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ⓘ Camino (edilizia)




Camino (edilizia)
                                     

ⓘ Camino (edilizia)

Il camino, detto anche fuoco o caminetto, è stato praticamente il primo metodo di riscaldamento di unabitazione. In qualsiasi castello, rocca o abitazione del passato è ancora possibile trovarne uno in ogni stanza. Lalimentazione del camino avviene normalmente mediante legna. La parola camino viene comunemente usata anche per identificare la canna fumaria nonché leffetto tiraggio della stessa detto anche effetto camino.

                                     

1. Descrizione

Viene realizzato in moltissime dimensioni e grandezze, con forme e materiali diversi. Sono costruiti in una parete o in angolo della stanza, dove vi è una canna fumaria, necessaria a convogliare il fumo prodotto dalla combustione, alla parte superiore terminale di uscita del camino: questo sistema fu inventato dai Normanni in quanto fino ad allora il fuoco veniva fatto bruciare allinterno delle abitazioni in unapposita stanza, ad esempio latrio da ater, annerito. Attualmente, la tecnologia del camino proposta da innumerevoli produttori internazionali, offre soluzioni già pronte, sia per il camino a camera aperta, sia a camera chiusa.

Il camino può assumere anche una particolare valenza artistica e architettonica sia nella sua parte terminale come nellesempio del Palazzo delle Contesse di Mel, sia allinterno dei locali che lo ospitano. Dal XIII secolo si realizzarono dapprima in Francia e poi in Spagna camini con valenza artistica che raggiunsero apici di qualità con il camino di Faenza attribuito a Donatello.

                                     

1.1. Descrizione Camino a camera aperta

Questo è il camino tradizionale come lo si vede in ogni film o su ogni pubblicazione storica. Il fronte del focolare, o braciere, è aperto verso il locale da riscaldare, libero di diffondere direttamente il calore della fiamma nel locale, principalmente per irraggiamento termico. Il funzionamento è del tutto simile ai caminetti in uso da sempre, salvo accorgimenti tecnici volti ad ottenere la massima efficienza, ovvero convogliare più calore possibile nellambiente, limitando al minimo quello che se ne fuoriesce dal comignolo esterno; questo obiettivo si ottiene sia con accurati calcoli nel dimensionamento della bocca del focolare, della canna di scarico, del comignolo e della presa daria, sia adottando specifici materiali termici riflettenti e/o isolanti. Il rendimento rimane comunque inferiore ad una stufa a legna.

Il camino aperto tradizionale può dirsi funzionante quando vi si ha il "tiraggio", ossia quando evacua senza problemi i fumi che si producono durante la combustione. Il buon funzionamento dipende da precise leggi fisiche; non attenendosi a queste nella costruzione si rischia di comprometterne il funzionamento: sono molto frequenti i casi in cui un caminetto non può essere acceso, in quanto le irrespirabili esalazioni invadono la stanza che ospita il manufatto. In particolare un camino a camera aperta necessita di una grande quantità di aria comburente, aria che è necessario fornire con una adeguata presa collegata con lesterno e mai dentro il locale stesso. Ricercando su Internet esistono alcune, poche, pubblicazioni che aiutano a costruire caminetti funzionanti, dimensionando in maniera corretta i vari elementi che compongono tale elemento architettonico.

                                     

1.2. Descrizione Camino a camera chiusa

Si tratta del moderno termocamino. Il focolare non è a diretto contatto con lambiente ma è separato da uno schermo in vetro. Questa tecnologia risulta più costosa del camino aperto ma offre diversi vantaggi. Il braciere è contenuto allinterno di un monoblocco prefabbricato di forma rettangolare o quadrata, la cui struttura è generalmente composta da ghisa, lamiera di ferro, ed eventuali inserti in materiale refrattario. Il fronte della fiamma è schermato verso lambiente da un portello in vetro.

La diffusione del calore nellambiente avviene in due modi distinti: irraggiamento diretto e convezione. I vantaggi di questa tipologia consistono in un maggior rendimento, maggiore autonomia e minore manutenzione. Lelevata efficienza di questa tecnologia permette di riscaldare anche altre stanze oltre quella in cui è installato il camino, il trasferimento dellaria calda è affidato a semplici tubi di diametro appropriato; se limpianto è fatto a regola darte, il lento moto convettivo dellaria, che si genera negli ambienti, è sufficiente a mantenerli alla temperatura ottimale; nel caso il moto convettivo non sia sufficiente, è possibile forzare il ricircolo dellaria tramite apposite ventole elettriche. Limpiego di ventole in un impianto a camino comporta un notevole aumento della polvere presente nellambiente, peraltro ha il vantaggio di raggiungere in un tempo più breve la temperatura voluta; solitamente i costruttori forniscono le ventole come kit opzionale. Levoluzione raggiunta dalla tecnologia del camino chiuso, tendente al massimo rendimento, ne agevola anche la gestione, offrendo unautonomia di carica che arriva a oltre 8 ore, intervallo della rimozione della cenere diradato a 7-10 giorni, intervalli della pulizia del vetro anteriore molto allungati.

Entrambe le tipologie sono fornite interamente prefabbricate, agevolando in tal modo il posizionamento nel locale, con interventi sulle opere murarie ridotti al minimo. I produttori offrono anche unampia scelta di elementi accessori di arredo, sia nei materiali che nello stile architettonico.



                                     

1.3. Descrizione Componenti del sistema di smaltimento fumi

Il sistema di smaltimento dei fumi di combustione di un caminetto si compone essenzialmente di tre parti:

  • comignolo vero e proprio: provvede a disperdere i fumi provenienti dalla canna fumaria favorendo il tiraggio; è influenzato negativamente dai venti e da altri agenti atmosferici. La sua collocazione avviene in corrispondenza e sulla bocca del tratto di canna fumaria sporgente dal tetto, bocca che deve risultare più alta di almeno un metro rispetto al colmo dei tetti, dei parapetti e di qualunque altro ingombro o struttura distante meno di 10 m. Spesso sulla bocca si possono utilizzare aspiratori eolici con cupola in acciaio inox per migliorare il tiraggio insufficiente.
  • base di sostegno e raccordo al tetto;
  • canna fumaria: può avere varie forme: circolare, ellittica, quadrata o rettangolare
                                     

1.4. Descrizione Combustibile

Come combustibile si usa il legno di ogni genere. La preferenza andrebbe ai legni duri stagionati almeno 2 anni, mentre sarebbero da evitare i legni resinosi pino, larice e aghiformi in genere, la cui elevata percentuale di resina non riesce a bruciare completamente per specifici fenomeni chimici nel complesso e articolato processo della combustione, e quindi esce nella massa dei fumi di scarico per poi condensare aderendo progressivamente alle superfici dei condotti, rendendo difficoltoso anche il regolare intervento di pulizia dei canali da fumo e della canna fumaria, favorendo altresì lincendio dei depositi di fuliggine e di creosoto con gravi rischi per ledificio qualora i condotti fumo e il camino non fossero fatti a regola darte.

Si ricorda, che affinché avvenga la combustione del legno, è necessaria una grande quantità di aria il comburente senza la quale la combustione stessa non potrà mai avvenire. Oltre al legno le moderne tecniche consentono di utilizzare altri tipi di combustibili, come il gas, il pellet, il bioetanolo. In particolare i camini a gas risultano essere molto comodi poiché gestiti totalmente con telecomando e poiché, in alcuni casi, la canna fumaria può uscire a parete, consentendone linstallazione anche in appartamenti ed in città ed in genere in ogni dimora, evitando il problema di dover gestire fisicamente il combustibile.

In generale il camino standard a camera aperta, sebbene architetturalmente elegante, ha una efficienza di riscaldamento più bassa rispetto ai camini a camera chiusa e alle stufe in quanto gran parte del calore prodotto fino al 70% si disperde nella canna fumaria ed espulso per convezione ovvero per effetto camino, mentre di per sé tende a riscaldare lambiente quasi unicamente per irraggiamento termico. Daltro canto, se ben progettato, offre una maggiore sicurezza nellevacuazione dei fumi almeno rispetto alle stufe a legna convenzionali.

Negli ultimi anni per aumentare lefficienza nel riscaldamento è stato inventato il termocamino e il camino a pellet, una vera e propria stufa a fuoco continuo e costante, simile ad un caminetto chiuso, con un serbatoio che contiene il pellet che, convogliato da un meccanismo a vite senza fine, arriva con regolarità nel braciere per bruciare e produrre calore. Leffetto visivo di questo tipo di fuoco è sensibilmente diverso da quello scoppiettante a legna, pertanto non è da tutti gradito.

Una tecnologia per il riscaldamento ecologico è il biocamino, che funziona con il bioetanolo, un combustibile liquido ecologico, sicuro e non tossico. Il biocamino inoltre non necessita della canna fumaria.

Al pari degli elettrodomestici di ultima generazione, come forni a microonde e lavatrici, anche i termocamini a pellet, perlomeno i modelli più sofisticati, sono gestiti da un microprocessore; pertanto, disponendo di una linea telefonica, è possibile accenderli anche a distanza con una chiamata telefonica.

Per la corretta installazione di un camino, come anche di stufe e barbecue con potenza inferiore a 35 kW, può essere utile visionare le normative di legge contenute nella UNI 10638 pubblicata nel 1998 e sottoposta a revisione nel novembre 2005 comunque non obbligatorie. Oltre a fornire indicazioni sui materiali più adatti da impiegare, indica le caratteristiche dimensionali del condotto di dispersione dei fumi e della presa daria esterna al locale, indispensabile per la sicurezza, ma soprattutto per il buon funzionamento del camino.

                                     

2. Funzionamento

Un efficace funzionamento del camino, è funzione delle indicazioni pratiche di seguito riportate, le quali sono un riflesso di tutta una serie di condizioni fisico - ambientali che devono potersi verificare per innescare il flusso ascendente dei fumi nel condotto. La teoria esprime questa relazione nella formulazione generale, affermando che il tiraggio del camino dipende da due fattori di moto del fluido:

  • quello energetico
  • quello cinetico

i quali dipendono a loro volta dalla densità del gas, variabile con la temperatura, con laltezza del condotto e in funzione delle sue caratteristiche geometriche.

Qualsiasi gas, che in questo caso è laria atmosferica contenuta nellambiente, per effetto di un locale innalzamento di temperatura nella camera del camino cambia le proprie caratteristiche fisiche, infatti si dilata proporzionalmente alla temperatura raggiunta, diminuendo così la sua densità e di conseguenza il suo peso specifico.

Il gas così riscaldato, nel nostro caso costituito dai fumi generati dalla combustione e dallaria posta nelle immediate vicinanze della fonte di calore, essendo più leggero dellaria circostante che risulta a temperatura inferiore, tende a salire innescando il moto ascensionale naturale e non forzato da cause esterne. Un esempio di effetto camino è il fumo della sigaretta. Il flusso ascensionale del gas caldo determina un richiamo verso il caminetto dellaria più fredda posta nelle vicinanze di questo, la quale va a compensare il gas caldo che si allontana dal focolare.

Questo fenomeno garantisce al focolare una continua alimentazione di ossigeno, permettendo così la sopravvivenza della fiamma.

La dispersione del fumo nella circostante atmosfera avviene in svariati modi e dipende da una serie di altri fattori fisico-climatici come:

  • pressione e temperatura locali;
  • direzione dei venti dominanti nella zona.


                                     

3. Indicazioni pratiche

La diminuzione del tiraggio del camino dipende da molti fattori come:

  • esistenza di una sola gola per più caminetti;
  • difficoltà di introdurre nella stanza la stessa quantità daria che aspira la gola del camino;
  • temperatura troppo bassa della fiamma e dei fumi;
  • canna fumaria di altezza ridotta, non isolata o mal isolata termicamente verso lesterno.
  • dimensioni insufficienti o eccessive della gola e della canna fumaria, oppure percorsi con molte curve o tratti curvilinei che provocano una velocità troppo bassa di efflusso del fumo;

A ciascuna di queste cause si può ovviare:

  • disponendo in modo che ogni camino abbia una gola propria esclusiva per sé fin sopra al tetto;
  • diminuendo la sezione della gola;
  • ricorrendo, nei casi più disperati, ad un attivatore per lespulsione dei fumi di combustione.
  • aumentando laltezza del condotto del fumo o stringendone la sezione di efflusso;
  • isolando termicamente la canna fumaria;
  • diminuendo lammissione dellaria;
  • con una sufficiente introduzione daria di ventilazione;
  • installando un comignolo eolico per aumentare il tiraggio grazie al vento;
                                     

4. Pulizia del camino

Il camino deve essere pulito quotidianamente prima di accenderlo, ma anche se non utilizzato durante lestate. Un apparecchio elettrico per la pulizia del camino è laspiracenere, che riduce al minimo i disagi quotidiani sulla pulizia.