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ⓘ Il respiro di Amon




                                     

ⓘ Il respiro di Amon

Il respiro di Amon è un libro scritto da Lynda Suzanne Robinson, ed è il secondo romanzo della serie incentrata sulle indagini del principe Meren.

                                     

1. Trama del libro

Il libro si svolge sempre nellanno quinto del regno di Tutankhamon, qualche mese dopo gli avvenimenti del volume precedente.

Unas, puro e servo di Amon, entra furtivamente nel tempio di Amon per potervi lasciare la lista degli artigiani reali, in modo da poterla riprendere il giorno dopo senza essere costretto a recarsi fino al lontano tesoro che si trova nella tomba di Akhenaton. Ode però, di nascosto, un dialogo tra due uomini, usciti i quali Unas recupera alcune ciotole, di cui una in particolare lo rende sgomento. Unas esce indenne dal tempio con la ciotola ora ridotta in cocci, e una volta tornato a casa dalla moglie li brucia nel camino.

Il giorno dopo, a Tebe, una statua colossale di Amon dedicata al Faraone Tutankhamon viene installata di fronte al tempio di Amon. Sfortuna vuole che, proprio in cima alla statua, si trovi Unas, che viene spinto giù da un uomo misterioso e muore sfracellandosi a terra. Djefi, figlio dellanziano mastro scalpellino Seneb, fa rapporto a Maya, tesoriere reale, della morte di Unas; Meren, che si trovava in compagnia di Maya, ne viene a sapere e si incarica di investigare. Anche Parenefer, gran sacerdote di Amon, ne viene a sapere, e incarica Ebana e Qenamon di occuparsi del caso prima che ci riesca a Meren. Ricostruita la dinamica della morte di Unas, Kysen interroga i famigliari della vittima, ovvero la moglie Ipwet, il di lei padre e Nebera, amico di Unas. Venendo a sapere dei cocci gettati nel camino da Unas, Kysen vede, su uno di essi, quello che sembra un cartiglio. Ipwet gli riferisce anche che Unas era andato al tempio in anticipo in quanto avrebbe avuto un incontro con Seneb, il mastro scalpellino, che Kysen considera una trappola ideale per un omicidio.

Tempo dopo, Rahotep, in compagnia di Ebana e Qenamon, viene sospettato dellomicidio di Unas, e viene pertanto obbligato a scrivere il suo nome sul libro di Qenamon, ma questultimo, mentre gli consegna i suoi strumenti, viene morso da vari cobra nascosti nel suo astuccio da scriba. Ebana tenta di stanarli, ma sebbene i cobra vengano sgominati, Qenamon soccombe al veleno dei cobra. Meren giunge sulla nuova scena del crimine, ed esaminando il cadavere del sacerdote lettore, raccoglie anche una figurina in cera rappresentante il re ittita. Meren intende quindi andare alla frontiere degli ittiti per poter catturarne e interrogarne uno, ma in quel momento interviene Tanefer, che ha organizzato una caccia allippopotamo per celebrare laccoglienza al viceré di Kush. Così, la mattina seguente, Meren, Kysen, Tanefer e Ahiram un principe siriano alla corte del Faraone e collega di Tanefer accompagnano il re sul Nilo, partecipando alla caccia. Uno degli ippopotami, però, attacca limbarcazione di Ahiram, che per ben due volte rimane gravemente azzannato, seppur non mortalmente, ma viene prontamente salvato da Tanefer e Meren. Tuttavia, passato il pericolo, Ahiram rifiuta le cure mediche. Il mattino seguente, Tanefer comunica Meren che Ahiram è uscito dalla capitale, per un motivo ignoto persino al Faraone. Così, Meren decide di esaminare la casa di Ahiram, e grazie a dei topi morti, vittime degli stessi gatti selvatici di Parenefer che hanno azzannato i cobra che uccisero Qenamon, ora sospetta che sia stato Ahiram a uccidere entrambi i sacerdoti. Arrivato a Gebtu, vicino alla tomba di Akhenaten, mentre sta scendendo la notte, avvista quello che si rivela essere un campo di battaglia, dove alcuni uomini stanno respingendo lattacco di quelli che sembrano dei predoni. Finita la battaglia, Meren scopre che coloro che hanno respinto i predoni sono siriani, capitanati da Ahiram. Lo stesso Ahiram è stato colpito mortalmente allo stomaco, e prima di spirare, gli mormora: "Sii prudente. lui tradirà anche te". Esaminando i corpi dei predoni, Meren scopre che in realtà sono mercenari mitanni. Viene fuori anche che i siriani stavano respingendo i mercenari perché questi li hanno sorpresi a derubare dei defunti, tra laltro degli oggetti degni dellalta classe, come principi e re. Non bastasse, Meren riconosce quei sandali: sono del vecchio Faraone Akhenaten, il suo aguzzino, colui che lo maledisse perché si rifiutò di seguire il suo dio. Sgomento dalla scoperta che Ahiram si è assentato da Menfi per derubare dal vecchio Faraone, memore del fatto che questi si rifiutò di aiutare il padre di Ahiram, re di Biblo, quando fu assalito da dei predoni, Meren decide di dirigersi verso Akhetaten, lOrizzonte di Aten, la città del Faraone eretico, e vi trova la conferma dei suoi sospetti: la tomba di Akhenaten è stata profanata. Tornato alla corte del Faraone, Meren gli consiglia di far costruire, e in gran segreto, una nuova casa deternità per Akhenaten, Nefertiti e tutta la famiglia reale, al momento tutti sepolti ad Akhetaten.

Meren ha inoltre ordinato di far prigionieri i mercenari mitanni sopravvissuti allattacco alla tomba, e fa portare lunico superstite al cospetto di Kysen, Rahotep e Tanefer, che lo interrogano da soli mentre Meren torna a casa. Il prigioniero, però, parla solo la sua lingua mitanni, e lunica parola che i presenti comprendono è Saustatar, nome di un grande re mitanni che affrontò gli Assiri e arrivò a saccheggiare il palazzo reale di Ashur. Allimprovviso, dopo un dialogo in mitanni tra il prigioniero e Tanefer, il mitanni aggredisce Rahotep e tenta di scappare, ma Tanefer lo raggiunge e la situazione degenera in una colluttazione nella quale il mercenario rimane ucciso. Quanto a Meren, di ritorno a casa, egli comprende che i segni trovati sui cocci buttati nel fuoco da Unas sono in realtà una maledizione, rivolta a Tutankhamon, il cui nome era infatti presente nel cartiglio sui cocci, e dunque Unas li ha gettati nel fuoco per scongiurare la maledizione. Qenamon era il componente del clero di Amon che più era connesso al mondo della magia, e sarebbe pertanto stato lui a scrivere la maledizione. Ricordandosi inoltre di come Ahiram, dopo la morte di Unas, aveva perso la testa, fino a farsi quasi ammazzare il giorno della caccia allippopotamo a causa del prolungarsi dellattesa della preda, Meren torna a casa di Ahiram stesso, e lì, mentre capisce che Tanefer stava invero cercando di uccidere Ahiram per qualche motivo, arriva proprio Tanefer, accompagnato da alcuni soldati, che gli punta la sua spada nel petto. Dal dialogo tra Meren e Tanefer, si viene a sapere la vera storia di questultimo: sua madre, la figlia di un re mitanni, fu inviata in Egitto dove rimase da reclusa, dimenticata dai più, per volere di Akhenaten, ma lei insegnò al figlio, che era con lui, la storia del suo popolo, che avrebbe dovuto governare. Tanefer, dopo la morte della madre, tornò nel regno di Mitanni, trovandolo distrutto e sottomesso dagli ittiti a causa dellindolenza del Faraone, cosa che lo costrinse ad agire, spinto dalla vendetta contro lEgitto che portò alla morte e alla rovina i suoi genitori e il regno che doveva governare, e dal voler distruggere lempia dinastia egizia che provocò tutto ciò. Ora, il suo piano è quello di prendere possesso dellEgitto e renderlo un grandioso impero, come sarebbe stato il Mitanni, se Akhenaton avesse aiutato suo padre; per fare ciò, Tanefer che nel suo popolo era chiamato Saustatar, lo stesso nome udito dal mercenario mitanni ucciso da Tanefer intende sposare la Grande Sposa Reale Ankhesenamun, farsi sostenere da uomini come Meren e scatenare una rivolta a palazzo per inaugurare una nuova dinastia, oltre a sottomettere il clero di Amon, di cui Meren sarà incaricato di convincerlo a unirsi a lui e Tanefer sfruttando le rivalità tra quel clero e il Faraone. Tanefer aggiunge anche di aver incaricato Ahiram di proporre a Parenefer, attraverso Qenamon, la profanazione della tomba di Akhenaten, per prendere possesso del tesoro destinato ai mercenari mitanni, inculcandogli il desiderio di vendetta. Quelli che Unas aveva origliato a inizio libro nel tempio di Amon, quindi, erano Ahiram e Qenamon. Quando Tanefer ha saputo della scoperta dei cocci e della collaborazione spontanea di Qenamon con Meren e Kysen, egli ha incaricato Ahiram di eliminare Qenamon, usando quei cobra; Ahiram, però, era a sua volta troppo spaventato dalle continue indagini di Meren, e alla fine si sarebbe tradito e avrebbe confessato; tutto questo ha portato Tanefer a organizzare la caccia allippopotamo, con la scusa di accogliere il viceré di Kush, per sbarazzarsi anche del siriano. Fallito tale escamotage, Tanefer ha dovuto far ricorso ai mercenari mitanni, che ancora adesso paga con il bottino della tomba saccheggiata da Ahiram. Finito il dialogo, Tanefer, fatto legare Meren, lo lascia da solo per alcune ore affinché decida se unirsi a lui o meno.

Passa del tempo tempo, e Kysen durante la ricerca del patrigno, vede Tanefer percorrere una strada di nascosto. Indagando, Kysen lo vede, con sgomento, uscire di casa seguito da due soldati che stanno scortando suo padre. Tanefer rivela a Meren che ora vuole anche una rottura completa tra Meren e il Faraone: scomparso Meren senza preavviso, sarà creduto alla stregua di Ahiram, per poi venire liberato dopo vari giorni e tornare in Egitto ormai screditato. Improvvisamente, però, uno dei due soldati di Tanefer viene trafitto da una freccia tirata da Kysen, e Meren ne approfitta per far fuori il secondo, ma Tanefer lo blocca, e si arriva a uno stallo nel quale il traditore, minacciando di far dissanguare Meren, sta per portare Kysen alla resa, pur di convincerlo a lasciarlo andare e fuggire via con Meren. Ma in quel momento, Tanefer viene colpito di striscio alla spalla, e Meren si libera; ne segue una lotta nella quale il traditore si getta addosso a Meren per ucciderlo, ma muore subito dopo, pugnalato proprio da Meren. Viene fuori che a scoccare la freccia che ha salvato Meren è stato Ebana, attirato dalla preoccupazione di Kysen nei confronti del padre adottivo. Ebana esige un accordo tra il clero e la corte, ovvero la pace in cambio della cessazione delle indagini di Meren nei confronti dei decessi di Unas, Qenamon e Ahiram. Meren, però, gli mostra il portastili in oro di Qenamon, e vi estrae un papiro che dichiara che Qenamon in persona aveva scritto di essersi accordato con Ahiram per derubare la tomba di Akhenaten, confermando così i suoi sospetti le chiacchiere di Tanefer. Ebana accetta dunque che Meren riferisca al Faraone che Tanefer progettava una ribellione contro di lui, finanziata dal tesoro della tomba saccheggiata da Qenamon e Ahiram, a patto che nessun sacerdote di Amon ne venga accusato.

A fine libro, dopo che la salma di Akhenaten è stata ricomposta, Meren, Ay e Horemheb decidono di far trasferire le tombe reali dallOrizzonte di Aten alla Valle dei Re, il luogo più sicuro di tutto lEgitto. Tutankhamon stipula invece una tregua con Paranefer, e con esso il clero di Amon, lasciandosi libero di meditare sulla sua prossima mossa, ovvero una campagna contro i predoni che da tempo assaltano il meridione.

                                     

2. Personaggi

  • Ipwet: moglie di Unas, che sposò un anno prima vive insieme al padre.
  • Tutankhamon: giovane Faraone dEgitto.
  • Rahotep: un altro principe, compagno di Tanefer e altro figlio di Amenhotep III. Si vanta di essere invincibile al senet.
  • Unas: un puro, e sacerdote di Amon. È la prima vittima del romanzo, nonostante cerchi di nascondere un segreto, in quanto era linformatore di Abu, uno degli aurighi di Meren; muore nel terzo capitolo, spinto giù dallassassino dalla testa di una statua di Amon dedicata al Faraone.
  • Ahiram: un siriano, di bassa statura ma possente. Ex-principe di Biblo, suo padre perse la vita per mano di una banda di predoni quando Akhenaten fu Faraone, portando alla perdita del regno vassallo di Biblo.
  • Hunefer: un principe del Faraone Tutankhamon.
  • Djefi: figlio e discepolo di Seneb, sarà lui a mandare il messaggio a Maya.
  • Ebana: cugino di Meren e Gran Sacerdote di Amon. Ancora furioso nei confronti del cugino, forma un triumvirato temporaneo con i sacerdoti Parenefer e Qenamon.
  • Maya: capo tesoriere del Faraone, e altro amico di Meren, che chiama "Falco" in merito alla sua arguzia.
  • Tanefer: un altro principe, è fratello del Faraone Tutankhamon; benché egli abbia 14 anni più di lui, sono nati dallo stesso padre, Amenhotep III, ma nati da madri diverse, in quanto Tanefer è nato da Gilukhepa, una principessa Mitanni, figlia di un altro re Mitanni. Era destinato a diventare il re dei Mitanni, cosa però impedita dalla debolezza di Akhenaton.
  • Qenamon: capo sovrintendente del tesoro del dio e sacerdote lettore di Amon, e maestro di Seneb. Si rivela irascibile quando questi propone di fare rapporto alla morte di Unas al principe Maya, preferendo invece che se ne occupi il clero di Amon.
  • Horemheb: generale dellesercito egizio, e amico di Meren.
  • Betanta: una nobildonna, rimasta vedova di recente. Mostra grande interesse per Meren, che cerca apparentemente di sedurre.
  • Parenefer: gran sacerdote di Amon, è odiato da Meren e Horemjeb in quanto altezzoso, arrogante e insipido.
  • Seneb: vecchio mastro scalpellino, sarà lui a far mandare il rapporto della morte di Unas al Faraone e al principe Maya.
  • Kysen: figlio adottivo di Meren. Di lui vengono citate le sorellastre Bener e Isis, adottate da Meren come figliastre. Queste due appariranno nei libri successivi.
  • Ay: anziano visir del Faraone.
  • Meren: protagonista della serie al servizio di Tutankhamon.
  • Nebera: amico di Unas e di Ipwet, sospettato essere il di lei amante.
  • Abu e Reia: due aurighi al servizio di Meren, che seguiranno nelle sue avventure.
  • Djoserkarenseneb: nome completo di Djoser, compagno di Tanefer e altro figlio di Amenhotep III, ma nato da una nobildonna egizia. È uno studioso, e stando al romanzo ha appena 20 anni di età.
                                     

3. Edizioni

  • Lynda S. Robinson, Il respiro di Amon, traduzione di Alessandro Zabini, n. 976, TEA DUE, Milano, TEA, 24 maggio 2002, pp. 249, ISBN 978-88-502-0189-1.

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