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ⓘ Giuseppe Augusto Tuccimei




Giuseppe Augusto Tuccimei
                                     

ⓘ Giuseppe Augusto Tuccimei

Acceso esponente di parte cattolica, avversò in tutto la teoria darwiniana dellevoluzionismo.

Dottore in medicina e chirurgia, dottore in Scienze naturali e in Diritto canonico poi professore in diversi atenei nella facoltà di Filosofia della Pontificia Università Lateranense e licei romani, membro della Pontificia Accademia de Nuovi Lincei e di quella dArcadia, fu decorato della commenda dellOrdine di San Gregorio Magno per meriti civili su proposta del cardinale vicario.

A lui la città di Roma dedicò una via ed una scuola.

Nacque il 19 febbraio 1851 a Roma da Enrico 1817-1872 e Anna Maria Annibaldi 1823-1859. Suo padre era un noto e valente avvocato rotale, sua madre discendente di una illustre famiglia romana. Quinto di dieci fratelli, perse la madre alla tenerissima età di otto anni e crebbe quindi con la sola, sebbene forte, figura paterna. I suoi ascendenti erano legati moltissimo al Romano Pontefice e alla Chiesa cattolica, da sempre, ad" effusionem sanguinis”, e di conseguenza Giuseppe" incarnò in sé la santa tradizione di sua cristiana, pia e cattolica famiglia”. Allorché avvenne il prematuro lutto del padre, Giuseppe si occupò degli" interessi de suoi numerosi fratelli e sorelle e li regolò con ammirabile sentimento di giustizia”, infatti," tenendolo in grande stima i suoi molti fratelli e sorelle si abbandonavano con piena fiducia in lui per ciò che riguardava gli affari e lamministrazione di famiglia, che assunse alla morte del padre, avendo solo 21 anno detà”.

                                     

1. Opere principali di Scienze naturali

Il suo esordio avvenne con la pubblicazione nel 1878 della commemorazione del Padre Angelo Secchi, presidente della Pontificia Accademia Romana dei Nuovi Lincei, di cui Giuseppe Tuccimei fu discepolo. Lanno seguente eccolo a scrivere sulla Phylloxera vastatrix, in un saggio entomologico che espone le ricerche di Jules Émile Planchon su tale argomento. Un altro anno trascorse e finalmente vide la luce il suo primo lavoro sulla geologia: I colli plioceni di Magliano Sabina, in cui descrive con precisione la serie dei terreni plioceni dei dintorni di Magliano, sulla sponda sinistra della valle del Tevere, e in cui redige un elenco dei fossili, per lo più molluschi, raccolti da lui stesso. Questa memoria colmò la lacuna esistente allora fra il pliocene conosciuto alla base dei monti Cornicolani e i terreni pliocenici di Calvi. Un altro lavoro, che riguarda la tettonica e la paleontologia della catena montuosa sabina, è datato 1883 e venne stampato nel II vol. di quellanno del Bollettino della Società Geologica Italiana: Sulla struttura e sui terreni che formano la catena di Fara Sabina. Lo scritto risultò essere" importante, perché, in seguito ai fossili da lui raccolti, i monti della Fara, che fino ad allora erano riguardati come di formazione cretacica, e tali segnati in tutte le carte geologiche edite fino a quel tempo, risultarono invece spettare al Lias medio e superiore”. Si devono considerare i lavori posteriori "Il sistema liassico di Roccantica e i suoi fossili", stampato dal Bollettino della Società Geologica Italiana, e "Note stratigrafiche sopra la formazione secondaria dei monti Sabini". Nel primo, che è quasi del tutto paleontologico, vi si trovano indicati, con determinazioni precise, i fossili ritrovati nei tre piani del Lias e vi è descritta una nuova specie di ammonitide, la Lytoceras sabinum. La regione sabina fu di notevole interessamento per il Tuccimei, tanto che scrisse altre opere considerate tuttoggi di grande attenzione e materia di studio: Sopra le cavità naturali dei monti Sabini, del 1886; "Bradisismi della regione sabina", del 1888; "Sul villafranchiano della Sabina", scritto tra il 1889 ed il 1890, dove sono indicati e descritti i fossili, in gran parte di mammiferi e molluschi, raccolti dallo stesso autore; "Sulle formazioni littorali plioceniche addossate alle falde dellAppennino sabino", datato 1889; "Resti di Arvicola nel pliocene lacustre della Sabina", del 1893; e, infine, nel 1893 pubblicò "Sopra alcuni cervi della Sabina e della provincia di Roma".

Nel 1891 presentò un lavoro" assai interessante, molto ben condotto, che meritò al Tuccimei, su speciale proposta dellAccademia Reale dei Lincei un premio dal Ministero della Pubblica Istruzione”: "Alcuni mammiferi fossili della provincia umbra e romana". Qui descrive i resti di Mastodon arvernensis, rinvenuti a Nera Montoro nel 1857 in un terreno di proprietà del Marchese Patrizi, e quelli di elefante Mammuthus meridionalis estratti nello stesso terreno nel 1889, ma anche altri di Elephas antiquus della vallata del Tevere, nonché di Castor fiber della Sabina, e quelli di Hyppopotamus major, Rhinoceros etruscus, Equus Stentonius della valle del Farfa.

                                     

2. Contro Darwin

Sulla polemica a Darwin occorre una premessa ripresa dal P. Carrara" non è possibile che chi ama sinceramente e con ardore la verità, possa soffrire in pace di vederla impugnata ed assalita o possa tollerarne il suo travisamento, e non impugni anzi egli stesso larma per difenderla e per abbattere gli errori contrari. Questo appunto fece il nostro Tuccimei. Egli non seppe solo associare armonicamente in sé scienza e fede, ma lardente suo amore per luna e laltra lo portò ad una vigorosa e non interrotta lotta per la difesa delluna e dellaltra. È questopera di riparazione, per la quale la gloria è serbata a chi saprà cominciarla e recarla a compimento; è opera non solo altamente scientifica e religiosa, ma anche, e per ciò stesso, civile e sociale".

Questa gloria venne riservata a lui stesso dal Cardinale Vicario, che, assieme allapprovazione del Prefetto degli studi, fondò nellIstituto del Seminario Romano il Corso di Conferenze di Apologia Scientifica. Dal 1905 al 1908 tenne ben quarantaquattro di quelle conferenze con fervore di credente e sicura coscienza di scienziato, scrutando ipotesi, frugando errori e pregiudizi con tale efficacia e contemperanza di ragioni e fatti, che gli stessi avversari, cui giungeva leco di quelle discussioni, ne rimasero ammirati. Questo perché egli sapeva e conosceva ed era la corrente del pubblico andamento scientifico: tenne, difatti, una discorso alla Pontificia Accademia della Concezione pubblicato poi nel periodico "Gli Studi in Italia" dal titolo: "I progressi delle Scienze Naturali nel 1880". Questo lavoro dimostra con quanta accuratezza seguisse il movimento o progresso della Fisica, della Chimica, della Zoologia, della Fisiologia, Botanica, Mineralogia, Geologia, Paleontologia e di altri rami, che scaturiscano dal ceppo delle Scienze Naturali. Ma sopra ogni altra cosa egli desiderava che anche i suoi alunni fossero al corrente del vero progresso scientifico.

Fu questo che lo spinse alla fondazione di un Museo di Storia Naturale nel pontificio Seminario Romano, cui dedicò tutte le sue cure ed il suo tempo libero. Per questo museo seppe ottenere cospicui doni ed i fondi necessari agli acquisti del copioso materiale tanto che allepoca formava uno dei più ricchi, ben disposti e ben classificati gabinetti di storia naturale. Le collezioni esposte in quel museo dimostrano la cultura scientifica del Tuccimei nelle varie parti della storia naturale e lamore che provava per le scienze dal lui coltivate. Il Padre Carrara lo chiama" monumento della sua attività scientifica e dellamore alla scienza” e afferma lAquilanti che egli" tre amori coltivò nobilissimi, la famiglia, il Museo di Scienze Naturali per opera sua istituito allApollinare, e la Chiesa”. Del Museo naturale si ricorda anche Paolo Tuccimei, nipote ed allievo di Giuseppe:" la scuola aveva un bellissimo museo di storia naturale dove il prof. Tuccimei passava una gran parte della giornata, con una gigantesca tigre del Bengala, un enorme pescecane sospeso al soffitto, ed una collezione infinita di vertebrati, farfalle, coleotteri, ditteri, ecc., ed un magnifico erbario raccolto personalmente dal prof. Tuccimei nelle sue vacanze estive”.

La fondazione del Museo di Storia Naturale rientrò in quei" meriti scientifici” che gli valsero il cavalierato dellOrdine di San Gregorio Magno, concessogli dal Papa Leone XIII, su proposta del Cardinale Vicario, nel 1893. Grado che gli venne poi elevato a commendatore nel 1908 da San Pio X. Lonorificenza di San Gregorio Magno venne subito dopo quella del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

                                     

3. Cariche e ruoli

Per questo suo ottimo carattere e per la sua grande cultura venne eletto presidente del Comitato del Rione Parione dellUnione Romana per le elezioni amministrative di Roma; presidente del comitato parrocchiale di San Lorenzo in Lucina e poi di quello di SantAgostino; nel 1880 è presidente per la sezione delle Scienze Naturali dellAccademia Pontificia dellImmacolata Concezione, dove era stato accolto nel 1875 come socio di merito; vicepresidente della sezione di Scienze naturali della Società Cattolica Italiana per gli studi scientifici 1899; nel 1892 fu socio fondatore della Società Zoologica Italiana come anche della Società Geologica Italiana della quale fu segretario dal 1881, il primo anno desistenza. Appartenne come socio aggiunto fin dal maggio 1878 alla già ricordata Pontificia Accademia Romana de Nuovi Lincei, nominato socio ordinario a pieni voti nelladunanza del 28 gennaio 1883, senza nemmeno passare per il grado di" socio corrispondente”. Fece poi parte dellAccademia dArcadia 1885 con il nome di Epimaco Segesteo; della Reale Accademia Francesco Petrarca di Arezzo; della Reale Accademia Valdarnese del Poggio di Montevarchi 1884; della Reale Accademia degli Zelanti di Acireale in Sicilia 1893; dellAccademia di Religione Cattolica Romana 1896; socio della Società Storica Volsinese 1890; socio della Società Geologica del Belgio e socio corrispondente nel 1893 della Società Zoologica del Belgio. Fu anche membro, giovanissimo, del comitato romano per festeggiare il giubileo di Papa Pio IX.



                                     

4. Libri pubblicati

  • Elementi di botanica, Torino, Paravia, 1902
  • Elementi di geologia e di geografia fisica, Milano, Albrighi Segati & C., 1924
  • Elementi di zoologia, Torino, Stamp. Reale Della Ditta G. B. Paravia e C. Edit., 1900
  • Per la libertà della scuola, Torino, Tip. S. A. I. D. Buona Stampa, 1912
  • Riassunto di una pubblicazione del prof. Romolo Meli sui Resti fossili davvoltoio nel peperino laziale, Roma, Tip. Delle Scienze Matematiche e Fisiche, 1890
  • Resti di felis arvernensis nel pliocene della villa Spinola presso Perugia, Roma, Cuggiani, 1897
  • Per la verità e per la scienza, Roma, Cuggiani, 1893
  • Cenni biografici sopra il prof. Gaetano Tancioni, scritti per incarico dellAccademia, Roma, Tip. Delle Scienze Matematiche e Fisiche, 1889
  • Cause efficienti e cause finali, Roma, F. Pustet, 1904
  • Sopra le cavità naturali dei Monti Sabini, Roma, Tip. Delle Scienze Matematiche e Fisiche, 1887
  • Storia dellEvoluzione dal Darwin sino al presente, Roma, Tip. Unione Ed., 1915
  • Alcuni mammiferi fossili delle province umbra e romana, Pontificia Accademia dei nuovi Lincei, Roma, Cuggiani, 1891
  • Elementi di scienze fisiche, naturali e digiene, Torino, G. B. Paravia e C., 1910
  • Elementi di mineralogia, Milano, Albrighi Segati & C., 1915