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ⓘ Carlo Edoardo Stuart




Carlo Edoardo Stuart
                                     

ⓘ Carlo Edoardo Stuart

Carlo Edoardo Luigi Giovanni Casimiro Silvestro Maria Stuart, detto anche Giovane Pretendente, The Young Chevalier o Bonnie Prince Charlie, fu il secondo pretendente giacobita ai troni di Inghilterra, Scozia, Francia e Irlanda dalla morte di suo padre nel 1766.

Questa pretesa era tale in quanto figlio maggiore di Giacomo Francesco Edoardo Stuart, egli stesso figlio di Giacomo II e VII. Carlo Edoardo è famoso soprattutto per avere guidato linfruttuosa insurrezione giacobita del 1745, finalizzata alla restaurazione della sua famiglia sul trono di Gran Bretagna, che terminò con la sconfitta nella battaglia di Culloden che di fatto concluse la causa giacobita. Nel periodo 1745-46 Carlo Edoardo fu riconosciuto signore di Scozia e reggente del regno dai suoi sostenitori e dai clan scozzesi, mentre Giacomo Edoardo, rimasto in esilio, fu proclamato re Giacomo VIII di Scozia.

I giacobiti sostenevano le rivendicazione degli Stuart dovute alla speranza per i cattolici della tolleranza religiosa e la fede nel diritto divino dei re. La fuga di Carlo dalla Scozia dopo la rivolta lo ha reso una figura romantica di fallimento eroico in alcune rappresentazioni successive. Nel 1759 fu coinvolto in un piano per invadere la Gran Bretagna che fu abbandonato dopo le vittorie navali britanniche.

                                     

1.1. Biografia Infanzia

Carlo Edoardo nacque a Palazzo Muti a Roma il 31 dicembre 1720, dove a suo padre era stata concessa una residenza da Papa Clemente XI. Trascorse quasi tutta la sua infanzia a Roma e Bologna. Era figlio dell Old Pretender, principe Giacomo, figlio dellesiliato re Stuart, Giacomo II e VII e di sua moglie Maria Clementina Sobieska, bisnipote di Giovanni III Sobieski, celebre per la vittoria sui Turchi Ottomani nella battaglia di Vienna del 1683.

La sua infanzia a Roma fu quella di un aristocratico privilegiato, venendo allevato in unamorevole ma controversa famiglia cattolica. Essendo, nella loro opinione, gli ultimi eredi legittimi del casato degli Stuart, la sua famiglia visse credendo orgogliosamente nel diritto divino dei re. Riconquistare i troni di Inghilterra e Scozia per gli Stuart era un tema costante della conversazione in casa, riflessa principalmente negli stati danimo spesso cupi e combattivi di suo padre.

Suo nonno, Giacomo II dInghilterra e VII di Scozia, aveva governato il paese dal 1685 al 1688 e fu deposto quando il Parlamento invitò il protestante olandese, Guglielmo III dOrange e sua moglie la principessa Maria la maggiore dei figli di re Giacomo a rimpiazzarlo, nella rivoluzione del 1688. Molti protestanti, tra cui un certo numero di parlamentari di spicco, erano preoccupati che re Giacomo mirasse a riportare lInghilterra all"ovile cattolico". Con lesilio di Giacomo, la "causa giacobita" aveva cercato di restituire agli Stuart il trono di Inghilterra e Scozia, dal 1707 unite come Gran Bretagna. Carlo Edoardo avrebbe dovuto svolgere un ruolo importante nel perseguimento di questo obiettivo finale.

Nel 1734, Carlo Edoardo ebbe modo di osservare sul campo lassedio di Gaeta francese e spagnolo, il suo primo battesimo del fuoco. Suo padre tentò di ottenere il rinnovato sostegno del governo francese nel 1744 e con questo fine Carlo Edoardo si recò in Francia con lunico scopo di radunare ed ottenere il comando di un esercito che egli avrebbe condotto personalmente in una invasione dellInghilterra. Linvasione non si concretizzò mai, perché la flotta di invasione fu dispersa da una tempesta. Quando la flotta si riunì, la flotta britannica resasi conto della deviazione che li aveva ingannati, riprese la sua posizione nella Manica. Imperterrito, Carlo Edoardo era determinato a portare avanti il suo tentativo per il restauro degli Stuart.

                                     

1.2. Biografia Il "Quarantacinque"

Nel dicembre 1743, suo padre nominò Carlo Edoardo principe reggente, dandogli lautorità di agire in suo nome. Diciotto mesi dopo, guidò una ribellione di appoggio francese destinata a mettere suo padre sui troni di Inghilterra e Scozia. Carlo Edoardo raccolse fondi per equipaggiare due navi: la Elisabeth, una vecchia nave da guerra con 66 cannoni, e la Doutelle le Du Teillay una piccola fregata di 16 cannoni, che lo sbarcò con successo, insieme a sette compagni a Eriskay il 23 luglio 1745. Carlo Edoardo aveva sperato nel sostegno di una flotta francese, che fu però gravemente danneggiata da tempeste, e così rimase a cercare di raccogliere un esercito in Scozia.

La causa giacobita era ancora sostenuta da molti clan delle Highlands, sia cattolici che protestanti. Carlo Edoardo sperava in un caloroso benvenuto da questi clan per avviare una rivolta dei giacobiti attraverso tutta la Gran Bretagna. Carlo Edoardo sollevò il vessillo di suo padre a Glenfinnan e raccolse una forza sufficiente per permettergli di marciare su Edimburgo. La città, sotto il controllo del Lord Provost Archibald Stewart, si arrese velocemente. Mentre si trovava ad Edimburgo un ritratto di Carlo Edoardo fu dipinto dallartista Allan Ramsay, che sopravvive nella collezione del conte di Wemyss a Gosford House.

Il 21 settembre 1745, sconfisse lunico esercito governativo in Scozia nella battaglia di Prestonpans. Lesercito governativo era guidato dal Generale Sir John Cope, e la loro difesa disastrosa contro i giacobiti è immortalata nella canzone Johnnie Cope. A novembre, Carlo Edoardo stava marciando verso sud alla testa di circa 6.000 uomini. Avendo preso Carlisle, lesercito di Carlo Edoardo procedeva fino a Swarkestone Bridge nel Derbyshire. Qui, nonostante le obiezioni di Carlo Edoardo, la decisione fu presa dal suo consiglio per tornare in Scozia, a causa della mancanza di sostegno inglese e francese e di voci secondo cui si stavano raccogliendo numerose truppe governative. I giacobiti marciarono a nord ancora una volta, vincendo la battaglia di Falkirk Muir, ma in seguito furono inseguiti dal figlio di re Giorgio II, il duca di Cumberland, che li catturò nella battaglia di Culloden il 16 aprile 1746.

Ignorando i consigli del suo miglior comandante, Lord George Murray, Carlo Edoardo scelse di combattere su un terreno paludoso, aperto e pianeggiante, dove le sue forze sarebbero state esposte alla potenza di fuoco superiore dei governativi. Carlo Edoardo comandava il suo esercito da una posizione dietro le sue linee, dove non poteva vedere cosa stava succedendo. Sperando che lesercito di Cumberland attaccasse per primo, dispose i suoi uomini in piedi davanti allartiglieria hannoveriana. Accortosi dellerrore, ordinò subito un attacco, ma il messaggero fu ucciso prima che lordine potesse essere recapitato.

                                     

1.3. Biografia Gli ultimi anni

Mentre era nuovamente in Francia, Carlo Edoardo ebbe numerose relazioni sentimentali; una con sua cugina Marie Louise de La Tour dAuvergne, moglie di Jules, principe di Guéméné, dalla quale nacque un figlio, Charles 1748–1749 dalla vita breve. Nel 1748 Carlo Edoardo fu espulso dalla Francia secondo i termini del trattato di Aix-la-Chapelle che portò alla fine della guerra tra Gran Bretagna e Francia.

Carlo Edoardo visse diversi anni in esilio con la sua amante scozzese, Clementina Walkinshaw, che egli conobbe durante la ribellione del 1745. Nel 1753, la coppia ebbe una figlia, Charlotte. Lincapacità di Carlo Edoardo di far fronte al crollo della causa lo portò ad avere problemi con lalcol, così madre e figlia lo abbandonarono con la connivenza di Giacomo. Charlotte avrebbe in seguito avuto un figlio da Ferdinand, un ecclesiastico membro della famiglia Rohan, chiamato Charles Edward Stuart, conte Roehenstart. Charlotte fu sospettata da molti dei sostenitori di Carlo Edoardo di essere una spia per conto del governo hannoveriano di Gran Bretagna.

Dopo la sua sconfitta, Carlo Edoardo fece sapere ai rimanenti sostenitori della causa giacobita in Inghilterra che, accettando limpossibilità di recuperare le corone inglese e scozzese, rimanendo un cattolico romano, egli era disposto a impegnarsi a regnare da protestante.

Nel 1759, al culmine della Guerra dei sette anni, Carlo Edoardo fu convocato a Parigi per incontrare il ministro degli esteri francese, il Duca di Choiseul, ma non fece una buona impressione, risultando polemico e idealista nelle sue aspettative. Choiseul, che stava pianificando uninvasione su larga scala dellInghilterra coinvolgendo fino a 100.000 uomini ai quali sperava di aggiungere un certo numero di giacobiti guidati da Carlo, restò impressionato così negativamente da Carlo che rinunciò allidea di ottenere laiuto dei giacobiti. Linvasione francese, che era lultima realistica occasione per Carlo di recuperare il trono inglese alla dinastia Stuart, fu definitivamente sventata dalle sconfitte navali di Quiberon Bay e Lagos.

Nel 1766, il padre di Carlo Edoardo morì. Papa Clemente XIII aveva riconosciuto Giacomo come re dInghilterra, Scozia, e Irlanda con il nome di "Giacomo III e VIII" ma non diede a Carlo lo stesso riconoscimento.

Nel 1772 Carlo Edoardo sposò la principessa Luisa di Stolberg-Gedern. Vissero prima a Roma e nel 1774 si trasferirono a Firenze, dove nel 1777 acquistarono la residenza di Palazzo di San Clemente, chiamata nelle sue memorie Palazzo del Pretendente. A Firenze cominciò ad utilizzare il titolo di "conte di Albany" come pseudonimo. Questo titolo è spesso utilizzato nelle pubblicazioni europee; sua moglie Louise è quasi sempre chiamato "contessa dAlbany".

Nel 1780, Louise lasciò Carlo Edoardo. Ella affermò che Carlo Edoardo aveva fisicamente abusato di lei; questa affermazione è stata generalmente creduta vera dai contemporanei.

Nel 1783, Carlo Edoardo firmò un atto di legittimazione per la figlia Charlotte. Carlo Edoardo diede anche a Charlotte il titolo di "duchessa di Albany" fra i pari di Scozia e il trattamento di "altezza reale", ma questi onori non davano a Charlotte alcun diritto di successione al trono. Charlotte visse con il padre a Firenze e Roma per i successivi cinque anni.

Come suo padre, Carlo Edoardo fu membro della Massoneria, benché lo abbia negato, probabilmente sotto pressione della Chiesa.



                                     

1.4. Biografia Morte e sepoltura

Carlo Edoardo morì a Roma il 31 gennaio 1788, alletà di 68 anni, a causa di un ictus. Fu sepolto prima nella Cattedrale di San Pietro a Frascati, dove suo fratello Enrico Benedetto Stuart era vescovo. Alla morte di Enrico nel 1807, i resti di Carlo Edoardo eccetto il suo cuore furono trasferiti nelle Grotte Vaticane dove furono sepolti accanto a quelle di suo fratello, suo padre e sua madre. Il cuore è rimasto nella cattedrale di Frascati, dove è contenuto in una piccola urna sotto il pavimento su cui poggia un monumento.

                                     

2. Fine del sostegno papale

Dopo la morte di Giacomo, i papi succedutisi sul Soglio di Pietro si rifiutarono sempre più di continuare a riconoscere come legittime le pretese di Carlo e degli Stuart sui trono inglese ed irlandese; il 14 gennaio 1766, alla fine, Carlo Edoardo venne costretto ad accettare la dinastia degli Hannover come legittima sovrana in Gran Bretagna ed in Irlanda. Questa decisione portò ad un graduale rilassamento e ad una sostanziale riforma delle Penal Laws anticattoliche in Gran Bretagna ed in Irlanda. Nel 1792, il papato si riferì al sovrano regnante Giorgio III come "re di Gran Bretagna e Irlanda", fatto che sollevò le proteste del figlio minore di Giacomo, Enrico Benedetto, ultimo pretendente al trono della casata.

                                     

3. Citazioni letterarie

La lunga residenza italiana fu caratterizzata da una certa rilevanza sociale, se non politica, tanto da essere ricordato in almeno tre testi fondamentali di quel tardo XVIII secolo:

  • Del principe fra il 1777 e il 79 parla lAlfieri nella celebre Vita scritta da esso, ove lo descrive come un irragionevole e sempre ubriaco padrone, ovvero querulo, sragionevole e sempre ebro marito, ma anche gli agi di cui abondava e sposo sempre presente., o al più standosi egli di continuo nella camera contigua. Giudizi, questi, che scontavano la concorrenza dellAlfieri per la bella contessa di Albany.
  • Voltaire lo rappresenta fantasiosamente intento a cena con altri cinque re detronizzati durante il carnevale di Venezia, nel Candido ; qui il principe si presenta come Carlo Edoardo, re dInghilterra.
  • Ancora il Goethe nella sua ricca descrizione del carnevale romano del 1788, alla fine del suo Viaggio in Italia, ove ricorda come la grande Via del Corso fosse divisa in due corsie, una per senso di marcia, salvo un particolare privilegio: gli ambasciatori hanno il diritto di andare su e giù tra le due file; lo stesso privilegio era concesso al Pretendente, che dimorava a Roma sotto il nome di Duca di Albania. Poco oltre, preda della Shadenfreude ricorda come, nel corso del Carnevale, il Principe si avvalesse del privilegio ogni giorno, con gran disagio del pubblico, per richiamare alla mente dellantica Sovrana dei re, in quel periodo di marscherata universale, la commedia carnevalesca delle sue pretese regali.