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ⓘ Gustave Eiffel




Gustave Eiffel
                                     

ⓘ Gustave Eiffel

Alexandre Gustave Eiffel è stato un ingegnere e imprenditore francese. Specialista in strutture metalliche, divenne famoso per la costruzione della Torre Eiffel in occasione dellEsposizione Universale di Parigi del 1889.

                                     

1.1. Biografia Giovinezza

Alexandre Gustave Bönickhausen dit Eiffel nacque il 15 dicembre 1832 a Digione, in Francia, primogenito di Catherine-Mélanie nata Moneuse e Alexandre Bönickhausen. Il padre era discendente di Jean-René Bönickhausen, un tedesco di Marmagen stabilitosi a Parigi allinizio del secolo; ritenendo il proprio cognome originario problematico perché difficile da pronunciare per i francesi, decise di cambiarlo in "Eiffel", dal nome delle montagne Eifel delle terre natie. Ciò malgrado, alla nascita il cognome del piccolo Gustave venne registrato come Bönickhausen, per poi mutare definitivamente in Eiffel nel 1880.

Gustave Eiffel nacque in un ambiente agiato: suo padre, ufficiale, aveva sposato una donna daffari, imprenditrice nel commercio del legno e del carbone, con una solida fortuna personale. A causa delle incombenze e degli impegni materni il piccolo Gustave venne presto affidato alle cure della nonna: ciò malgrado, Catherine-Mélanie era una madre molto premurosa e stabilì con il docile figlio un rapporto strettissimo, destinato a perdurare sino al 1878, anno della sua morte. Nel frattempo, il giovane Gustave venne accompagnato al Lycée Royal di Digione: il suo percorso scolastico, tuttavia, fu saltuario e discontinuo, fatta eccezione per gli ultimi due anni, dove si accostò agli studi con piena devozione, riuscendo così a conseguire il baccalauréat in scienze e discipline umanistiche a pieni voti. Assai significativa per la sua formazione fu la figura dello zio Jean-Baptiste Mollerat, noto inventore di un procedimento per estrarre aceto dal legno, che introdusse Gustave allo studio della chimica.

Eiffel proseguì la sua formazione al Collège Sainte-Barbe di Parigi, così da prepararsi ai difficilissimi test dammissione messi in essere dallÉcole polytechnique e dallÉcole Centrale des Arts et Manufactures. Eiffel sarebbe poi entrato in questultima accademia, dove maturò un sincero interesse per la chimica, disciplina nella quale si specializzò a partire del secondo anno di studi. Conseguì il diploma di ingegnere chimico nel 1855, anno in cui Parigi era stata scelta come sede dellEsposizione Universale di quellanno: Eiffel vi si sarebbe recato assiduamente, fruendo di un pass stagionale offertogli dalla madre.

                                     

1.2. Biografia Nel segno di Charles Nepveu

Eiffel aveva studiato chimica nella prospettiva di diventare lamministratore della prosperosa fabbrica di aceto e vernici dello zio. Una volta terminati gli studi, dunque, Eiffel era sicuro di venire impiegato in rapido tempo e perciò iniziò a condurre vita da bohémien: amava mettere in vista le sue qualità di elegante cavaliere e di audace avventuriero, ed era sempre il primo quando si trattava di giocare scherma, ballare come un vero dandy o amoreggiare con le belle parigine. Lo zio, tuttavia, era un autentico repubblicano "tutti i re sono dei furfanti" era una frase che amava ripetere e, in virtù del suo credo politico, diede luogo a unaspra disputa con sua sorella ed il cognato bonapartista. Il deterioramento dei rapporti con il ricchissimo zio costrinse Gustave a lavorare senza paga alla polveriera di Châtillon-sur-Seine, trascorrendo mesi di nera miseria.

La fortuna ritornò ad arridergli di nuovo quando nel 1856 incontrò Charles Nepveu, ingegnere meccanico specializzato nella costruzione di strutture metalliche e nella produzione di materiale ferroviario. Eiffel, che con il Nepveu aveva trovato una sistemazione più che soddisfacente, iniziò in questo modo a dedicarsi allesercizio pratico dellingegneria nel servizio delle ferrovie francesi. Nepveu, dal suo canto, fu vivamente colpito dalla vocazione del giovane impiegato per lingegneria ferroviaria e, per questo motivo, decise di affidargli la direzione di un cantiere arduo e ambizioso: quello relativo alla costruzione del ponte Saint-Jean, sulla Garonna. Già con questo suo primo incarico di rilievo Eiffel diede brillantemente prova di sé, applicando fra i primi laria compressa per la realizzazione delle fondazioni a pile tubolari.

Questo fu per lEiffel un periodo di gioia e di felicità. Con il ponte Saint-Jean aveva sensibilmente accresciuto la sua notorietà, e quello di ingegnere ferroviario era un lavoro che non solo gli garantiva la sicurezza dello stipendio, ma che gli piaceva enormemente: in questo modo, infatti, aveva la possibilità di costruire strutture grandiose in grado di dominare la Natura e di stare nel suo elemento, laria aperta, con la gioviale compagnia dei suoi operai. Oltre che per il suo virtuosismo tecnico, egli ebbe anche modo di distinguersi per il suo coraggio: famoso è lepisodio in cui Eiffel, nuotatore provetto, riuscì a salvare uno dei ribattitori al servizio nel cantiere del ponte Saint-Jean, malauguratamente precipitato nel fiume.

                                     

1.3. Biografia Marguerite, Marie, Laure

Meno fortunati furono i suoi rapporti con il gentil sesso. Nel gennaio 1860, infatti, Eiffel annunciò ai genitori che voleva sposare una fanciulla di Bordeaux di nome Louise, appartenente a una famiglia abbiente che risultava proprietaria di un castello e di numerosissimi vigneti: la madre, ritenendo Gustave un mero cacciatore di dote, fece tuttavia di tutto per ostacolare il matrimonio, e i rapporti tra Eiffel e Louise finirono per incrinarsi irrimediabilmente. Esito analogo ebbero altri tre rapporti con ragazze appartenenti a famiglie altrettanto ricche, a tal punto che Eiffel - ormai disilluso - arrivò a scrivere alla madre:

Il suo desiderio si sarebbe avverato l8 luglio 1862, giorno in cui Eiffel celebrò le nozze con la diciassettenne Marguerite Gaudelet, sua tenera amica dinfanzia: lunione, coronata dalla nascita di cinque bambini, si sarebbe rivelata molto felice per entrambi i coniugi, che nel frattempo si erano trasferiti in una bella casa in rue de Prony. Nonostante la compagnia dellamata Marguerite, il 1863 fu un anno tragico per lEiffel, funestato da una serie interminabile di disgrazie familiari. La sorella Marie, infatti, era stata ignominiosamente abbandonata dal marito Armand, esiliato in America, e profondamente ferita nellorgoglio iniziò a dedicarsi a trine e merletti; se già questevento lasciò Eiffel in uno stato di profonda prostrazione, ancora più drammatico fu il lutto della sorella Laure, stroncata prematuramente da un tumore alla gola. In ricordo dellamata sorella, morta alle ore 4:00 dell11 agosto 1864, Eiffel avrebbe chiamato Laure la secondogenita. Neanche Marguerite, tuttavia, godeva di buona salute, e a partire dal 1877 la sua salute iniziò a farsi sempre più gracile e cagionevole: Eiffel, profondamente logorato, avrebbe scritto ai genitori che "Marguerite soffre di un grave disturbo polmonare che non lascia speranze". Anche lei sarebbe scomparsa una mattina di settembre, in seguito a un violento accesso di vomito ematico.



                                     

1.4. Biografia La Maison G. Eiffel

Nel 1867, grazie ai generosi aiuti finanziari della famiglia, Eiffel riuscì a fondare una propria impresa, la "Maison G. Eiffel - Ateliers de constructions métalliques", aprendosi uno spazioso atelier al n. 48 di Rue Fouquet, a Levallois-Perret, un comune alle porte di Parigi. In questo modo Eiffel ebbe modo di proseguire le sue ricerche sulla metallurgia, "studiando in particolare lunione degli elementi in ferro e ghisa, le armature ad arco, il lancio delle travate metalliche, i piloni quadrangolari controventati e quelli a costolatura curva e brevettando un sistema per ponti smontabili" Treccani. Questi suoi studi vennero poi direttamente applicati nelle sue ardite realizzazioni: a Garabit progettò il ponte ferroviario più alto del mondo, con una grande arcata a falce che, aprendosi nella valle della Truyère, sembrava sorreggere senza sforzo alcuno la linea ferroviaria soprastante, e suoi sono anche i viadotti metallici della Sioule e di Neuvial lungo la linea Commentry-Gannat. In Francia Eiffel avrebbe realizzato ben quarantadue ponti e viadotti ferroviari, costruzioni che in breve tempo divennero il suo marchio di fabbrica: grazie a queste costruzioni robuste, resistenti al vento ed esteticamente gradevoli, la cui realizzazione era resa possibile con lapplicazione di formule matematiche da lui stesso ideate per il calcolo dellelasticità del ferro forgiato, Eiffel consolidò ulteriormente la propria fama.

Eiffel, nel frattempo, si guadagnò presto un grande prestigio anche allestero, soprattutto nelle colonie francesi. A Tan An, nel Vietnam meridionale, progettò un imponente viadotto ferroviario, e gran parte del fatturato della sua ditta proveniva dalla commercializzazione di manufatti prefabbricati in terre doltremare. A Pest, in Ungheria, edificò una stazione ferroviaria che combinava le varie strutture in mattoni con unaudace tettoia in vetro: fu una soluzione che conobbe un grande successo, analogo a quello riscosso dal ponte sul Douro ad Oporto, costruzione che fu salutata dai contemporanei come un capolavoro dellingegneria moderna. Eiffel era molto apprezzato anche sul Nuovo Continente, dove lasciò una propria impronta con la progettazione dellintelaiatura in ferro forgiato della Statua della Libertà, senza la quale la costruzione della colossale struttura sarebbe stata impossibile. Notevole anche la cupola mobile dellosservatorio astronomico di Nizza, struttura che comprendeva "un anello galleggiante nellacqua, e quindi con un minimo attrito, che permetteva facilmente di ruotare a mano una cupola di 110 tonnellate".

                                     

1.5. Biografia Eiffel e la sua torre

Ancora più celebre e controversa fu la torre Eiffel, costruzione alla quale il nome di Eiffel è indissolubilmente legato. Largomento verrà coperto nella sua interezza nella voce Torre Eiffel: in questa sede ci limiteremo a fornirne solo alcuni accenni rapidi ed essenziali.

Lopera, realizzata in occasione dellEsposizione Universale di Parigi del 1889, intendeva non solo ribadire la grandeur della Francia, bensì anche esaltare le infinite possibilità offerte dallutilizzo dellacciaio, che proprio in quegli anni stava conoscendo un impetuoso sviluppo. La costruzione dellopera, impensabile se non utilizzando le nuove tecnologie, fu portata a termine in soli tre anni, dal 1886 al 1889. Laudace costruzione, che si proponeva dunque come la testimonianza più alta di una sincera e ottimistica fiducia nel progresso, suscitò tuttavia violentissime proteste, provenienti anche da letterati ed artisti illustri, come Émile Zola e Guy de Maupassant. Chiusasi lesposizione, tuttavia, la Torre - nata come struttura provvisoria - non venne mai più smontata, siccome ci si rese conto che senza di essa il panorama urbano di Parigi si sarebbe inevitabilmente snaturato. "Ben piantata sulle gambe arcuate", commentò un giornalista dellepoca, "solida, enorme, mostruosa, brutale, si direbbe che sprezzando i fischi e gli applausi essa vada di colpo a ricercare, a sfidare il cielo, senza occuparsi di ciò che si agita ai suoi piedi".

Dal punto di vista tecnico, la Torre si poggia su quattro piloni verticali a struttura verticale, bloccati nelle fondazioni di calcestruzzo, che seguono un andamento curvilineo, sino a ricongiungersi in un unico, enorme traliccio presso la sommità. La sensazione che ne deriva è quella di una struttura agile e slanciata: ciò malgrado, il profilo della torre Eiffel non risponde ad esigenze estetiche, bensì a considerazioni di fisica e di matematica legate alla necessità di contrastare la furiosa forza del vento, che a quelle altezze avrebbe compromesso lequilibrio dellintera struttura. Per la prima volta nella storia dellarchitettura, dunque, "non è l’uomo a imporre la propria idea ma sono le stesse leggi della natura, interpretate attraverso la scienza delle costruzioni, a determinare le forme più idonee" Cricco, Di Teodoro.

Verso la fine del secolo, limprenditore britannico Edward Watkin chiese ad Eiffel di progettare una torre simile alla Torre Eiffel a Londra che avrebbe preso il nome di Watkins Tower. Tuttavia, lingegnere rifiutò sostenendo che, se avesse proceduto con la creazione della Watkins Tower, i suoi connazionali non lavrebbero presa bene.

                                     

1.6. Biografia Lo scandalo di Panama e gli ultimi anni

Nel 1887 Eiffel fu coinvolto nella costruzione del canale di Panama, concertata dallimprenditore francese Ferdinand de Lesseps. Eiffel ebbe un ruolo fondamentale nel progetto, siccome fu il primo a ideare un sistema di chiuse composto da conche: "non ho mai creduto che un canale potesse essere costruito sul livello del mare" avrebbe poi detto lingegnere "e sono stato uno dei pochi a votare contro questo progetto allassemblea del 1869 della Geographic Society. Monsieur Ferdinand de Lesseps non ha mai dimenticato questo mio voto. Ciononostante, ho seguito i lavori da vicino". Eiffel, tuttavia, non portò mai a termine la costruzione delle conche: la compagnia di Lesseps, infatti, aveva prosciugato i capitali ed era accusata di aver orchestrato una truffa ai danni dei piccoli investitori e di aver dilapidato enormi somme in denaro in cambio di favori e concessioni da parte dei politici.

Anche Eiffel fu coinvolto in questo scandalo politico e finanziario e, insieme ad altri quattro funzionari della Panama Canal Company ormai in bancarotta, dovette fronteggiare un processo sotto il capo daccusa di frode messa in atto contro gli azionisti, che - avendo ormai perduto i loro magri risparmi - erano ormai ridotti sul lastrico. Eiffel, condannato a due anni di carcere e al pagamento di 4000 dollari di multa, fu poi assolto nel 1893 dalla Suprema Corte di Cassazione.

Affatto scalfito dallo scandalo di Panama, negli anni successivi a questa turbolenta vicenda Eiffel nel 1890 lasciò la direzione della sua impresa di costruzioni - che sino ad allora aveva fruttato circa 150 milioni di franchi - e, ora che aveva il tempo e i mezzi, si dedicò allo studio di aerodinamica e di aerologia, prendendo spunto da alcune problematiche poste allepoca dal progetto della Torre. Intraprese una lunga serie di esperimenti, destinati a influenzare non poco lo sviluppo delle ali e dei propulsori a elica degli aeroplani, e nel 1912 aprì un laboratorio ad Auteuil, dove determinò sperimentalmente le misure di resistenza di modelli dali, di dirigibili, di aeroplani e di strutture simili in una galleria del vento appositamente costruita. Frutto di questi suoi esperimenti furono le Recherches expérimentales sur la résistence de lair, scritte nel 1907 e seguite nel 1913 da La resistenza dellaria e laviazione, libro che gli fruttò la medaglia doro Langley della Smithsonian Institution. Nel frattempo Eiffel non trascurò gli affetti familiari: ormai ritiratosi presso unelegante palazzina al n. 1 di rue Rabelais, a due passi dagli Champs-Élysées, qui trascorse serenamente la propria vecchiaia insieme alla figlia Claire, che intrattenne sempre un rapporto fatto di affettuosa e reciproca stima con il suo "cher papa". Gustave Eiffel, infine, morì a Parigi il 27 dicembre 1923, stroncato da un ictus.



                                     

2. Eiffel e l "architettura degli ingegneri"

La figura professionale di Gustave Eiffel è inscindibile dal contesto storico del tempo, animato dai fermenti della seconda rivoluzione industriale. Questondata di rinnovamento coinvolse anche larchitettura, la quale conobbe in questi anni uno sviluppo senza precedenti grazie allentrata in produzione di nuovi materiali da costruzione, come la ghisa, lacciaio e il vetro. In questo modo entrò in crisi la figura dellarchitetto, la quale - pur essendo in possesso di una solida formazione artistica - non poteva certo confrontarsi con questi nuovi materiali, dei quali non conosceva né le caratteristiche né le potenzialità. Vincente fu invece la figura dellingegnere che, pur non disponendo delle stesse competenze artistiche degli architetti, poteva contare su una solida preparazione tecnica e costruttiva. L "architettura degli ingegneri", come venne prontamente battezzata, fu dunque la più alta espressione di una vera e propria "democratizzazione dellarchitettura", siccome a determinare il successo di un edificio non era più il gusto estetico del singolo costruttore, bensì lapplicazione corretta dei metodi matematici accessibili a tutti al calcolo delle strutture edili.

Eiffel è stato uno degli interpreti più convinti di questo fervore progressista. Egli, infatti, intuì subito le innumerevoli possibilità legate alluso del ferro e decise prontamente di spostare la propria ricerca artistica dal piano delle forme a quello delle funzioni. Secondo Eiffel, infatti, un edificio non deve tanto rispondere a considerazioni di tipo estetico, né tanto meno allestro arbitrario del progettista, bensì deve obbedire a determinati requisiti di sicurezza, di funzionalità e di economicità. Non a caso, la visione architettonica di Eiffel ebbe agio di esprimersi soprattutto nelle cosiddette "grandi strutture", ovvero ponti, viadotti, stazioni ferroviarie e padiglioni espositivi. Nelle opere di Eiffel, in particolare, è facile vedere "come non ci sia unidea formale alla base, risultato si ottiene con la coerenza progettuale derivata dallo studio tecnico e costruttivo": opere costruite secondo questi principi furono la torre Eiffel, della quale abbiamo già parlato, o il ponte ferroviario di Garabit, dove è stato adottato larco a sezione variabile proprio per evitare che le varie sollecitazioni esterne andassero a compromettere lequilibrio dellintera struttura. Altra cifra stilistica fondamentale delle opere di Eiffel è la "sincerità strutturale", secondo la quale "ogni elemento della costruzione è conformato e posizionato in base a ciò che deriva dallanalisi statica della struttura stessa": esemplare, in tal senso, è il profilo della torre Eiffel, descritto da un motivo statico che si ottiene "imponendo la condizione di uniforme resistenza e compressione ed anche un carico laterale uniformemente distribuito, cioè il vento, su tutta la struttura" Lenci, Consolini, e non da particolari esigenze estetiche.