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ⓘ Congresso di Rastatt




Congresso di Rastatt
                                     

ⓘ Congresso di Rastatt

Il Congresso di Rastatt fu una conseguenza del Trattato di Campoformio del quale avrebbe dovuto definire alcuni accordi di massima rimasti nel vago ed in particolare la destinazione dei territori sulla riva sinistra del Reno alla Repubblica francese e si tenne a Rastatt, cittadina del Baden-Württemberg.

                                     

1. Antefatto

In effetti limperatore Francesco II aveva partecipato alla prima guerra di coalizione in qualità di Re di Ungheria ed Arciduca dAustria ed era stato sconfitto ed in tale veste aveva rinunciato ad alcuni suoi territori ereditari. Inoltre aveva promesso di cedere anche i territori sulla riva sinistra del Reno che appartenevano tuttavia al Sacro Romano Impero. Il risarcimento ai feudatari delle località cedute fra i quali anche quelli della famiglia dei Metternich sarebbe avvenuto a spese delle proprietà delle signorie ecclesiastiche, che sarebbero state secolarizzate, come era successo alla conclusione della Guerra dei trentanni e quindi di quelle dei principi-vescovi che stavano sulla riva destra del Reno. Questo indirizzo" faceva gioco” ai francesi che, oltre a realizzare lobiettivo secolarizzante già attuato in Francia, riuscivano a mettere lun contro laltro i già litigiosi signorotti tedeschi, con levidente indebolimento del fronte del Sacro Romano Impero.

                                     

2. Il congresso

Francesco II era rappresentato da tre diplomatici, ciascuno a diverso titolo:

  • Ludwig Konrad Lehrbach, che lo rappresentava come Arciduca dAustria.
  • il conte Johann Philipp von Cobenzl, che lo rappresentava come re dUngheria e Boemia;
  • il conte Franz Georg von Metternich, che lo rappresentava in quanto Imperatore del Sacro Romano Impero; egli si portò dietro, con lincarico di segretario particolare, il venticinquenne figlio Klemens, in seguito Cancelliere nel corso del congresso venne nominato rappresentante ufficiale del collegio comitale cattolico della Vestfalia, regione di origine della famiglia;

Gli interessi di queste tre figure non erano sempre coincidenti, né coincidevano con quelle delle altre rappresentanze non francesi, il che andava a tutto vantaggio di questi ultimi.

Questi inviarono una delegazione mentre Napoleone fece solo una fuggevole comparsa costituita da:

  • Bonnier dArco, ex presidente del tribunale di Montpellier prima della Rivoluzione francese, poi deputato allAssemblea Legislativa e quindi alla Convenzione ove aveva votato per la condanna a morte del Luigi XVI, che aveva già partecipato ai negoziati di Lilla con lInghilterra,
  • Jean-Baptiste Teilhard, rimpiazzato poi da Jean Antoine Debry, anche lui deputato della Convenzione che votò la condanna del re, relatore del rapporto per lannessione alla Francia di Mulhouse verrà annessa alla Francia con lomonimo trattato il 28 gennaio 1798 e di Ginevra annessa il 19 agosto 1798,
  • Claude Roberjot, prete spretato e deputato supplente alla Convenzione, accompagnati dal segretario generale Rosenstiel.

I delegati francesi si presentarono vestiti alla moda rivoluzionaria francese con marsine dozzinali, ampi calzoni, scarpe sporche e capelli lunghi ed incolti che uscivano di sotto a cappellacci a larghe falde con tanto di coccarda rossa, cosa che urtò parecchio le altre delegazioni, vestite ancora con abiti tradizionali e parrucche. Così li descrive il futuro cancelliere austriaco Klemens von Metternich: "Sono sempre tappati nei loro appartamenti e sono più selvaggi degli orsi bianchi".

Le direttive impartite ai delegati francesi furono quelle conseguenti ad una decisione di perseguire una politica di dominio: "Il Trattato di Campoformio è solo un fatto preliminare e sarà presto superato: lImpero dovrà accettare per forza nuove modifiche".

Avendo già per conto loro Austria e Prussia come potenze più importanti conclusa la pace con la Francia, i delegati dellImpero non poterono far altro che conformarsi ad accordi già presi ed il loro compito si limitava a decidere quale principe dovesse essere risarcito e quali beni ecclesiastici secolarizzati come massa patrimoniale a disposizione. Tanto che un delegato poté affermare: "Il Congresso pare una Borsa di commercio". Mentre le delegazioni austriaca e prussiana si dimostrarono molto accomodanti.

Tutto ciò fece sì che i lavori si trascinassero stancamente sfilacciandosi in lunghe diatribe.

                                     

3. Il tragico epilogo

Sembra che i delegati francesi avessero avuto fin dallinizio lincarico riservato di destare sentimenti ostili allAustria, approfittando dellimmunità diplomatica, e di osservare e riferire sui movimenti di truppe. Questa attività fu scoperta e così gli sforzi di pace tra francesi ed austriaci cessarono ed i rapporti si raffreddarono immediatamente. Il 10 marzo 1799 lArciduca Carlo, comandante in capo dellesercito austriaco, intimò a tutti i diplomatici francesi di lasciare il Paese ed il 17 dello stesso mese il colonnello Barbaczy ordinò al suo reggimento di ussari di circondare la zona del congresso e di perquisire tutti i corrieri diplomatici francesi e requisirne i documenti segreti.

Georg von Metternich lasciò il congresso il 22 aprile dichiarando: "Poiché ora la neutralità del Congresso è venuta meno, nemmeno i francesi si intratterranno più a lungo". Tuttavia Talleyrand ordinò ai suoi ministri di proseguire nellattività spionistica. Il 22 aprile fu tenuta lultima riunione ed il giorno dopo se ne andarono anche gli altri rappresentanti diplomatici ad esclusione dei francesi, per cui il colonnello Barbaczy dichiarò ufficialmente di non poter più garantire a questi ultimi la sicurezza personale. Il giorno 28 egli occupo militarmente la località e diede ai francesi lintimazione di andarsene entro le 24 ore, alla quale essi obbedirono nella notte stessa.

Ciò che successe dopo non fu mai ben chiarito. Bonnier e Roberjot furono uccisi nei pressi della città mentre Debry e Rosenstiel riuscirono a fuggire. Le loro carte furono recapitate prima allArciduca Carlo a Vienna, quindi furono riportate a Strasburgo. Bonnier e Roberjot furono seppelliti già il 29 in Rastatt ed il colonnello Barbaczy promise di investigare sullaccaduto e di arrestare gli assassini. LArciduca Carlo istituì il 1º maggio una commissione d’inchiesta che si stabilì a Villingen nella Foresta Nera sotto la presidenza del conte von Spock. Il suo lavoro segreto durò circa sei mesi e terminò con una notizia di stampa che il risultato dei lavori era stato inviato a Vienna, ove se ne persero le tracce. Il colonnello Barbaczy fu arrestato con alcuni soldati che si erano vantati del fatto ma poco dopo fu rimesso in libertà e promosso maggior generale. I prussiani accusarono lAustria di aver ordinato luccisione dei due rappresentanti francesi. Unazione penale per omicidio a scopo di rapina fu presto insabbiata. Il congresso interrotto non fu più ripreso anche a causa della formazione della seconda coalizione in quanto questa faceva venire meno i motivi dellistituzione del congresso. Secondo le rivelazioni di Maria Carolina DAbsburgo sic in punto di morte, "sedussi colloro e colle carezze un colonnello degli Usseri imperiali e lo decisi ad assassinare i plenipotenziari della repubblica francese inviati al congresso di Rastadt e così feci svanire ogni speranza di pace."