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ⓘ Monte Antola




Monte Antola
                                     

ⓘ Monte Antola

Il monte Antola è la vetta più conosciuta e frequentata del gruppo del Monte Antola e probabilmente dellarco montano ligure. Posto tra la valle Scrivia, la val Trebbia e la val Borbera è luogo di mirabili fioriture, dalla sua cima facilmente raggiungibile si gode si un vasto panorama le sue morbide dorsali raccontano a chi le percorre "storie di uomini e natura".

                                     

1. Descrizione

Considerata per antonomasia la "montagna dei genovesi", è una meta frequentatissima dagli escursionisti soprattutto da maggio a ottobre, pur offrendo itinerari di notevole interesse anche nei mesi invernali con lutilizzo delle ciaspole e gli sci. In grande sviluppo è la frequentazione con la mountain bike, la e-bike e la pratica dellorienteering.

Il monte Antola è situato nella zona delle cosiddette Quattro Province e la vetta ricade nei comuni di Valbrevenna e Propata, sul versante genovese e nel comune di Carrega Ligure su quello alessandrino. Si distingue per la sua sommità erbosa, a forma piramidale, sopra la quale si innalza una croce metallica. Poco più in basso sorge una cappella con vicino i resti delle Case Antola e dei rifugi storici.

Nelle giornate limpide dalla vetta si gode un vastissimo panorama sui vicini monti della Catena dellAntola, delle valli Scrivia, Trebbia e Borbera ma anche verso le Alpi e il mar Ligure. Tra i tanti punti dinteresse ben visibili: Ebro e Lesima direzione nord, vette del gruppo del monte Maggiorasca e del monte Penna, Alpi Apuane direzione est, arcipelago toscano e Corsica direzione sud, Appennino ligure, sino alle più alte cime dellarco alpino nord-occidentale tra cui lArgentera, il Monviso, il monte Rosa direzione ovest; in direzione sud-est invece colpo docchio sul bacino artificiale del Brugneto.

Fino alla prima metà del XX secolo il monte è stato un frequentato punto di passaggio e di scambio commerciali tra le comunità insediate nelle valli, che oggi conservano ricordi e tradizioni comuni: alla fine dell800 lAntola era infatti il fondamentale crocevia delle attività umane di questo tratto di Appennino, che si svolgevano principalmente a mezzacosta e ancor prima era snodo imprescindibile delle "rotte terrestri" tra i porti costieri e la pianura. La sua fama è legata allintensa frequentazione umana, alle innumerevoli attività che si svolgevano lungo i suoi versanti e alla più recente scoperta da parte dei "turisti", dei cittadini che incominciarono alla fine dell800 a salire al monte "per avventura" e non "per necessità" come facevano i valligiani da secoli. Nacquero così "i miti" dellAntola, tra i quali va citato quello dei "tre salti del sole" allalba del giorno di san Giovanni Battista. Oggi un nuovo turismo outdoor, di escursionisti di tutte le età, famiglie e sportivi ha aggiunto nuovi "personaggi" alla ricca galleria degli amanti della montagna.

La montagna è interamente protetta da due parchi: il versante ligure è infatti compreso allinterno della nota area del Parco dellAntola, istituito da una legge regionale della Liguria nel 1995, mentre il versante padano è compreso nel Parco Naturale Alta Val Borbera, istituito nel 2019 e gestito dallEnte Aree Protette Appennino Piemontese.

                                     

2. Sentieri di accesso

Numerosi i sentieri che partono dalle vallate dello Scrivia, del Trebbia e del Borbera e che convergono, attraverso i boschi che ne ammantano le pendici, fino alla vetta. I principali itinerari sono:

  • il sentiero che parte da Piancassina, in Val Brevenna, oltrepassa Lavazzuoli e sale ai "Pianazzi" per poi continuare nella faggeta fino al nuovo rifugio e in vetta: 2 ore di cammino e 560 m di dislivello;
  • il sentiero che parte da Torriglia, raggiunge Donetta toccata da una strada carrabile, oltrepassa il Colletto, la Casa del Piccetto, i "Pianazzi", il rifugio e sale alla vetta in circa 3.5 ore, con un dislivello di circa 900 m,
  • il sentiero che parte da Tonno, in val Brevenna, sale al Capanno di Tonno e oltre la dorsale del monte Buio porta alle ex Case Antola per poi salire in vetta: percorrenza 2 ore con un dislivello di circa 680 m;
  • il sentiero da Casa del Romano/Osservatorio Astronomico che percorre una dolce dorsale e in circa 2 ore conduce in vetta: una classica in ogni stagione con un dislivello di circa 300 m;
  • il sentiero che parte dalla Cappella di San Fermo tra la Val Vobbia e la Val Borbera, raggiunge il Passo di Sesenelle, oltrepassa il monte Buio poi e conduce in vetta con 2.5 ore di cammino e con un dislivello di circa 480 m;
  • il sentiero che parte da Crocefieschi, sale al monte Proventino, raggiunge il passo dellIncisa e da qui, dopo avere costeggiato il monte Buio, segue il crinale fino in vetta, con un tempo di salita di circa 5 ore 3 ore circa partendo dal passo dellIncisa, percorso da una strada carrabile e un dislivello di circa 950 m,
  • il sentiero che sale da Caprile, raggiunge il passo delle Tre Croci, percorre un tratto dello lo spartiacque Trebbia-Borbera e sale in vetta. Tempo di salita circa 2 ore, dislivello circa 600 m;
  • il sentiero che parte da Vallenzona, in Val Vobbia, sale al Passo di Sesenelle, oltrepassa il monte Buio poi e conduce in vetta con 3.5 ore di cammino e con 890 m di dislivello;
  • il sentiero che parte da Croso di Campassi, in Val Borbera e salendo alla Sella Banchiera e alla Sella Est porta in vetta in circa 2 ore, con un dislivello di 590 m.
  • la mulattiera che salendo da Bavastrelli passa accanto al nuovo rifugio e giunge in vetta: è litinerario più diretto, con un tempo di salita di circa 2 ore e un dislivello di 680 m;
  • il sentiero che parte da Pentema, in Val Pentemina, sale a Buoni frazione raggiunta da una strada carrabile e sale al Passo del Colletto e poi in Antola in circa 2.5 ore con un dislivello di 860 m,

Da segnalare inoltre i quattro percorsi fissi di orientamento per la pratica dellorienteering voluti dalla Sezione Ligure del CAI intitolati a Vladimir Pácl; e il percorso escursionistico l"Anello del Rifugio". Tutti i percorsi sono segnalati con segnavia dai volontari della Federazione Italiana Escursionismo e dal Club Alpino Italiano in collaborazione con il Parco Antola.

                                     

3. Vie del sale e del mare

Sul monte Antola transitava una delle "vie del sale", direttrici con percorso variabile utilizzate per scambi commerciali e comunicazione che mettevano in relazione i centri costieri e i centri padani mediante mulattiere e sentieri che dallantichità fino al secondo dopoguerra transitarono lungo le dorsali dei monti piuttosto che, come nella viabilità moderna, lungo le vallate. La "via dellAntola" era uno dei principali percorsi per le carovane di muli, anche in relazione allassetto politico-amministrativo della zona, cuore dei Feudi imperiali, territorio commercialmente concorrente alla Repubblica di Genova e al Ducato di Milano, che per secoli tentarono di imporre tasse su tali percorrenze, gabelle invece riservate alle famiglie infeudate dallimpero.

Oggi uno di questi percorsi è valorizzato per la percorrenza escursionistica: è la Via del Mare che da Varzi in Oltrepò Pavese, conduce fino a Portofino con tappa sul monte Antola.

                                     

4. Rifugi ed edifici in vetta

La tradizione escursionistica che ha sempre caratterizzato il monte Antola ha dato vita nel tempo alla realizzazione di diversi rifugi e di altre strutture che sono entrate nelliconografia del monte. Tra il 1895 e il 1996 sullAntola furono attivi tre alloggi: il Rifugio Musante, il Rifugio Bensa e, per breve tempo, lOsteria Gattavara. Dopo dieci anni senza possibilità di accoglienza, dal 2007 lospitalità è garantita dal nuovo Rifugio Parco Antola.

  • Il cippo trigonometrico con i segnavia FIE. Realizzato dallI.G.M. venne prolungato dalla FIE per ospitare i pittogrammi dei numerosi segnavia dei sentieri. Attualmente è nuovamente ridotto al solo cippo IGM.
  • Il Ristorante della Vetta "con alloggio, liquori e caffè" altrimenti detto Osteria Gattavara, dal nome della famiglia di Bavastri che lo gestì dallinizio del 900 fino agli anni 40 con periodi di apertura via sempre più ridotti. Delledificio, che sorgeva presso la cappella e caduto nel secondo dopoguerra, rimangono oggi pochi ruderi.
  • Il Rifugio Parco Antola. Nel 2005 su iniziativa del Parco Regionale dellAntola, dopo linsuccesso dei tentativi fatti per rilevare lex Rifugio Bensa dagli eredi Musante da parte del primo presidente del parco Aldo Carmine, il secondo presidente Roberto Costa diede il via alla costruzione di un nuovo rifugio leggermente più a valle, terminato nel 2007 e gestito dalla Sezione Ligure del CAI dal primo luglio di quellanno. Il club lo ha affidato nellordine a: famiglia Garbarino, gestione diretta Sezione Ligure, Giorgio Baschera, famiglia Ciprietti. È stato visitato dai presidenti generali del Club Alpino Italiano Annibale Salsa per la consegna delle bandiere del rifugio nel 2008 e Umberto Martini in occasione delle celebrazioni per il 150º anniversario del sodalizio nel 2013. È un edificio altamente ecocompatibile, alimentato in gran parte con energie rinnovabili, dotato di un grande salone e di ampie e panoramiche terrazze ben si adatta alle attività didattiche con scolaresche, gruppi, iniziative sportive e culturali di diverso tipo. Nel 2013 per primo in Liguria, il rifugio montano è stato dotato grazie allIstituto Cardiovascolare Camogli, di un defibrillatore automatico esterno. Il primo ottobre 2017 esso ha festeggiato i primi dieci anni di attività alla presenza di numerose personalità genovesi, rappresentanti della Regione Liguria, del Sindaco Metropolitano, del CAI.
  • Il monumento ai partigiani e alle popolazioni delle vallate. Realizzato dallANPI di Genova Rivarolo nel 1955, nel 1984 è stato completamente ristrutturato dalla Provincia di Genova. Nel 2019 i volontari della val Trebbia con la partecipazione dei rifugisti e della stessa Sezione ANPI hanno eseguito nuovi restauri. Sui tre lati del monumento sono affisse diverse targhe che ricordano il periodo della Resistenza, il sindacalista-alpinista Guido Rossa, il 70º Anniversario della Liberazione. Alla base sono invece affisse altre piccole targhe in ricordo di persone che hanno amato il monte Antola. Dal 2015, ogni 25 aprile, presso il monumento si svolge una commemorazione che porta in vetta centinaia di persone.
  • Il monumento dedicato a Sydney Celle, eretto presso la cappella nel 1952 dalla FIE, dal CAI e da altri enti e associazioni dediti alla segnalazione dei sentieri in memoria di un pioniere di tale preziosa attività.
  • Il Rifugio Bensa. Fu realizzato dal CAI nel 1927 su proposta del Senatore socio CAI Emilio Bensa trasformando la già esistente Palazzina Borgonovo, adibita alla villeggiatura estiva. Gestito dalla famiglia Fossa di Torriglia, esso fu utilizzato in particolare per la pratica degli sport invernali e dello "sky", agli albori in quel periodo. Dotato di notevoli comfort per lepoca, nel periodo bellico fu utilizzato dai partigiani operanti nella zona e, colpito da diversi colpi di mortaio sparati dalla Wehrmacht, fu danneggiato seriamente. Dopo dieci anni di inutilizzo, nel 1954 fu acquistato dalla famiglia Musante che lo tenne in attività fino al 1979 quando Albina, lultima della famiglia, dovette scendere a valle per ragioni anagrafiche. Passato in gestione al Comune di Propata e divenuto Rifugio Monte Antola, nel 1997 dopo la gestione della famiglia Cecconetto prima e della famiglia Vigilia in seguito, cessò lattività per problematiche burocratiche. Oggi è chiuso e in degrado come tutta larea dei rifugi "storici".
  • La Palazzina Borgonovo: funzionante come lussuoso edificio per la villeggiatura già nel 1899, venne abitata da Angiolina Lavarello ved. Borgonovo cugina di Elena Piaggio, con la quale curò anche limpianto di un "giardino alpino". Passata alla famiglia Magioncalda venne in seguito trasformata nel rifugio-albergo Bensa dal CAI.
  • Il Rifugio Musante. Fu costruito alla fine del 1800 da quattro abitanti di Bavastrelli con la partecipazione della Sezione Ligure del Club Alpino Italiano CAI e inaugurato il 29 giugno 1895. Ampliato già nel 1898 e nel 1902 venne sempre gestito dalla famiglia Musante, fu riferimento per generazioni di mulattieri, escursionisti, appassionati della montagna in ogni stagione ma anche per le formazioni partigiane che qui operarono tra il 1943 e il 1945. Giovanni Musante ebbe 13 figli e tra questi vanno ricordati Alfredo, Angiolina, Vittorio e Albina che gestirono il rifugio fino al 1979. Dopo labbandono esso crollò dopo un incendio nel 1989 e oggi ne rimangono i ruderi. Lantica targa ottocentesca recante il nome del primo gestore, è oggi esposta, restaurata, nel nuovo rifugio.
  • La Cappella del Cristo Redentore. Edificata alla fine dell800 su iniziativa del parroco di Propata, è stata benedetta e aperta al culto nel 1899. Crollata negli anni 50 per scarsa manutenzione le intemperie, è stata completamente ricostruita simile alla precedente, alla fine degli anni 90 su iniziativa di don Pietro Cazzulo e benetta il 25 giugno 2000 dal Vescovo di Tortona Martino Canessa in occasione dellanno giubilare. Poi oggetto di diversi restauri nel corso degli anni, durante Festa di San Pietro del 26 giugno 2016 è stata visitata per la prima volta da due vescovi: dal titolare tortonese mons. Vittorio Francesco Viola e dal genovese mons. Nicolò Anselmi, a sancire il profondo legame tra le due diocesi che hanno il loro confine in Antola. Già nel 1894 la vetta era stata infatti visitata dallArcivescovo di Genova mons. Tommaso Reggio, mentre il S.E. card. Angelo Bagnasco vi si è recato nel 2010 in escursione privata.
  • La croce di vetta. Fu "donata al monte" da Ferdinando Maria Perrone, industriale genovese proprietario dellAnsaldo e del quotidiano Il Secolo XIX: venne benedetta dal Vescovo di Tortona Igino Bandi il 4 agosto 1907 alla strabiliante presenza di oltre diecimila persone. Alta 18 metri, da allora è divenuta il simbolo del monte, immortalata in migliaia di fotografie e cartoline. Nel 2007 e altre volte in seguito è stata completamente restaurata su iniziativa del Parco Regionale dellAntola.
  • La Villa Elena: edificata anteriormente al 1903, divenne abitazione estiva della sig.ra Elena Piaggio della famiglia di industriali genovese. Negli anni 20 passò alla famiglia Ageno-Cabona. Danneggiata durante la seconda guerra mondiale non venne più ristrutturata. Oggi ne rimangono pochissimi ruderi.


                                     

5. Manifestazioni ed eventi: tradizione, storia, natura, cultura a 1500 m

  • Festa di San Pietro in Antola: è la festa tradizionale del monte che ha luogo il fine settimana più vicino alla solennità di San Pietro e Paolo del 29 giugno. Dalla sera del sabato al pomeriggio della domenica appuntamenti religiosi, musica, ballo, ristoro presso la cappella e in vetta: una festa "in Appennino" semplice ma di grande richiamo. Suggestiva la fiaccolata del sabato notte dalla cappella alla croce, illuminata per loccasione e lescursione da Casa del Romano nella notte per attendere lalba in vetta.
  • RigAntoCa, marcia non competitiva con partenza da Genova Righi fino allAntola con discesa a Caprile: organizzata dal 2000 dalla Sezione CAI di Sampierdarena.
  • Corso di rianimazione e primo soccorso in montagna: si svolge dal 2013 e ha lo scopo di formare gli escursionisti alle manovre soccorso e uso del DAE. Organizzato dal Centro di Formazione New Life Resuscitation con il patrocinio e la collaborazione di molti soggetti tra cui la Regione Liguria.
  • Porta un tricolore e sali in Antola: salire al monte da tutti i versanti per ricordare i valori del 25 aprile, della pace, della libertà. Voluto dal 2015 dal Rifugio Parco Antola.
  • Le Porte di Pietra, storica gara di trail running che transita anche sui crinali del monte organizzata da Gli Orsi di Alessandria dal 2006.
  • Parlare dei monti sui monti. È lappuntamento culturale del rifugio partito nel 2017 in occasione del decennale che ha avuto come ospite Marco Albino Ferrari, direttore di Meridiani Montagne. Nel 2018 lospite è stato il Premio ITAS del Libro di Montagna con una giornata dedicata ai ragazzi, ai libri, alla lettura a cura del coordinatore del premio Lorenzo Carpanè.
  • Antola Bike Race, gara per MTB promossa a partire dal 2019 dal Parco Antola e diversi altri soggetti legati alloutdoor.
  • Primo venerdì dagosto in Antola. Era una ricorrenza di inizio 900 ripristinata dal 2017 dai rifugisti in occasione dei 110 anni della croce di vetta: benedizione, musica, pic-nic sui prati.
  • CamminAntola, calendario di escursioni guidate a cura del Parco Antola.
  • Rifugi di Cultura. Appuntamento promosso dal Club Alpino Italiano a cui il aderisce il Rifugio Parco Antola in coerenza con il tema annuale.
  • Antola Country Festival: una giornata per stare assieme in allegria con musica, ristoro e portare i cavalli sul monte. A settembre dal 2016 ogni due anni.
                                     

6. Altre notizie e curiosità

  • Le Voci dellAntola, periodico dellEnte Parco Antola sospeso, dal 2005 al 2018.
  • Il Vento dellAntola, periodico della parrocchia di. sospeso, dal 1945 al.
  • Trofeo Shell Monte Antola - istituito dal Moto Club Fegino Genova nel 1957 a seguito della "grande impresa motoristica" che condusse sul monte 18 centauri con le loro pesanti motociclette. Promotori delliniziativa furono il cav. Mario Ferrando e lavv. Arnaldo Magioncalda.
  • Raduni FIE/OND - raduni escursionistici che ebbero luogo annualmente durante gli anni 30. Di grande interesse sono le spille ricordo foto.
                                     

7. Bibliografia essenziale

  • Cristina Raddavero, Il vento dellAntola, Puntoacapo, 2010
  • Andrea Parodi e Alessio Schiavi, La catena dellAntola, 113 itinerari tra Scrivia, Trebbia e Oltrepò sui monti delle Quattro Province, in Appennino, Cogoleto GE, Andrea Parodi Editore, 2015.
  • Armanda Navone, Maitö, Sagep Editori, 2010.
  • Alessio Schiavi, Siamo andati in Antola, storia, immagini, ricordi del monte tra Scrivia, Trebbia e Borbera, Edizioni Croma di Fabrizio Capecchi, 2011.

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