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ⓘ Collezione di Ruben




                                     

ⓘ Collezione di Ruben

La collezione di Ruben è il nome delle registrazioni sonore conservate più antiche della Danimarca, per un totale di 154 cilindri fonografici registrati a Copenaghen tra il 1889 e il 1895 sul fonografo, primo apparecchio capace di registrare e riprodurre suoni, perfezionato di Thomas Edison. Le registrazioni furono condotte dal console generale e il grossista Gottfried Moses Ruben, da cui il nome della collezione. Lavorò come agente generale per l’Edison Manufacturing Company in tutta la Scandinavia in collaborazione con il suo socio in affari lo strumentaio Theodor Valdemar Cornelius-Knudsen. Nel caso di dimostrazioni del fonografo un pubblico pagante potrebbe ascoltare registrazioni selezionati e spesso attuali con famosi attori, cantanti e musicisti danesi. Pertanto, la totalità delle registrazioni costruisce una colonna sonora del teatro e della musica di Copenaghen nella prima metà degli anni 1890.

Questa collezione di beni culturali quasi dimenticata è conservata nella Biblioteca Reale di Aarhus già nota come la Biblioteca di Stato e fu stata digitalizzata nel 2007. 127 dei cilindri sono successivamente ripristinati del suono e resi disponibili online nel 2015.

                                     

1.1. La storia della collezione La storia della produzione della collezione 1889-1895

L’introduzione del fonografo perfezionato di Edison in Europa successe per la prima volta all’Esposizione universale di Parigi in maggio 1889. Qualche mese più tardi il console generale Gottfried M. Ruben lo portò in Danimarca in collaborazione con la ditta Cornelius Knudsen.

La prima dimostrazione del fonografo in Danimarca ebbe luogo al Palazzo di Fredensborg il 28 settembre 1889, dove la famiglia reale fu permessa di fare esperienza col nuovo strumento. Durante i mesi successivi ci furono dimostrazioni per la stampa, per i membri della Federazione dell’Industria ed altre associazioni. Infine il 23 febbraio 1890 il fonografo fu dimostrato al pubblico per la prima volta dopo aver ottenuto miglioramenti di riduzione del rumore sin dal suo arrivo nel paese. A quei tempi il fonografo ebbe costoso e tecnicamente avanzato. Le dimostrazioni non ebbero economici e l’acquisto del fonografo ebbe fatto da ricconi e uomini d’affari. Più spesso il fonografo fu stato dimostrato nelle fiere di paese e nei luna park. In questo modo si poteva cominciare a sfruttare la curiosità creata dalla novità e cominciare a diffondere una certa conoscenza delle possibilità della nuova invenzione. Ad esempio, il fonografo fu esposto più volte nei Giardini di Tivoli a Copenaghen, anche in connessione con una mostra di pittura.

L’interesse del fonografo continuò fino a maggio 1892 dopodiché il pubblico sembrò perdere l’interesse fino a 1894 dove un nuovo modello del fonografo, migliorato e semplificato al modello precedente di Edison, fu stato presentato. L’introduzione del nuovo fonografo successe alla Fiera Colombiana di Chicago nel 1893. Ebbe introdotto in Danimarca nel febbraio 1894.

Le ottimizzazioni includevano un utilizzo più semplice dello strumento e l’automazione aggiunta significava che il rullo ora girava ad un ritmo costante. Questa versione semplificata ha contribuito all’espansione del fonografo e delle registrazioni sonore. L’intenzione era venderlo per l’utilizzo in ambienti di lavoro come dittafono alle lettere che dopo si poteva trascrivere sulla macchina da scrivere. In gran parte però il fonografo è stato ancora utilizzato come un oggetto di attrazione e fu esposto in una sala espositiva presso la Rådhuspladsen nel centro di Copenaghen e poi come distributore automatico del fonografo nei Giardini di Tivoli e presso lo Zoo di Copenaghen.

Sebbene il valore della notizia del fonografo diminuisse gradualmente, Ruben continuò a esporre le registrazioni fonografiche in modi nuovi, come quando espose una raccolta di registrazioni delle canzoni del defunto Peter Schram in connessione con la sua morte nel 1895. Di questa raccolta una singola registrazione è conservata nella collezione di Ruben oggi.

Nel passaggio al ventesimo secolo il fonografo fu più economico e più facile da utilizzare. Pertanto è diventato disponibile come intrattenimento domestico per una parte più ampia della popolazione.

                                     

1.2. La storia della collezione I primi trasferimenti dai cilindri fonografici ai dischi fonografici

Dopo la morte di Gottfried Ruben nel 1897 alcune parti della collezione rimasero sotto la custodia della famiglia. All’inizio del 1936 il figlio Victor Gottfried Nathan Ruben 1876-1942 donò tre scatole di fino a 48 rulli al giornalista e collezionista Knud Alexander Berling Hegermann-Lindencrone 1907-94. Successivo altre tre scatole dalla raccolta affidate al Collegio di tecnologia avanzata oggi l’Università tecnica della Danimarca da G. Ruben furono aggiunte alla collezione di Hegermann. Alla fine del 1935 o all’inizio del 1936 la casa discografica Nordisk Polyphon non volle ricevere la collezione ed invece ebbe invitato Hegermann-Lindencrone a contattare V. Ruben.

Nel 1935 in occasione del settantesimo compleanno del famoso tenore danese Vilhelm Herolds, Hegermann ebbe trasferito sei cilindri a tre dischi. Herold ebbe registrato canzoni sia sui dischi ancora in circolazione sia sul fonografo, ma le prime registrazioni sui cilindri fonografici non ebbero più disponibile nel 1935. I rulli trasferiti provennero circa dal 1901-1903. Si stima che questa cooperazione sia l’idea di Polyphon per attirare l’attenzione di Hegermann sulla collezione di Ruben e di V. Ruben.

Hegermann-Lindencrone prese l’iniziativa nel 1936 di pubblicare un minor numero di registrazioni nella collezione di Ruben sui dischi grammofonici. Dopo essere stati dimenticati per 40 anni un piccolo numero dei cilindri fu trasferito elettricamente sul disco su richiesta del programma radio" L’ascoltatore della radio” e così è venuto alla conoscenza del pubblico." L’ascoltatore della radio” era un programma radio settimanale in cui Hegermann recensiva i dischi grammofonici e menzionò con entusiasmo la collezione di Ruben come un cimelio unico.

Nel febbraio 1936 Hegermann offrì un abbonamento sull’uscita di due dischi ai suoi ascoltatori. L’uno con cantanti e l’altro con attori tutti associati col Teatro reale. Con l’uscita c’erano piani per accompagnarla con un libretto contenente trascrizioni dei testi ed altre informazioni. Oggi questi due dischi sono estremamenti rari.

                                     

1.3. La storia della collezione Il trasferimento

Nel trasferimento è stata utilizzata la tecnica originale senza aiuto elettrico. Un fonografo Edison Amberola dal 1910 con un braccio speciale accoppiato a un corno molto grande giocavai cilindri originali. Il suono è poi stato registrato dalle tecniche di registrazione del Polyphone con il tipo di microfono utilizzato normalmente dalle case discografiche.

La pressione sonora è stata tagliata in cera per essere successivamente trasferito a disco fonografico. Non era possibile modificare le registrazioni, pertanto doveva fare tutto in una sola ripresa.

Hegerman registrò dopo il 1937 un certo numero dei spettacoli del Teatro reale danese. Di queste registrazioni, circa 1.600 in totale, alcuni esistono ancora oggi nell’archivio cassetta di Hegermann-Lindencrone nel Teatro reale danese e diversi sono pubblicati su disco in vinile e CD.

Grandi parti della raccolta di dischi di Hegermann, inclusi i cilindri fonografici Ruben conservati, furono dal 1990 parte delle collezioni della Biblioteca di Stato.



                                     

1.4. La storia della collezione La collezione oggi

Nel 1990 la Biblioteca di Stato ora parte della Biblioteca Reale a Aarhus fu stata data l’opportunità di acquistare la collezione di cilindri fonografici di Hegermann-Lindencrones una famiglia nobile danese. Questa parte della collezione consisteva di circa 80 rulli della collezione di Ruben e contiene principalmente la parlata e la cantata. Nel 2007 la Biblioteca di Stato acquistò da un collezionista privato svedese circa 70 rulli costituiti principalmente da registrazioni strumentali. Il Museo della varietà danese ha anche consegnato tre rulli alla biblioteca. Due rulli sono ancora in proprietà privata.

                                     

1.5. La storia della collezione La digitalizzazione ed il ripristino della Biblioteca di Stato

Nel 2004 la Biblioteca di Stato ebbe acquistato un cosiddetto archeofono vedi foto. L’archeofono è un lettore meccanico ed elettrico estremamente raro fatto dal francese Henri Chamoux per digitalizzare i cilindri fonografici. Con questo lettore si potrebbe cominciare a digitalizzare la collezione danese dei cilindri fonografici. Il lettore è progettato per ridurre al minimo l’usura dei fragili cilindri. Rendere accessibile i rulli al pubblico è ostacolato proprio per questa fragilità. Nel tempo i rulli furono stati esposti al calore, all’umidità e persino l’uso inappropriato dei precedenti proprietari e perciò sono molti fragili.

Nellottobre 2007 arrivò ad Aarhus uno dei maggiori esperti europei nel trasferimento dei cilindri fonografici, Franz Lechleitner, per digitalizzarli che ci furono voluti circa una settimana. I segnali audio dell’archeofono sono stati digitalizzati in una risoluzione di 24bit e ad una frequenza di campionamento di 96 kHz.

                                     

1.6. La storia della collezione Problemi nel trasferimento

Ci sono particolarmente due problemi principali che hanno complicato il processo di digitalizzazione: Un problema analogo della velocità di rotazione dei rulli e un problema digitale della rielaborazione fonetica.

La velocità: poiché nel 1890 non esisterono ancora standard per le velocità di rotazione dei cilindri non si conobbero precisamente le velocità variabili utilizzate durante le registrazioni. Questo deve essere considerato da cilindro a cilindro durante il processo di digitalizzazione. Claus Byrinth e Steen Kaargaard Nielsen determinano che è probabile che sia stato tra circa 100 e 150 giri al minuto questo offre un’opportunità per una fluttuazione tonale di circa una quinta.

La velocità di rotazione è particolarmente centrale per i primi 80 cilindri in cui il contenuto è principalmente di canto e parola, in quanto è praticamente impossibile sapere come queste voci hanno suonato se non in grado di confrontarle con altre registrazioni simultanea degli stessi artisti.

La post-elaborazione digitale: nella post-elaborazione digitale ci sono tre problemi centrali. Questi sono 1) grandi cracks che viene dalle incrinature o di graffi nei rulli, 2) crackling paragonabile al suono della padella ed infine 3) hissen’ un rumore di fondo che esiste dietro l’audio effettivo.



                                     

2.1. Il contenuto della collezione Opere e opere teatrali nel Teatro Reale di Copenaghen

18 dei cilindri sono identificati come registrazioni di opere, opere teatrali e canzoni eseguite da artisti associati al Teatro Reale di Copenaghen. Alcuni dei cilindri possono essere datati molto precisamente a causa dei annunci finali nelle registrazioni. Tuttavia, la stragrande maggioranza dei cilindri sono senza data, ma probabilmente risalgono tra 1890-1895, in molti casi in base ai articoli di giornale, annunci o programmi di concerto.

Tre dei 18 cilindri sono registrazioni di cantanti d’opera danesi tra cui Peter Schram che canta un’aria da Don Giovanni di Mozart e Niels Juel Simonsen che canta un’aria da Faust di Gounod, in entrambi i casi tradotti in danese. Soprattutto il primo è interessante in quanto Schram è considerato il primo cantante di Mozart di cui è conservata una registrazione sonora. Schram esegue la sua aria a cappella mentre Simonsen è accompagnato da un pianista sconosciuto.

Oltre alle opere di fama internazionale ci sono anche esempi di estratti di numerosi drammi danesi che includono tra altri pezzi di Ludvig Holberg e Adam Oehlenschläger.

                                     

2.2. Il contenuto della collezione Le canzoni scandinave

Tra i cilindri della collezione di Ruben ci sono anche registrazioni delle più popolari canzoni del tempo eseguite dei più famosi cantanti di concerto del tempo. La maggioranza delle canzoni sono danesi e svedesi, ma ci sono anche canzoni norvegesi, inglesi e francesi. Le canzoni sono tipicamente registrate a capella o con accompagnamento di pianoforte. Spesso i brani sono modificati per adattarsi al formato breve dei cilindri.

Quanto fosse insolito sentire la propria voce registrata e forse anche il significato delle limitazioni tecniche per registrare audio si esprime nell’annuncio finale della canzone norvegese Killebukken cantata dalla cantante svedese Anna Norrie. Generalmente l’annuncio finale indica data e nome, ma Anna Norrie invece annuncia la sua insoddisfazione per il risultato della registrazione.

                                     

2.3. Il contenuto della collezione La letteratura danese

Nella collezione di Ruben è rappresentato anche il famoso scrittore e poeta danese Hans Christian Andersen con la fiaba" È proprio vero!” Det er ganske vist in una versione abbreviata. Dovrebbe essere l’attore Elith Reumert in particolare conosciuto dal Teatro Reale di Copenaghen che recita la fiaba. Tuttavia non è noto con certezza in quanto manca l’etichetta del cilindro.

La collezione di Ruben contiene anche un frammento del sermone funebre di Holger Drachmann. È uno dei pochi esempi nella collezione di poesia danese. Questo sermone funebre di un pescatore annegato fu recitato dal attore Benjamin Pedersen che fu affiliato con Teatro del Popolo 1876-1889 ed il Teatro di Dagmar 1889-1897. La buona qualità sonora della registrazione indica che il cilindro è registrato nel 1895.

                                     

2.4. Il contenuto della collezione I fratelli Variali

Nei cilindri sono rappresentati anche due fratelli musicisti italo-danesi. I vivaci fratelli Variali, Dominico e Florindo. Sono rappresentati in un totale di cinque registrazioni dal 1894 in cui Dominico suona il pianoforte e Florindo suona il violino o il pianoforte. Queste registrazioni sono tra i cilindri meglio conservati nella collezione di Ruben. Il pianoforte fu al tempo uno degli strumenti più difficile registrare con successo.

Per esempio c’è una registrazione dei fratelli Variali in cui suonano al violino accompagnato al pianoforte la famosa canzone del Toreador dall’opera Carmen.

                                     

2.5. Il contenuto della collezione Apparazioni come ospite dall’estero

La collezione di Ruben non consiste esclusivamente di registrazioni da Copenaghen, ma anche di registrazioni dall’Inghilterra, la Francia e gli Stati Uniti. Queste registrazioni potrebbero affascinare il pubblico con voci famosi e registrazioni orchestrali virtuose da tutto il mondo ed allo stesso tempo dimostrare che la macchina del suono potrebbe riprodurre il suono ovunque e in qualsiasi momento.

Nella collezione si trova anche due registrazione del musicista militare inglese Arthur Henry Smith registrato a Londra e una registrazione da New Jersey di una famosa canzone americana, The Laughing Song, cantata dal cantante statunitense George W. Johnson. Nonostante il testo politicamente scorretto di oggi con una rappresentazione negativa e stereotipata degli afroamericani, The Laughing Song fu una delle registrazioni su cilindro più vendite nel mondo.

                                     

3. Accesso alla collezione di Ruben

Le registrazioni audio digitalizzate dei cilindri fonografici di Ruben sono disponibili in diversi luoghi. Un elenco completo di file mp3 scaricabili è disponibile sul sito web della Biblioteca di Stato. I diritti d’autore delle registrazioni sono scaduti e sono pubblicati con la licenza CC-by di Creative Commons, che significa che possono essere utilizzati liberamente per scopi commerciali a patto che venga indicato l’autore dell’opere. Inoltre, le registrazioni fanno parte di Europeana Sounds, vale a dire che sono ricercabili tramite il portale Europeana.

                                     
  • decisiva alla fondazione della collezione d arte della galleria fu il trasferimento in essa della rinnovata collezione del Centro culturale Armeno, precedentemente
  • con due piloti, lo spagnolo Rubén Xaus e lo stesso team manager Marco Borciani, che incomincia a sdoppiarsi nel ruolo di pilota e dirigente. I risultati
  • arti di Praga. Il suo insegnante fu il pittore storico tedesco Christian Ruben che era allora direttore dell Accademia. Dopo la morte del padre, che aveva
  • disco, tra le mani del violinista americano. Lo strumento è poi passato a Ruben Gonzales, primo violino della Chicago Symphony. Nel 1995 lo strumento è
  • che di Santa Maria del Ponte o di Tione degli Abruzzi. Erano giunti a metà strada allorché un Ebreo, di nome Ruben voleva gettare a terra il venerabile
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  • Washington 1861 - Land of Lotus Eaters, - Collezione del Re di Svezia 1863 - Vale of Kashmir, - Collezione privata, Detroit 1865 - A Dream of Italy
  • connazionali José Perdomo e Rubén Paz, e dopo aver giocato anche per i darseneros uruguaiani del River Plate e nel Nacional di Montevideo. Il Pato ovvero
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