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ⓘ Messaggio alle Camere




                                     

ⓘ Messaggio alle Camere

I messaggi alle Camere hanno forma scritta, sono diretti al Parlamento e devono essere controfirmati dal Presidente del Consiglio o da un Ministro. Il contenuto dei messaggi rispecchia gli intendimenti personali del Presidente: quindi la controfirma di un membro del Governo ha solo valore di controllo di legittimità. Con i propri messaggi il Presidente della Repubblica non può interferire nellazione degli altri organi costituzionali.

Le manifestazioni contenute nei messaggi istituzionali si distinguono dai messaggi motivati con cui il Presidente della Repubblica sospende la promulgazione di una legge rinviandola nuovamente alle Camere. Tale messaggio riguarda il singolo atto ed è espressione di un potere di controllo del Capo dello Stato in merito alla legittimità e opportunità costituzionale della deliberazione parlamentare di un determinato atto legislativo: è definito come una forma di veto provvisorio anche veto sospensivo o rinvio in quanto il Presidente può solo ritardare la promulgazione, in quanto se latto viene approvato nuovamente dalle Camere è obbligato a promulgarlo.

                                     

1. Cenni storici

Nella storia repubblicana luso del messaggio alle Camere è scarso, si ricordano:

  • il messaggio di Carlo Azeglio Ciampi nel 2002 sul pluralismo e sulla libertà di informazione;
  • il messaggio di Giovanni Leone nel 1975 sulla non rieleggibilità del Presidente stesso;
  • il messaggio di Antonio Segni nel 1963 riguardante alcuni problemi istituzionali come la non rieleggibilità del Presidente della Repubblica le modalità di elezione della Corte Costituzionale;
  • il messaggio di Giorgio Napolitano nel 2013 sulla questione carceraria.
  • i numerosi messaggi inviati da Francesco Cossiga relativi allamministrazione della giustizia e sulle riforme istituzionali;