Indietro

ⓘ Relazioni bilaterali tra Francia e Italia




Relazioni bilaterali tra Francia e Italia
                                     

ⓘ Relazioni bilaterali tra Francia e Italia

Le relazioni bilaterali tra Francia e Italia comprendono storicamente linsieme dei rapporti diplomatici, politici, militari, economici e culturali intrattenuti dalla Repubblica francese con la Repubblica italiana, il Regno dItalia e il Regno di Sardegna.

La Francia svolse un ruolo di primo piano nel processo di unificazione italiana, specie nello sconfiggere militarmente lImpero austriaco e nelloffrire sostegno finanziario. I due paesi rivaleggiarono poi per il controllo della Tunisia e del Nordafrica sul finire del XIX secolo. La vittoria francese su questo fronte indusse lItalia ad aderire nel 1882 alla Triplice Alleanza con Germania e Austria; a ciò contribuì inoltre la guerra commerciale degli anni 1880 tra i due paesi.

La Francia cercava però alleati contro la Germania e negoziò in segreto una serie di accordi e trattati con lItalia assicurandosi, per il 1902, che questultima non avrebbe sostenuto i tedeschi in una guerra. Allo scoppio del primo conflitto mondiale nel 1914, lItalia si mantenne inizialmente neutrale, mercanteggiando però unespansione territoriale e ottenendo infine lofferta migliore proprio da Francia e Gran Bretagna, le quali promisero lannessione di ampie fasce territoriali austriache e ottomane.

Francia e Italia si ritrovarono così al tavolo delle nazioni vincitrici 1919, ma i termini del trattato di pace non corrisposero alle promesse e suscitarono lo sdegno italiano, che fu fattore decisivo nellascesa e nella presa di potere del fascismo con la marcia su Roma nel 1922.

Nel periodo interbellico lo stato francese tentò di mantenersi in amicizia con Mussolini per evitare il suo appoggio alla Germania nazista. Tale politica fallì e, in seguito alloccupazione tedesca del territorio francese nel 1940, lItalia a sua volta dichiarò guerra alla Francia ottenendo il controllo di una zona doccupazione presso il confine tra i due paesi, alla quale si aggiunse la Corsica nel 1942. Dopo la vittoria alleata, i francesi tentarono a loro volta, senza risultato, lannessione della Valle dAosta.

Francia e Italia sono nazioni fondatrici della Comunità europea, membri della NATO e del G7. Le capitali dei due paesi sono gemellate in via esclusiva e reciproca dal 9 aprile 1956, sotto il motto

                                     

1.1. Storia Confini

Francia e Italia condividono 488 km di confini. Il confine fu in gran parte stabilito nel 1860 dal Trattato di Torino con lievi rettifiche nel Trattato di Parigi del 1947. Il Regno di Francia aveva condiviso una frontiera con il Ducato di Savoia dopo lincorporazione della Provenza alla Francia sotto Carlo VIII nel 1486. La più ampia regione di confine italo-francese era stata parte del Regno di Arles tra XI e XIV secolo.

Il confine tra Francia e Savoia era rimasto sempre in evoluzione dal tempo delle guerre dItalia XVI secolo. Nella corso delletà moderna fu fissato dal Trattato di Torino 1696. Dopo la guerra di successione spagnola, Casa Savoia ottenne notevoli espansioni territoriali, diventando così il nucleo settecentesco della successiva unificazione italiana. La Savoia fu occupata dalla Francia rivoluzionaria dal 1792 al 1815. Il Congresso di Vienna del 1815 ne determinò poi lunione al Regno di Sardegna insieme al Piemonte e alla Contea di Nizza. Nel 1860, in esecuzione del Trattato di Torino, Nizza e Savoia furono annesse alla Francia, mentre lItalia acquisì la Lombardia.

Residua un contenzioso territoriale sulla vetta del Monte Bianco.

                                     

1.2. Storia Era napoleonica

Napoleone governò gran parte dellItalia, tranne le isole maggiori, tra il 1796 e il 1814, introducendo una serie di riforme che avrebbero cambiato in permanenza i sistemi politici e giuridici dei molti staterelli della penisola e contribuito a suscitare il nazionalismo italiano e la spinta allunificazione. Le leggi feudali furono abrogate e i compiti amministrativi iniziarono a presupporre la competenza, abolendo un sistema di corruzione e clientela. Il governo non rimase così appannaggio dellaristocrazia ma si aprì al ceto medio e professionale. La maggior parte dei possedimenti ecclesiastici fu compravenduta.

La Restaurazione non riuscì a sopprimere il nuovo spirito politico. In questo periodo si svilupparono numerose società segrete intese a trasformare e unificare il paese, mentre il nuovo importante fattore dellanticlericalismo poneva in discussione il dominio politico della Chiesa in Italia centrale e la sua influenza in tutta la penisola. Gli ideali di libertà così diffusi condussero al Risorgimento con le sue istanze di unificazione, modernizzazione e riforma morale.

                                     

1.3. Storia Unificazione italiana

La Francia giocò un ruolo centrale nellunificazione italiana, con Napoleone III che prima sostenne il processo unitario negli anni 1850, poi lo ostacolò proteggendo lo Stato della Chiesa nel decennio seguente. Da tempo ammiratore dellItalia, Napoleone avrebbe ben visto il paese unificato sebbene ciò potesse dar vita a una potenza rivale. Negli accordi di Plombières, limperatore pianificò con Cavour la cacciata degli austriaci e la fondazione di una confederazione italiana di quattro stati, formalmente guidata dal papa. Gli eventi del 1859 però posero fine al controllo di Napoleone sullunificazione italiana. LAustria fu presto sconfitta, ma invece di dar vita a una confederazione di stati seconda guerra dindipendenza unificò quasi tutto il paese al Piemonte. Il papa riuscì a mantenere la sovranità su Roma solo perché i francesi inviarono truppe a sua protezione.

In ricompensa dellaiuto prestato nel Risorgimento la Francia ottenne dallItalia i territori di Nizza e Savoia. Il paese transalpino aveva sostenuto il Piemonte sia militarmente, espellendo gli austriaci, sia finanziariamente, versando nel 1848-1860 oltre un miliardo di franchi doro, metà della somma necessaria al Regno di Sardegna. Cavour attinse finanziamenti dalla banca Rothschild di Parigi, ma non si peritò di raccogliere prestiti anche da altri finanzieri europei.

Lannessione dei territori pontifici scontentò gli ambienti cattolici, tanto italiani quanto francesi, mentre la successiva protezione di Roma da parte di Napoleone fu invisa agli anticlericali di entrambi i paesi. La presa di Roma da parte italiana avvenne nel 1870 quando, incombendo la guerra franco-prussiana, Napoleone ritirò le truppe dalla capitale.



                                     

1.4. Storia Dalla presa di Roma al primo dopoguerra

Dopo il 1870 le relazioni italo-francesi conobbero episodi di ostilità diplomatica ed economica, originati principalmente dalla competizione per il controllo del Nordafrica. Il cancelliere tedesco Otto von Bismarck era preoccupato dal revanscismo francese - a caccia di rivincita per la perdita dellAlsazia-Lorena - che tentò di neutralizzare incoraggiando lespansione della Francia in Tunisia. LItalia, ritardataria nel progetto imperialista delle potenze europee, a sua volta aveva mire sulla Tunisia, perché molti italiani già vi vivevano e soprattutto perché il controllo di Tunisi e Sicilia insieme le avrebbe assicurato il controllo del Mediterraneo. La Francia era più vicina allobiettivo e svolgeva già in Tunisia molte operazioni commerciali consolidate. LItalia infatti uscì sconfitta anche a causa del sostegno anglo-tedesco alla rivale. Lesercito francese così invase e conquistò la Tunisia, suscitando la rabbia italiana. Le relazioni tra i due paesi volsero quindi al peggio negli anni 1880. Ad esempio vi furono controversie sui dazi e il commercio tra i due paesi affondò, mente la politica crispiana non cessava di alimentare lostilità ai francesi.

Fu quindi in uno spirito di rivincita che lItalia stipulò la Triplice Alleanza con Germania e Austria nel 1882. Il nuovo kaiser Guglielmo II però rimosse Bismarck dallincarico nel 1890 e ingaggiò un temerario avventurismo diplomatico in Nordafrica che infastidì sia Roma sia Parigi. A questo punto lItalia intravide la soluzione di riavvicinarsi clandestinamente alla Francia, in particolare in un trattato segreto del 1892, che di fatto vanificava ladesione italiana alla Triplice. Le questioni doganali si risolsero e nel 1900 i francesi appoggiò lespansionismo italiani in Tripolitania; per conto suo lItalia riconobbe il dominio francese in Marocco. Nel 1902 le parti giunsero a un accordo che, indipendentemente dal rinnovo italiano delladesione alla Triplice, il paese non sarebbe entrato in guerra con la Francia.

Tutti questi rapporti restaro segreti, e Berlino e Vienna non si resero conto della perdita dellalleato. Di conseguenza, allo scoppio della prima guerra mondiale nel luglio 1914, lItalia annunciò che non avrebbe applicato il trattato e si dichiarò neutrale. Francia e Gran Bretagna peraltro, ritenendo vantaggioso lapporto di personale militare italiano, offrirono al paese in caso di vittoria vaste fasce territoriali austriache e ottomane. LItalia entrò in guerra nel maggio 1915.

LItalia prese parte alla seconda battaglia della Marna e alloffensiva dei cento giorni sul fronte occidentale, mentre pochi soldati francesi furono impegnati nelle battaglie del Piave e di Vittorio Veneto. A fine conflitto, il Trattato di Versailles sancì un assetto territoriale diverso da quello promesso nel 1915, suscitando in Italia una reazione estremamente negativa a quello che fu interpretato come un tradimento da parte della Triplice Intesa. Lintensa insoddisfazione, alimentata dai veterani, condusse in ultimo alla conquista del governo da parte del movimento fascista guidato da Benito Mussolini.

                                     

1.5. Storia Periodo interbellico

Negli anni 1920 Francia e Italia ebbero vari motivi dattrito, che però non sfociarono mai in uno scontro aperto. Alla conferenza navale di Washington del 1922 lItalia chiese e ottenne condizioni di parità con la Francia quanto alle proporzioni della marina militare. La Tunisia rimase però un punto nevralgico, anche a causa della numerosa comunità italiana del luogo. La Francia si riteneva inoltre protettrice dellEtiopia indipendente, su cui insistevano invece le mire dellItalia. Ma la sconfitta nella battaglia di Adua convogliò lattenzione italiana alle sole colonie di Somalia ed Eritrea.

Negli affari europei, Mussolini promosse un Patto a quattro per porre in mano a quattro potenze la politica estera nel continente, ma lopposizione francese rese il patto vago ed esso, anche se firmato a Roma nel luglio 1933, non fu ratificato dal parlamento transalpino. La Francia tentò comunque di mantenere buoni rapporti con Mussolini per evitare il suo appoggio alla Germania nazista.

                                     

1.6. Storia Guerra dEtiopia

Allinvasione italiana dellEtiopia nel 1935, la Società delle Nazioni condannò lazione di guerra e impose un boicottaggio petrolifero sullItalia. Il ministro degli esteri britannico Samuel Hoare e il primo ministro francese Pierre Laval proposero un compromesso che avvantaggiava però lItalia a scapito dellEtiopia. La posizione conciliante con Mussolini costrinse poi entrambi i ministri alle dimissioni.

                                     

1.7. Storia Conferenza di Monaco

Nel settembre del 1938, nellaccordo di Monaco, la Gran Bretagna e la Francia usarono la pacificazione per soddisfare il controllo da parte di Hitler della parte di lingua tedesca della Cecoslovacchia. LItalia ha sostenuto la Germania e ora ha cercato di ottenere le proprie concessioni dalla Francia. Mussolini chiese: un porto franco a Gibuti, il controllo della ferrovia Addis Abeba-Gibuti, la partecipazione italiana alla gestione della compagnia del canale di Suez, una qualche forma di condominio franco-italiano sulla Tunisia e la conservazione della cultura italiana nella Corsica di proprietà francese con nessuna assimilazione francese del popolo. LItalia si oppose al monopolio francese sul canale di Suez perché sotto la compagnia di canali di Suez dominata dalla Francia tutto il traffico mercantile italiano verso la sua colonia dellAfrica orientale italiana fu costretto a pagare i pedaggi entrando nel canale. La Francia ha respinto le richieste. Parigi sospettava che le vere intenzioni dellItalia fossero lacquisizione territoriale di Nizza, Corsica, Tunisia e Gibuti. La Francia ha anche lanciato minacciose manovre navali come avvertimento per lItalia. Con lintensificarsi delle tensioni tra Italia e Francia, Hitler pronunciò un importante discorso il 30 gennaio 1939 in cui promise il supporto militare tedesco nel caso di una guerra non provocata contro lItalia.



                                     

1.8. Storia Seconda guerra mondiale

Quando la Germania era sullorlo della vittoria sulla Francia nel 1940, anche lItalia dichiarò guerra e invase la Francia meridionale. LItalia ottenne il controllo di una zona di occupazione vicino al confine comune. La Corsica fu aggiunta nel 1942. Il regime di Vichy che controllava la Francia meridionale era amico dellItalia, in cerca di concessioni del tipo che la Germania non avrebbe mai fatto nella sua zona di occupazione.

                                     

1.9. Storia Secondo dopoguerra

Alla fondazione della NATO, la Gran Bretagna era contraria alladesione italiana; del resto, essendo presente un potente partito comunista in Parlamento e forti elementi neutralisti tra la popolazione, lItalia allinizio era esitante a unirsi alla NATO. La Francia, sormontando le perplessità iniziali, iniziò invece a rendersi conto che la sicurezza francese dipendeva da una regione mediterranea non ostile; così Parigi divenne un sostenitore dellingresso italiano nellalleanza. Volendo legami più stretti con gli Stati Uniti, lItalia aderì pur esitando un profondo coinvolgimento nella pianificazione militare.

Dopo alcune proposte di unione doganale franco-italiana, entrambe le nazioni si ritrovarono anche tra gli inner six che fondarono la Comunità europea, il predecessore dellUE.

Negli anni 60, il francese Charles de Gaulle sviluppò una politica estera che ridusse al minimo il ruolo della Gran Bretagna e degli Stati Uniti nella Francia, mentre cercava di costruire la base di una politica europea indipendente. Pur non abbandonando formalmente la NATO, de Gaulle ritirò la Francia dalle sue principali attività. LItalia era generalmente riluttante a seguire la Francia; insistette, anzi, sullimportanza della forte Unione europea che includesse la Gran Bretagna.

Sono dagli anni Settanta ambedue membri del G7/G8.

                                     

1.10. Storia Dal 2018

Le relazioni storicamente forti tra Francia e Italia si sono notevolmente deteriorate in seguito alla formazione di una coalizione governativa in Italia che comprende il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord nel giugno 2018. I punti di contesa tra i paesi hanno incluso limmigrazione, i vincoli di bilancio, la seconda guerra civile libica, il franco CFA e il sostegno italiano ai movimenti di opposizione in Francia.

Nel giugno 2018, il presidente francese Emmanuel Macron accusò lItalia di "cinismo e irresponsabilità" per aver respinto la nave di salvataggio per migranti Aquarius Dignitus. Il governo italiano convocò lambasciatore francese in risposta, con il primo ministro italiano Giuseppe Conte che descrisse le osservazioni di Macron come "ipocrite".

Nel settembre 2018, il vice primo ministro italiano Matteo Salvini ha condannato la politica estera francese in Libia, compresa la sua difesa dellintervento militare del 2011 in Libia e azioni durante la seconda guerra civile libica, accusando la Francia di "mettere a rischio la sicurezza del Nord Africa e, di conseguenza, lEuropa nel suo insieme "per" motivi economici e egoistico interesse nazionale".

Il 9 ottobre 2018, il primo ministro francese Édouard Philippe ha accusato Salvini di "postura" sullimmigrazione e ha sollecitato lItalia a coordinarsi con altri paesi europei prima di un incontro tra i due uomini. Immediatamente dopo lincontro, Salvini ha elogiato la leader del Rassemblement National, osservando che si sente "più vicino alle opinioni di Marine Le Pen ".

Il 21 ottobre 2018, Salvini ha accusato la Francia di "scaricare migranti" sul suolo italiano.

Il 7 gennaio 2019, entrambi i vice primi ministri italiani, Salvini e Luigi Di Maio, hanno annunciato il loro sostegno al movimento dei giubbotti gialli in Francia, che è stato coinvolto in proteste diffuse contro il governo francese.

Nel gennaio 2019, Di Maio ha accusato la Francia di aver causato la crisi dei migranti non avendo "mai smesso di colonizzare lAfrica" attraverso il franco CFA. La Francia ha risposto convocando lambasciatore italiano. Salvini successivamente appoggiò Di Maio accusando la Francia di essere tra le persone che "rubano ricchezza" dallAfrica, e aggiunse che la Francia non aveva "alcun interesse a stabilizzare la situazione" in Libia a causa dei suoi interessi petroliferi.

Il 5 febbraio 2019, Di Maio ha incontrato i leader del movimento francese dei giubbotti gialli, dicendo "Il vento del cambiamento ha attraversato le Alpi".

Il 7 febbraio 2019, la Francia ha richiamato il suo ambasciatore da Roma per protestare contro le critiche italiane alle politiche francesi, che ha descritto come "accuse ripetute, attacchi infondati e dichiarazioni scandalose" che erano "senza precedenti dalla fine della guerra".



                                     

2.1. Influenze culturali Cultura italiana in Francia

Il Rinascimento italiano ebbe una grande influenza sulla Francia durante il XVI secolo.

Due regine di Francia, Caterina de Medici e Maria de Medici, e un primo ministro francese, Giulio Mazzarino, erano italiani.

La casa di Bonaparte affonda le sue radici in Italia, precisamente a San Miniato, situato nella regione Toscana.

Molti artisti italiani del XIX e XX secolo andarono in Francia per lavorare, in unepoca in cui Parigi era la capitale internazionale delle arti.

Molti italiani immigrarono in Francia durante la prima parte del 20 ° secolo: nel 1911, il 36% degli stranieri che vivevano in Francia erano italiani. A volte gli immigrati hanno subito un violento anti-italianismo come i Vêpres marseillaises vespro di Marsiglia nel giugno 1881 o massacro di Aigues-Mortes il 17 agosto 1893. Oggi si stima che fino a 5 milioni di cittadini francesi abbiano origini italiane risalenti a tre generazioni fa.

Oggi 340.000 cittadini italiani vivono in Francia, mentre 130.000 cittadini francesi vivono in Italia. Nel dipartimento francese delle Alpi Marittime almeno l80% della popolazione può risalire allorigine di alcuni antenati in Italia e il 40% può rivendicarlo come solo italiano e italiano è la lingua madre del 30% della popolazione.

                                     

2.2. Influenze culturali Cultura francese in Italia

Le dinastie normanne e angioine che governarono il Regno di Sicilia e il Regno di Napoli durante il Medioevo vennero dalla Francia. I Normanni introdussero una distinta arte romanica e architettura del castello importata dal nord della Francia. Alla fine del XIII secolo, gli Angioini introdussero larte gotica a Napoli, dando vita a un peculiare stile di architettura gotica ispirato al gotico francese meridionale.

Scrittori e trovatori provenzali del XII e XIII secolo ebbero uninfluenza importante sul movimento Dolce Stil Novo e su Dante Alighieri.

Durante il XVII e il XVIII secolo molti artisti francesi vissero e lavorarono in Italia, specialmente a Roma, che era la capitale internazionale delle arti. Questi includono Simon Vouet, Valentin de Boulogne, Nicolas Poussin, Claude Lorrain e Pierre Subleyras l.

Villa Medici a Roma ospita lAccademia di Francia a Roma. LAccademia fu fondata nel 1666 da Luigi XIV per formare artisti francesi e farli conoscere larte del Rinascimento romano e italiano. Oggi lAccademia è responsabile della promozione della cultura francese in Italia.

Dal 1734 al 1861, il Regno di Napoli e la Sicilia furono sotto il dominio del ramo spagnolo della dinastia borbonica, originario della Francia. Carlo III, re di Napoli era il nipote di Luigi, Delfino di Francia, figlio di Luigi XIV.

Durante lera napoleonica, gran parte dellItalia era sotto il controllo francese e alcune furono annesse al Primo Impero francese. Il regno di Napoli fu governato da Joseph Bonaparte, fratello di Napoleone Bonaparte, e poi da Marshall Joachim Murat: fu sotto il dominio di Joseph Bonaparte che il feudalesimo fu abolito, nel 1806.

                                     

3. Istituzioni

Sia la Francia che lItalia sono membri fondatori dellUnione europea e hanno adottato leuro dalla sua introduzione.

Dal 1982, un vertice annuale ha formalizzato la cooperazione franco-italiana. Il primo si è tenuto a Villa Madama.

                                     

4. Forze armate

Il primo ministro del Regno di Sardegna Camillo Benso fu in grado di prendere Napoleone III dalla sua parte dopo laffare Orsini durante lUnità dItalia: Lesercito francese fu alleato con Vittorio Emanuele II dItalia durante la Seconda Guerra dIndipendenza italiana e sconfisse gli austriaci nella battaglia di Magenta e nella battaglia di Solferino. Successivamente, la Francia si oppose allItalia durante la cattura di Roma ma non fece nulla per impedirla, che rappresentò la fine del potere temporale papale.

Dopo la prima guerra mondiale i governi dei due paesi furono entrambi tra i quattro grandi che sconfissero le potenze centrali.

Lultimo conflitto militare fu la seconda battaglia delle Alpi nellaprile 1945.

Anche gli utenti hanno cercato:

...
...
...