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ⓘ Acropoli di Alatri




Acropoli di Alatri
                                     

ⓘ Acropoli di Alatri

L Acropoli di Alatri, nota localmente come Civita, è posta nel cuore del centro storico di Alatri, sulla cima del colle su cui sorge la città, a circa 500 m s.l.m. La rocca è cinta da mura in opera poligonale, dette mura ciclopiche ; vi si accede da due porte e da una rampa alla base della quale si ergeva in antichità un portico di cui rimangono alcune rovine. Su di essa sorgono la concattedrale di San Paolo e il vescovado.

                                     

1. Descrizione

Le mura sono costituite da diversi strati di megaliti polimorfi, provenienti dalla stessa collina e fatti combaciare perfettamente ad incastro senza lausilio di calce o cementi opera poligonale; con il loro perimetro descrivono unarea trapezoidale di 19.000 mq. Raggiungono la massima elevazione nel Pizzale, cioè langolo sud-orientale: rastremato verso lalto, è costituito da quindici grandi blocchi sovrapposti; la pietra angolare di base presenta un bassorilievo raffigurante una figura alata che tuttavia è stato anche interpretato come un globo solare, probabile omaggio al Sole che sorge da questo lato.

La storicizzazione della costruzione delle mura è controversa, larcheologo francese Louis Charles François Petit-Radel 1756-1836 pose la datazione della fondazione di Alatri prima della Seconda Colonia Pelasgica, risalente al 1539 a.C., mentre la scienza archeologica ha sostenuto lorigine ernica e la complessiva ristrutturazione in età romana, mentre alcuni studiosi le collocano al VI secolo a.C., altri ben quattro secoli prima; larcheologo Filippo Coarelli ha proposto una datazione al IV-III secolo a.C.

Per la fortificazione sono state supposte connessioni di tipo archeoastronomico, secondo lipotesi che il suo perimetro ripercorrerebbe quello disegnato nel cielo dalla costellazione dei Gemelli al solstizio destate, ma il particolare perimetro della cinta muraria dellacropoli è più verosimilmente un adattamento alla naturale conformazione del colle.

La portata e lottima conservazione del recinto murario suscitarono grande ammirazione nello scrittore tedesco Ferdinand Gregorovius. Larea dellAcropoli era stata restaurata nel 1843, soltanto pochi anni prima della visita dello scrittore: i cittadini di Alatri, in occasione della visita di papa Gregorio XVI lavorarono per dieci giorni consecutivi per ripulire le mura e costruire un accesso alla parte superiore della città antica, realizzando la strada che ne percorre il perimetro, che in onore del papa fu chiamata via Gregoriana.

LAcropoli presenta due porte dingresso. Le due porte hanno unimportante proprietà matematica: il rapporto altezza/base è coincidente, con buona approssimazione, alla sezione aurea.

Nel medioevo lAcropoli, perdendo in parte le sue funzioni di area sacra, venne fortificata e divenne parte del centro abitato, sorgendovi numerose abitazioni: al suo interno sono state rinvenute alcune rovine di tale insediamento, distrutto nel 1326 per ordine del rettore di Campagna e Marittima a seguito della cacciata di Francesco de Ceccano, che vi si era insediato occupandola. Su di essa rimasero da allora solo la Cattedrale di San Paolo e il vescovado riedificato tra il 1337 e il 1342 che nei sotterranei ospitava una prigione mentre nel raccolto giardino adiacente, delimitato da mura, si trovava un cimitero che funzionò fino al 1846. Sullampia spianata circostante, nel XX secolo sono stati piantati lunghi filari di alberi che hanno fatto dellacropoli un parco nel cuore della città. Sempre nel Novecento, a ridosso della cattedrale venne eretto ledificio in pietra che occulta un serbatoio dellacqua.

La cattedrale poggia sui resti di unantica ara della quale resta visibile, sotto il lato nord della basilica, parte del basamento in opera poligonale.

                                     

1.1. Descrizione Porta Minore

La Porta Minore o Porta dei Falli o anche Grotta del Seminario, collocata sul lato settentrionale è molto più piccola m 2.12 x 1.16 ed immette in un angusto corridoio ascendente, perfettamente conservato, coperto con monoliti in progressivo aggetto: un sistema di copertura che trova riscontro solo nellinterno della piramide di Menfi.

Il nome di Porta dei Falli è legato alle incisioni che sovrastano la porta stessa: tre falli, ormai deteriorati dal tempo, che stanno a simboleggiare la fertilità. Nellantichità, infatti, si ritiene che tale passaggio sia servito per i riti pagani, e il simbolo, comune anche ai tempi degli antichi romani, era di buon augurio per chiunque percorresse la scalinata della porta senza mai fermarsi. In alto a sinistra è possibile notare alcune iscrizioni in lingua osca.

                                     

1.2. Descrizione Le nicchie

Nei pressi della Porta Maggiore si aprono nelle mura tre grandi nicchie rettangolari, della profondità di 90 cm circa, dette anche "i Santuari" la cui funzione rimane oscura.

                                     

1.3. Descrizione Portico di Betilieno

Lungo il pendio che si sviluppa al di sotto del lato settentrionale dellAcropoli si trovano i resti di un portico che venne fatto realizzare dal censore Lucio Betilieno Varo nella seconda metà del II secolo a.C. per collegare lacropoli al foro cittadino dove attualmente è Piazza Santa Maria Maggiore.

Dellopera, originariamente costituita da una lunga struttura colonnata templiforme, restano, limitatamente allultimo tratto, che correva addossato al muro settentrionale dellarea sacra, parte dello stilobate con il sistema di canalizzazione delle acque piovane, le basi di alcune colonne. Il percorso terminava allinizio della rampa che tuttora costituisce il più agevole accesso allacropoli: alla sommità di questa fa mostra di sé un leone di pietra calcarea, che fu rinvenuto nel 1816 tra le rovine della scomparsa chiesa di SantAngelo in formis, ma che in origine doveva provenire da un sepolcro monumentale tardo-repubblicano.