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ⓘ Discorso di Hailé Selassié alla Società delle Nazioni (1936)




Discorso di Hailé Selassié alla Società delle Nazioni (1936)
                                     

ⓘ Discorso di Hailé Selassié alla Società delle Nazioni (1936)

Limperatore dEtiopia Hailé Selassié, il 12 maggio 1936, allassemblea della Società delle Nazioni, a Ginevra, pronunciò un discorso di condanna dellaggressione militare italiana al proprio paese, che laveva costretto allesilio. LImperatore, nel suo discorso tenuto in amarico denunciò anche luso da parte dellesercito italiano di armi chimiche contro la popolazione etiope.

Hailé Selassié intervenne essendo a capo di uno degli Stati facenti parte dellorganizzazione internazionale sin dal 28 settembre 1923. Il 18 novembre 1935, per aver aggredito un altro stato membro, la Società delle Nazioni aveva già condannato lItalia fascista infliggendole sanzioni economiche, approvate da 50 stati, con il solo voto contrario dellItalia e lastensione di Austria, Ungheria e Albania. Le sanzioni consistevano nel divieto di esportazione allestero di prodotti italiani e vietavano allItalia di importare materie prime, armi e di ricevere crediti.

                                     

1. Presupposti

Il 3 ottobre 1935, senza una formale dichiarazione di guerra, il generale Emilio De Bono aveva ordinato alle truppe italiane stanziate in Eritrea di attraversare il confine etiopico raggiungendo e occupando rapidamente Adua, Axum e Adigrat. Lattacco italiano allEtiopia violava larticolo XVI dello statuto della Società delle Nazioni, sottoscritto da entrambi gli Stati:

Il 6 ottobre 1935 il Consiglio della Società delle Nazioni condannò ufficialmente lattacco italiano; la condanna fu formalizzata quattro giorni dopo dallAssemblea, che istituì un comitato composto da diciotto membri incaricati di studiare le misure da prendere contro lItalia. Il 3 novembre furono approvate le sanzioni discusse dal comitato decidendone lentrata in vigore il 18.

Il 14 novembre, Mussolini, sostituì De Bono con il maresciallo Pietro Badoglio. Dopo tre mesi di sosta, il maresciallo, con una manovra convergente sostenuta dallartiglieria e dallaviazione, riprese liniziativa conseguendo la vittoria dellAmba Aradam 11-15 febbraio 1936 e annientando il grosso dellesercito etiope 80.000 uomini. Il 28 febbraio era occupata lAmba Alagi e il 31 marzo, presso il Lago Ascianghi, veniva sconfitta la guardia del corpo del negus.

La difesa di Addis Abeba e del sud del paese si presentò allora molto critica, anche perché il grosso dellesercito era stato colpito duramente, soprattutto dallaviazione e dallartiglieria italiana, con luso di gas Iprite o gas mostarda e fosgene contro cui gli etiopi non potevano opporre che alcune centinaia di vecchie maschere anti gas, per altro non sempre funzionanti. Si decise di non difendere la capitale e di far fuggire limperatore dal paese anche per timore di vedere la città completamente distrutta dallaviazione.

                                     

2. Contenuto del discorso

Poco prima del compimento della conquista italiana, quindi, Hailé Selassié aveva scelto lesilio volontario dal suo paese e si recò a Bath, in Gran Bretagna, dopo essere stato per qualche giorno a Gerusalemme. Poi si presentò a Ginevra, per il suo intervento, in assenza della delegazione del governo italiano, appositamente ritirata per loccasione.

Queste furono i punti fondamentali del discorso dellimperatore etiope:

                                     

3. Conseguenze

Il 30 giugno 1936, su pressione dellArgentina, si riunì unassemblea speciale della Società delle Nazioni nel corso della quale Hailè Selassiè propose di non riconoscere le conquiste italiane in Etiopia ma la sua proposta fu rifiutata con 23 voti contrari, 1 favorevole e 25 astenuti. Il 4 luglio successivo, nel corso della medesima assemblea dopo poco più di 7 mesi dalla loro promulgazione, la Società delle Nazioni revocò le sanzioni, assestando un colpo mortale alla credibilità della Società stessa.

Tuttavia, la conquista italiana non fu mai formalmente riconosciuta dallorganizzazione internazionale, in quanto il seggio dellEtiopia in assemblea rimase attribuito ad Hailé Selassié. Fu negata, altresì qualsiasi forma di riparazione, anche morale, richiesta dallItalia. Per tale motivo, l11 dicembre 1937, dal balcone di Piazza Venezia, Benito Mussolini annunziò luscita dalla Società delle Nazioni.

Si dovette però attendere lingresso dellItalia nella Seconda Guerra Mondiale 10 giugno 1940 perché una delle potenze mondiali, il Regno Unito, si muovesse per liberare lEtiopia. Le truppe italiane furono respinte verso il centro del paese, con il contributo della resistenza etiopica, sino a giungere alla resa con lonore delle armi di Amedeo duca dAosta sulle alture dellAmba Alagi.

Il 5 maggio 1941 il Negus Hailé Selassié entrò ad Addis Abeba su unAlfa Romeo scoperta, preceduto dal colonnello Wingate su un cavallo bianco. Il Negus Neghesti, appena rientrato ad Addis Abeba, esortò tutti gli etiopi a non vendicarsi sugli italiani e a non ripagare loro le atrocità che avevano commesso per cinque anni.

LAfrica Orientale Italiana cessò definitivamente di esistere sotto i colpi dellesercito britannico nel novembre 1941, con la resa dellultimo baluardo di Gondar.

La rinuncia dellItalia a tutte le sue colonie fu formalizzata con la firma del Trattato di Parigi il 10 febbraio 1947. Con lEtiopia, anchessa controparte nella sottoscrizione del trattato di pace, lItalia concludeva un ininterrotto stato di guerra iniziatosi nel 1935 e, implicitamente, ammetteva lillegalità dellannessione effettuata nel 1936, sul piano giuridico internazionale.