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ⓘ Tema stereotipo della musica cinese




                                     

ⓘ Tema stereotipo della musica cinese

Il tema stereotipo della musica cinese o asiatica o orientale è un brevissimo riff largamente impiegato in Occidente per suggerire al primo ascolto unatmosfera orientaleggiante, spesso in senso caricaturale. Si tratta infatti di un frammento apocrifo, sviluppatosi e impostosi del tutto allinterno della musica occidentale, e non di una genuina melodia asiatica: esso ricorda soltanto la tradizione musicale dellEstremo Oriente sfruttandone alcune caratteristiche, come in particolare la scala pentatonica. Nasce apparentemente negli anni 1930 ma trova precedenti fin dallultimo decennio del XIX secolo. Non è perciò identificato lautore della sua forma moderna.

                                     

1. Storia

Nei primi anni 1970 il film Disney Gli Aristogatti e il brano Kung Fu Fighting di Carl Douglas popolarizzarono il motivo, che si diffuse poi anche negli emergenti videogiochi, inclusa una versione della fortunata serie di Mario Super Mario Land del 1989. Allepoca tuttavia il tema doveva già essere esistito, dapprima in forme larvali e poi sempre più standard, da oltre centanni.

Il web designer e pianista svedese Martin Nilsson ne individua le origini remote in un insieme di temi rintracciabili nella musica del XIX-XX secolo e accomunati da un identico ritmo obbligatorio per i primi due movimenti in quartina e duina, dalla perfetta identità delle note in quartina, dalluso della scala pentatonica e dallinserimento nel contesto di una composizione dedicata allOriente o evocante atmosfere orientali.

Il più antico precedente del riff parrebbe identificabile in un Alladin Quick Step dal Grand Chinese Spectacle of Aladdin or the Wonderful Lamp 1847 dello statunitense Thomas Comer: esso contiene infatti, in più battute, il ritmo iniziale quartina-duina con la caratteristica identità delle prime quattro note. Lo stesso schema si rinviene in un Chinese Galop 1871 del connazionale Winslow Lewis Hayden.

Altre composizioni dellepoca sembrano recare in germe la versione definitiva del motivo: è il caso di Japanese Tone Picture 1881 di Chas Newman e di An Afternoon in Midway Plaisance di Gustav Lüders 1893. Questultima, una fantasia composta per la Fiera Colombiana di Chicago, presenta il ritmo iniziale con le note identiche in tre brani dedicati allOriente, tra i quali anche The Persian Dancers, una delle tante riproposizioni del cliché musicale arabo.

Non ancora perfettamente definito, tuttavia, lo stereotipo della musica orientale attraversò il primo trentennio del XX secolo in numerose composizioni evocanti lEstremo Oriente, finché pervenne nella sua forma moderna in alcuni cartoni animati: Chop Suey 1930, Laundry Blues 1930, Happy Hoboes 1933 e Making Stars della serie di Betty Boop 1935. La melodia era ormai stereotipata e riconoscibile nel 1957, quando Leonard Bernstein, in una pubblica lezione, senza rendersi conto dellerrore la chiamò "musica popolare cinese". Nel 1955 un altro film Disney, Lilli e il vagabondo, aveva proposto del riff una versione minimamente variata nella scena dei gatti siamesi.

                                     

2. Stereotipi musicali e culturali

Ciò che rende il riff uno stereotipo della musica orientale è la combinazione di diverse tecniche. Centrale è limpiego della scala pentatonica che, largamente diffusa in Cina, Giappone e Africa occidentale, conferisce al tema un carattere esotico. La scelta si spiega nel contesto storico occidentale del tardo Ottocento. Gli Stati Uniti avevano vietato limmigrazione cinese, mentre nel 1889 lEsposizione universale di Parigi aveva reso popolari le scale pentatoniche presentando un gamelan giavanese: di qui il facile ricorso alla pentafonia e il suo assurgere a tratto tipico di una musica che, in realtà, gli occidentali in gran parte ignoravano.

La melodia viene poi spesso armonizzata con il ricorso alle quarte parallele, ritenute anchesse tipiche della musica orientale. La ripetizione delle note, il caratteristico ritmo e lo staccato contribuiscono allimpressione generale di "cineseria", in un procedimento banalizzante che assimila la musica esotica al rumore, dipingendola rigida e sostanzialmente ottusa. Completa il quadro una strumentazione che si serve di solito del gong e di altri strumenti a percussione vibrafono, xylofono. Il tutto finisce, si sostiene, per dar vita a unimmagine caricaturale e tutto sommato razzista dellOriente, quasi un equivalente musicale dellepiteto "muso giallo". I cinesi non riconoscono nel riff la loro musica tipica.

                                     

3. Diffusione nella cultura di massa

Tra i brani che hanno sfruttato lo stereotipo si ricordano:

  • Kung Fu Fighting di Carl Douglas 1974
  • Turning Japanese dei Vapors 1980.
  • A Passage to Bangkok dei Rush 1976
  • Evrybody Wants to Be a Cat dal film Gli Aristogatti 1970

Tra le colonne sonore di videogiochi sono note quelle di:

  • Live a Live 1994.
  • Super Mario Land 1989
  • Yie Ar Kung-Fu 1985
                                     
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