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ⓘ Socialismo africano




Socialismo africano
                                     

ⓘ Socialismo africano

Lespressione socialismo africano si riferisce a un insieme di diverse posizioni politiche di stampo socialista emerse nei Paesi africani a partire dal secondo dopoguerra, e in particolare nel periodo fra la fine del periodo coloniale e la decolonizzazione. Movimenti e partiti politici di ispirazione socialista ebbero quasi ovunque un ruolo rilevante nel processo di emancipazione dai colonizzatori, e in moltissimi casi salirono al potere una volta conseguita lindipendenza.

Il socialismo africano si distingue in modo piuttosto netto dalle ideologie socialiste che nello stesso periodo anni sessanta-settanta stavano emergendo o si stavano consolidando altrove. In genere, i leader politici africani rappresentarono il socialismo soprattutto come rifiuto del sistema economico capitalistico portato dai colonizzatori, a favore del recupero di valori tradizionali africani come il senso della comunità o della famiglia o la dignità del lavoro agricolo. In questo senso, il socialismo venne spesso rappresentato come un elemento intrinseco dellidentità africana.

Alcuni esempi di socialismo africano sono lUjamaa tanzaniano di Julius Nyerere, lumanesimo zambiano di Kenneth Kaunda e il coscienzismo ghanese di Kwame Nkrumah.

                                     

1. Origini e tematiche

Negli sessanta, la maggior parte dei Paesi africani ottenne lindipendenza e alcuni dei nuovi governi rifiutarono le idee del capitalismo a favore di un modello economico più afro-centrico. I leader di questo periodo sostennero di praticare il "Socialismo africano".

Julius Nyerere Tanzania, Modibo Keïta Mali, Léopold Sédar Senghor Senegal, Kwame Nkrumah Ghana e Ahmed Sékou Touré Guinea furono i principali contributori del socialismo africano secondo William H. Friedland e Carl G. Rosberg Jr., curatori del libro African Socialism.

I principi comuni delle varie versioni del socialismo africano erano lo sviluppo sociale guidato da un ampio settore pubblico, incorporando lidentità e il nazionalismo africano, e levitamento dello sviluppo delle classi sociali allinterno della società. Senghor affermò che "il contesto sociale africano della vita comunitaria nelle tribù non solo rende naturale il socialismo in Africa ma esclude la validità della teoria della lotta di classe", rendendo quindi il socialismo africano diverso dal marxismo e dalle teorie socialiste europee.

Tuttavia, i socialismi africani non avevano concretamente una linea politica di comune accordo e hanno avuto conclusioni diverse. I regimi le ideologie politiche proprie al socialismo africano, fortemente associate alle personalità dei capi di Stato che ne erano promotori, non durarono oltre la dipartita di chi era al potere. Lesistenza stessa di un socialista specificamente africano non è stata accettata allunanimità dai socialisti del continente. Diverse sezioni del Raduno Democratico Africano Rassemblement Démocratique Africain, unioni di partiti africani francofoni, erano legati al socialismo ma il RDA non ha mai avuto una dottrina o unideologia comune durante la sua esistenza. Lassenza di unità a livello regionale delle concezioni africane del socialismo e i risultati contrastanti delle varie applicazioni, possono essere considerati come fattori del mancato radicamento nellAfrica subsahariana di un socialismo proprio del continente.

La prima pubblicazione influente sul pensiero socialista adattato per lAfrica fu Le masse africane e lattuale condizione umana Les masses africaines et lactuelle condition humaine, scritto nel 1956 dallintellettuale senegalese Abdoulaye Ly.

                                     

2. Varianti

Sebbene linterpretazione africana del socialismo fosse piuttosto diversa da quella sovietica, durante la Guerra Fredda i paesi africani con governi socialisti furono in genere apertamente schierati con URSS, Cina e Cuba.

                                     

2.1. Varianti Socialismo senghoriano

Nel luglio del 1959, poco dopo lindipendenza del Senegal, Léopold Sédar Senghor presentò, durante il congresso costitutivo del Partito della Federazione Africana, il rapporto Per una via africana del socialismo Pour une voie africaine du socialisme, nel quale espresse la sua visione del ruolo del socialismo nella storia della negritudine e nello sviluppo del continente africano. Senghor si ispirò molto al marxismo, in particolare alle prime opere di Karl Marx, e rielaborò i concetti principali per applicarli al contesto africano contemporaneo, poiché le idee marxiste erano nate allinterno della società europea del XIX secolo. Il leader senegalese accettò il concetto di umanesimo, materialismo dialettico, pianificazione e giustizia sociale ma fu contrario allapproccio sulla questione religiosa, alla teoria della lotta di classe e dello sviluppo uniforme, considerandoli contrari alla tradizione africana di unanimità e di conciliazione.

Senghor rifiutò lateismo di stato poiché riteneva impossibile linterruzione della ricerca di Dio, considerata come un elemento esistenziale, e cercò delle risposte nel pensiero del gesuita e filosofo francese Pierre Teilhard de Chardin. Secondo Senghor, de Chardin andava oltre alla falsa antinomia tra fisico e metafisico, risolse i problemi spirituali del marxismo e giustificò il ritorno alle tradizioni africane. Con lapporto del filosofo francese, il socialismo africano di Senghor fu considerato come una via duscita dallalienazione materiale e spirituale.

Il presidente senegalese teorizzò un "socialismo esistenziale" che avrebbe garantito labbondanza per gli africani tramite lo sviluppo delle forze produttive. Il socialismo senghoriano si fonde con il concetto di negritudine, visto come linsieme dei valori culturali del mondo nero; per Senghor, la vittoria della negritudine coincide quella del socialismo.

La dialettica assume nel socialismo senghoriano il ruolo di metodo di ricerca della verità aperto alla scienza, alla tecnica e alla filosofia. È un metodo flessibile, coerente e logico ma nella sua applicazione non bisogna mai perdere di vista la realtà, diversa in ogni situazione. Non esistono soluzioni pronte e ognuna richiede uno sforzo personale e collettivo per adattarsi nel concreto. Per Senghor, non esiste un socialismo completo pronto adatto per tutte le situazioni ed il socialismo in sé deve ancora essere realizzato. Il socialismo esiste come metodo da applicare in Africa in base alle tradizioni e ai contesti africani seguendo metodologie scientifiche. Il socialismo, ottenuto attraverso la scienza e lindipendenza, diventa uno spirito di libertà, una continua rimessa in discussione e ricerca scientifica.

A livello internazionale, Senghor prevedeva, dopo aver superato pacificamente la lotta per lindipendenza, una nuova decolonizzazione che sarebbe consistita nella messa in discussione del sistema imperialista gravante sui Paesi produttori. Mamadou Dia, primo Ministro di Senghor fino al 1962, prevedeva ledificazione di un socialismo nella tradizione comunitaria, nellambito di un piano economico stabilito con un obiettivo globale, ovvero quello di una civiltà mondiale unita. A livello economico, per Senghor come per Dia, la cooperativa doveva essere lo strumento chiave del socialismo africano: le unità economiche di base dovevano essere le cooperative dei villaggi, che avrebbero unito le tradizioni africane e i valori democratici.

Tuttavia, il principio economico ebbe la precedenza e il Senegal sperimentò una stagnazione economica a partite dal 1963: lUfficio nazionale della commercializzazione agricola per lo sviluppo Office national de commercialisation agricole pour le développement, ONCAD fu successivamente istituito per supervisionare i Centri regionali per lassistenza allo sviluppo Centres régionaux dassistance au développement, CRAD che distribuivano semi e materiali alle cooperative. A livello ideologico, lapproccio di Senghor è stato oggetto di critiche, anche nei circoli politici senegalesi, per via del suo carattere troppo intellettualizzante e più orientato verso una riflessione sullessenza dellafricanità piuttosto che verso unanalisi delle realtà sociali. A livello pratico, lONCAD e il movimento cooperativo conobbero una crescente impopolarità negli anni settanta, a causa della cattiva gestione dello stato. Abdou Diouf, successore di Senghor, sciolse lONCAD nel 1981 come parte di una lotta contro la burocrazia; sotto la sua presidenza, i riferimenti al socialismo africano in Senegal furono abbandonati in Senegal.



                                     

2.2. Varianti Touré in Guinea

Il 2 ottobre 1958, con lindipendenza della Guinea, Ahmed Sékou Touré divenne il presidente del paese e apparve subito come un leader di sinistra con una formazione marxista. Durante il suo governo, adottò dei metodi autoritari, imponendo uneconomia pianificata e delle cooperative dove la gestione collettiva era rappresentata a tutti i livelli. Sebbene le politiche seguite da Sékou Touré, rimasto al potere fino alla morte nel 1984, assomigliassero per certi aspetti allo stalinismo, il leader guineano si discostò dai Paesi comunisti, cercando invece una sorta di neutralismo positivo e rivendicando un socialismo puramente africano basato sullautodeterminazione. Rifiutò lateismo, negò lesistenza delle classi sociali e insistette sui valori tradizionali africani. Il panafricanismo era fortemente presente nellideologia di Sékou Touré che spinse molto sullunità nazionale, presentata come un preludio allunità africana.

                                     

2.3. Varianti Nkrumaismo in Ghana

In un discorso tenuto il 6 marzo 1957 in occasione dellindipendenza del Ghana, il leader Kwame Nkrumah delineò quelle che sarebbero state le fondamenta del nkruaismo:

Nel 1962, il Partito della Convenzione del Popolo adottò il pensiero del presidente Kwame Nkrumah come ideologia ufficiale del partito. Nel programma, il nkrumaismo venne definito come unideologia:

Nel nkruaismo, non vi è lintellettualismo presente nel socialismo senghoriano o di Sékou Toure ma lideologia di Nkrumah si basa su una giustificazione a posteriori della prassi, più di uno sforzo per la costruzione a priori di un sistema di pensiero logico e politico. Il nkrumaismo è una "filosofia della rivoluzione" formulata però dopo quattro anni dallindipendenza del Ghana, avvenuta nel 1957, e dopo dieci anni di governo di Nkrumah. Per rivoluzione si intendeva sia il processo di liberazione completa dellAfrica, e sia il cambiamento radicale in campo economico e sociale.

La rivoluzione politica era considerata come unevoluzione verso il socialismo, ovvero "lunico modello di società che può, nel più breve tempo possibile, portare alla gente i beni dellesistenza". Dal punto di vista culturale, si prevedeva un ritorno alle tradizioni originarie dellAfrica e alleliminazione delle influenze esterne e neocolonialiste.

Tuttavia, il governo di Nkrumah, fino alla sua caduta nel 1966, usò dei metodi autoritari e centralisti, come anche un culto della personalità intorno alla figura del presidente: leconomia fu riorganizzata in cooperative, imposte dallalto nel quadro di un piano stabilito dallo Stato.

                                     

2.4. Varianti Socialismo keniota

In Kenya, lUnione Nazionale Africana del Kenya KANU, partito del presidente Jomo Kenyatta 1964-1978, seguì una linea socialista democratica. La natura stessa del socialismo della KANU fu oggetto di discussioni interne durante gli anni sessanta. Nel 1965, la Repubblica del Kenya pubblicò un documento che divenne poi lo statuto del partito, Il socialismo africano in Kenya e la sua applicazione alla pianificazione in Kenya, noto anche come Sessional Paper No. 10. Essendo di carattere governativo, si ritiene che il testo sia stato scritto da un personale esperto e altamente qualificato allinterno del governo di Kenyatta. Nella prima parte del testo viene data una definizione del socialismo africano e dei suoi obiettivi, imponendolo come ideologia ufficiale dello stato keniano: il socialismo africano doveva basarsi sulle tradizioni africane, essere versatile e doveva garantire la piena sovranità del Paese. La democrazia socialista avrebbe dovuto garantire la parità dei diritti di ciascun membro della società nonché lintegrità dello Stato difronte agli interessi speciali di singoli individui. La critica di Marx divenne inapplicabile al contesto keniano ma rimase comunque un esempio da cui trarre ispirazione.

Il documento non prevedeva ledificazione di uno Stato socialista ma di uno "Stato sociale", inoltre non si menzionava il ruolo del KANU allinterno del Paese ed il governo aveva la responsabilità di implementare le politiche le iniziative previste dal documento.

Per leconomia, erano ben accetti gli investimenti stranieri privati in sinergia con il settore pubblico e i risparmi dei singoli cittadini, ma lo Stato doveva ricoprire un ruolo principale nei processi decisionali e i mezzi di produzione dovevano essere nazionalizzati. Le cooperative furono a loro volta incoraggiate e la tassazione diretta sui gruppi a basso redditto fu progressivamente abolita.

Il documento attaccava lozio e la distruzione sfrenata delle risorse, discutendo i problemi economici del Kenya e una loro possibile risoluzione.

Le idee presenti sono state oggetto di controversie come anche la portata del socialismo previsto dalla KANU e la realizzazione stessa del suo orientamento socialista.



                                     

2.5. Varianti Ujamaa in Tanzania

Dopo lunificazione della Tanganica e di Zanzibar nel 1964., Julius Nyerere elaborò politiche basate su un socialismo africano che concepì come un ritorno al modello della comunità africana tradizionale scosso dallindividualismo del periodo coloniale. Il programma socialista di Nyerere, in parte influenzato dai contatti con la Cina, è stato avviato nel 1967 con la dichiarazione di Arusha, nella quale il presidente della Tanzania annunciò ledificazione di uno stato socialista democratico ed evidenziò la necessità di un modello africano per lo sviluppo, formando quindi le basi del socialismo africano per la Tanzania.

La Dichiarazione accese discussioni e dibattiti internazionali sul socialismo africano nel mondo accademico ed economico.

Il concetto o lideologia politica dellUjamaa costituì la base delle politiche autarchiche di Julius Nyerere per lo sviluppo economico e sociale della Tanzania

Ispirato dalle esperienze delle cooperative agricole cinesi, Nyerere desiderava promuovere sia luguaglianza sociale sia lautosufficienza: la società tanzaniana rurale fu riorganizzata in comunità di base autonome e autogestite, i villaggi Ujamaa "famiglia allargata" o fraternità" in swahili, raggruppamenti di popolazioni rurali su base volontaria, nei quali la distribuzione dei beni le condizioni di vita dovevano essere le più eque possibili. Leconomia fu riorganizzata valutando il lavoro dei contadini. La pratica della "villagizzazione" fu generalizzata nel 1969 e divenne obbligatoria nel 1974, contraddicendo il principio tradizionale dellautonomia del villaggio. Il regime di Nyerere è stato tuttavia meno autoritario di quello di Nkrumah o Sékou Touré.

A livello economico, lesperienza degli Ujamaa, vittima tra laltro dei metodi di gestione burocratica, fu considerata un fallimento e lo stesso Nyerere si ritirò dalla vita politica nel 1985.

Secondo la BBC, "mentre ha unito la sua nazione e ha compiuto importanti passi in avanti nel campo della salute e delleducazione", i collettivi socialisti Ujamaa "si sono rivelati disastrosi per leconomia tanzaniana".

                                     

2.6. Varianti Umanesimo zambiano

In Zambia, Kenneth Kaunda promosse unideologia socialista e nazionalista, divenuta nota come "umanesimo zambiano", che si basava sulla combinazione di uneconomia pianificata e centralizzata con i valori tradizionali africani di aiuto reciproco e lealtà verso la comunità. Lumanesimo zambiano, che funse da ideologia ufficiale del regime autoritario di Kaunda, è stato oggetto di aspri giudizi da parte degli studiosi per quanto riguarda i suoi risultati concreti e la sua mancanza di concretezza.

                                     

3. Esponenti del socialismo africano

Altri leader, come Agostinho Neto Angola, Marien Ngouabi Repubblica Popolare del Congo, Menghistu Hailé Mariàm Derg ed Etiopia e Mohammed Siad Barre Somalia, che si consideravano socialisti, dichiararono ledificazione del socialismo nei loro paesi secondo il modello sovietico e non secondo quello africano. La Libia di Muʿammar Gheddafi adottò inizialmente il socialismo arabo come ideologia ufficiale, sostituendola successivamente con una propria e originale.