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ⓘ Politica di sicurezza e di difesa comune




Politica di sicurezza e di difesa comune
                                     

ⓘ Politica di sicurezza e di difesa comune

La Politica di sicurezza e di difesa comune è una delle parti più importanti della Politica estera e di sicurezza comune, ossia lex "secondo pilastro" dellUnione europea. Con lo stesso Trattato di Lisbona la PESD ha cambiato nome in PSDC ovverosia Politica di Sicurezza e Difesa Comune.In particolare larticolo 42 al punto 7 contiene una clausola di mutua difesa che obbliga tutti gli stati UE ad intervenire in solido in caso di necessità.

Il progetto di sviluppare una Politica europea di sicurezza e di difesa, quale parte distinta ma ricompresa nella Politica estera e di sicurezza comune dellUE, fu proposto al Consiglio europeo di Colonia, il 3 e 4 giugno 1999. Lobiettivo principale della PSDC è quello di rafforzare la capacità dellUE ad agire in ambito esterno attraverso lo sviluppo delle sue capacità civili e militari in materia di prevenzione dei conflitti internazionali e di gestione delle crisi.

                                     

1. Istituzioni

Formalmente la PSDC è competenza del Consiglio dellUnione europea, ma lAlto rappresentante per la PESC gioca un ruolo significativo. Nella sua posizione di Segretario generale del Consiglio prepara ed esamina le decisioni prima di portarle allapprovazione del Consiglio.

Nellesercizio delle sue funzioni, lAlto Rappresentante è assistito da alcune strutture di supporto:

  • Il Comitato militare dellUnione europea CMUE, incaricato di fornire al CPS raccomandazioni e pareri militari su tutte le questioni militari nellambito dellUE
  • Lo stato maggiore dellUE SMUE, chiamato ad attuare politiche e decisioni del comitato militare
  • Il Comitato politico e di sicurezza CPS, struttura permanente che vigila sulle situazioni internazionali nellambito della PESC, fornisce pareri al Consiglio, sia su richiesta che di propria iniziativa, vigila sullimplementazione delle politiche concordate e gestisce le eventuali crisi nellambito della PSDC per conto del Consiglio

Le Agenzie dellUnione Europea nellambito della PSDC, "ereditate" dallUnione Europea Occidentale sono:

  • La nuova Agenzia europea per la difesa AED
  • Il Centro satellitare dellUnione europea CSUE
  • LIstituto dellUnione europea per gli studi sulla sicurezza ISS
                                     

2. Storia

La politica europea di sicurezza ha seguito diversi percorsi nel corso degli anni 90, sviluppandosi simultaneamente allinterno dellUnione Europea Occidentale, della NATO e della stessa Unione europea.

                                     

2.1. Storia UEO e NATO

Si fecero dei primi tentativi per istituire una politica europea di sicurezza e difesa comune. Nel 1954 fu fondata lUnione Europea Occidentale, unorganizzazione internazionale di sicurezza composta da alcuni stati che furono poi anche membri della NATO.

Presto la NATO acquistò maggiore importanza tanto da oscurare lUEO. Negli anni 50 venne proposta una Comunità europea di difesa, simile, per scopi, alla CECA, ma il trattato non fu ratificato dal parlamento francese e il progetto fu abbandonato.

                                     

2.2. Storia Missioni di Petersberg

Nel 1992, lUnione Europea Occidentale ha adottato i compiti di Petersberg, pensati per una cooperazione nelleventualità di una crisi nellEuropa dellEst. LUEO non aveva un suo esercito ma dipendeva dalla cooperazione tra i suoi membri Le missioni intraprese erano per interventi più o meno importanti e includevano:

  • missioni umanitarie e di protezione civile
  • Peacekeeping
  • Missioni militari per la gestione delle crisi e la risoluzione dei conflitti

Nel giugno 1996, durante il Consiglio della NATO tenutosi a Berlino, i ministri degli Affari esteri della NATO convenivano di sviluppare una Identità di Sicurezza e Difesa europea in inglese "European Security and Defence Identity" - ESDI nellambito della NATO. Lobiettivo era di creare un pilastro europeo della difesa secondo il concetto di forze separate ma non separabili, in parte per consentire ai paesi europei di condurre delle azioni militari dove la NATO non voleva intervenire, e in parte per alleviare lonere finanziario degli Stati Uniti per mantenere le basi militari che erano presenti in Europa fin dalla Guerra Fredda. In tale contesto prendeva corpo laccordo denominato Berlin Plus, per lutilizzo da parte delle forze eventualmente operanti sotto legida della UEO quindi per operazioni di gestione di crisi eventualmente lanciate dallUE di strutture, personale, mezzi e capacità di pianificazione della NATO

Anche lUnione europea incorporò le missioni di Petersberg con il Trattato di Amsterdam. Con questo trattato comincia a prendere forma la PESC basata sulle missioni di Petersberg. La tradizionale riluttanza britannica verso questo progetto si trasformò in sostegno ad esso, come espresso con una dichiarazione bilaterale del presidente francese Jacques Chirac e del primo ministro inglese, Tony Blair fatta alla fine di un vertice bilaterale franco-britannico svoltosi a Saint-Malo il 3 e 4 dicembre 1998, in cui si affermava che lUE "deve avere la capacità di intraprendere azioni autonome, supportate da forze militarti credibili, gli strumenti per decidere di usarle e la relativa preparazione, e ciò allo scopo di far fronte alle crisi militari".



                                     

2.3. Storia Istituzione di organi per la PESD

Il Consiglio europeo di Colonia 3-4 giugno 1999 decise di incorporare il ruolo dellUnione Europea Occidentale nellambito dellUE, in pratica lUEO cessava di esistere. Il Consiglio di Colonia prevedeva listituzione di un Comitato Politico e di Sicurezza CPS in qualità di organo permanente con sede a Bruxelles presieduto dall Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune e composto di rappresentanti stabili con competenza specifica nel settore politico-militare; la creazione di un Comitato militare costituito da rappresentanti militari con il compito di formulare raccomandazioni al CPS e di uno Stato maggiore militare dellUE con una Sala operativa per la raccolta e la valutazione delle informazioni, un Centro satellitare e un Istituto per gli studi della sicurezza. Questo per dare impulso sia alla PESC che alla PESD.

Il primo atto concreto, nellambito della PESD, volto a implementare le capacità militari fu svolto nel 1999 quando gli stati membri dellUE firmarono lObiettivo primario di Helsinki Headline Goal. Vi era inclusa anche la creazione di un catalogo di forze militari, detto lHelsinki Force Catalogue, che potesse essere in grado di adempiere ai cosiddetti "compiti di Petersberg". LUE lanciò il Piano dazione europeo per le capacità militari European Capabilities Action Plan-ECAP al vertice di Laeken nel dicembre 2001. Ciononostante, fu subito chiaro che gli obiettivi delineati nell"Obiettivo primario di Helsinki" non potevano essere raggiunti in breve tempo. Nel maggio 2004 il consiglio dei ministri della difesa dellUE approvarono il documento chiamato "Headline Goal 2010", che prorogava i tempi di realizzazione per i progetti dellUnione europea.

Venne espressa la preoccupazione che un pilastro europeo indipendente per la sicurezza potesse causare una progressiva diminuzione di importanza della NATO quale foro transatlantico. In risposta alla dichiarazione di Saint-Malo, lex segretario di Stato statunitense, Madeleine Albright per descrivere le aspettative americane nei confronti della PESD, definì le cosiddette "tre D" dicendo che era necessario che non vi fosse:

  • divisione della strategia di sicurezza europea da quella degli alleati americani;
  • duplicazione di ciò che veniva già fatto dalla NATO;
  • discriminazione verso gli stati NATO che non sono membri dellUE come ad esempio la Turchia.

La dichiarazione congiunta UE-Nato del 2002 enuncia sei principi fondamentali tra cui la cooperazione o partnership, per esempio le attività per la gestione delle crisi dovrebbero essere di mutuo rinforzo; reale cooperazione e consultazione reciproca, parità e dovuto rispetto per lautonomia nel processo decisionale e gli interessi di entrambe lUE e la NATO, e sviluppo coerente di requisiti di capacità militari compatibili e che si rafforzano reciprocamente, comuni alle due organizzazioni. In termini istituzionali, la partnership viene definita, in particolare, con laccordo di Berlino plus del marzo 2003 che permette lUE di usare le strutture della NATO, i suoi meccanismi e risorse per condurre operazioni militari nel caso la NATO non voglia intervenire. Inoltre fu firmato un accordo che regola lo scambio e la gestione di informazioni e di materiale sensibile tra UE e la NATO. Il documento prevede listituzione di una piccola cellula di collegamento UE presso il Quartier generale delle forze della Nato in Europa Supreme Headquarters Allied Powers in Europe - SHAPE e presso il Comando interforze della NATO a Napoli.

Una frase che spesso usata per descrivere il rapporto tra le forze NATO e quelle UE è: "separate, ma non separabili": le stesse forze e capacità costituiranno le basi dellimpegno di entrambe UE e NATO, anche se parte di esse possono essere destinate allUnione europea, se necessario. Riguardo alle missioni esiste un diritto di primo rifiuto: solo se la NATO decide di non intervenire lUE può far lo stesso.

                                     

2.4. Storia Documento UE sulla sicurezza

La "strategia europea in materia di sicurezza" è il documento normativo che traccia le linee guida della strategia per la sicurezza internazionale dellUnione europea. Il titolo è: "UnEuropa sicura in un mondo migliore". Il documento fu approvato dal Consiglio europeo tenutesi a Bruxelles il 12 dicembre 2003 e redatto sotto la responsabilità dellAlto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune, Javier Solana. Con lavvento della PESD, si ha, per la prima volta, una strategia per la sicurezza formulata congiuntamente. Il documento può essere considerato lomologo della "Strategia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti".

Il documento attacca affermando che "Mai lEuropa è stata così prospera, sicura e libera"; e conclude con "Questo mondo presenta nuovi pericoli ma offre anche nuove opportunità". Tra queste due affermazioni il testo si svolge argomentando che, per avere un Europa sicura in un mondo globalizzato, è imperativo una cooperazione multilaterale tra lEuropa e lestero, perché "Nessun paese è in grado, da solo, di affrontare i problemi complessi di oggi". Perciò la "strategia europea in materia di sicurezza" identifica una serie di importanti minacce che lEuropa doveva affrontare: terrorismo, proliferazione delle armi di distruzione di massa, conflitti regionali, e crimine organizzato. Si può leggere il documento per intero qui.



                                     

2.5. Storia Agenzia europea per la difesa

Il 12 luglio 2004 si definirono gli ultimi dettagli dellAgenzia europea per la difesa. Lagenzia composta da 80 persone è diretta da Alexander Weis, proveniente dal Ministero della Difesa tedesco. La spesa complessiva per la difesa sostenuta dai 27 stati UE è di circa 160 miliardi di € 250 miliardi di $.

                                     

3. Futuro

La prima stesura della Costituzione europea presentata nel 2004 tentava di codificare ulteriormente la Politica europea di sicurezza e difesa, ma essendo stata direttamente rigettata da entrambe Francia e Paesi Bassi, e non essendo stata ratificata da altri sette paesi la prima stesura non fu mai adottata e si dovette modificarne il testo. La prima stesura recita:

La politica europea di sicurezza e di difesa comprende la graduale definizione di una politica di difesa comune dellUnione. Questa condurrà a una difesa comune quando il Consiglio europeo, deliberando allunanimità, avrà così deciso. In questo caso, il Consiglio europeo raccomanda agli Stati membri di adottare una decisione in tal senso conformemente alle rispettive norme costituzionali. La politica dellUnione a norma del presente articolo non pregiudica il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri, rispetta gli obblighi derivanti dal trattato del Nord-Atlantico per alcuni Stati membri che ritengono che la loro difesa comune si realizzi tramite lOrganizzazione del trattato del Nord-Atlantico, ed è compatibile con la politica comune di sicurezza e di difesa adottata in tale contesto.Capo II Art. 1-41 2

Il rilancio della politica di sicurezza e difesa è stato dichiarato uno degli obiettivi principali del turno di presidenza del Consiglio dellUnione europea detenuto dalla Polonia nel secondo semestre del 2011.

                                     

4. Missioni

La prima operazione in ambito PESD, in seguito alla dichiarazione di intenti del 1999, è stata avviata il 18 marzo 2003, nellallora ex Repubblica jugoslava di Macedonia lattuale Macedonia del Nord subentrando alloperazione della Nato "Allied Harmony". L "Operazione Concordia" dispose delle risorse della NATO e fu portata a termine con successo in breve tempo tanto che qualche mese dopo fu sostituita da una missione di polizia di minore entità: EUPOL Proxima. Da allora ci sono state altre missioni di polizia, di mantenimento dello stato di diritto, di monitoraggio. Oltre che in Macedonia del Nord, lUE ha avviato unaltra missione, subentrata nel dicembre 2004 alla missione SFOR della NATO, per contribuire a mantenere un ambiente sicuro in Bosnia ed Erzegovina, la missione EUFOR Althea, che è ancora in corso al novembre 2007.

Tra maggio e settembre 2003, ebbe inizio l"Operazione Artemis" nella Repubblica Democratica del Congo in seguito alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dellONU numero 1484. Ciò definì il sistema "framework nation" che sarebbe stato usato nei futuri dispiegamenti. LUE ritornò in Congo nel 2006 con EUFOR RD Congo in supporto della missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo durante le elezioni nel paese. Terminò nel 2006.

Le missioni dellUnione europea al di fuori dei Balcani e oltre alla Repubblica Democratica del Congo si sono svolte in Georgia, Indonesia, Sudan, Palestina e Ucraina-Moldova. È attualmente in corso la missione integrata per il rafforzamento dello stato di diritto in Iraq EUJUST Lex e a giugno 2007 è stata avviata una missione di polizia in Afghanistan EUPOL Afghanistan. Sono state previste anche delle missioni in Ciad e nella Repubblica Centrafricana insieme allONU per il 2008.

                                     

5. Struttura attuale

  • Istituto dellUnione europea per gli studi sulla sicurezza ISS
  • Eurogendforce
  • Helsinki Headline Goal
  • Gruppi di combattimento dellUnione europea
  • Agenzia europea per la difesa

Il Consiglio europeo di Nizza nel dicembre 2000 ha dato il via alla creazione di un Comitato politico e di sicurezza CPS al quale spetta il compito di seguire landamento della situazione internazionale, contribuire alla definizione delle politiche e controllare lattuazione di quelle adottate. Inoltre si è stabilito di creare le seguenti due strutture militari, finalizzate ad assicurare la direzione strategica di operazioni guidate dallUE:

  • un Comitato Militare;
  • un nucleo del futuro Stato Maggiore dellUnione.

Accanto alle capacità militari, nei Consigli europei di Feira, Nizza e Göteborg, lUE si è impegnata a sviluppare degli strumenti civili di gestione delle crisi

Inoltre la PSDC è fortemente sostenuta dal Segretariato generale del Consiglio dellUnione europea dove ha sede Uwe Corsepius, per esempio, ma anche lo Stato maggiore dellUE.

Dal 1º gennaio 2007 il Centro Operazioni dellUE ha preso avvio a Bruxelles. Può comandare un numero limitato di forze, allincirca 2000 truppe ad esempio: un battaglione.

Oltre al Centro europeo sono stati creati altri cinque quartier generali nazionali che si sono resi disponibili allimpiego da parte delle Forze dellUE: Mont Valérien Parigi, Northwood Londra, Potsdam Germania, Centocelle Roma e Larissa Grecia. Ad esempio l Operazione Artemis utilizzò Mont Valérien per quartier generale e la missione EUFOR DR Congo usò Potsdam. LUE può anche disporre delle strutture della NATO.

Dal 2017 esiste anche uno strumento finanziario a supporto dello sviluppo della difesa europea: il Fondo europeo della difesa.