Indietro

ⓘ Classificazione nomotetica dei disturbi psichici




                                     

ⓘ Classificazione nomotetica dei disturbi psichici

La classificazione dei disturbi mentali è una questione delicata, che a lungo è stata sottoposta a variazioni in base alle diverse filosofie che hanno guidato, nelle successive fasi storiche, la ricerca scientifica.

Nella storia della psichiatria e della psicologia dalla fine dellOttocento ad oggi in Europa, sono stati presi in considerazione diversi criteri, in base ai quali sono state costruite "mappe" o "griglie" più o meno dettagliate ed accurate.

Philippe Pinel 1745-1826, medico francese, viene celebrato ai nostri giorni come colui che tolse le catene ai pazzi ". In Italia, la legge Basaglia del 1978 ha fatto chiudere i manicomi per spostare lasse di trattamento sul territorio. Il principio di base è che il malato psichico ha gli stessi diritti del malato fisico, e ogni forma di dualismo è da ritenere un approccio errato.

Attualmente è considerabile malattia ogni stato di sofferenza in ambito non solo fisico e mentale, ma anche relazionale, familiare, sociale e lavorativo. Un elenco completo delle malattie mentali si trova al capitolo V della classificazione ICD-10 nel sito dellOMS.

                                     

1. La funzione colpita dalla malattia

La psicopatologia generale descrittiva, di matrice italiana o dei paesi latini in genere, portava lattenzione alla funzione colpita dalla malattia e costruiva una prima distinzione tra:

  • disturbi della personalità
  • disturbi delle attività razionali e logiche, la cosiddetta "noopsiche"
  • disturbi della vita affettiva e dellumore "timopsiche"

Questa tripartizione veniva a sua volta dettagliata in:

  • patologia delle percezioni: illusioni e allucinazioni
  • patologia della attenzione:
  • demenza se invece il disturbo interviene nel corso della vita della persona
  • patologia dellintelligenza, distinta a sua volta in
  • patologia della memoria:
  • oligofrenia o debolezza mentale o deficienza se il disturbo è presente fin dalla nascita
  • patologia dellideazione e delle associazioni: da intossicazioni esogene o malattie organiche, da stati depressivi o di eccitamento maniacale, deliri, idee fisse incoercibili, ossessive, stati anancastici depressivi od ossessivi
  • allopsichica o crisi di derealizzazione quando si ha limpressione che il mondo esterno sia cambiato, irreale e il malato vive la realtà come se fosse un sogno
  • patologia della volontà: demenze e deficienze, neurastenia, abulia, apatia, ipocondria, malinconia, crisi reattive, crisi di panico, crisi isteriche
  • patologia della affettività: depressione, astenia, apatia, neuroastenia, eccitamento maniacale, ipomania, sindrome maniaco-depressiva, ansia, angoscia, catatimia, pensiero magico
  • sindrome autopsichica quando il malato ha limpressione di non essere lui ad agire e a sentire ma un altro in vece sua
  • patologia della coscienza: sopore, torpore, stati crepuscolari, perdita dellorientamento spaziotemporale, deliri, sindromi epilettiche, sindromi isteriche, sdoppiamenti della personalità, crisi di depersonalizzazione a sua volta distinguibile in
  • somatopsichica quando il malato ha limpressione che il proprio corpo non gli appartenga o non esista
  • patologia del senso morale: stati di deficienza o demenza, paralisi progressive, malattie organiche come lencefalite letargica, danni causati da alcolismo cronico o tossicomanie, immoralità costituzionale, psicopatia
  • patologia del comportamento: reazioni aggressive, reazioni esplosive, crisi a corto circuito, perdita dellistinto sessuale, aberrazioni sessuali, impotenze, inversioni sessuali, perversioni sessuali
  • patologia degli istinti: perdita dellistinto vitale, volontà suicida, perdita dellistinto della nutrizione, del pudore sessuale, delle abitudini sociali e della pulizia
                                     

2. Letà di insorgenza della malattia

Un altro criterio, usato nei paesi latini ed in quelli anglosassoni, focalizzava lattenzione sulletà di insorgenza della malattia o del disturbo e pertanto distingueva in

  • malattie e disturbi della età adulta
  • malattie e disturbi delletà involutiva malattie psichiche ed organiche tipiche dellinvecchiamento
  • malattie della età evolutiva
  • arresti e ritardi dello sviluppo psichico
                                     

3. Landamento della malattia

Un altro criterio, di matrice tedesca Kraepelin concentrava lattenzione sullandamento della malattia, distinguendo quindi i quadri clinici in:

  • quelli ciclici che mantengono in certo quale andamento più o meno cronico ad es. certi tipi di nevrosi, depressioni monopolari e bipolari
  • quelli evolutivi in senso peggiorativo, nei quali il malato peggiora sempre più ad es. schizofrenia, e tutte le malattie organiche degenerative
                                     

4. La psichiatria tedesca

La psichiatria classica tedesca costruiva un sistema volto a distinguere tra reazioni conflittuali, sviluppi neurotici, strutture neurotiche, sviluppi psicopatici, pseudopsicopatie, alcolismo e tossicomanie, come segue:

  • Reazioni conflittuali: dipendenti cioè da un fattore esterno
  • esaurimento - tentato suicidio - lutto
  • da sollecitazione estrema: esami/studio - ansia acuta
  • finalistiche - ansia da trauma, ansia cronica generalizzata
  • Sviluppi neurotici: qualcosa presente allinterno della persona e che si sviluppa col tempo
  • isteria - sviluppo cardiofobico
  • depressione neuro-reattiva - sviluppo depersonalizzazione derealizzazione
  • ossessione - sviluppo sensitivo/paranoide
  • ansioso fobico - sviluppo ipocondriaco
  • Strutture neurotiche
  • ossessiva - schizoide
  • isterica - depressiva
  • Sviluppi psicopatici:
  • anancastico - di valorizzazione
  • insicuro - querulomanico
  • astenico - instabile
  • depressivo - freddi
  • Alcolismo / tossicomanie
  • Pseudopsicopatie


                                     

5. Origine della malattia

Se adottiamo il criterio dellorigine del disturbo psicologico, è possibile distinguere le malattie mentali in tre grandi categorie:

  • psicogenesi: sono le nevrosi di tutti i tipi, non hanno causa organica ed i sintomi sono interpretati dalla psicoanalisi come espressione di un conflitto che spesso risale allinfanzia e che ha radici nel primo nucleo familiare; il conflitto costituisce un compromesso tra i desideri spesso rimossi e la realtà.
  • le nevrosi sono inquadrabili in tre categorie: isteria, ossessione, forme miste.
  • questi disturbi se non arrivano a compromettere gravemente il regolare svolgimento della vita di una persona sono normalmente risolvibili con la sola psicoterapia e non richiedono un intervento psichiatrico; nei casi più gravi può essere necessario affiancare alla psicoterapia vera e propria interventi farmacologici ansiolitici o antidepressivi lievi o farmaci ad azione combinata o altre forme di sostegno psicologico non verbale
  • questi problemi possono essere stati in qualche modo compensati dal paziente, ma possono poi emergere in concomitanza con certi appuntamenti importanti ed archetipici nella vita di una persona.
  • le nevrosi sono caratterizzate in varia maniera da stati di angoscia, ansia, astenia, ipocondria, alterazione dei ritmi circadiani, eccitazione, narcisismo, fobie, coazione a ripetere, alterazioni del tono dellumore e della affettività, cenestopatie e psicosomatizzazioni di vario genere.
  • secondo la psicologia e la psichiatria tradizionale, si può affiancare alle tre categorie sopraddette di disturbi, anche una quarta che è rappresentata dalle cosiddette nevrosi o psicosi reattive. Si tratta di disturbi che insorgono in seguito ad un avvenimento esterno e che possono compromettere più o meno gravemente lequilibrio psicologico di una persona; parliamo quindi di nevrosi o psicosi gravidica, puerperale, da lutto, da shock, da guerra, da incidente, da trauma, da detenzione, da tortura, da avvenimenti eccezionali e di particolare gravità.
  • endogenesi: sono le psicosi vere e proprie;
  • si usa il termine di psicosi endogena cioè che viene dal di dentro indicando con questa parola il fatto che
  • la malattia viene dallinterno del cervello,
  • la malattia lascia delle alterazioni riscontrabili in alcuni nuclei biochimici nel cervello e nel funzionamento delle sinapsi
  • non avviene per una causa di natura organica,
  • le psicosi definite endogene sono: schizofrenia, paranoia, depressione monopolare o bipolare ciclotimia
  • in questi casi la cura attualmente più efficace consiste in una forma particolare di psicoterapia caratterizzata dal fatto di essere multimodale e di staff, comunitaria o ambulatoriale, associata alla terapia con psicofarmaci che consentono di ripristinare le comunicazioni su base biochimica
  • in questo contesto la psicosi, oltre che endogena, veniva anche denominata "funzionale" intendendo con questo termine il fatto che una sindrome di carattere psicologico viene a ledere un meccanismo biologico che è alla base di una funzione
  • organogenesi: malattie su base organica, riscontrabili con strumenti diagnostici medici; a seconda della gravità del disturbo si può parlare di nevrosi sintomatica e psicosi sintomatica
  • i disturbi gravi o gravissimi quali le psicosi organiche possono essere provocate da encefalopatie vascolari arteriosclerosi, demenza senile, malattia di Alzheimer, intossicazione da metalli, gas, droghe, alcol, medicinali, tumori cerebrali ed in particolare dai tumori del lobo frontale del cervello
  • una classificazione tradizionale della psichiatria suddistingue le malattie psichiche organiche in
  • in queste forme è riscontrabile alla base del disturbo unalterazione organica che può essere patologica, tossica, infettiva, traumatica, endocrina, metabolica, neoplastica, degenerativa, genetica, involutiva
  • per quanto concerne i disturbi lievi, si pensi ad es. allottundimento e alle lievi alterazioni della coscienza che subentrano a causa della semplice influenza febbrile, da malattie esantematiche come la scarlattina e la varicella, o agli stati di ansia indotti da malattie cardiache o endocrine
  • oligofrenia o deficienza o debolezza mentale, se la malattia è presente dalla nascita oligofrenici che per la psichiatria classica sono definiti idioti - Q.I. inferiore a 20- imbecilli - Q.I. da 20 a 35- debole mentale - Q.I. da 35 a 50- subnormale - Q.I. da 50 a 70
  • demenza, se invece la persona nasce sana e una malattia interviene nel corso della vita a lederne le funzioni intellettive e vitali
  • si pongono invece tra le nevrosi le psicosi i cosiddetti pazienti "border" o "borderline", termine che indica una sindrome marginale, intermedia, difficile da classificare secondo i quadri nosologici classici; la condizione di border è per lo più causata dal concorrere di numerose cause patogene, e dalla presenza di conflitti profondi di tipo psicotico mascherati in superficie da meccanismi di difesa di tipo nevrotico
  • con laffinarsi della tecnica medica probabilmente sfumerà la distinzione tra malattia endogena e organica poiché sarà possibile distinguere meglio le differenti patologie
                                     

6. La psichiatria dinamica

Col termine di "psichiatria dinamica" si intende un indirizzo della psichiatria che:

  • tende ad una sintesi tra psichiatria e psicoanalisi
  • valorizza gli aspetti psicologici ed interpersonali rispetto a quelli medico biologici
  • pone tra i fondamenti il concetto di inconscio
  • interpreta il disturbo nei termini del tentativo di risoluzione di un conflitto tra pulsioni diverse

Partendo da questi principi, i disturbi psichici vengono per lo più classificati come segue:

  • sindromi ansiose
  • sindromi nevrotiche
  • crisi dansia
  • ansia occulta
  • sindromi psiconevrotiche
  • ansia latente
  • affettive
  • funzionali
  • cenestopatiche
  • sindromi neuroasteniche
  • ipocondriache
  • asteniche
  • fobia da situazione
  • fobia da oggetti
  • fobia da esseri viventi
  • sindromi fobiche
  • sindromi ossessive
  • immagini, idee o impulsi ossessivi
  • fobia ossessiva
  • azioni / comportamenti coatti anancasmo
  • ossessione dubitativa
  • sindromi isteriche
  • con sintomi somatici
  • miste
  • con sintomi psichici
  • personalità esplosive
  • depressivi
  • fanatici
  • apatici o freddi
  • instabili o labili
  • insicuri
  • sindromi caratteriali
  • astenici
  • sindrome psicogena immediata successiva al trauma
  • sindromi post-traumatiche
  • ipertimici
  • abulici
  • narcisisti
  • sindrome psicogena traumatica tardiva
  • sindromi dellapparato locomotore
  • sindromi dermatologiche
  • sindromi dellapparato respiratorio
  • sindromi dellapparato cardiocircolatorio
  • sindromi dellapparato urogenitale
  • disordini dellalimentazione
  • sindromi dellapparato gastroenterico
  • sindromi psicosomatiche
  • sadomasochismo
  • zoorastia
  • sindromi deficitarie: impotenza, eiaculazione precoce, frigidità, vaginismo, dispareunia
  • sindromi psicosessuali
  • il feticismo
  • esibizionismo / voyeurismo
  • la masturbazione nelletà adulta
  • intossicazione, assuefazione, dipendenza da droghe dei vari tipi
  • ebbrezza semplice
  • dipsomania
  • alcolismo acuto
  • ubriachezza patologica
  • sindromi tossicofiliche
  • allucinosi alcolica
  • delirio psicotico di gelosia
  • alcolismo cronico
  • delirium tremens
  • alterazioni della personalità
  • psicosi allucinatoria alcolica cronica
  • encefalopatie carenziali
  • sindrome distimica endogena monopolare depressione endogena
  • sindromi distimiche
  • sindrome distimica endogena bipolare ciclotimia, sindrome maniaco-depressiva
  • sindromi distimiche del periodo involutivo
  • depressioni nevrotiche pure
  • depressioni nevrotiche reattive
  • sindromi schizofreniche
  • sindromi pseudoneurotiche o pseudopsicopatiche
  • sindromi parafreniche
  • sindromi ebefreniche
  • sindromi paranoidi
  • sindrome catatonica
  • schizofrenia simplex
  • depressioni episodiche tendenti a cronicizzazione
  • stati neurotici con aspetti distimici
  • sindromi marginali
  • psicosi con aspetti distimici e schizofrenici
  • stati tipo border o borderline
  • psicosindrome esogena acuta causata da malattia organica
  • demenza presenile o malattia di Alzheimer
  • epilessia
  • oligofrenia: genetica pre-peri-post natale, patogena o traumatica
  • psicosindrome endocrina semplice, distimica, schizofrenica
  • disturbi mentali nellinfezione luetica
  • psicosindrome cerebrale diffusa causata da malattia organica, trauma, intossicazione, invecchiamento
  • demenza senile e arteriosclerotica
  • psicosindrome cerebrale a focolaio causata da malattia organica trauma, intossicazione, invecchiamento
  • sindromi psicorganiche


                                     

7. Il criterio descrittivo

Questa brevissima rassegna mette in evidenza la diversità di scuole, teorizzazioni, orientamenti e tendenze in materia di psicologia, psicoterapia, psicoanalisi e psichiatria che, ai giorni nostri, sono tutti contemporaneamente presenti.

Di fronte a questa situazione, e ai possibili problemi di incomprensione tra i diversi operatori nel campo, lAssociazione Psichiatrica Americana USA, fin dal 1952 si è preoccupata di creare uno strumento comune ed un testo base di riferimento, che potessero costituire un linguaggio comune ed univoco che fosse al di sopra delle differenze tra le diverse scuole e teorie.

Questo lavoro, in continuo aggiornamento e revisione, ha prodotto il "Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali" denominato DSM Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders che viene regolarmente riaggiornato, ed ha avuto un impatto tale, da essere prima adottato in tutti i paesi di lingua inglese ed in seguito tradotto in cinese, danese, olandese, finlandese, francese, tedesco, greco, italiano, giapponese, norvegese, portoghese, spagnolo, svedese.

I campi nei quali il DSM è principalmente utilizzato sono quelli della psicologia, psicoterapia, psichiatria sia private che pubbliche, nella medicina legale, nei tribunali e nellamministrazione della giustizia in genere, nei contesti istituzionali pubblici e di ospedalizzazione. Il criterio scelto dai compilatori del DSM è quello della descrizione estremamente accurata del disturbo e nella sua relativa catalogazione. Nella stessa introduzione al DSM-III si chiarisce, come segue, il criterio adottato:

Il DSM pertanto fornisce una descrizione dettagliata di ogni disturbo precisandone le modalità, le manifestazioni associate, il decorso, letà di insorgenza, le menomazioni, le eventuali complicanze, i fattori predisponenti, la prevalenza, la distribuzione tra i sessi, la familiarità ed i criteri per la diagnosi differenziale da altri disturbi.

I disturbi vengono catalogati come segue:

  • condizioni che richiedono attenzione e trattamento ma non sono attribuibili ad un disturbo mentale
  • disturbo delirante paranoide
  • disturbi che esordiscono solitamente nella infanzia, nella fanciullezza, nelladolescenza
  • disturbo delladattamento
  • disturbi dissociativi e isterici
  • disturbi da uso di sostanze psicoattive
  • disturbi somatoformi
  • disturbi dansia e di fobia
  • disturbi psicotici non classificati altrove
  • disturbi dellumore
  • disturbi del sonno
  • schizofrenia
  • disturbi di personalità
  • disturbi fittizi
  • fattori psichici che incidono sulla condizione fisica
  • disturbi del controllo degli impulsi non classificati altrove
  • disturbi sessuali / parafilie
  • sindromi e disturbi mentali organici
                                     
  • disturbi mentali Classificazione nomotetica dei disturbi psichici Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali Terapia dei disturbi psichici
  • cognizioni e dei comportamenti abnormi, i quali sono i prodotti di una mente alterata Sims, 1995 I disturbi psicopatologici o disturbi mentali possono