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ⓘ Questione demaniale di Alliste




Questione demaniale di Alliste
                                     

ⓘ Questione demaniale di Alliste

La questione demaniale di Alliste è una vicenda storica che ha interessato il territorio di Alliste nel XVIII e XIX secolo. Il demanio, che ricopriva circa il 70% dellintero territorio allistino, si estendeva sullarea collinare tra la base della serra ad est ed il mar Ionio ad ovest.

Essendo di tipo universale, cioè di proprietà dell’ Università così era detto il Comune in età medievale, gli allistini vi si potevano recare liberamente per far pascolare i greggi, per cacciare, per produrre calce e carboni, per raccoglier legna ed altro ancora.

Le sue terre, dietro il pagamento di un canone annuo, potevano esser concesse ad enfiteusi per attività connesse allo sfruttamento silvo-pastorale o per costruirvi delle masserie, che nel numero di cinque vennero censite nel Catasto Onciario di Alliste del 1745.

                                     

1. Il dibattito sulle enclosures nel Settecento

Intorno alle terre demaniali si è svolto nel corso del Settecento un intenso dibattito tendente a sottrarle alluso collettivo e a recintarle, dando così inizio ad una complessa ristrutturazione fondiaria, che ha avuto però esiti contraddittori e contrastanti. Il movimento delle enclosures si diffuse ben presto dallInghilterra in tutta lEuropa, sulla spinta anche dei teorici della fisiocrazia, la scuola di pensiero economico che poneva lagricoltura alla base di ogni attività. Al pensiero dei fisiocrati si ispirarono anche le società agrarie, la pubblicistica e gli illuministi meridionali e salentini.

                                     

2. La legislazione demaniale

Fondamentalmente alle idee del suo ministro delle finanze si ispirò Ferdinando IV nellemanare la Prammatica XXIV De administratione Universitatum del 23 febbraio 1792, con la quale ordinava la censuazione dei demani. Prevedendo lassegnazione delle terre demaniali in primo luogo ai bracciali e poi ai cittadini coltivatori più facoltosi, il re sperava di migliorare le condizioni degli "avviliti vassalli"; tuttavia le divisioni demaniali effettuate in virtù della prammatica del 1792 costituirono un fatto eccezionale, essendo leditto naufragato di fronte al tradizionalismo dei ceti dominanti e alla debolezza della borghesia terriera.

La questione demaniale era però ineludibile, sicché venne riproposta ed in modo più radicale durante il periodo dei Napoleonidi. La Legge sulla divisione dei demani, emanata il 1º settembre 1806 poco dopo quella sulleversione della feudalità 2/8/1806, si prefiggeva preminentemente lo scopo di "elevare al rango de proprietari la classe indigente dei contadini". La privatizzazione delle terre demaniali prevedeva due fasi, la prima delle quali era relativa alla divisione in massa e allo scioglimento delle promiscuità e la seconda alla ripartizione del demanio in quote non inferiori a due tomoli. Alle quotizzazioni concorrevano per teste tutti i capifamiglia ed i celibi al di sopra dei diciassette anni, ma, nel caso in cui i lotti non fossero stati sufficienti, bisognava procedere col metodo delle domande od offerte, dando la precedenza dapprima ai capifamiglia nullatenenti e poi ai piccoli proprietari, secondo lordine inverso della contribuzione fondiaria. Il progetto demaniale rimase però ben presto irretito nelle maglie delle lungaggini burocratiche, con il risultato che in Terra dOtranto non si riuscì ad emanare lordinanza relativa alle quotizzazioni.

Dopo la caduta del regime napoleonico e il ritorno dei Borboni, non si registrarono delle sensibili novità, in quanto i Borboni recepirono la legislazione demaniale francese, ma fecero ben poco per renderla esecutiva e tutto procedette più a rilento di prima. Ad intralciare le operazioni demaniali erano spesso gli amministratori comunali, per aver preso parte anchessi alla corsa allaccaparramento delle terre demaniali, che si era fatta più serrata dopo lemanazione delle leggi che ne prevedevano la divisione.

                                     

3. Usurpazioni e conciliazioni delle terre demaniali

Per il possesso di tali terre si è verificato nel corso dellOttocento un duro scontro economico, sociale e politico, caratterizzato da lunghe e tormentate vicende di civico eroismo e violente sopraffazioni, di usurpazioni e conciliazioni, di lotte e processi, di volontarie falsificazioni ed errori in buona fede. Sta di fatto che il processo di privatizzazione delle terre demaniali si tradusse in unaspra lotta tra la gran massa del proletariato agricolo e la borghesia latifondista, impegnate in unaffannosa ed impari corsa allaccaparramento di tali terre, il cui possesso, dopo lUnità dItalia, venne legalmente riconosciuto con lespediente delle conciliazioni. Se è vero che la sanatoria venne applicata sia alle piccole che alle grandi usurpazioni, è anche vero però che i latifondisti si erano impossessati di terre che dal legislatore erano state destinate ai nullatenenti ed ai piccoli proprietari.

                                     

4. Moti contadini

Connesse alla questione demaniale ci furono ad Alliste numerose occupazioni delle terre demaniali da parte dei contadini, come quelle del 1831 e del 1838, le sommosse del 1848, durante le quali si chiedeva, accanto alla "clusione delle terre del demanio", anche la divisione dei latifondi signorili e labbattimento della monarchia borbonica. Le conciliazioni postunitarie avevano indubbiamente impresso una svolta, ma rimanevano aperte molte vertenze ed i processi, allora come adesso, si protraevano stancamente e non se ne intravedeva la fine. Si giunse così alla violenta agitazione dellagosto del 1879, quando circa duecento contadini invasero le terre della Masseria Stracca mettendosi a dissodarle e a dividerle: alloccupazione fece seguito il massiccio intervento delle forze dellordine che operarono immediatamente sessantacinque arresti ponendo fine al moto contadino. In seguito a questa operazione, lAmministrazione Comunale di Alliste conferì la cittadinanza onoraria al Sottoprefetto di Gallipoli A. Tiscornia per aver riportato lordine nelle campagne allistine.



                                     
  • Alliste Caddiste in dialetto salentino è un comune italiano di 6 678 abitanti della provincia di Lecce in Puglia. Situato nel basso Salento, comprende
  • Cussorgia Partecipanza Fida Regola ente Vicinia Patrizio titolo Questione demaniale di Alliste Consulta nazionale della proprietà collettiva Consulta nazionale
  • Documentazione storica sulla questione delle terre demaniali di Ugento, Galatina 1974. Nevio Degrassi, Lo Zeus Stilita di Ugento, Bretschneider Giorgio
  • Alessano, Alezio, Alliste Andrano, Aradeo, Arnesano, Bagnolo del Salento, Botrugno, Calimera, Campi Salentina, Cannole, Caprarica di Lecce, Carmiano