca condizioni patologiche, si definisce eustress o eucrasia, una situazione ai limiti superiori della norma, ma che viene rilevata dal soggetto come pura quotidianità; secondo uno studio del 2005 tale condizione è stata rilevata in due popolazioni statistiche specifiche: marine americani e gli operatori di un team di Formula uno.

In unaltra ricerca sono state studiate due gruppi di studenti universitari. È stato così rilevato che:

  • le persone che allinizio dellanno avevano livelli di stress ai livelli superiori della norma, hanno mantenuto più o meno intatto tale stato eucrasia e al momento degli esami di fine stagione hanno ottenuto votazioni alte;
  • le persone più tranquille a inizio anno, hanno aumentato i livelli di stress allapprossimarsi della data desame, raggiunto il quale hanno prodotto votazioni inferiori.
                                     
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