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ⓘ Chiesa di Sant'Antonio degli Alemanni




Chiesa di SantAntonio degli Alemanni
                                     

ⓘ Chiesa di SantAntonio degli Alemanni

La chiesa di SantAntonio degli Alemanni, è una chiesa di Madrid dedicata a santAntonio di Padova. Esempio evidente del barocco madrileno, nella sua costruzione furono impiegati materiali di basso costo come il mattone e il gesso, con una facciata sobria. La novità principale di questa chiesa è la sua pianta ellittica, una delle poche presenti in Spagna, così come il soffitto, interamente affrescato, compresa la cupola, e parimenti le pareti. La facciata, coronata da una statua del santo titolare, è di uno stile sobrio, post-herreriano.

                                     

1. Storia

La costruzione della chiesa di SantAntonio degli Alemanni ebbe inizio nel 1624 e terminò nove anni dopo. Essa fu eretta a completamento dellOspedale dei Portoghesi, nato nel 1606 per disposizione del re Filippo III. Una delle sue curiosità, simile ad altre chiese madrilene, è una cuspide di forma ottagonale allesterno. Queste cuspidi sono in realtà delle cupole, chiamate cupole centinate, costruite con materiale leggero come mattoni e gesso. Motivi economici stanno alla base delladozione di questa particolare forma architettonica, già che le difficoltà che la Spagna attraversò nel corso del XVII secolo non consentivano spese eccessive. Ciononostante la forma non subiva la rinuncia alla vistosità, visto che la parte interna poteva essere decorata invece in modo fastoso, come è in questa chiesa.

Inizialmente fondata come ospedale per i portoghesi, quando il Portogallo faceva parte dei regni ispanici sotto le Asturie. La regina Maria Anna dAustria, seconda moglie di Filippo IV, quando il Portogallo non faceva già più parte della Unione iberica, la cedette nel 1668 alla comunità dei cattolici tedeschi, numerosa alla corte fin dallarrivo della regina consorte Maria Anna di Neuburg, cambiando il nome da ospedale in chiesa. In ogni modo conservò la dedicazione a santAntonio di Padova, santo portoghese.

La chiesa e lospedale passarono dopo il 1700 alla Fratellanza del Rifugio. Questa istituzione aveva il compito di fornire aiuto alle persone di Madrid che versavano in stato di necessità. Un sacerdote e due fratelli laici della fratellanza, percorrevano le vie della città in cerca di mendicanti ai quali offrivano acqua, pane bianco e uova sode. Si conserva ancora la sagoma di laterizio il cui foro serviva a valutare le dimensioni delluovo, secondo la famosa frase: Si pasa, no pasa Passa, non passa. Se luovo passava veniva scartato in quanto troppo piccolo per il prestigio della Fratellanza, alla quale appartenevano da sempre i re di Spagna.

                                     

2. Interno della chiesa

Linterno della chiesa è un perfetto esempio di illusionismo barocco, nel quale la pittura ad affresco si unisce allarchitettura e alle sculture dei retabli per creare un effetto di lusso, movimento e colore.

Gli affreschi sono senza dubbio lelemento più appariscente e coprono tutte le pareti, dal tetto al pavimento. I dipinti del centro della cupola rappresentano LApoteosi di santAntonio, con il santo portoghese che ascende al cielo circondato da angeli. Questa parte dellopera fu realizzata da Juan Carreño de Miranda e si trova su una ricca architettura finta a mo di basamento o tamburo, opera di Francisco Rizi, con colonne tortili e frontoni arricciati. Rizi dipinse parimenti i santi portoghesi rappresentati nel primo anello della cupola.

I muri curvi della chiesa furono decorati da Luca Giordano, che dipinse ad affresco numerosi miracoli del santo, come Il miracolo del mulo o SantAntonio che cura la gamba che un giovane perse nel dare una pedata alla madre, e una serie di re santi, tra i quali limperatore Enrico II, Luigi IX di Francia e Stefano I dUngheria.

I sei altari, posti in ampie nicchie con arco a tutto sesto, furono realizzati da vari artisti, come lo stesso Giordano, autore di quello situato a destra dellaltar maggiore e dedicato al Calvario ; Eugenio Caxés dipinse quello di Santa Engrazia. Il biscaglino Nicolás de la Cuadra dipinse nel 1702 i ritratti dei re, da Filippo III a Filippo V più le regine Maria Anna di Neuburg e Maria Luisa di Savoia, posti sopra gli archi degli altari in cornici ovali, ritratti una volta attribuiti a Francisco Ignacio Ruiz de la Iglesia, che potrebbe essere lautore del ritratto della regina Maria Anna di Neuburg.

Il retablo maggiore sostituisce uno barocco, eliminato durante il Neoclassicismo. In esso si trova la eccellente scultura di San Antonio con il Bambino, capolavoro di Manuel Pereira, e una Gloria degli Angeli, opera di Francisco Gutiérrez Arribas.

                                     

3. Cripta della chiesa

Nella cripta della chiesa di SantAntonio degli Alemanni riposano i resti di due infante di Castiglia. Essi furono traslati nella chiesa di SantAntonio degli Alemanni nel 1869, provenienti dal Convento di San Domenico il Reale di Madrid, che fu demolito nello stesso anno. Le due infanti sono:

  • Berengaria di Castiglia 1253-1300, figlia di Alfonso X di Castiglia e di Violante di Aragona.
  • Constanza di Castiglia 1308-1310, figlia di Ferdinando IV di Castiglia e di Costanza del Portogallo.

Nella cripta si trova inoltre, dal 2006, una statua in bronzo che rappresenta San Pietro Poveda, opera dello scultore Pedro Requejo Novoa.

                                     

4. Bibliografía

  • ES Mercedes Borrero, El Real Monasterio de San Clemente: un monasterio cisterciense en la Sevilla medieval, Siviglia, Comisaría de la Ciudad de Sevilla para 1992, Ayuntamiento de Sevilla, 1991, ISBN 84-7952-013-2.
  • ES María Rosa Fernández Peña, La Santa, Pontificia y Real Hermandad del Refugio y Piedad de Madrid en la iglesia de San Antonio de los Alemanes, una institución de caridad dentro de un recinto de arte, in La Iglesia española y las instituciones de caridad, 1ª ed., Madrid, Ediciones escurialenses, 2006, ISBN 84-89788-16-2.
  • ES Ricardo del Arco y Garay, Sepulcros de la Casa Real de Castilla, Madrid, Instituto Jerónimo Zurita. Consejo Superior de Investigaciones Científicas, 1954, OCLC 11366237.