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ⓘ Dottore commercialista in Italia




                                     

ⓘ Dottore commercialista in Italia

Il dottore commercialista in Italia è una libera professione, regolata dalla legge. Coloro che la esercitano devono essere iscritti allOrdine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

                                     

1. Cenni storici

Gli studi economico-aziendali non hanno avuto in Italia un riconoscimento a livello universitario fino al 1868 quando viene fondata la Scuola superiore di Commercio di Venezia. Altri istituti che offrivano un corso di studi nella materia furono la Scuola Superiore dapplicazione di studi commerciali di Genova, istituita nel 1884 e la Scuola Superiore di Commercio di Bari, creata nel 1886. Nel 1913 la Camera di commercio di Milano incluse nellelenco dei curatori fallimentari autorizzati dei laureati dellUniversità Bocconi. Il Collegio dei ragionieri di Milano pretese il rispetto anche da parte dei laureati delle regole sul praticantato stabilite nel 1906 per i ragionieri liberi professionisti, ma ragionieri inoltrarono quindi un ricorso al Consiglio di Stato invocando la violazione dellarticolo 24 dello Statuto Albertino. Nel 1913 il Consiglio di Stato decise la questione stabilendo che" gli studi posteriori e superiori cui si assoggettavano i laureati in scienze economiche e commerciali erano equiparabili a due anni di praticantato”.

Lattività venne poi regolamentata dal R.D. 28 marzo 1929 n. 588; e successivamente nel 1953 vennero emanati nuovi ordinamenti professionali riprodussero la precedente situazione: due professioni distinte una per i laureati e laltra per i diplomati con identiche competenze: il D.P.R. 27 ottobre 1953, n. 1067 per i primi e di D.P.R. 27 ottobre 1953, n. 1068 per i secondi, introducendo ufficialmente il titolo di "dottore commercialista". Il d.lgs 28 giugno 2005, n. 139 ha stabilito che dal 1º gennaio 2008 è stato istituito lalbo unico degli iscritti allalbo dei dottori commercialisti o in quello dei ragionieri e periti commerciali. Gli iscritti al soppresso ordine dei ragionieri commercialisti sono stati ammessi al nuovo ordine fino ad esaurimento; tuttavia la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, III sezione civile, n. 4796 del 26 febbraio 2013 ha stabilito lunione dei due albi non elimina le differenze tra le due figure.

                                     

2. Disciplina normativa generale

Il dottore commercialista deve essere in possesso di diploma di laurea magistrale, attualmente necessariamente afferente alla classe LM-56 Scienze delleconomia o alla classe LM-77 Economia aziendale rilasciato da una università in Italia. Deve inoltre svolgere un periodo di tirocinio di 18 mesi, 36 per labilitazione allattivitàdi revisione contabile, presso studio di altro dottore, e sostenere un esame per ottenere labilitazione; per lesercizio della libera professione è necessario essere iscritto allOrdine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, che consente lattività in tutto il territorio dello Stato.

Il tirocinio, se compiuto presso un dottore commercialista che sia revisore dei conti, è valido anche agli effetti di quanto disposto dalla direttiva 84/253/CEE del Consiglio del 10 aprile 1984. Lesame di abilitazione allesercizio della professione di dottore commercialista, integrato con le materie di cui allarticolo 6 della suddetta direttiva, è sostitutivo di quello previsto dalla direttiva medesima. Le modalità di svolgimento del tirocinio professionale di cui ai commi terzo e quarto sono determinate dal Ministro di grazia e giustizia con proprio decreto, emanato di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentito il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti. Lautorità giudiziaria italiana e la pubblica amministrazione italiana debbono affidare normalmente gli incarichi relativi alle attività di cui sopra a persone iscritte nellOrdine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, salvo che si tratti di incarichi che per legge rientrino nella competenza degli avvocati o che lamministrazione pubblica conferisce per legge ai propri dipendenti.

La vigilanza sulla professione spetta, oltre che al succitato Ordine, al Ministro della giustizia, che la esercita sia direttamente sia per mezzo dei presidenti e dei procuratori generali di Corte di appello. Lalbo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili oggi in uso raggruppa il vecchio Collegio dei Ragionieri ed il vecchio Ordine dei Dottori Commercialisti. Il titolo professionale di dottore commercialista spetta a coloro che superano lesame di Stato 3 prove scritte e 1 prova orale necessario per lesercizio della professione. Prima di poter sostenere lesame di Stato è condizione necessaria ottenere una laurea magistrale in Economia classi LM-56 Scienze dellEconomia o LM-77 Scienze Economiche ed Aziendali, vecchio ordinamento 64/S o 84/S ed aver intrapreso un periodo di praticantato di almeno 18 mesi presso un professionista già abilitato; il praticantato non può iniziare prima di aver ottenuto almeno una laurea triennale in Economia classi L-18 Scienze dellEconomia e della Gestione Aziendale o L-33 Scienze Economiche, vecchio ordinamento classi 17 o 28.

                                     

3. Oggetto della professione

Ai dottori commercialisti è riconosciuta competenza tecnica nelle materie commerciali, economiche, finanziarie, tributarie e di ragioneria. In particolare formano oggetto della professione le seguenti attività:

  • la verificazione ed ogni altra indagine in merito alla attendibilità di bilanci, di conti, di scritture e di ogni altro documento contabile delle imprese ed enti pubblici e privati;
  • le perizie le consulenze tecniche;
  • le ispezioni le revisioni amministrative;
  • difesa tributaria del contribuente, in sede di processo tributario, innanzi alla commissione tributaria.
  • lamministrazione e la liquidazione di aziende, di patrimoni e di singoli beni;
  • i regolamenti le liquidazioni di avarie;
  • le funzioni di sindaco e di revisore nelle società commerciali, enti non commerciali ed enti pubblici.

Se lincarico viene affidato a persone diverse, nel provvedimento di nomina debbono essere espressi i particolari motivi di scelta. La competenza nelle suindicate materie non pregiudica lesercizio di ogni altra attività professionale dei dottori commercialisti, né quanto può formare oggetto dellattività professionale di altre categorie di professionisti a norma di leggi e regolamenti. Tra le attività vi sono anche le consulenze fiscali ed alla redazione ed inoltro per via telematica dei relativi moduli e comunicazioni allAgenzia delle Entrate.



                                     

4. Il segreto professionale

I dottori commercialisti hanno lobbligo del segreto professionale. Nei loro confronti si applicano gli articoli 351 e 342 del codice di procedura penale e 249 del codice di procedura civile, salvo per quanto concerne le attività di revisione e certificazione obbligatorie di contabilità e di bilanci e quelle relative alle funzioni di sindaco o revisore di società od enti, nonché per quanto previsto dalle norme vigenti in materia di contrasto al riciclaggio di denaro.

                                     

5. Incompatibilità

Il dlgs. 28 giugno 2005, n. 139 stabilisce che lesercizio della professione di dottore commercialista ed esperto contabile è incompatibile con lesercizio, anche non prevalente, né abituale con:

  • dellattività di promotore finanziario.
  • la professione di giornalista professionista;
  • dellattività di appaltatore di servizio pubblico, concessionario della riscossione dei tributi;
  • la professione di notaio;
  • lattività di impresa, in nome proprio o altrui e, per proprio conto, di produzione di beni o servizi, intermediaria nella circolazione di beni o servizi, tra cui ogni tipologia di mediatore, di trasporto o spedizione, bancarie, assicurative o agricole, ovvero ausiliarie delle precedenti;

Lincompatibilità è esclusa qualora lattività, svolta per conto proprio, è diretta alla gestione patrimoniale, ad attività di mero godimento o conservative, nonché in presenza di società di servizi strumentali o ausiliari allesercizio della professione, ovvero qualora il professionista riveste la carica di amministratore sulla base di uno specifico incarico professionale e per il perseguimento dellinteresse di colui che conferisce lincarico. Liscrizione nellAlbo non è consentita a tutti i soggetti ai quali, secondo gli ordinamenti loro applicabili, è vietato lesercizio della libera professione. Il Consiglio Nazionale dellordine ha emanato delle note interpretative per specificare i più ricorrenti casi di incompatibilità. Tale disciplina operando nei confronti del professionista una restrizione della generale libertà di iniziativa economica costituzionalmente garantita, è soggetta ai principi di legalità e tassatività e quindi lo svolgimento delle attività economiche dovrà essere soggetto solo ad una normativa di ordine primario non interpretabile. In tale senso la norma di cui allart. 4 sopracitata dovrà ritenersi di stretta interpretazione, non ammettendosi, in alcun caso, interventi interpretativi che, in via analogica o estensiva, ne amplino lambito di applicazione.