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ⓘ Dispositivi di protezione individuale




Dispositivi di protezione individuale
                                     

ⓘ Dispositivi di protezione individuale

Con il termine dispositivi di protezione individuale si intendono i prodotti che hanno la funzione di salvaguardare la persona che lindossi o comunque li porti con sé, da rischi per la salute e la sicurezza. Tali dispositivi sono utilizzati in molteplici ambiti, tra cui in ambito lavorativo, domestico, sportivo e ricreativo.

Si distinguono dai dispositivi di protezione collettiva DPC, che, a differenza dei dispositivi di protezione individuale, proteggono un insieme di persone collettivamente cioè ciascun DPI protegge una singola persona, mentre ciascun DPC protegge un insieme di persone.

                                     

1.1. Tipologie Protezione delle vie respiratorie

I DPI a protezione delle vie respiratorie, detti anche APVR, servono a proteggere da sostanze aeriformi potenzialmente nocive e a permettere la normale respirazione quando il livello di ossigeno è comunque superiore al valore-limite del 17%. Essi vengono classificati come segue:

  • a filtro
  • semimaschere - norme di conformità EN140
  • maschere a pieno facciale classe 1 con bardatura a 4 punti di aggancio e di classe II con bardatura a 6 punti di aggancio con attacco filtri a baionetta e visiera conforme alla norma EN 166:1998 e alla norma di EN136:2001
  • mascherine antipolvere filtrante facciale monouso - norme di conformità EN 149:2001+A1:2009
  • mascherine antipolvere a filtrazione batterica per operatori sanitari facciale filtrante FFP3 NR monouso a tre lembi con valvola di esalazione coperta Norma di riferimento: EN 149:2001+A1:2009 e Certificazione secondo la EN14683:2005 in classe II R, per la protezione da fluidi e schizzi e superamento della prova di efficienza batterica filtrazione batterica > 98%; resistenza respiratoria ≤ 5mm H2O/ cm2; resistenza agli schizzi > 120 mm/Hg
  • isolanti
  • a circuito aperto
  • autonomi autorespiratori EN137
  • a domanda a pressione positiva
  • a domanda a pressione negativa
  • ad ossigeno compresso
  • a circuito chiuso
  • a produzione dossigeno
  • assistito con motore
  • assistito manualmente
  • non autonomi a circuito daria respirabile EN139
  • non assistito
  • con presa daria esterna
  • ad erogazione a domanda con pressione negativa
  • a flusso continuo
  • ad aria compressa
  • ad erogazione a domanda con pressione positiva

I filtri vengono poi classificati con una sigla in base alla tipologia, con un numero da 1 a 3 in base al potere filtrante, e con un colore in base alla sostanza che filtrano, e sono suddivisi come segue:

  • antigas A, B, E, K 1÷3 EN 14387
  • a catalisi
  • a reazione chimica
  • ad assorbimento
  • antipolvere P 1÷3 EN 143
  • combinati ABEK1÷3 P1÷3

Esempio: filtro combinato gas basso potere e polvere alto potere: A1P3)

La durata di una bombola daria viene calcolata empiricamente moltiplicando il volume in litri per la pressione in bar, tutto diviso 30 consumo medio di litri per minuto, si ottiene il numero di minuti dautonomia approssimativa.

Esempio: bombola da 7 litri a 200 bar di pressione: 7 x 200 = 1400 L:30 L/min = 45 minuti circa.

                                     

1.2. Tipologie Protezione degli arti superiori

I dispositivi per la protezione degli arti superiori riguardano in particolare le mani, maggiormente esposte ai rischi, che possono essere di varia natura:

  • Rischi da freddo - norme di conformità EN511
  • Rischi chimici e microbiologici - norme di conformità EN374
  • Guanti - norme di conformità EN420
  • Rischi elettrici/folgorazione - norme di conformità EN60903
  • Rischi da vibrazioni - norme di conformità EN420
  • Rischi meccanici ed elettrostatici - norme di conformità EN388
  • Rischi da calore e fuoco - norme di conformità EN407
  • Palmari di sicurezza
  • Paramaniche e sopramaniche

I guanti possono essere fatti in diversi materiali:

  • cuoio, nylon rivestito per proteggere da rischi meccanici
  • gomma vinilica o neoprenica per proteggere da elementi chimici corrosivi come acidi e/o alcali o derivati del petrolio
  • materiale dielettrico isolamento elettrico
  • nitrile, vinile, polietilene o lattice per proteggere dallassorbimento di sostanze chimiche

In particolare, i guanti ad isolamento elettrico devono essere un pezzo solo senza cuciture, in materiale speciale e con spessore unico e costante. Devono essere accompagnati tassativamente da una manichetta che copre lavambraccio.

                                     

1.3. Tipologie Protezione degli occhi

Gli occhi sono soggetti a diversi rischi: schegge, materiali roventi o caustici o corrosivi, radiazioni, che possono portare a tre tipi di lesioni: meccaniche, ottiche e termiche. Per proteggere questi organi delicati si usano DPI del tipo:

  • Schermi - norme di conformità EN166
  • Visiere - norme di conformità EN166
  • Occhiali - norme di conformità EN166
  • Maschere - norme di conformità EN166

eventualmente abbinati a:

  • Filtri per raggi infrarossi - norme di conformità EN171
  • Filtri per raggi ultravioletti - norme di conformità EN170
  • Filtri di protezione solare per uso industriale - norme di conformità EN172
  • Filtri per saldatura - norme di conformità EN169

I danni da radiazione si differenziano in base al tipo di luce emessa:

  • infrarosso: deformazione della cornea;
  • ultravioletto: arrossamento degli occhi;
  • luce blu: penetrazione della retina;

Per ovviare a questi problemi vengono sempre più utilizzate maschere auto-oscuranti per saldatori, con filtri opto-elettronici che si oscurano in 0.2 millesimi di secondo dallo scoccare dellarco elettrico.



                                     

1.4. Tipologie Protezione delludito

Il danno alludito detto ipoacusia professionale è grave perché non rimarginabile: le cellule uditive, infatti, se danneggiate non possono più rigenerarsi. I DPI per proteggere ludito sono obbligatori quando non è possibile ridurre il rumore con misure tecniche e quando esso supera i 135 decibel di picco o gli 85 decibel medi giornalieri; essi sono:

  • attive, con radio incorporata EN 352-4
  • abbinate ad elmetto EN 352-3
  • Cuffie - norme di conformità EN 352-1
  • Tappi auricolari - norme di conformità EN 352-2
  • tappi con catenella
  • inserti filtri
  • Archetti EN 352-2

I DPI per proteggere ludito recano una sigla in base alla frequenza che attenuano:

  • H da 2000 Hz a 8000 Hz
  • M da 250 Hz a 2000 Hz
  • L da 65 Hz a 250 Hz
                                     

1.5. Tipologie Protezione del capo

Il dispositivo di protezione per il capo è uno solo:

  • Elmetto - norme di conformità EN397

Esso è composto dalle seguenti parti:

  • Fascia antisudore
  • Bardatura
  • Calotta di protezione

e deve avere i seguenti requisiti:

  • buona aerazione
  • sufficiente resistenza alla perforazione
  • adeguato grado di assorbimento agli urti

Il casco o elmetto può essere compatibile con lutilizzo di altri DPI es. cuffie o visiera; inoltre la bardatura deve essere regolabile in altezza e in larghezza.

In un cantiere edile, in prossimità dei ponteggi, è necessario alzare la calotta rispetto alla bardatura per aumentare il grado di assorbimento di eventuale materiale che cada dallalto.

                                     

1.6. Tipologie Protezione degli arti inferiori

La protezione dei piedi è importante sia per la loro incolumità sia per garantire una buona stabilità del lavoratore. In generale, per gli arti inferiori, sono previsti i seguenti DPI:

  • Dispositivi amovibili di protezione per il collo del piede
  • Scarpe - norme di conformità EN345
  • Ginocchiere
  • Suole amovibili
  • Ghette

Le calzature previste in un cantiere devono avere necessariamente i seguenti requisiti:

  • suola antiscivolo
  • parti metalliche anticorrosive
  • imbottitura salva-malleolo
  • protezione contro le cariche elettrostatiche
  • sfilamento rapido opzionale in base ai rischi
  • protezione contro le micosi
  • adeguata protezione caldo/freddo
  • buona stabilità
  • calotta di protezione del calcagno
  • soletta anti-perforazione
  • puntale resistente agli urti

Le calzature di sicurezza vengono identificate mediante la lettera S seguita dalla lettera B base o da un numero da 1 a 5:

  • S2 scarpa con puntale come sopra, calotta in zona tallone, con proprietà antistatiche ed impermeabilità dinamica
  • S4 stivale con puntale come sopra e calotta in zona tallone, con proprietà antistatiche
  • S3 scarpa con puntale come sopra, calotta in zona tallone, con proprietà antistatiche, impermeabilità dinamica e soletta anti-perforazione
  • S1 scarpa con puntale come sopra e calotta in zona tallone, con proprietà antistatiche
  • SB scarpa con puntale resistente a forze fino a 1 500 N e ad urti fino a 200 J
  • S5 stivale con puntale come sopra e calotta in zona tallone, con proprietà antistatiche e soletta anti-perforazione


                                     

1.7. Tipologie Protezione da cadute dallalto

I DPI anticaduta rientrano tutti nella III categoria, dati i rischi elevati che derivano dalla caduta, sono soggetti a particolari procedure di certificazione CE e devono essere conformi alle norme tecniche di riferimento. Le principali tipologie di DPI anticaduta con le relative norme di riferimento sono le seguenti:

  • Discensori EN 341
  • Imbragature anticaduta e di posizionamento EN 361 e EN 358
  • Cordini di posizionamento regolabili EN 358
  • Assorbitori di energia EN 355
  • Funi di lavoro EN 1891
  • Bloccanti EN 567
  • Imbragature anticaduta, di posizionamento e sospensione EN 361, EN 358 e EN 813
  • Imbragatura anticaduta EN 361
  • Dispositivi retrattiti EN 360
  • Cordini doppi, di posizionamento fissi e regolabili EN 354 e EN 358
  • Cordini con assorbitori EN 355, eventualmente integrati di dispositivi EN 354 e EN 362
  • Ancoraggi mobili e/o rimovibili EN 795, A/B/C
  • Imbragature di trattenuta e posizionamento EN 358
  • Cordini di posizionamento fissi EN 354
  • Imbragature per lavoro in sospensione, quali lavori su piante, EN 358 e EN 813
  • Dispositivi guidati su fune mobile EN 353.2
  • Connettori e maglie EN 362
  • Carrucole con bloccanti EN 567 e EN 12278
  • Caschi EN 397

Inoltre, ai sensi degli art.111 e seguenti del D.Lgs. n.81/2008, i dispositivi anticaduta che hanno funzioni di accesso e posizionamento mediante funi, sono obbligatori per lavori in quota esposti al rischio di caduta dallalto, compresi lavori entro pozzi, cisterne e simili, laddove non sia giustificato lutilizzo di una attrezzatura più sicura in relazione alla breve durata dimpiego e alle caratteristiche del luogo di lavoro. Inoltre il sistema adottato deve consentire levacuazione in caso di pericolo imminente.

                                     

1.8. Tipologie Protezione del corpo e della pelle

Sono DPI di vario tipo, appartenenti alla I, II e III categoria:

  • Indumenti di protezione
  • Dispositivi di protezione della pelle creme protettive, pomate.
  • Dispositivi di protezione di tronco e addome giubbotti o grembiuli
                                     

1.9. Tipologie Visibilità

  • Indumenti ad alta visibilità - norme di conformità EN471

Lart. 21 del Codice della strada e lart. 37 del regolamento hanno reso obbligatori gli indumenti ad alta visibilità recependo la norma europea UNI EN 471 del marzo 1995 con il DM 9 giugno 1995" Disciplinare tecnico sulle prescrizioni relative ad indumenti e dispositivi autonomi per rendere visibile a distanza il personale impiegato su strada in condizioni di scarsa visibilità ”. Oggi tutti coloro che lavorano nei cantieri o in prossimità di essi devono obbligatoriamente indossare indumenti di visibilità fluorescenti e rifrangenti marcati CE in conformità ai requisiti della predetta norma UNI EN 471.

Gli indumenti ad alta visibilità sono classificati in 3 classi in funzione della quantità di materiale di fondo e materiale rifrangente necessario per avere un capo certificato secondo la EN 471. Con la Legge 1º agosto 2003, n. 214, si è inoltre voluto dare unulteriore svolta alla sicurezza dellutente debole, rendendo obbligatorio luso di dispositivi retroriflettenti per rendere visibili, di giorno come di notte, tutti coloro che per qualsiasi necessità, devono presegnalare un veicolo fermo sulla carreggiata.

                                     

2.1. Legislazione In Europa

I DPI devono, secondo la normativa europea, riportare il marchio CE il quale indica la conformità ai requisiti essenziali di salute e sicurezza. Inoltre il dispositivo di sicurezza individuale deve contenere un manuale di istruzioni per luso, conservazione, pulizia, manutenzione, data di scadenza, categoria e limiti duso, possibilmente scritto nelle lingue ufficiali.

                                     

2.2. Legislazione In Italia

Il D.Lgs. n. 81/2008 Testo unico sulla sicurezza lavoro stabilisce che i DPI utilizzati in ambito lavorativo devono sottostare alle disposizioni di cui al D.Lgs. 475/92 e stabilisce che "qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo"

Il D.Lgs. 81/2008 prevede lutilizzo dei DPI solo quando ladozione delle misure tecniche preventive e/o organizzative di protezione collettiva non risulti sufficiente alleliminazione di tutti i fattori di rischio. In altri termini, il DPI va utilizzato solo quando non è possibile eliminare il rischio.

I DPI devono:

  • essere adeguati alle condizioni presenti sul luogo di lavoro;
  • tener conto delle esigenze ergonomiche e della salute del lavoratore.
  • essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare un rischio maggiore per il lavoratore;

I DPI sono divisi in tre categorie, in funzione del tipo di rischio:

  • I categoria: dispositivi di facile progettazione e destinati a salvaguardare gli utilizzatori da danni lievi, autocertificati dal produttore;
  • II categoria: tutti quelli non rientranti nelle altre due categorie e destinati a proteggere gli utenti da un rischio significativo come ad esempio a occhi, mani, braccia, viso; il loro prototipo deve essere certificato da un organismo di controllo autorizzato e notificato;
  • III categoria: dispositivi di progettazione complessa e destinati a proteggere gli utenti dal rischio di morte o di lesioni gravi; comprende tutti i DPI per le vie respiratorie e per la protezione da agenti chimici aggressivi; il loro prototipo deve essere certificato da un organismo di controllo autorizzato e notificato, ed è necessario svolgere attività di controllo della loro produzione.

Uno dei problemi maggiori è stabilire quando un dispositivo di protezione individuale è da sostituire. Alcuni dispositivi riportano una data di scadenza, altri richiedono da parte del lavoratore un controllo dello stato di usura al fine di sostituirlo nel caso non sia più idoneo. Ad esempio: un dispositivo delle vie respiratorie dovrà essere sostituito quando loperatore nota una particolare difficoltà nella respirazione; gli occhiali di protezione invece devono essere sostituiti quando loperatore rileva una non più perfetta nitidezza delle immagini. In alcuni casi il produttore dota il dispositivo di un indicatore di usura. Al fine di evitare linsorgere di problemi per il lavoratore, il datore di lavoro dovrà provvedere a sostituire con una certa frequenza i DPI.



                                     

2.3. Legislazione Obblighi del datore di lavoro per il corretto utilizzo

Il datore di lavoro ai fini della scelta dei DPI deve:

  • aggiornare la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione.
  • valutare, sulla base delle informazioni e delle norme duso fornite dal fabbricante a corredo dei DPI, le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato e raffrontarle con quelle individuate;
  • effettuare lanalisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi;
  • individuare le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi di cui sopra, tenendo conto delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI;

Il datore di lavoro, anche sulla base delle norme duso fornite dal fabbricante, deve individuare le condizioni in cui un DPI deve essere usato, specie per quanto riguarda la durata delluso, in funzione di:

  • frequenza dellesposizione al pericolo;
  • caratteristiche del posto di lavoro di ciascun lavoratore;
  • entità del rischio;
  • prestazioni del DPI.

Il datore di lavoro inoltre:

  • rende disponibile nellazienda ovvero unità produttiva informazioni adeguate su ogni DPI;
  • destina ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano luso di uno stesso DPI da parte di più persone, prende misure adeguate affinché tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori;
  • sulla base delle indicazioni del decreto di cui allarticolo 79, comma 2, fornisce ai lavoratori DPI conformi ai requisiti previsti dallarticolo 76;
  • fornisce istruzioni comprensibili per i lavoratori;
  • mantiene in efficienza i DPI ne assicura le condizioni digiene, mediante la manutenzione, le riparazioni le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante;
  • stabilisce le procedure aziendali da seguire, al termine dellutilizzo, per la riconsegna e il deposito dei DPI;
  • informa preliminarmente il lavoratore dei rischi dai quali il DPI lo protegge;
  • provvede a che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvo casi specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante;
  • assicura una formazione adeguata e organizza, se necessario, uno specifico addestramento circa luso corretto e lutilizzo pratico dei DPI.

In ogni caso laddestramento è indispensabile:

  • per i dispositivi di protezione delludito.
  • per ogni DPI che, ai sensi del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, appartenga alla terza categoria;
                                     

2.4. Legislazione Riferimenti normativi

  • Decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475 - Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento UE n. 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE del Consiglio
  • Regolamento UE 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE del Consiglio
                                     
  • insieme di persone A tali dispositivi viene assegnata una priorità più alta rispetto ai dispositivi di protezione individuale Esempi di dispositivi di protezione
  • recare danno Protezione ambientale in ecologia, protezione dell ambiente da inquinamento o altri rischi Dispositivi di protezione individuale prodotti
  • Gli occhiali da sole sono un dispositivo di protezione individuale votato a salvaguardare l apparato visivo di una persona dai possibili rischi causati
  • insieme di attrezzature, di cui alcune indispensabili, per affrontare in sicurezza una via ferrata. Essa rientra nei dispositivi di protezione individuale DPI
  • prodotti e soluzioni, come: dispositivi di protezione individuale adesivi, abrasivi, pellicole rifrangenti, protezioni antincendio, prodotti dentali
  • ancora. Indossa tuta da lavoro e dispositivi di protezione individuale per la sua sicurezza. Può avere la qualifica di perito industriale. Aggiustaggio
  • consigli P, i limiti di esposizione TLV TWA e le protezioni da indossare per il lavoratore Dispositivi di Protezione Individuale che ne entra in contatto
  • appropriate abbigliamento, dispositivi di protezione individuale dispositivi di controllo, telerilevamento e telesoccorso la cassetta di pronto soccorso, obbligatoria
  • Comunità Europea, i guanti antitaglio sono classificati come dispositivi di protezione individuale DPI e come tali sottostanno agli obblighi della marcatura
  • Sostituzione Controlli di ingegneria Controlli amministrativi Dispositivi di protezione individuale L eliminazione del rischio consiste nella rimozione fisica