Indietro

ⓘ Acque di vegetazione




                                     

ⓘ Acque di vegetazione

Acque di vegetazione è il termine con cui vengono definite le acque reflue derivanti dalla lavorazione dellolio di oliva. Sono costituite dallacqua contenuta nella drupa, dalle acque di lavaggio e da quelle di processo.

                                     

1. Caratteristiche delle AV

Le acque di vegetazione sono costituite da:

  • sostanze solubili disciolte nelle drupe.
  • acque di diluizione delle paste usate negli impianti continui;
  • acqua di vegetazione delle olive stesse;

Tali acque hanno una elevata concentrazione di sostanze organiche quali zuccheri, pectine, grassi, sostanze azotate, polialcoli, poliacidi ed elementi minerali quali fosforo, potassio, magnesio e calcio. Le acque di vegetazione hanno un colore scuro, che può arrivare al nero, un odore tipico molto intenso, hanno un pH leggermente acido, unalta conducibilità elettrica, e sono facilmente fermentabili per la presenza di zuccheri e proteine.

                                     

2. Carico inquinante

Il carico organico delle acque di vegetazione, costituito dalle molecole succitate, è molto elevato. La domanda chimica di ossigeno COD è compresa tra 100 e 190 g/l di ossigeno e la domanda biochimica di ossigeno BOD 5 tra 50 e 140 g/l di ossigeno. 1 m 3 di acqua di vegetazione ha un BOD 5 equivalente a quello determinato da 100–200 m 3 di acque reflue urbane corrispondente a prodotto da circa 100.000 abitanti equivalenti. Anche se alcune componenti delle acque di vegetazione sono necessarie al terreno per lutilizzo agricolo, in particolare lazoto, il fosforo, il potassio, il magnesio, linquinamento ambientale di queste acque è elevato. Infatti le AV presentano alte concentrazioni di fenoli e polifenoli - causa principale dei valori molto alti di COD - che hanno spiccate proprietà antimicrobiche e fitotossiche, e conseguentemente risultano resistenti alla degradazione biologica scarsa biodegradabilità, in particolare di tipo aerobico, e pertanto le AV non possono essere trattate negli impianti di depurazione convenzionali. Se le AV venissero smaltite sui terreni agricoli si avrebbero problemi di fertilità degli stessi oltre a determinare la contaminazione delle falde idriche del sottosuolo.

                                     

3. Utilizzo in agricoltura delle acque di vegetazione fertiirrigazione

La prima legge che regolamenta lo smaltimento delle acque di vegetazione è la n. 319 del 1976 nota come Legge Merli. Prima di allora tali reflui venivano immessi nella rete fognaria civile, pratica non più possibile dopo lentrata in vigore della legge. Lapplicazione rigorosa della legge avrebbe però di fatto comportato la chiusura della maggior parte degli oleifici italiani che a causa delle loro piccole dimensioni non erano in grado di realizzare le economie di scala necessarie per sostenere i costi di un impianto di depurazione. Per questo motivo nella seconda metà degli anni 80 si è applicato un regime di deroga che permettesse lo spandimento controllato dei reflui oleari sui terreni agricoli. Infatti si è appurato che limpatto ambientale dello smaltimento dellacqua di vegetazione è molto più basso rispetto al riversamento nelle acque superficiali, a patto che non si superino determinati quantitativi, riferiti al tempo e alla superficie, che possono provocare danni alla fertilità del terreno e soprattutto possono determinare linquinamento della falda freatica e in generale danni allagro-sistema. Lacqua di vegetazione smaltita nei terreni ha inizialmente un effetto rinettante sulle erbe infestanti e blandamente antibiologica per lazione dei polifenoli. A questo si aggiunge linquinamento atmosferico a causa dei cattivi odori emanati dai reflui oleari. Dopo un periodo di 5-6 mesi si evidenziano gli effetti positivi dovuti allumificazione e sui terreni in cui sono state smaltite le acque di vegetazione le piante mostrano un maggior rigoglio vegetativo dovuto allazione fertilizzante dei reflui. I possibili effetti fitotossici per le colture sono ancora in fase di studio. Lo smaltimento in terreni agricoli è stato ufficialmente regolamentato con la legge 574/96" Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari” nella quale sono state stabilite le quantità massime consentite per lo spargimento. I limiti stabiliti dalla legge sono 50 m 3 /ha/anno per le acque provenienti da frantoi a ciclo tradizionale e 80 m 3 /ha/anno per quelle da impianti a ciclo continuo. Tali limiti sono validi anche per le sanse umide. Lo spargimento è consentito solo dopo la presentazione al sindaco di una relazione tecnica redatta da un agronomo o perito agrario, agro-tecnico o geologo. La normativa non dà indicazioni sul periodo consentito per lo spargimento dei reflui, né sulle modalità di spargimento.



                                     

4. Trattamento delle acque di vegetazione

Le molecole presenti nelle acque di vegetazione hanno un elevato valore commerciale. Le molecole polifenoliche ad esempio, per le loro spiccate proprietà biologiche risultano utili nellindustria farmaceutica e cosmetica. Pertanto oltre allo spandimento controllato sul terreno si sono studiati altri trattamenti delle acque di vegetazione al fine di recuperare anche le molecole disciolte. I sistemi di depurazione veri e propri hanno lo scopo di eliminare dal refluo ogni componente disciolta o sospesa. La componente acquosa depurata viene sversata in fogna o in altri recapiti finali, mentre la parte solida viene conferita in discarica. I trattamenti innovativi di riciclo e valorizzazione, alcuni ancora a livello sperimentale, invece hanno lo scopo di recuperare le molecole disciolte a scopo industriale/alimentare. I trattamenti possono essere di tipo convenzionale o non convenzionale. Del primo gruppo fanno parte:

  • incenerimento: con questo procedimento si ha la completa evaporazione della frazione liquida e la completa ossidazione dei composti organici. Questa trattamento ha il problema della produzione di ceneri e gas esausti.
  • la chiariflocculazione si utilizzano la combinazione di opportuni flocculanti i più comuni sono i sali di alluminio, e ferroe coagulanti es. polielettroliti che fanno precipitare i composti organici ed inorganici. Talli sostanze vengono eliminate tramite filtrazione.
  • fermentazione anaerobia o digestione anaerobica: riproduce quello che naturalmente accade da sempre in natura. Riduce gli inquinamenti organici in elementi semplici che ritornano nel suolo come nutrienti a nellaria come gas. Avviene senza consumo di energia ed è influenzata fondamentalmente 1) dalla natura della flora batterica presente - i ceppi batterici da utilizzare dovranno avere una forte resistenza alle sostanze tossiche polifenoli 2) dallaqualità dellacqua di vegetazione - è importante la presenza di adeguate concentrazioni di nutrienti quali di azoto e fosforo 4) temperatura - più è elevato maggiore è il rendilemto 4) andrà equilibrata con le dovute aggiunte. Per ridurre i cattivi odori occorre prevedere un trattamento ossidativo preliminare con acqua ossigenata al fine di demolire composti responsabili di cattivi odori.
  • trattamenti combinati di ossidazione e precipitazione con calce: consiste in una serie di trattamenti combinati di ossidazione e precipitazione con calce idrata ha lo scopo di allontanare i solidi sospesi ed alcune sostanze organiche disciolte. La parte solida viene eliminata per filtrazione;

del secondo gruppo fanno parte invece:

  • l ultrafiltrazione o altro trattamento di filtrazione su membrana;
  • il trattamento fotosolare basato sullazione dellenergia solare su un sottile strato di acqua di vegetazione in presenza di un fotocatalizzatore. In queste condizioni evapora buona parte della frazione liquida, vengono ossidati i componenti organici quali i fenoli, formazione di composti solidi per reazione dei componenti organici
                                     

5. Normativa di riferimento

  • Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dellutilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e degli scarichi dei frantoi oleari, di cui allarticolo 38 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152.
  • Legge 11 novembre 1996, n. 574 - "Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari"
  • Regolamento Regionale Puglia 7 dicembre 2007, n. 27 -" Utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide dei frantoi oleari".
                                     
  • biocenosi delle acque stagnanti, da oligotrofiche cioè povere di componenti nutrizionali a mesotrofiche. È caratterizzata da una vegetazione perenne che
  • subtropicale arido deserto 4 clima mediterraneo: vegetazione mediterranea denominata vegetazione di sclerofille 5 clima temperato caldo: foresta
  • canalizzazione delle acque a beneficio delle colture agricole. Bujaraloz sorge infatti in una zona del territorio aragonese arida e con scarsa vegetazione Come in
  • Il periodo di fregola avviene tra la primavera e l estate, quando le tinche si spostano verso acque basse riccamente coperte di vegetazione acquatica.
  • biocenosi delle acque stagnanti, da oligotrofiche cioè povere di componenti nutrizionali a mesotrofiche. È caratterizzata da una vegetazione annuale anfibia
  • sottili e con poca vegetazione la principale manifestazione di dissesto idrogeologico è l erosione causata dal ruscellamento delle acque meteoriche al contrario
  • Lagoa do Piauí e Beneditinos. Il comune ha una predominanza della tipica vegetazione del Cerrado, con la presenza della Mata de Cocais, formata da palme come
  • formata da tre bacini con acque poco profonde, estesi per una superficie complessiva circa 30 ettari e con ricca vegetazione palustre. Nelle adiacenze

Anche gli utenti hanno cercato:

calcolo acque di vegetazione frantoi,

...
...
...