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ⓘ Burford (canto liturgico)




                                     

ⓘ Burford (canto liturgico)

Il canto liturgico n. 6 detto Burford è una composizione musicale non posteriore al 1718, attribuita a Purcell ma in realtà di autore ignoto. È variamente armonizzato e pubblicato a quattro voci in numerosi salteri e innari per musicare salmi e inni metrificati secondo il metro suo proprio, che è quello comune della salmodia metrica inglese.

Tra gli inni ai quali è stato applicato si ricorda On the Passion of Our Saviour di Samuel Wesley il Giovane. Con questo testo il canto ha ricevuto notorietà cinematografica dal film Luomo che sapeva troppo di Alfred Hitchcock nel 1956.

                                     

1. Attribuzione

Lattribuzione del canto a Purcell sembra essere sorta senza alcun fondamento nel 1791, nei Psalms of David curati dal compositore Edward Miller. Il prestigio di Purcell in Inghilterra è però tale che il Burford è rimasto lungamente legato al suo nome. Ancora nel 1962 Lewis e Fortune lo includono tra le opere del maestro, citando un tardo manoscritto. Il catalogo Zimmermann invece lo ritiene apocrifo, indicando come vero autore il poeta Henry Carey, ma di nuovo non si tratta di attribuzione fondata; né maggiori indizi esistono della paternità del canto da parte di William Wheal mai citato prima del 1777. Tra i possibili autori del Burford è menzionato anche un Matthew Wilkins. Si tratta nei fatti di una melodia anonima, di probabile origine gallese.

                                     

2. Storia

Pubblicato per la prima volta nel 1718 nel Book of Psalmody di John Chetham, il canto ebbe in seguito numerose edizioni anche negli Stati Uniti, in due fasi 1759-1771 e 1799-1810. Il Burford appare nel XVIII-XIX secolo, sotto diversi nomi, in oltre duecento raccolte inglesi e in quarantacinque statunitensi, dotato di vari testi ma spesso anche privo di testo. Il nome corrente sembra essergli stato assegnato dall Harmonia perfecta di Nathaniel Gawthorn nel 1730.

                                     

3. Struttura

La composizione è in metro ternario 3 2 e in modo minore, scritta generalmente in sol. Presenta ritmo anacrusico, che si riproduce in tutte e quattro le frasi di cui si compone, corrispondenti ai singoli versi di una strofa. Il ritmo è costantemente giambico, formato quindi dalla successione breve-lunga qui rappresentate da minima e semibreve, con la sola apparente eccezione delle sillabe in battere che si spezzano in due note brevi. La partitura segue lo schema del cosiddetto metro comune salmodico inglese commom metre, il quale corrisponde alla successione sillabica 8.6.8.6: pertanto le frasi versi dispari contengono quattro battute le pari tre, oltre alle rispettive anacrusi. La melodia, variamente armonizzata nelle diverse versioni, si svolge per intero sui primi cinque gradi della scala minore sol-la-si♭-do-re con laggiunta della sensibile fa♯. Procede inoltre quasi sempre per gradi congiunti un unico "piccolo" salto - di terza minore - si pone tra la fine del terzo verso e lanacrusi del quarto ed è perciò molto semplice da intonare.



                                     

4. Influenze

Alfred Hitchcock usò il Burford nella nota scena del film Luomo che sapeva troppo 1956 in cui i protagonisti Ben e Jo McKenna visitano lAmbrose Chapel, la chiesa di Londra che nella trama è il covo dei rapitori del figlioletto Hank. La coppia entra nella cappella mentre è in corso una funzione e lassemblea è intenta a cantare linno di Wesley On the Passion of Our Saviour prima e ultima strofa. I versi di questinno sono associati al Burford nellinnario di Magdalen Chapel del 1791 e la melodia tratta da questa raccolta era disponibile presso la biblioteca musicale della Paramount. La scelta parrebbe quindi casuale. È però notevole e suggerisce alcune letture critiche la sostituzione del verso finale della prima strofa "Why hides the Sun his Rays?", voluta non si sa se dal regista, dallautore della colonna sonora Herrmann o dalla produzione. Nel riferimento del testo al terremoto - che riecheggerebbe la tempesta della cantata Storm Clouds - si è notata perfino una possibile allegoria della vicenda dei protagonisti.

Il testo cantato nel film è riportato di seguito.

La scena offre lo spunto per una gag in cui Doris Day cantante nella vita e nel film, seguendo James Stewart nel trucco ingegnoso di scambiarsi informazioni di nascosto, cantate sulle note del Burford, prova goffamente a intonare linno senza conoscere la musica, stona e attira lattenzione dei presenti.

                                     
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