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ⓘ Radio Rurale




Radio Rurale
                                     

ⓘ Radio Rurale

Si tratta di un ricevitore radiofonico con caratteristiche standardizzate, promosso in epoca fascista dallEnte Radio Rurale per essere installato in zone di riunione collettiva segnatamente negli ambienti rurali e nelle scuole.

Lapparecchio era acquistabile solo dagli istituti scolastici, dalle sedi dellO.N.B., del P.N.F., dalle Parrocchie rurali, dalle sedi rurali dellOpera nazionale dopolavoro, dalle Cattedre ambulanti di agricoltura, dalle sedi della Confederazione sindacale fascista dellagricoltura e dalle sedi della Confederazione agricoltori o per donazione agli stessi. Grazie a questa manovra tre milioni di scolari italiani hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con un mezzo di comunicazione allora altamente elitario.

Il prezzo al momento delluscita, calmierato per legge, è di 600 Lire, pagabile anche a rate anticipando al momento dellordinazione la cifra di 207.80 Lire 200 Lire di anticipo più 7.80 Lire per il rimborso delle spese dei bolli e sottoscrivendo 10 cambiali per le rate mensili di 40 Lire ciascuna. Il prezzo viene poi diminuito a 575 Lire nel marzo del 1935 e a 475 Lire nel settembre dello stesso anno. Il 15 gennaio del 1936 il prezzo viene aumentato a 550 Lire. Le spese di spedizione sono a carico dellacquirente. Lapparecchio viene spedito con le valvole smontate e la fornitura comprende: una presa di corrente con attacco a vite Edison per la derivazione da un portalampade, 4 metri di filo di rame per la presa di terra, 10 metri di filo per lantenna interna, 12 isolatori di porcellana per linstallazione dellantenna.

Il Ministero delle Comunicazioni indice due concorsi: con il primo del maggio del 1931 si individuano le caratteristiche tecniche ed i requisiti del futuro ricevitore, con il secondo del luglio del 1932, si individuano i costruttori. La radio deve essere idonea a ricevere le stazioni radiofoniche con lunghezza donda compresa tra i 200 e i 580 metri onde medie. Lasciando liberi i costruttori nella scelta degli schemi e del numero delle valvole, si impone la condizione che i ricevitori debbano essere idonei a garantire una potenza tale che, mediante limpiego di una comune presa di terra e di unantenna interna, la ricezione della stazione E.I.A.R. più vicina o di quella meglio ricevibile, deve essere chiara e ben comprensibile in qualunque località per un pubblico non inferiore a 60 persone. Anche i comuni in fondo valle, dove la ricezione è più difficile per lattenuazione del campo elettromagnetico, devono poter ricevere le emissioni di una stazione radio distante tra i 100 e i 150 km. Lapparecchio è una supereterodina con alimentazione a corrente alternata con tensioni tra i 110 e 220 Volt. Solo successivamente si provvede alla produzione di apparecchi a batteria e di quelli a corrente continua prodotti dalla ditta Geloso. È prevista la possibilità di collegare allapparecchio un altoparlante esterno, al fine di servire un ulteriore ambiente principale, e un fonografo. Tutti i produttori muniti della cosiddetta licenza di costruzione, sono stati invitati a partecipare al concorso. Risultano idonei 10 produttori riportati con la ragione sociale dellepoca: Allocchio e Bacchini, C.G.E., F.I.M.I Phonola, Marelli, Safar, Savigliano, Philips, Siemens, Siti – Acesa ed Unda. Al fine di rientrare nel prezzo imposto i produttori adottano le specifiche estetiche richieste e, il più delle volte, invece di realizzare un modello completamente nuovo, adattano un modello già in produzione. Ad esempio la Philips, con la sua R.R. XVI Radiorurale, utilizza come base di partenza lo chassis della Philips 764M prodotta sia in Italia che in Germania e la maggior parte dei suoi componenti lasciando le sole Onde medie e togliendo lindicatore di sintonia e il controllo di tono. In quanto stabilmente collocato nelledificio scolastico ed adibito a scopi educativi, per lapparecchio Radiorurale è prevista lesenzione del pagamento della licenza annuale alle radioaudizioni, che allepoca era di 80 Lire annuali.

Alla fine dellepoca fascista, come sentimento di rivolta e di disprezzo a quella ideologia totalitaria, moltissime radio sono state distrutte o mutilate dei simboli fascisti in esse riprodotti. La scarsa produzione di questi apparecchi, non acquistabili direttamente dai privati le numerose distruzioni effettuate, hanno fatto sì che la quotazione delle radio arrivate ai giorni nostri sia molto elevata.