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ⓘ Allenamento sportivo




Allenamento sportivo
                                     

ⓘ Allenamento sportivo

allenamento sportivo si intende il processo di adattamento fisiologico allo sforzo fisico del corpo umano compiuto dallatleta al fine di migliorare la propria prestazione sportiva ovvero di intervenire, in modo organizzato, verso la pratica sportiva così da poter esprimere le migliori prestazioni nellambito di una competizione e/o per benessere psicofisico proprio.

"Mescolando" ingredienti di vari campi in un modo tuttavia differente, si è creata una vera e propria "scienza dellallenamento" a sé stante. Il fondatore di tale pratica è ritenuto L.P. Matveev, scienziato russo, sebbene notevoli contributi teorici: scienziati, questi, che operavano prevalentemente nella capitale russa e a Lipsia Germania.

Secondo gli obiettivi tramite lallenamento si avrà dapprima un peggioramento delle capacità e solo dopo un periodo durante il quale avverrà la supercompensazione si avrà una capacità di prestazione migliore rispetto a quella di partenza. Questo sarà seguito da un periodo di relativa stabilizzazione e da un periodo di diminuzione di queste capacità. Lallenamento prevede le figure della persona che lo pratica atleta e della persona che lo dirige (allenatore

                                     

1.1. Descrizione Obiettivi perseguiti

Essenzialmente si possono raggruppare gli obiettivi dellallenamento in tre aspetti:

  • Prevenzione di inabilità nel movimento
  • Scolari,
  • Persone che si muovono poco nel lavoro,
  • Anziani;
  • fratture,
  • lunghe degenze ospedaliere;
  • malattie,
  • Riabilitazione dopo
  • in atleti professionisti.
  • Miglioramento e mantenimento delle capacità motorie del corpo
  • in persone che praticano attività sportiva amatoriale,
                                     

1.2. Descrizione Cosa viene allenato

Vengono allenate le capacità condizionali: rapidità, forza, resistenza, mobilità articolare, come anche abilità coordinative: equilibrio, capacità di differenziazione, orientamento, anticipazione, capacità di adattamento, di reazione e senso del ritmo. Lallenamento tuttavia, in quanto formazione della persona umana per lo svolgimento di compiti specifici legati alla pratica sportiva nei diversi livelli in cui si attua, presenta sempre una notevole dimensione pedagogica che non deve essere mai trascurata.

                                     

1.3. Descrizione Come agisce lallenamento

Il carico stimolo allenante porta a una variazione dellequilibrio biochimico dellorganismo variazione dellomeostasi. Per essere meglio preparato a futuri carichi dello stesso tipo, il corpo reagisce con un adattamento, dal quale risulta un migliore stato funzionale. Un esempio è la supercompensazione delle scorte di glicogeno nei muscoli sottoposti ad un carico di resistenza.

Per controllare correttamente lallenamento, e quindi organizzare gli stimoli dei carichi in una sequenza che non sovraccarichi lorganismo, è necessaria una esatta conoscenza del carico delle singole unità allenanti seduta dallenamento e delleffetto della loro sommatoria. Il carico dallenamento viene valutato in base alle cosiddette normative del carico.

                                     

2. Tipi di allenamento

  • Allenamento della forza ;
  • Allenamento aerobico
  • Allenamento della resistenza ;
  • Training differenziale.
  • Allenamento anaerobico
  • Allenamento specifico ;
  • Circuit training ;
  • Training intermedio ;
                                     

2.1. Tipi di allenamento Allenamento aerobico

Partendo dal presupposto che la scelta della tipologia di allenamento dipende da quelli che sono gli scopi le capacità del soggetto, lallenamento di tipo aerobico è tra i più scelti anche se il più delle volte inconsapevolmente. Come ogni strumento, se non utilizzato correttamente, finisce per non dare i risultati attesi.

Infatti lallenamento di tipo aerobico è il principale strumento utilizzato dallutente medio per perdere i chili di troppo, o, in gergo tecnico, mobilitare le riserve lipidiche. La condizione necessaria perché questo avvenga è che lallenamento sia appunto condotto al di sotto della soglia anaerobica, il che vuol dire che latleta non deve mai andare in debito di ossigeno. Per fare un esempio lampante si potrebbe parlare dellindividuo medio che 3 o 4 volte a settimana va a fare un po di "Jogging". Infatti la corsa è un ottimo esercizio per lavorare in aerobiosi, ma, come detto prima, bisogna sapere come correre, a che velocità, per quanto tempo, ecc.

Le tre cose che si devono sempre tener presenti sono:

- Le riserve lipidiche cominciano ad essere mobilitate dopo circa 20 minuti di esercizio aerobico. Fare una "corsetta" di mezzora probabilmente non aiuterà se lobbiettivo è quello di perdere peso.

- La corsa nel nostro esempio deve mantenersi sempre in ritmo aerobico, il che vuol dire che non si deve cercare di fare il maggior numero di km nel minor tempo possibile, anzi, più tempo si corre e meglio è. Landatura ideale è tra i 7 e i 10 km/h.

- Non è vero che più si suda più si dimagrisce! Infatti correre con indumenti non traspiranti come i k-way è un ostacolo alla traspirazione meccanismo atto a disperdere il calore corporeo generatosi durante lesercizio fisico. Un cenno lo meriterebbero anche le calzature utilizzate e il modo corretto di correre, ma ci si addentrerebbe in questioni meramente tecniche che poco hanno a che fare con lallenamento aerobico.



                                     

3. Periodizzazione dellallenamento

La pianificazione dellallenamento segue lorganizzazione della stagione agonistica ed è così suddiviso:

  • Macrociclo: Da circa 1 anno a 4 anni, ad esempio nel ciclismo dal 1º novembre al 30 settembre 1 mese di pausa per il recupero, mentre nelle discipline olimpioniche dura 4 anni.
  • Mesociclo: alcune strutture di allenamento vengono organizzate in periodi che durano allincirca un mese. In altre discipline sportive il periodo annuale è diviso in cicli che durano da due a quattro settimane.
  • Microciclo: corrisponde alla durata di circa una settimana.