Indietro

ⓘ Parlamento del Regno di Sicilia




Parlamento del Regno di Sicilia
                                     

ⓘ Parlamento del Regno di Sicilia

Il Parlamento del Regno di Sicilia era la camera legislativa del Regno di Sicilia. La prima assise legislativa fu quella che istituì il primo sovrano normanno Ruggero II di Sicilia nel 1130. Lultima fu il parlamento che fu istituito a seguito della Rivoluzione siciliana del 1848 che restò in carica fino al 1849. Dopo la seconda guerra mondiale, con lautonomia speciale della Sicilia, nel 1947 fu istituita lAssemblea regionale siciliana.

                                     

1.1. Storia Le assise normanne

Il parlamento siciliano viene considerato uno dei più antichi del mondo del Parlamento

Il parlamento siciliano era costituito da tre "rami" "feudale", "ecclesiastico" e "demaniale". Il ramo feudale era costituito dai nobili rappresentanti di contee e baronie, il ramo ecclesiastico era formato da arcivescovi, vescovi, abati e archimandriti, mentre il ramo demaniale era costituito dai rappresentanti delle 42 città demaniali della Sicilia. Il primo parlamento normanno non era deliberativo, ed aveva solamente una funzione consultiva e di ratifica dellattività del sovrano, specialmente nella tassazione, nelleconomia e nella gestione dei rapporti con le potenze straniere. I deputati erano scelti fra i nobili più potenti. Primo cambiamento radicale si ebbe con Federico II di Svevia, che permise laccesso parziale anche alla società civile, come le città demaniali. Federico riunì un parlamento nel settembre del 1221 a Messina noto come "Assise di Messina", dove procedette al riordino della normativa del Regnum promulgando un ulteriore nucleo di assisae, quattro o cinque, concepite a difesa della morale, dellordine e dei "buoni costumi" del Regno, primo nucleo di quelle che nel 1231 sarebbero state promulgate a Melfi come Constitutionum Regni Siciliarum, integrate poi nella assise di Siracusa del 1233.

                                     

1.2. Storia Dagli Angioini ai viceré spagnoli

Dopo un periodo in secondo piano durante il regno degli Angioini, il parlamento divenne il fulcro fondamentale della organizzazione del Vespro siciliano. Il 3 aprile 1282, durante la sollevazione, la bandiera gialla e rossa con la triscele al centro venne adottata dal parlamento e ancora oggi costituisce la bandiera siciliana. Fu poi una delegazione del parlamento a recarsi da Pietro dAragona a offrirgli la corona, in quanto marito di Costanza di Hohenstaufen.

Pietro III di Aragona il 31 agosto 1282 sbarcò a Trapani con il suo esercito e il 4 settembre fu incoronato re a Palermo dal parlamento. Il 16 ottobre venne convocata unassemblea da cui parteciparono i sindaci del Val di Noto nella sede del Castello Ursino a Catania, in seguito sede della residenza reale. In quegli anni il parlamento fu convocato anche a Messina. Dopo le guerre del Vespro ed il successivo insediamento di Federico III di Sicilia che nel 1296 fu proclamato dal parlamento convocato a Palermo, nel 1297 rafforzò il proprio ruolo centrale. In questepoca il parlamento, che era composto prevalentemente da feudatari, sindaci delle città, dai conti e dai baroni, era presieduto e convocato dal re. Il parlamento costituzionalmente aveva il compito di eleggere il re e di svolgere anche la funzione di organo garante del corretto svolgimento della giustizia ordinaria esercitata da giustizieri, giudici, notai e dagli altri ufficiali del regno. Nel 1410 il parlamento siciliano tenne al Palazzo Corvaja di Taormina, alla presenza della regina Bianca di Navarra, una storica seduta per lelezione del re di Sicilia in seguito alla morte di Martino II e nel 1446 ancora a Castello Ursino una seduta con Alfonso V dAragona, e sedute ovunque convenisse il re. Con i successivi sovrani aragonesi la Sicilia perse la sua autonomia politica e un viceré governò lisola, affiancato da un presidente del Regno, che presiedeva le sedute del parlamento.

Con Carlo V nel 1532 fu di nuovo convocato un parlamento a Palermo nella "sala gialla" di Palazzo Reale, che continuò a riunirsi anche sotto Filippo II nel 1556 a Messina e nel 1567 ancora a Palermo, conservando una sua autorevolezza nei confronti del viceré, che risiedeva anchegli al palazzo Reale di Palermo. Nel 1637 il Presidente del Regno Luigi Moncada, Duca di Montalto, fece affrescare da artisti come Giuseppe Costantino, Pietro Novelli e Gerardo Astorino, la sala Duca di Montalto, antico deposito delle munizioni, trasformandolo in sala delle udienze estive del Parlamento.

                                     

1.3. Storia I Borbone

Nel 1734, Carlo di Borbone, re di Napoli, mosse alla conquista del Regno di Sicilia sottraendolo alla dominazione austriaca nel febbraio 1735, che fu proclamato re a Palermo nel luglio 1735 e il regno di fatto unito a Napoli.

Il suo successore, il giovane Ferdinando IV, a sedici anni, raggiunta la maggiore età nel 1767, non conosceva ancora i suoi due regni ed in particolare le differenze che li caratterizzavano. Spesso accettava le decisioni del primo ministro Tanucci senza neanche discuterne e lo stesso primo ministro ebbe a scrivere di lui:

I reali di Borbone tornarono a stabilirsi a Palermo, a Palazzo Reale, nel 1806 a causa dellinvasione francese di Napoli.

Ferdinando IV, nel 1810, riunì il Parlamento siciliano domandando personalmente aiuti adeguati per la salvaguardia del regno minacciato dai Francesi, ma la rivolta esplose nellisola. Lord William Bentinck, il comandante delle truppe britanniche nellisola, lo costrinse a nominare reggente del regno il figlio Francesco il 16 gennaio 1812, e un nuovo governo fu insediato con i notabili siciliani.



                                     

1.4. Storia Il parlamento costituzionale

A Palermo, il 19 luglio 1812, il Parlamento siciliano, riunito in seduta straordinaria, dichiarò abolito il regime feudale, promulgò la costituzione siciliana del 1812, decretò labolizione della feudalità in Sicilia e approvò una radicale riforma degli apparati statali.

La Costituzione prevedeva un parlamento bicamerale, formato da una Camera dei comuni, composta da rappresentanti del popolo, con carica elettiva, e una Camera dei Pari, costituita da ecclesiastici, militari ed aristocratici con carica vitalizia e di nomina regia. Le due camere, convocate dal sovrano almeno una volta lanno, detenevano il potere legislativo, ma il re deteneva potere di veto sulle leggi del parlamento. Il potere esecutivo era affidato al sovrano; mentre il potere giudiziario era detenuto da giudici formalmente indipendenti, ma, in realtà, sottoposti alle decisioni della corona. Il Parlamento abolì anche lantica suddivisione amministrativa della Sicilia nei tre valli di Mazara, Noto e Valdemone e stabilì listituzione di 23 distretti.

In esito al Congresso di Vienna del 1815 Ferdinando IV tornò a Napoli, disapplicando in effetti la costituzione, e nel dicembre 1816 riunificò formalmente i due regni nellunico regno delle Due Sicilie, assumendo il nome di Ferdinando I delle Due Sicilie, e così provocando la decadenza, anche giuridica, di costituzione e parlamento siciliani.

Con i Borbone-Due Sicilie la Sicilia così si ritrovò governata da Napoli e la ricostituzione del parlamento si riebbe durante i moti del giugno 1820 quando fu riaperto il parlamento, ripristinata la costituzione siciliana del 1812 e venne proclamato un governo che durò pochi mesi, fino a quando fu inviato dal neo parlamento napoletano un esercito che riconquistò lisola.

                                     

1.5. Storia Il parlamento del 1848-49

Fu soprattutto nella rivoluzione del 1848, che riacquistò la sua centralità. A Palermo infatti, il 25 marzo dello stesso anno, si riuniva il Parlamento generale di Sicilia nella chiesa di San Domenico, con un governo rivoluzionario composto da un presidente ed i ministri eleggibili dallo stesso presidente. Vincenzo Fardella di Torrearsa fu eletto presidente del parlamento e Ruggero Settimo capo del governo. Si dichiarò decaduta la dinastia borbonica, proclamato il Regno di Sicilia come monarchia costituzionale, indipendente dal Regno delle Due Sicilie, e si offrì il trono vacante di Sicilia al Duca di Genova Alberto Amedeo di Savoia, figlio secondogenito di Carlo Alberto di Savoia, che non accettò. Il 10 luglio il parlamento decretò una nuova costituzione, sopprimendo anche la Camera dei Pari del Regno di Sicilia.

Ma la vita del Parlamento del 1848-49 durò solo 15 mesi. Infatti dopo il cosiddetto "decreto di Gaeta" del 28 febbraio 1849 Ferdinando II di Borbone da Messina iniziò a riprendere possesso della Sicilia e il 4 aprile il generale Filangieri dopo aspri combattimenti occupò Catania. Il 14 aprile il parlamento siciliano riunito a Palermo accettava con 55 deputati a favore e 33 contro le proposte fatte da re Ferdinando II nel proclama del 28 febbraio in un primo tempo rifiutate: uno statuto ispirato alla costituzione del 1812, un proprio Parlamento con una Camera dei Pari e una dei Comuni, e la nomina di un viceré.

Ma ormai il Borbone continuò la guerra: il 5 maggio lavanzata delle truppe napoletane arrivò sino a Bagheria, alle porte della capitale, dove vi furono alcuni scontri tra l8 e il 10 maggio. Giunse quindi la notizia che il sovrano aveva concesso lamnistia, lassise si sciolse il 14 maggio 1849 e lindomani le truppe borboniche entrarono a Palermo, mentre i 43 leader siciliani, esclusi dallamnistia, fuggirono in esilio a Malta.

                                     

1.6. Storia La mancata Assemblea del 1860

Durante la dittatura di Garibaldi il prodittatore della Sicilia Antonio Mordini il 5 ottobre 1860 aveva indetto i collegi elettorali per il 21 ottobre "per eleggere i rispettivi loro deputati" e con un decreto del 9 ottobre, "per la convocazione di unAssemblea di rappresentanti del popolo, a Palermo, il 4 novembre". Il parlamento siciliano sarebbe tornato così di fatto in vita. Ma una serie di pressioni, dibattiti e contrasti, lo indussero a modificare il decreto e ad annunciare che in quella data si sarebbe svolto solo il plebiscito per sancire lannessione con il Regno dItalia.

                                     

1.7. Storia Il parlamento regionale

LAssemblea regionale siciliana ARS dal 1947 è lorgano legislativo della Regione siciliana, come previsto dal suo statuto speciale del 1946. In virtù del suo particolare stato legislativo e storico, è lunica assemblea regionale allinterno della Repubblica italiana i cui componenti sono definiti deputati.

Si tratta della prima assemblea legislativa elettiva regionale riunitasi in Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale. La prima seduta, dopo le elezioni regionali del 30 aprile 1947, avvenne il 25 maggio 1947.

Anche gli utenti hanno cercato:

...
...
...