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ⓘ Commissione internazionale sull'inglese nella liturgia




                                     

ⓘ Commissione internazionale sullinglese nella liturgia

La Commissione internazionale per linglese nella liturgia è una commissione composta da undici conferenze episcopali dei paesi di lingua inglese allo scopo di fornire traduzioni in inglese dei libri liturgici di rito romano, i cui originali sono in latino.

Le decisioni di adottare queste traduzioni sono prese dalla Conferenza episcopale del paese in questione, e queste decisioni devono essere approvate dalla Santa Sede prima di essere attuate.

Sono membri associati altre 16 Conferenze episcopali in cui linglese è usato nella liturgia in misura minore, sebbene abbiano accesso ai testi liturgici preparati dallICEL.

I vescovi dellICEL sono assistiti nel loro lavoro dallo staff professionale del Segretariato dellICEL, che ha sede a Washington. Il Segretariato coordina il lavoro degli specialisti nella preparazione delle traduzioni.

Quando una traduzione dellICEL è stata completata e approvata dai vescovi della commissione, viene inviata alle conferenze degli Stati membri e membri associati per la loro valutazione.

La stessa ICEL non è uneditrice dei libri liturgici e dei materiali correlati nel senso comune. Piuttosto, come singoli autori, traduttori o editori, fornisce il contenuto di tali pubblicazioni alle Conferenze che a loro volta autorizzano le case editrici.

                                     

1. Storia

I vescovi dei paesi di lingua inglese che erano a Roma per il Concilio Vaticano II istituirono la commissione nel 1963, in vista della loro intenzione di attuare lautorizzazione del Concilio di usare più ampiamente la lingua volgare, anziché il latino, nella liturgia. Il 15 settembre 2003, lICEL venne formalmente costituita come commissione mista di diverse Conferenze episcopali in conformità con listruzione Liturgiam authenticam.

                                     

2. Membri

Le Conferenze episcopali membri a pieno titolo dellICEL sono 11 e ciascuna è rappresentata da un vescovo:

  • Conferenza dei vescovi cattolici irlandesi, rappresentata da monsignor Alan McGuckian, S.J., vescovo di Raphoe;
  • Conferenza dei vescovi cattolici dellAfrica Meridionale, rappresentata da monsignor Jabulani Adatus Nxumalo, O.M.I., arcivescovo di Bloemfontein;
  • Conferenza episcopale della Nuova Zelanda, rappresentata da monsignor Patrick James Dunn, vescovo di Auckland;
  • Conferenza dei vescovi di Inghilterra e Galles, rappresentata da monsignor George Stack, arcivescovo di Cardiff;
  • Conferenza dei vescovi di Scozia, rappresentata da monsignor Hugh Gilbert, O.S.B., vescovo di Aberdeen;
  • Conferenza dei vescovi cattolici del Pakistan, rappresentata da monsignor Benny Mario Travas, vescovo di Multan;
  • Conferenza dei vescovi cattolici latini dellIndia
  • Conferenza dei vescovi cattolici australiani, rappresentata da monsignor Patrick Michael ORegan, vescovo di Sale;
  • Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, rappresentata da monsignor Arthur Joseph Serratelli, vescovo di Paterson.
  • Conferenza dei vescovi cattolici delle Filippine, rappresentata da monsignor Julius Sullan Tonel, vescovo di Ipil;
  • Conferenza dei vescovi cattolici canadesi, rappresentata da monsignor Brian Joseph Dunn, arcivescovo coadiutore di Halifax-Yarmouth;

Altre 16 Conferenze episcopali sono membri associati:

  • Conferenza dei vescovi cattolici dello Sri Lanka;
  • Conferenza episcopale dello Zambia;
  • Conferenza interterritoriale dei vescovi cattolici di Gambia e Sierra Leone;
  • Conferenza dei vescovi cattolici di Papua Nuova Guinea e Isole Salomone;
  • Conferenza dei vescovi del Ghana;
  • Conferenza dei vescovi cattolici della Nigeria;
  • Conferenza episcopale del Pacifico;
  • Conferenza episcopale della Tanzania;
  • Conferenza episcopale del Malawi;
  • Conferenza episcopale delle Antille;
  • Conferenza dei vescovi cattolici del Bangladesh;
  • Conferenza dei vescovi cattolici di Malesia, Singapore e Brunei;
  • Conferenza dei vescovi cattolici della Liberia;
  • Conferenza episcopale dellUganda;
  • Conferenza episcopale del Kenya;
  • Conferenza dei vescovi cattolici dello Zimbabwe.
                                     

3. Lavoro fatto

I libri liturgici apparsi nelle traduzioni dellICEL alcuni dei quali sono stati sostituiti includono:

  • Il Martirologio Romano non è ancora stato tradotto in inglese.
  • Parti del rituale romano: riti per i sacramenti la cui amministrazione non è riservata a vescovi, funerali, professioni religiose, ecc.
  • Il cerimoniale dei vescovi.
  • Il Messale Romano e alcuni testi supplementari come il graduale semplice le preghiere eucaristiche per le messe con i bambini.
  • Parti della Liturgia delle ore. Il salterio ICEL è stato respinto, le edizioni pubblicate della liturgia delle ore usano invece il salterio Graal del 1983. Gli elementi ICEL utilizzati nelledizione degli Stati Uniti della liturgia delle ore non sono stati accettati da altre Conferenze episcopali, che hanno preferito autorizzare una traduzione diversa.
  • Parti del Pontificale romano: i riti della confermazione e dellordinazione, benedizione di una chiesa e altare, consacrazione a una vita di verginità, ecc.

Alla fine del 2013, i lavori stavano procedendo su:

  • il rito della confermazione;
  • il supplemento alla liturgia delle ore.
  • il rito del matrimonio;
  • il rito dellesorcismo e certe suppliche;
  • il rito della dedicazione di una chiesa e un altare;


                                     

4. Messale Romano

Di tutti i libri che la Commissione ha tradotto, il Messale Romano è quello con cui i cattolici in generale hanno più familiarità. La prima traduzione prodotta dalla Commissione apparve nel 1973, meno di quattro anni dopo che era stato pubblicato loriginale latino. In linea con le istruzioni della Santa Sede del 1969 sulla traduzione Comme le prévoit, non era una traduzione letterale dei testi latini, ma cercò di raggiungere ciò che venne definita "equivalenza dinamica", catturando il significato della preghiera ma evitando termini tecnici: "al popolo non dovrebbe essere richiesta una formazione letteraria specializzata, i testi liturgici dovrebbero essere normalmente comprensibili a tutti, anche ai meno istruiti". La risultante traduzione inglese del Messale Romano chiamato Sacramentary negli Stati Uniti dAmerica ricevette ampia accettazione ma fu anche criticata per lessersi allontanata troppo dagli originali latini e per occasionali banalità nella lingua.

Nel 1998 la Commissione completò una nuova versione in inglese del Messale Romano. Questa versione incluse traduzioni dei testi latini più ricche ma includeva anche composizioni originali preparate dalla Commissione, in particolare racconti alternativi basati sul lezionario domenicale, una forma contemporanea alternativa della proclamazione pasquale Exsultet, testi varianti nellOrdine della Messa e alcune opzioni nelle rubriche, in particolare intorno alla celebrazione delle messe nei giorni feriali. Questa nuova traduzione venne approvata da tutte le Conferenze episcopali appartenenti allICEL e venne sottoposta alla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti per ricevere la conferma, come richiesto dal diritto canonico. La Congregazione, il cui lavoro su una nuova edizione del Messale Romano in latino era già in fase avanzata - parte di esso venne pubblicato nel 2000 e lintero volume nel 2002 - rifiutò il suo consenso per ladozione della nuova versione inglese in quanto proposta sulla base della precedente edizione latina.

Il 28 marzo 2001 la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti emanò listruzione Liturgiam authenticam, che includeva il requisito che, nelle traduzioni dei testi liturgici dagli originali latini ufficiali, "il testo originale, per quanto possibile, debba essere tradotto integralmente e nel modo più esatto, senza omissioni o aggiunte in termini di contenuto e senza parafrasi. Qualsiasi adattamento alle caratteristiche o alla natura delle varie lingue vernacolari deve essere sobrio e discreto". Lanno successivo fu pubblicata la terza edizione tipica del Messale Romano riveduto in latino. Questi due testi chiarirono la necessità di una nuova traduzione ufficiale in lingua inglese del Messale Romano, soprattutto perché persino la versione ICEL del 1973 era in alcuni punti un adattamento piuttosto che una traduzione. Un esempio era la traduzione della risposta "Et cum spiritu tuo" "E con il tuo spirito" tradotta in inglese "E anche con te".

Per corrispondere alle richieste della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, nel 2002 vi fu un cambiamento nella leadership dellICEL. Successivamente, la Commissione preparò una nuova traduzione in inglese del Messale Romano, che seguì il principio di "equivalenza formale" sancito da Liturgiam authenticam. La traduzione completa ricevette lapprovazione della Santa Sede nellaprile del 2010 e venne attuata nella maggior parte dei paesi alla fine di novembre del 2011. Prima e dopo la sua implementazione, questa traduzione generò polemiche sia per il suo linguaggio sia per la sintassi, ma anche a causa del processo con cui fu preparata.

                                     

5. Cronotassi dei presidenti

  • Gordon Joseph Gray, arcivescovo di Saint Andrews ed Edimburgo?-?
  • Denis Eugene Hurley, arcivescovo di Durban 1975-1991
  • Maurice Taylor, vescovo di Galloway 1997-2002
  • Paul John Hallinan, arcivescovo di Atlanta?-?
  • Gerald Emmett Carter, arcivescovo di Toronto?-?
  • Daniel Edward Pilarczyk, arcivescovo di Cincinnati 1991-1997
  • Arthur Joseph Serratelli, vescovo di Paterson, dal 2012
  • Francis Joseph Grimshaw, arcivescovo di Birmingham?-?
  • Arthur Roche, vescovo di Leeds 2002-2012

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