Indietro

ⓘ Destra hegeliana




Destra hegeliana
                                     

ⓘ Destra hegeliana

La Destra hegeliana, corrente idealistica detta anche dei "vecchi hegeliani" per i loro intenti restauratori, costituì lindirizzo di pensiero di quei discepoli di Hegel che interpretarono la dottrina del maestro in senso conservatore, contrapponendosi alla sinistra dei "giovani". Rispetto a questultima avrà tuttavia un ruolo marginale nella storia della filosofia.

                                     

1. Posizioni religiose

"Destra" e "sinistra", in cui si divise lhegelismo alla morte del suo fondatore avvenuta nel 1831, furono termini adoperati per la prima volta da David Strauss nel 1837, e ripresi da Karl Ludwig Michelet, ma le prime contrapposizioni tra le due anime della scuola si erano avute già negli anni trenta del XIX secolo, quando Hegel era ancora in vita, e vertevano principalmente su questioni religiose: i più conservatori, fedeli allortodossia cristiana, tra cui Weisse, Goeschel, Conradi, sostenevano che lanima personale dellessere umano sarebbe sopravvissuta alla morte, contro gli assertori di un panteismo per il quale solo la categoria storica dellumanità poteva dirsi immortale.

Le posizioni della destra continueranno ad essere di natura essenzialmente religiosa, con tutte le implicazioni filosofiche e politiche che esse comportavano.

In particolare, gli esponenti della destra ritenevano che Hegel avesse inquadrato e convalidato filosoficamente il Cristianesimo, definendone una volta per tutte i concetti fondamentali quali limmortalità dellanima, Dio come Persona, la Trinità articolata in Padre, Figlio e Spirito Santo, corrispondenti alle tre tappe della Ragione assoluta: Idea, Natura e Spirito.

                                     

1.1. Posizioni religiose Implicazioni filosofiche

In ambito filosofico, i rappresentanti della destra tendevano a distinguersi dalla sinistra anche riguardo allinterpretazione da dare alla dialettica triadica di Hegel, ritenendo che il momento finale della sintesi costituisse un inveramento e una conferma della tesi iniziale, e dunque la nuova razionalità così raggiunta non comportasse la negazione dellordine preesistente come sostenevano i loro oppositori, ma anzi la sua conservazione su un piano più elevato.

Con la pubblicazione poi da parte di Strauss della Vita di Gesù 1835, che rifacendosi alla distinzione hegeliana tra rappresentazione e concetto separava laspetto mitologico del Vangelo dalla verità razionale in esso contenuta riproponendo in un certo senso la dottrina della doppia verità, la destra obiettò duramente come lo stesso Hegel avesse in fondo identificato la rappresentazione con il concetto, in quanto entrambi possedevano il medesimo contenuto, essendo il primo soltanto meno adeguato a esprimerlo rispetto al secondo, e che dunque nella religione e nella filosofia egli aveva affermato la presenza della stessa verità.

Mentre per la sinistra la filosofia costituiva un superamento e una negazione della religione, per la destra la religione esprimeva verità deducibili e perciò convalidate per via filosofica dalla ragione.

                                     

1.2. Posizioni religiose Implicazioni politiche

La celebre affermazione di Hegel "ciò che è reale è razionale" si traduceva politicamente, per vari esponenti della destra quali Carl F. Göschler, Georg A. Gabler, Julius Schaller, nella difesa dellordine costituito, e quindi nellaccettazione della politica restauratrice di Federico Guglielmo III come "razionale".

Lo stesso Hegel, daltronde, pur avendo parteggiato in gioventù per gli ideali della rivoluzione francese, aveva giustificato lassolutismo della Prussia facendone lo Stato-guida del momento, in quanto espressione più alta del divenire storico dellAssoluto. La concezione della destra risentiva in ogni caso, anche in questo campo, dellesigenza di salvaguardare i capisaldi del cristianesimo, quello luterano in particolare. La politica del tempo inoltre, fintantoché era considerata contigua alla religione, prendeva spesso da questultima i propri motivi ispiratori.

La mancanza di spinte innovative e lattestazione su posizioni filosofiche già collaudate riserveranno tuttavia alla destra un posto secondario rispetto alla sinistra negli sviluppi futuri dellhegelismo.



                                     

2. Principali esponenti della Destra hegeliana

Nella destra hegeliana rientrano a vario titolo:

  • Karl Daub 1765–1836
  • Heinrich Leo 1799–1878
  • Julius Schaller 1810–1868
  • Eduard Gans 1798–1839
  • Johann Eduard Erdmann 1805–1892
  • Johann Karl Wilhelm Vatke 1806–1882
  • Johann Karl Friedrich Rosenkranz 1805–1879
  • Kuno Fischer 1824–1907
  • Heinrich Gustav Hotho 1802–1873
  • Ludwig Boumann 1801–1871
  • Constantin Rößler 1820–1896
  • Karl Larenz 1903–1993
  • Bruno Bauer 1809–1882 solo in una prima fase
  • Kasimir Conradi 1784–1849
  • Eduard Zeller 1814–1908
  • Johannes Schulze 1786–1869
  • Karl Schnaase 1798–1875
  • Adolf Lasson 1832–1917
  • Leopold von Henning 1791–1866
  • Gerhard Dulckeit 1904–1954
  • Carl Friedrich Göschel 1781–1861
  • Hans Lassen Martensen 1808–1884
  • Georg Andreas Gabler 1786–1853
  • Karl Ludwig Michelet 1801–1893
  • Christian Hermann Weisse 1801-1866
  • Theodor Lorenz Haering 1884–1964
  • Albert Schwegler 1819–1857
  • Hermann Friedrich Wilhelm Hinrichs 1794–1861
  • Julius Binder 1870–1939
  • Philipp Konrad Marheineke 1780–1846

In Italia può essere considerato espressione della destra hegeliana lidealismo di Augusto Vera, che reinterpretò la dottrina di Hegel nel senso religioso e trascendente della tradizione cattolica.