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ⓘ Museo del biomedicale




Museo del biomedicale
                                     

ⓘ Museo del biomedicale

Il museo del biomedicale è un museo industriale e tecnologico situato a Mirandola, dove sorge lomonimo distretto biomedicale.

Inaugurato nel 2010 presso il castello dei Pico e, successivamente al terremoto dellEmilia del 2012, delocalizzato in via Odoardo Focherini, la collezione è nata con la finalità di valorizzare, conservare e rendere accessibile a tutti il complesso di beni storici e scientifici del distretto biomedicale di Mirandola, specializzato nella produzione di macchine biomedicali e disposable. Lintenzione è quella di sottolineare la storia le capacità creative e produttive del distretto sin dalla sua formazione, ovvero a metà degli anni sessanta.

Gli oggetti esposti vantano la propria provenienza dalle ditte biomediche stesse o da collezionisti privati. In esposizione si trovano vere e proprie rarità, come il rene artificiale di tipo Kiil, venduto alla fine degli anni sessanta dallazienda Dasco fondata da Mario Veronesi, padre fondatore del distretto. Lingresso al museo è gratuito.

                                     

1. Esposizione

Allingresso una serie di pannelli illustrativi spiega la cronologia della nascita di tutte le aziende dal 1962 fino al 2012, fornendo anche approfondimenti e spiegazioni in merito alla realtà attuale del settore biomedico con prodotti e servizi; si trova anche una sintesi della biografia del fondatore del biomedico, Mario Veronesi. Lultima ala del museo è dedicata ai prodotti/servizi delle aziende locali, che si alternano in mostra, esponendo le loro ultime novità in ambito medico e scientifico.

Il museo si divide in due percorsi: uno incentrato sui prodotti moderni, a scopo conoscitivo e informativo, e uno sui prodotti più vecchi, che ha un valore per lo più storico.

                                     

1.1. Esposizione Percorso storico attraverso i prodotti esposti

Da un inizio molto modesto nei primi anni sessanta un salto di qualità, a metà decennio, fu dato dalla produzione del rene artificiale, un dispositivo costituito da una membrana piatta e da una serie di pompe che ha consentito, tramite la rimozione per osmosi delle sostanze tossiche dal sangue del paziente in circolazione extracorporea, il trattamento dellinsufficienza renale cronica tramite emodialisi. Per emodialisi o dialisi extra-corporea intendiamo un procedimento medico finalizzato alla rimozione dei prodotti di scarto e delleccesso di acqua che si accumulano nel sangue a causa dellinsufficienza renale.

Tutte le apparecchiature e dispositivi esposti erano prodotti dalla Dasco, con esclusione del letto con bilancia prodotto dalla Tassinari Bilance di SantAgostino FE. Lemodialisi si effettua con lo scambio di sostanze, attraverso una membrana porosa, tra il sangue e un liquido chiamato dializzante o liquido di dialisi. A quel tempo, nei centri di dialisi, il liquido di dialisi veniva normalmente preparato da un unico apparecchio e distribuito ai vari monitor collegati ai pazienti: ogni paziente perciò aveva lo stesso dializzante. Il monitor serviva a regolare e monitorare la portata, la pressione e la temperatura del dializzante; un manometro serviva a controllare la pressione del sangue a livello del gocciolatore venoso.

Il rene artificiale a piastre, chiamato anche dializzatore tipo Kiil, era costituito da grosse piastre dentro unintelaiatura metallica. Allinterno di tali piastre venivano inseriti dei fogli di un materiale simile al cellophane membrana porosa per formare un compartimento in cui far passare il sangue. Il dializzante veniva fatto passare allesterno di tale compartimento per permettere lo scambio di sostanze ed acqua. Il rene artificiale era collegato al paziente per mezzo di un sistema di tubi chiamato "linee per emodialisi". Una pompa peristaltica, chiamata anche pompa sangue, serviva a vincere le resistenze del circuito esterno al paziente circuito extracorporeo. Il sangue veniva prelevato e ricondotto al paziente per mezzo di due grossi aghi per fistola o tramite due tubetti in silicone impiantati Shunt. Il letto con bilancia serviva a controllare la perdita di peso, cioè la perdita di acqua, del paziente durante la dialisi. Tra la fine degli anni sessanta e linizio degli anni settanta i dispositivi per la dialisi trovano in zona largo sviluppo e viene fondata una nuova azienda Bellco che sviluppa e produce come Dasco macchine, linee e filtri per emodialisi. Negli anni settanta il monitor, le pompe peristaltiche e la preparazione del dializzato vengono ridotte in dimensione e trovano alloggiamento in una unica apparecchiatura. Anche i filtri dialisi hanno avuto una evoluzione e a parità di superficie sono stati fabbricati in dimensione più compatta prima con membrane parallele e in seguito con membrana capillare. La Bellco per prima sviluppa un rene single-pass completamente monouso senza necessità di sterilizzazione per singolo paziente denominato Unimat BL760, con la possibilità di personalizzare il liquido dializzante nelle macchine precedenti Dasco il dializzante era uguale per tutti i pazienti con il vantaggio di eliminare le gravosi febbri pirogeniche dovute ai sistemi a ricircolo precedenti di Dasco. Inoltre permette di sostituire lacetato con il bicarbonato. Tale rene consente il trattamento di 4 pazienti al giorno, contrariamente a quelli che necessitano sterilizzazioni i cui pazienti trattati si riducono a 3. Inoltre Bellco realizza per prima una pompa ematica a due testate che consente la dialisi ad ago singolo. Questa apparecchiatura nel 1973 è stata presentata al EDTA di Vienna e il prototipo assieme a successivi sviluppi fino al modello Formula della Bellco è esposto presso il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna. Tale apparecchiatura è stata la punta delliceberg per far conoscere il polo biomedicale mirandolese.

Alla fine degli anni settanta con la nascita di Dideco si sviluppa una nuova linea produttiva dedicata ai separatori cellulari utilizzati anche in autotrasfusione; sempre negli stessi anni viene sviluppato un separatore cellulare per lautotrasfusione intraoperatoria per il recupero del sangue autologo. Esso è utilizzato negli interventi chirurgici o ortopedici. Dideco è la prima in Europa e la seconda al mondo a produrre sistemi aferetici, separatori cellulari: Progress a rotazione intermittente, Vivacell a rotazione continua ed infine BT 795 P. Negli anni ottanta vengono sviluppati i primi ossigenatori al mondo per cardiochirurgia per pazienti adulti, pediatrici e neonatali.

                                     

2. Attività

Questa esposizione testimonia lavanzamento delle conoscenze e delle abilità umane: uno sguardo al passato e allattuale presente per fornire informazioni utili per progetti futuri. Il museo vede unaffluenza di visitatori del settore, provenienti anche da diversi paesi. In occasione del cinquantesimo anniversario della nascita del distretto biomedicale di Mirandola sta organizzando molte visite scolastiche. Inoltre organizza incontri e colloqui allinterno della struttura. In media laffluenza giornaliera è circa di 70 persone, con picchi di 200 nei week-end.

Il museo organizza corsi pilota per gli alunni delle scuole secondarie del luogo, al fine di offrire una formazione di base sulle tecnologie e per stimolarli alla conoscenza ed allinnovazione dei prodotti. Si è aperta anche una collaborazione con gli studenti delle facoltà di medicina e biotecnologie dellUniversità degli Studi di Modena e Reggio Emilia, per incontrare futuri medici, informarli sui prodotti esistenti e raccogliere nuove idee.