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ⓘ Concorso interno




                                     

ⓘ Concorso interno

Un concorso interno, secondo lordinamento giuridico italiano, è un concorso riservato al personale impiegato, a tempo determinato o indeterminato, presso una pubblica amministrazione italiana.

                                     

1. Caratteristiche generali

Queste forme di selezione sono largamente utilizzate per consentire non laccesso di nuovo personale nella pubblica amministrazione, quanto piuttosto la progressione in carriera di coloro che già di essa sono dipendenti. La peculiarità di queste forme di concorso è pertanto insita nellesclusione dalla partecipazione di tutti coloro che non appartengano già allorganico di quella specifica pubblica amministrazione che indice il concorso.

Le disposizioni in tema sono generalmente contenute, dopo la contrattualizzazione del pubblico impiego italiano e la conseguente privatizzazione del diritto del lavoro pubblico in Italia, dai CCNL di comparto ; ad ogni modo la legge può contemplare disposizioni particolari.

                                     

2. Tipologie

Si possono distinguere species di concorso interno:

  • quello con "progressioni orizzontali";
  • quello con "progressioni verticali".

La differenza tra le due species risiederebbe nel fatto che i primi consentono il passaggio esclusivamente tra diverse posizioni economiche allinterno di una stessa categoria ; i secondi invece consentono movimenti tra diverse categorie ad es. consentono il passaggio di personale da C3 a D; o da B2 a C1 etc.

Con riferimento a questa categoria di concorsi, esiste oggi sia in dottrina che in giurisprudenza, un ampio dibattito che tocca essenzialmente due profili:

  • il riparto della giurisdizione per le controversie che possono insorgere rispettivamente in concorsi interni orizzontali e verticali.
  • la legittimità stessa dellesistenza dei concorsi interni.

Sulla materia è intervenuto poi il d.lgs. 27 ottobre 2009 n. 150 che ha dettato diverse disposizioni in materia, imponendo alle amministrazioni che bandiscono concorsi per le progressioni di carriera il limite delle risorse disponibili.

                                     

3. La giurisprudenza

Quanto al primo profilo bisogna considerare che la Corte Costituzionale ha consolidato, in una giurisprudenza ormai più che ventennale, il principio per il quale tutte le forme di accesso e progressione interna nella pubblica amministrazione non tollerano deroghe alla regola del pubblico concorso, pena lincostituzionalità delle norme che le dispongono, per violazione degli artt. 51 parità nellaccesso ai pubblici impieghi, 97 imparzialità e buon andamento della P.A. e 98 P.A. al servizio esclusivo della nazione della Costituzione.

La deroga di cui al comma 3 dellart. 97 Cost. viene pertanto attualmente interpretata in modo restrittivo, attraverso un rigido controllo di ragionevolezza e non arbitrarietà che spesso, specie negli ultimi anni, si è tradotto nella dichiarazione di incostituzionalità di innumerevoli leggi sia nazionali che regionali contemplanti forme di accesso e progressione nella P.A. direttamente o indirettamente svincolate dal pubblico concorso.

Al riguardo meritano dessere ricordati alcune sentenze della Corte Costituzionale importanti:

  • Per C.Cost. n. 1/1999 "labnorme diffusione del concorso interno per titoli nel passaggio da un livello allaltro produce una distorsione che, oltre a reintrodurre surrettiziamente il modello delle carriere in una nuova disciplina che ne prevede invece il superamento, si riflette negativamente anche sul buon andamento della pubblica amministrazione" ;
  • Per C.Cost. n. 159/2005 La regola del pubblico concorso può dirsi pienamente rispettata, "solo qualora le selezioni non siano caratterizzate da arbitrarie ed irragionevoli forme di restrizione dei soggetti legittimati parteciparvi", laddove la sua deroga può unicamente operare "in presenza di peculiari situazioni giustificatrici, nellesercizio di una discrezionalità che trova il suo limite nella necessità di garantire il buon andamento della pubblica amministrazione ed il cui vaglio di costituzionalità non può che passare attraverso una valutazione di ragionevolezza della scelta operata dal legislatore" ;
  • Per C.Cost. n. 81/2006 deroghe al pubblico concorso: "possano essere giustificate solo da peculiari e straordinarie ragioni di interesse pubblico";

Il tenore delle pronunce è andato irrigidendosi con il passare del tempo.



                                     

4. La giurisdizione nelle controversie

Passando brevemente al secondo profilo, va preliminarmente precisato che col d.lgs 3 febbraio 1993, n. 29 è stata attuata nellordinamento italiano la cosiddetta privatizzazione del pubblico impiego, attualmente il d.lgs n. 29/1993 è stato sostituito dal d.lgs 30 marzo 2001, n. 165 T.U. sul pubblico impiego con lattribuzione delle controversie in materia di lavoro nelle P.A. al giudice ordinario nelle vesti di giudice del lavoro. Lart. 63 comma 4 di tale decreto contiene tuttavia ununica deroga a tale principio generale. Essa stabilisce che continua a sussistere la giurisdizione del giudice amministrativo per le controversie "in materia di procedure concorsuali per lassunzione" nelle pubbliche amministrazioni.

In un primo momento, fino al 2003, la giurisprudenza dominante riteneva che tale deroga fosse limitate alle sole procedure per lassunzione di nuovo personale. Ne restavano di conseguenza escluse le procedure per la progressione del personale già dipendente cioè i concorsi interni. La tesi in parola si fondava essenzialmente sulla considerazione che le selezioni interne fossero meri atti negoziali di gestione del rapporto di lavoro, e quindi, essendo configurabili in capo agli aspiranti posizioni giuridiche di diritto soggettivo, le controversie in materia sarebbero dovute spettare al G.O.

Tuttavia, con la sentenza a Sezioni Unite della Cassazione n. 15403/2003, lorientamento cambia. Infatti, nellintento di adeguarsi ai princìpi della Costituzione enunciati dal Giudice delle Leggi per i quali vanno sottoposte alla regola del pubblico concorso tutte le procedure concorsuali, sia per lassunzione di nuovo personale che per la progressione in carriera dei dipendenti, la Suprema Corte inizia a leggere estensivamente la deroga di cui al comma 4 art. 63 D.Lgs. 165/01 includendo nel concetto di "procedure concorsuali per lassunzione" anche i concorsi interni "per il passaggio ad una area o fascia superiore".

La conseguenza era che al g.a. sarebbe spettata la giurisdizione anche nei concorsi pubblici implicanti tale passaggio di area o fascia. La successiva giurisprudenza della Corte suprema di cassazione ha articolato il seguente riparto di giurisdizione:

  • concorsi "misti" cioè con parte dei posti riservata agli interni: Giudice amministrativo
  • concorso interni con progressione orizzontale: Giudice ordinario Tribunale del lavoro
  • concorsi aperti a tutti: giudice amministrativo
  • concorsi interni con progressione verticale: Giudice amministrativo

La dottrina e parte della giurisprudenza di primo e secondo grado si dibattono ancora sulla scelta di lasciare al G.O. giudice ordinario la giurisdizione sui concorsi con progressioni orizzontali. La Cassazione ed il Consiglio di Stato sono invece ormai fermi nel conservare il riparto di cui sopra di recente si veda per la Cassazione: Cass. SS.UU. n. 10419/06 e per il C.Stato n. 6736/06. Il dibattito è ancora vivo perché nonostante gli sforzi, la Cassazione ed il Consiglio di Stato non hanno ancora fornito una chiara tesi logico giuridica tale da convincere sulla fondatezza della riserva al G.O. dei concorsi con progressione orizzontale. Chi sostiene la tesi dominante ritiene che in questultimo caso si tratti ancora di atti negoziali di gestione del rapporto di lavoro, integranti posizioni di diritto soggettivo nei partecipanti, e pertanto soggetti alla giurisdizione del G.O.

Chi sostiene la tesi minoritaria ritiene che nei concorsi con progressioni orizzontali bisogna vagliare caso per caso:

  • se la progressione orizzontale è solo economica, allora è atto negoziale e quindi cè giurisdizione del G.O.
  • se la progressione orizzontale è però anche "giuridica" determina cioè lattribuzione di mansioni e responsabilità più elevate, allora ci si trova di fronte ad una vera e propria "novazione oggettiva" del rapporto di lavoro che necessita dellapplicazione delle regole del pubblico concorso come la Corte Costituzionale vuole.

Ne conseguirebbe che gli atti non sono negoziali ma pubblicistici e quindi, a fronte di posizioni giuridiche di interesse legittimo, la giurisdizione spetterebbe al giudice amministrativo. Il dibattito è ad oggi ancora aperto.