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ⓘ Nichiren




Nichiren
                                     

ⓘ Nichiren

Nichiren è stato un monaco buddhista giapponese, fondatore del Buddhismo Nichiren, una delle maggiori correnti del Buddhismo giapponese che comprende diverse scuole di pensiero, tutte derivanti dalla corrente buddhista detta Mahayana. Il testo di riferimento è il Sutra del Loto, predicato dal Buddha Shakyamuni.

Chiamato alla nascita con il nome di Zennichimaro 善日麿, lo cambiò, nel 1238, in Zeshō-bō Renchō 是生房蓮長 quando fu ordinato monaco e infine nel 1253 assunse il nome di Nichiren 日蓮 con cui viene ricordato.

                                     

1.1. La vita Nascita, istruzione, primi insegnamenti

Nichiren nacque a Kominato, un piccolo villaggio di pescatori, nellantica provincia di Awa. Alletà di 11 anni iniziò i suoi studi buddhisti nel vicino monastero, di scuola Tendai, il Seichō-ji 清澄寺, chiamato anche Kiyosumi-dera, venendo ordinato monaco tendai con il nome di Zeshō-bō Renchō alletà di 16 anni. Studiò sotto il maestro Dōzen-bō 道善房,?-1276 che lo iniziò alla pratica del nembutsu 念佛.

Poco dopo lasciò il tempio Seichō-ji per continuare i suoi studi a Kamakura dove, come era costume per i monaci Tendai, approfondì le dottrine del Buddhismo Zen e dello Jōdo-shū. Diversi anni dopo lo troviamo a perfezionare gli studi nella zona di Kyōto–Nara, dove erano situati tutti i maggiori centri buddhisti dellepoca. In particolare, nel 1242 è attestata la sua presenza sul Monte Hiei, sede dello Enryaku-ji, il monastero centrale della scuola Tendai e, poco dopo, sul Monte Kōya, sede dello Shingon.

In questo periodo e a seguito di questi studi approfonditi si convinse della preminenza del Sutra del Loto, già proclamata dalla scuola cinese Tiāntái 天台宗 e in particolare del suo stesso titolo in giapponese Myōhōrengekyō oggetto di uno degli studi più importanti del patriarca cinese Zhìyǐ 智顗, 538-597, autore che Nichiren conosceva perfettamente e che verrà più volte citato nei suoi scritti. Il riconoscimento di tale esclusiva preminenza lo portò a distaccarsi dagli altri insegnamenti buddhisti, compresi alcuni della stessa scuola Tendai, e, nel 1253, a rientrare al Seichō-ji.

Il 28 giorno del quarto mese 1253 proclamò pubblicamente, e per la prima volta, che tutte le forme di Buddhismo erano incomplete e false e che solo gli insegnamenti del Sutra del Loto contenevano lautentico Buddhismo. Proclamò anche la pratica della recitazione del suo titolo, il Nam myōhō renge kyō 南無妙法蓮華経, come pratica buddhista esclusiva. Con questo atto egli intendeva affermare che la devozione e la pratica della recitazione del Sutra del Loto erano lunico "vero Buddhismo" per lepoca storica attuale. In questa occasione mutò anche il suo nome in Nichiren dove il carattere kanji per nichi 日 significa "sole" e quello per ren 蓮 significa "loto".

Da questa data la vita di Nichiren è caratterizzata da continui conflitti con le autorità politiche religiose del suo Paese. Sempre da questa data, che tutte le scuole del Buddhismo Nichiren nate successivamente prendono come data della loro fondazione 立宗: risshū, Nichiren iniziò, dopo essere stato espulso dal monastero Tendai Seichō-ji, a diffondere i suoi insegnamenti da Kamakura che allepoca era la capitale de facto del Giappone essendo la località di residenza dello Shōgun.

Diversi praticanti buddhisti, monaci e laici tra cui numerosi samurai, iniziarono presto a seguire i suoi insegnamenti e a riconoscerlo come autorità religiosa.

                                     

1.2. La vita I primi anni di insegnamento e il Risshō Ankoku Ron

Nichiren fu una figura estremamente controversa fin dalla fondazione del Buddhismo da lui insegnato, e molte delle scuole nate dai suoi insegnamenti continuano oggi tali controversie vedi Buddhismo Nichiren. Alla base degli spunti polemico-dottrinali vi è la considerazione per i seguaci di ognuna di queste scuole, come lo fu allinizio per lo stesso Nichiren, che la loro "dottrina" sia lunica forma corretta di Buddhismo.

Non era comunque intenzione di Nichiren quella di riformare il Buddhismo giapponese quanto piuttosto quello di far sì che cessasse il supporto del governo alle scuole che lo rappresentavano in quel momento storico e di dissuadere i buddhisti giapponesi dal seguirle perché egli era convinto che queste scuole non insegnavano lautentico Buddhismo, il quale corrispondeva esclusivamente alle dottrine esposte nel Sutra del Loto.

Nichiren espresse chiaramente questa posizione in uno dei suoi scritti più importanti, il Risshō Ankoku Ron. Questo scritto rappresenta il primo di tre ammonimenti alle autorità politiche del Giappone dellepoca, ovvero al clan Hōjō 北条氏, Hōjō-uji che ricoprirono il ruolo di shikken 執権 dal 1213 al 1333.

In questo scritto Nichiren espose la necessità che lo stesso imperatore riconoscesse e accettasse lunica vera e corretta forma di Buddhismo 立正: risshō, cinese: lìzhèng come lunico modo per dare pace e prosperità al paese ponendo fine alle sofferenze che lo angustiavano. E la vera e corretta forma di insegnamento buddhista, secondo Nichiren, risiedeva nella recitazione del titolo del Sutra del Loto daimoku 題目, tutti gli altri insegnamenti propugnati dalle altre scuole non rappresentavano lautentico Dharma del Buddha Śākyamuni.

In particolare le critiche di Nichiren alle altre scuole buddhiste, riportate nel Risshō Ankoku Ron, vertevano:

  • nei confronti della scuola Tendai, per aver accolto, sul suolo giapponese, gli insegnamenti esoterici mikkyō, denominati nel Tendai come 台密 taimitsu propri anche dello Shingon.
  • nei confronti dello Shingon per aver fatto prevalere gli insegnamenti esoterici 密教 mikkyō del Vajrayāna rispetto alle scritture originali dellinsegnamento "completo" del Buddha Śākyamuni ovvero al Sutra del Loto ;
  • nei confronti del Buddhismo Zen per aver questa scuola dimenticato il ruolo dei sutra, delle scritture buddhiste e, in particolar modo, del Sutra del Loto ;
  • nei confronti dello Jōdo-shū per laver posto il Buddha Amitābha 阿彌陀佛, Amida Butsu in un ruolo di preminenza rispetto al Buddha Śākyamuni 釋迦牟尼佛, Shakamuni Butsu e quindi nellaver mutato la scala valoriale dello stesso Buddhismo;

Da ciò si evince che, in ultima analisi, Nichiren non ha mai avuto intenzione di fondare una nuova scuola buddhista quanto piuttosto quella di riportare linsegnamento buddhista alle origini ovvero alla preminenza del Sutra del Loto così come insegnato nellantica scuola cinese Tiāntái e dal suo fondatore Zhìyǐ giapp. Chigi o Chisha.

Fatto salvo la scuola Shingon, tutti i fondatori delle scuole criticate da Nichiren erano, peraltro come lo stesso Nichiren, monaci Tendai che avrebbero dovuto, secondo gli stessi insegnamenti di questa scuola, predicare la preminenza del Sutra del Loto sulle altre dottrine.

Rispetto alla scuola cinese Tiāntái e al suo fondatore Zhìyǐ, costanti riferimenti scritturali per Nichiren, le uniche importanti modifiche apportate da Nichiren furono la predicazione della esclusiva pratica del daimoku, ritenuta unica pratica spirituale esercitabile nellera del mappō, e il rifiuto di creare un sistema che accogliesse insegnamenti differenti.

Basandosi su profezie e previsioni fatte in diversi Sutra dal Buddha Śākyamuni, Nichiren attribuì lavvento di malattie, epidemie e disastri naturali in particolare siccità, tifoni e terremoti del suo tempo alladesione dellimperatore e della popolazione alle altre forme di Buddhismo che egli considerava eretiche o inadatte allepoca del mappō, in accordo alla visione buddhista giapponese del tempo che divideva la storia successiva alla morte del Buddha Śākyamuni in tre distinti periodi:

  • l"Ultimo periodo del Dharma" 末法 cin. mòfǎ ; giapp. mappō, i 10.000 anni successivi.
  • il "Medio periodo del Dharma" 像法 cin. xiàngfǎ ; giapp. zōhō, il secondo periodo di mille anni;
  • il "Primo periodo del Dharma" 正法 cin. zhèngfǎ ; giapp. shōbō, i primi mille anni dopo la scomparsa del Buddha;

Nel Risshō Ankoku Ron inoltre, in accordo alle medesime predizioni, egli fece presente che il non adottare la corretta forma di Buddhismo avrebbe lasciato il paese aperto a ulteriori e nuovi disastri, inclusi conflitti armati e più specificamente ribellioni interne e invasioni straniere.

Benché non ricevesse alcuna risposta ufficiale a questo trattato esso non passò inosservato alle altre autorità religiose che lo criticarono severamente.

Il proclama di Nichiren irritò soprattutto il più importante membro del clan Hōjō, Hōjō Shigetoki 北条重時, 1198-1261, fervente buddhista della Terra pura e, come conseguenza di ciò, nel 1261 Nichiren venne arrestato ed esiliato nella penisola di Izu. Fu perdonato nel 1263 ma, nel 1264 durante una visità alla sua città natale, Nichiren subì un tentato omicidio da parte di un suo vecchio nemico, Tōjō Kagenobu, anche lui fervente seguace dellAmidismo.

                                     

1.3. La vita Punto di svolta

Gli anni successivi della vita di Nichiren furono caratterizzati da una diffusione sempre crescente dei suoi insegnamenti, in particolare nelle zone occidentali del Giappone e questo acuì ulteriormente il risentimento delle altre autorità buddhiste. Secondo lo studioso giapponese Watanabe Hōyō:

Nel 1268 un ambasciatore coreano sbarcò in Giappone per chiedere il tributo a Kublai Khan, imperatore dei Mongoli. Nichiren inviò nuovamente una missiva al clan Hōjō ricordandogli le sue predizioni sulle sventure nel Giappone se non avesse abbracciato la fede nel Sutra del Loto: i governanti ignorarono il suo nuovo proclama ma numerose persone del popolo spaventate da una possibile invasione mongola abbracciarono il credo da lui divulgato.

Dopo un acceso scontro con un monaco molto influente dellepoca, Ninshō Ryōkan 良観, 1217-1303, Nichiren fu nuovamente interrogato dalle autorità nel settembre 1271. Egli usò questa occasione per sottoporre un nuovo ammonimento alla presenza di Hei no Saemon 平の左衛門, chiamato anche 平頼綱: Taira no Yoritsuna,?-1293, un politico e un samurai molto potente.

A seguito di questo episodio, due giorni dopo, il 12 di settembre, Hei no Saemon accompagnato da alcuni samurai prelevò Nichiren dalla sua abitazione a Matsubagayatsu Kamakura allo scopo, secondo le tradizioni Nichiren, di decapitarlo: ma, sempre secondo queste tradizioni, un evento astronomico descritto come una grande esplosione di luce si manifestò sul luogo dellesecuzione Tatsunokuchi terrorizzando i samurai e impedendo loro di portarla a termine. Questo accaduto è conosciuto come la "Persecuzione di Tatsunokuchi" ed è considerato dal Buddhismo Nichiren il vero punto di svolta nella vita di Nichiren, indicato dalla tradizione delle sue scuole come Hosshaku kempon 発迹顕本 ovvero "rinunciare al provvisorio e rivelare la verità". Nichiren in questa circostanza decise di "rinunciare alla sua identità provvisoria" di monaco mortale e rivelare la sua "vera" identità che corrisponde, a seconda della tradizione Nichiren, o alla manifestazione del "Bodhisattva Viśistacāritra" 上行菩薩, Jōgyō bosatsu o come manifestazione del "Buddha originale dellultimo periodo del Dharma" 本仏, Hombutsu. Fallita lesecuzione, Hei no Saemon decise di esiliare Nichiren a Sado, isola situata nel Mar del Giappone nota per i suoi inverni particolarmente rigidi e come luogo nel quale erano sopravvissuti pochi esiliati.

Questo secondo esilio di Nichiren durò quasi tre anni e, nonostante le terribili condizioni in cui si trovò, rappresentò uno dei più importanti periodi di insegnamento di tutta la sua vita.

Mentre era esiliato a Sado si unirono a lui molti seguaci ed ebbe modo di redigere due dei suoi più importanti trattati gosho, 御書: il Kaimoku shō 開目抄: "Lapertura degli occhi" e il Kanjin no Honzon shō 観心本尊抄:"Il vero oggetto di culto" o più letteralmente "Loggetto di devozione per osservare la mente stabilito nel quinto periodo di cinquecento anni dopo la scomparsa del Tathagata", così come numerose lettere e ulteriori trattati minori che contengono comunque elementi fondamentali del suo insegnamento. Le lettere, o gōshō, rappresentavano infatti per Nichiren il modo più semplice per incoraggiare i suoi discepoli e per insegnare loro la sua dottrina, con termini comprensibili, aiutandosi spesso con esempi o situazioni della vita di tutti i giorni.

Secondo lo studioso giapponese Watanabe Hōyō:

E ancora:

Fu sempre in questo periodo di esilio a Sado, nel 1272 che egli dipinse il primo gohonzon 御本尊, il mandala che Nichiren vedeva come una rappresentazione grafica dellessenza del Sutra del Loto, la "Mistica legge" di causa ed effetto che sta alla base di ogni fenomeno e manifestazione dellintero universo vedi Nam myōhō renge kyō.

Nel febbraio 1274 Nichiren fu perdonato dalle autorità e, nel mese di marzo, gli fu consentito di rientrare a Kamakura.

Nella capitale politica del Giappone fu nuovamente interrogato da Hei no Saemon, il quale tuttavia questa volta era interessato ad avere da Nichiren informazioni su una temuta invasione da parte dei Mongoli. Larrivo sullisola di nuovi ambasciatori mongoli che chiedevano sottomissione e tributi da parte del Giappone aveva convinto le autorità a credere che la previsioni di Nichiren, riguardo a uninvasione straniera, stavano per avverarsi cosa che in effetti accadde nel mese di ottobre del 1274 con un pericoloso tentativo di sbarco.

Nichiren, ancora una volta, usò linterrogatorio per sottoporre il suo terzo ammonimento ai governanti.



                                     

1.4. La vita Il Ritiro sul Monte Minobu

Poiché anche il suo terzo ammonimento non fu accolto, Nichiren seguì lantica tradizione cinese che voleva che quando un uomo presentava proteste o ammonimenti e per tre volte queste venivano ignorate, doveva lasciare il paese. Decise così, nel mese di maggio del 1274, di ritirarsi in un esilio volontario sul Monte Minobu.

A eccezione di alcuni brevi spostamenti, Nichiren trascorse il resto della sua vita in esilio volontario su questa montagna, dove lui e i suoi discepoli edificarono un tempio, il Kuon-ji 久遠寺, e dove continuò la sua opera di insegnamento e di scrittura.

I suoi due scritti principali di questo periodo sono:

  • Hōon Shō 報恩抄: "Ripagare i debiti di gratitudine";
  • Senji Shō 撰時抄: "Sulla selezione del tempo";

che insieme al Risshō Ankoku Ron, al Kaimoku Shō e al Kanjin no Honzon Shō costituiscono quelli che vengono indicati come i "Cinque principali scritti di Nichiren".

Nichiren dipinse anche numerosi gohonzon per alcuni discepoli e credenti laici. Molti di questi Gohonzon sono arrivati fino ai giorni nostri e sono conservati in alcuni templi, come il Taiseki-ji 大石寺 a Fujinomiya, nella Prefettura di Shizuoka, che conserva una vasta collezione, mostrata al pubblico una volta lanno nel mese di aprile.

                                     

1.5. La vita La sua morte

Nichiren trascorse i suoi ultimi anni scrivendo dei nuovi gosho, dipingendo gohonzon per i suoi discepoli e impartendo i suoi insegnamenti. Le sue condizioni di salute iniziarono a peggiorare, e molti dei suoi discepoli tentarono di convincerlo a spostarsi in luoghi più caldi e accoglienti per riceverne beneficio. Infine, Nichiren lasciò Minobu con alcuni discepoli l8 settembre 1282.

Dopo 10 giorni dal suo arrivo alla residenza di Ikegami Munenaka, uno dei suoi principali credenti laici, Nichiren sentì che la sua vita stava giungendo al termine e cominciò a prepararsi. Il 25 settembre tenne il suo ultimo discorso sul Risshō Ankoku Ron, e l8 di ottobre egli nominò i sei discepoli anziani: Nikkō 日興, 1246-1333, Nikō 日向1253-1314, Nichirō 日朗, 1245-1320, Nisshō 日昭, 1221-1323, Nichiji 日持, 1250-? e Nitchō 日頂, 1252-1317, con il chiaro obiettivo di continuare la propagazione dei suoi insegnamenti dopo la sua morte.

Il 13 ottobre 1282 nell"ora del dragone" circa le 8:00 del mattino, Nichiren morì o secondo la tradizione della sua scuola entrò nel parinirvāna, giapp. 般涅槃 hatsunehan alla presenza di molti discepoli e credenti laici. Il suo funerale e la cremazione si svolsero il giorno successivo. Il suo discepolo Nikkō lasciò la casa di Ikegami con le ceneri il 21 ottobre, raggiungendo nuovamente Minobu il 25. Il luogo di sepoltura, come da volere dello stesso Nichiren, si trova nel tempio Kuon-ji mentre una parte delle sue ceneri sono conservate anche nel tempio Taiseki-ji.

                                     

2. Scritti

Di Nichiren conserviamo oggi numerose opere. Oltre a numerosi gosho disponiamo di un manoscritto di un importante commentario al Sutra del Loto redatto sul retro di una copia del 法華三部經 giapp. Hokke sanbu kyō che corrisponde a unedizione del sutra contenente anche altri due sutra inseriti come prologo ed epilogo allo stesso: il Sutra dellInfinito Significato e il Sutra della Meditazione del Bodhisattva Samantabhadra.

Importanti trattati, oltre il Risshō Ankoku Ron, sono: il Kaimokushō 開目抄, il Senjishō 撰時抄, Hōonshō 報恩抄 e il Kanjinhonzonshō 観心本尊抄見聞.

Alcune scuole Nichiren si riferiscono allinterezza del Buddismo di Nichiren come all"insegnamento di una vita", una descrizione piuttosto adatta alla luce del grande numero di scritti che Nichiren ha lasciato. Molti di questi esistono ancora nella loro originaria forma manoscritta, alcuni per intero altri come frammenti e altri ancora sono arrivati a noi come copie redatte dai suoi primissimi discepoli. Oggi gli studiosi di Nichiren hanno accesso a più di 700 dei suoi lavori, incluse trascrizioni di insegnamenti orali, lettere di rimostranza e perfino illustrazioni.

Oltre che ai trattati scritti in kanbun 漢文 una forma di scrittura formale modellata sul cinese classico che era la lingua del governo e degli insegnamenti nel Giappone dellepoca, Nichiren scrisse anche lettere e spiegazioni per i suoi discepoli e credenti laici in un vernacolo misto kanji–kana così come lettere in semplice kana per i credenti che non riuscivano a leggere lo stile più formale. Queste lettere gosho rappresentano oggi un prezioso aiuto per i buddhisti nichiren perché proprio grazie alla loro semplicità e immediatezza offrono un chiaro esempio del pensiero del fondatore.

Alcuni dei lavori scritti in kanbun, in particolare il Risshō Ankoku Ron, sono considerati capolavori esemplari di stile, mentre molte delle sue lettere mostrano uninusuale comprensione, empatia e vicinanza per le persone più disagiate della sua epoca. Molti osservatori moderni vedono anche un messaggio politico nei suoi lavori, e durante il periodo precedente la Seconda guerra mondiale il governo ha insistito perché numerosi passaggi e perfino interi documenti venissero eliminati dal corpus dei suoi scritti perché considerati offensivi nei riguardi dellImperatore, mentre, sempre nello stesso periodo, altri vollero interpretare il "Rissho Ankoku Ron" in senso nazionalistico e in particolare Tanaka Chigaku 田中智學, 1861-1939 e Nissho Honda 1867-1931 fondarono una scuola di pensiero chiamata "nichirenismo", che influì nel preparare la strada alla guerra e allinvasione da parte del Giappone dei paesi asiatici vicini.

Gli scritti di Nichiren sono conosciuti anche come go-ibun o gosho e sono disponibili in varie raccolte. Molti di questi appaiono nellantologia di letteratura classica giapponese in 102 volumi pubblicata dalla Iwanami Shoten alla fine degli anni cinquanta - inizio anni sessanta, così come altre raccolte similari di letteratura classica.

La raccolta più famosa è la Nichiren Daishōnin Gosho Zenshū 日蓮大聖人御書全集: "Raccolta completa delle opere di Nichiren Daishōnin" che si ottenne grazie alliniziativa del secondo Presidente della Sōka Gakkai Josei Toda che chiese al 59º Patriarca della Nichiren Shōshū Hori Nichiko, già a riposo da tempo rispetto agli incarichi legati al rango di prete e per questo totalmente immerso nello studio, di collaborare insieme per realizzazione di questo progetto editoriale in accordo con lo Spirito del Daihonin. In occasione del settimo centenario dalla Fondazione del Buddismo di Nichiren avvenne la pubblicazione per la prima volta nel 1952, frutto di unattenta ed estenuante ricerca ed impegno. Il tempio Taiseki-ji inoltre ha pubblicato una nuova raccolta nel 1994 intitolata Heisei shimpen Nichiren daishōnin gosho 平成新編 日蓮大聖人御書. Questo volume presenta gli scritti di Nichiren in ordine cronologico a cominciare da un documento datato nel 1242 allepoca Nichiren stava studiando nel tempio Enryaku-ji a Kyōto e che comprende 81 lavori non pubblicati nel già citato Gosho Zenshū.



                                     

3. Gli insegnamenti di Nichiren

Dopo la morte di Nichiren i suoi insegnamenti vennero interpretati in diverso modo da alcuni dei suoi discepoli, in particolare dai Sei discepoli anziani che erano stati da lui nominati come custodi del tempio Kuon-ji poco prima della sua morte. Come risultato di questo, il Buddhismo di Nichiren oggi comprende diverse scuole principali e alcune scuole minori, ognuna di queste con la sua interpretazione delle dottrine impartite da Nichiren. Queste scuole conservano piccole come grandi differenze in merito alla pratica e alle dottrine impartite vedi: Buddhismo di Nichiren: La nascita delle Scuole e Buddhismo di Nichiren: Dottrine.

                                     

4. Nomi postumi e titoli di rispetto

Dal momento della sua scomparsa Nichiren fu conosciuto con molti nomi attribuitigli dopo la morte che intendono esprimere rispetto per lui o rappresentare la sua posizione della storia del Buddismo. I più comuni sono Nichiren Shōnin 日蓮上人 o 日蓮聖人; traducibile come saggio -o santo- Nichiren e Nichiren Daishōnin 日蓮大聖人; dove "Dai" sta per "grande", il "Grande Santo Nichiren". Inoltre la corte imperiale Giapponese ha insignito Nichiren con il titolo onorifico di Nichiren Daibosatsu 日蓮大菩薩; "Grande bodhisattva Nichiren" e Risshō Daishi 立正大師; "Grande Maestro Risshō; il titolo fu formalizzato nel 1358 e successivamente nel 1992.

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