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ⓘ Charles B. Pierce




Charles B. Pierce
                                     

ⓘ Charles B. Pierce

Charles Bryant Pierce è stato un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, direttore della fotografia, attore e presunto arredatore di scena statunitense.

Considerato uno dei primi protagonisti del cinema indipendente moderno, diresse tredici film in ventisei anni di carriera e in particolare divenne celebre per aver realizzato The Legend of Boggy Creek 1973 e La città che aveva paura 1976, entrambi divenuti dei cult.

Visse nellArkansas per buona parte della sua vita e proprio lì ambientò The Legend of Boggy Creek, il suo debutto dietro la macchina da presa. Un falso documentario dal basso budget ispirato alla leggenda del mostro di Fouke, guadagnò circa 25 milioni di dollari al botteghino e spinse Pierce a proseguire nella produzione di pellicole poco costose e ambientate nello Stato del sud degli Stati Uniti, tra le quali spicca per lappunto La città che aveva paura, basata sulla storia vera degli omicidi del fantasma di Texarkana.

La sua carriera proseguì negli anni Ottanta, quando co-scrisse con Earl E. Smith il soggetto per il film diretto da Clint Eastwood Coraggio. fatti ammazzare, del 1983, del quale affermò di aver ideato la frase "Go ahead, make my day", divenuta una delle più celebri della storia del cinema. Dopo anni di pressioni da parte dei produttori, egli accettò di realizzare nel 1985 il sequel di The Legend of Boggy Creek Yeti - La leggenda continua Boggy Creek II: And the Legend Continues, che fu stroncato da critica e pubblico, tanto da venire ritenuto il punto più basso della sua carriera. Inoltre fu il soggetto della sesta puntata della decima stagione della serie televisiva Mystery Science Theater 3000.

                                     

1.1. Biografia I primi anni

Primo di tre figli, Charles Bryant Pierce nacque ad Hammond, cittadina dellIndiana, il 16 giugno 1938, da Mack McKenny Pierce e Mayven Bryant Pierce. Quando aveva ancora pochi mesi di vita, la sua famiglia si trasferì ad Hampton, nel sud dellArkansas. Là divenne vicino e amico dinfanzia del futuro regista Harry Thomason, con il quale si divertì a realizzare dei filmini nel cortile di casa con una cinepresa da 8 millimetri. Verso la metà degli anni Sessanta, ebbe la sua prima incursione professionale nellintrattenimento mediatico presso lemittente televisiva KTAL-TV di Shreveport in Louisiana, dapprima come direttore artistico e poi come meteorologo e presentatore per uno spettacolo di cartoni animati per bambini.

Pierce continuò a lavorare nelle stazioni televisive della Louisiana e del Texas fino al 1969, quando si trasferì a Texarkana, sempre in Arkansas, e acquistò una macchina fotografica con pellicola a 16 millimetri, avviando unagenzia pubblicitaria. Iniziò con un contratto con la Ledwell & Son Enterprises, unazienda texana che costruiva rimorchi a diciotto ruote e attrezzature agricole, per la quale realizzò degli spot pubblicitari composti da riprese effettuate a bordo dei veicoli sullautostrada che andarono in onda in tutti gli Stati Uniti del sud-ovest e che con contribuirono, come egli stesso raccontò più avanti, a creargli una certa reputazione ed a lanciare la sua carriera cinematografica. Nello stesso periodo interpretò un personaggio chiamato Sindaco Chuckles in The Laffalot Club, uno spettacolo televisivo per bambini di una rete locale. Fu nei primi anni Settanta che scelse di intraprendere la strada del cinema, secondo i principali biografi e studiosi lavorando come arredatore di scena per numerosi episodi di serie TV e film, venendo accreditato come Charles Pierce. Ciononostante non è chiaro se avesse effettivamente svolto quellattività protrattasi per tutta la sua carriera, dato che la figlia Amanda Squitiero, nellintervista The Art of the Possible: Charles B. Pierce’s Arkansas Cinema condotta da Daniel Kremer per il webzine Filmmaker Magazine, affermò che "Quello era totalmente un altro Charles Pierce". Sicuramente intorno al 1971 decise di realizzare in maniera indipendente un suo lungometraggio e così chiese dei finanziamenti a L.W. Ledwell, proprietario della Ledwell & Son Enterprises. Questi si disse scettico allidea ma alla fine accettò di dargli circa 100.000 dollari del budget dei 160.000 necessari per produrre quello che sarebbe stato The Legend of Bobby Creek.

                                     

1.2. Biografia The Legend of Boggy Creek

The Legend of Boggy Creek, come accennato, fu ispirato alla leggenda del mostro di Fouke, una creatura alta due metri e simile al Bigfoot che vivrebbe nelle paludi vicino a Fouke, nellArkansas. Pierce, dopo aver intervistato i residenti della città che affermavano di aver incontrato lessere, rimase talmente colpito dallautenticità e attinenza col reale di quelle testimonianze oculari, che ingaggiò Earl E. Smith, un suo conoscente del settore pubblicitario, per adattarle in una sceneggiatura. Le riprese si svolsero sia a Fouke che a Texarkana e Shreveport, sfruttando una cinepresa che il regista si era fabbricato a casa. Venne adottato lo stile del falso documentario le reali interviste ai cittadini vennero alternate a drammatizzazioni dei loro presunti incontri con la creatura.

I finanziatori e gli attori non erano mai stati coinvolti in una produzione cinematografica prima dallora: molti di questi ultimi di fatto erano dei semplici clienti di una stazione di servizio di Fouke ed erano stati avvicinati dal cineasta, che li aveva scelti in base alla parte alla quale si sarebbero potuti meglio adattare. Vennero anche assunti studenti delle scuole superiori come membri della troupe, addetti a caricare e spostare le attrezzature. Per quanto riguarda il mostro, il regista decise di mostrarlo soltanto come una figura in ombra in lontananza perché sentiva che lopera sarebbe stata molto più spaventosa se le sue fattezze fossero state lasciate allimmaginazione dello spettatore. Una volta completato il girato, mise la bobina nel bagagliaio della sua auto e andò a Los Angeles per effettuare la post-produzione. Là incontrò Jamie Mendoza-Nava, che possedeva una piccola società che offriva proprio quel servizio e che accettò di lavorare per una retribuzione anticipata limitata e una piccola percentuale delle entrate al botteghino. Si offrì anche per comporre la colonna sonora e la canzone This is Where the Creature Goes, che venne poi cantata da Pierce stesso. Non si riuscì mai a trovare un grande studio disposto a distribuire la pellicola, quindi nel 1972 venne noleggiato per una settimana un cinema a Texarkana successivamente noto come Perot Theatre per proiettarla.

Il lumgometraggio suscitò un inaspettato interesse, tantè che per tutti e sette i giorni si registrarono file di spettatori che arrivarono in alcuni casi addirittura oltre i confini del quartiere dove era situato il locale. Pierce ne rimase stupito e riuscì ad allungare il periodo di proiezione per altre due settimane, ricavando in totale circa 55.000 di dollari. Alla fine stipulò un accordo di distribuzione con Joy N. Houck, proprietario della società indipendente Howco che gli pagò 1.29 milioni di dollari per un interesse del 50% nel film. Entrambi poi firmarono con lAmerican International Pictures per le eventuali messe in onda e dislocazioni straniere dellopera. Questa si rivelò un successo nei drive-in e ottenne infine lo status di cult movie, portando al suo creatore un briciolo di fama. E, sebbene le poche recensioni che ricevette da parte dei critici furono abbastanza contrastanti anche se la rivista Newsweek lo definì "il miglior film sul Bigfoot mai fatto", alla fine dellanno guadagnò più di 25 milioni di dollari al box office ovvero circa 145 milioni, rettificati con linflazione del 2017, classificandosi al decimo posto degli delle pellicole col più alto incasso negli Stati Uniti dAmerica. Pierce, galvanizzato, giunse ad affermare, in alcune interviste giornalistiche, che avrebbe vinto dei Premi Oscar, ai quali però non fu neanche candidato. Sullondata di questo trionfo commerciale, negli anni successivi vennero prodotti film sullo stesso stile riguardanti fenomeni strani e presumibilmente veri; allo stesso tempo tuttavia Julius E. "Smokey" Crabtree, un residente di Fouke che aveva interpretato sé stesso, rimase scontento della società di produzione e intentò una causa contro i produttori e il regista il quale da allora rifiutò sempre di parlare ai media del fatto e dei suoi svolgimenti.

                                     

1.3. Biografia Bootleggers, i western e La città che aveva paura

Dopo il successo di The Legend of Boggy Creek, a Pierce venne proposto di girarne un sequel, ma egli rifiutò perché voleva cimentarsi in progetti differenti e non riciclare la stessa idea. Continuò così a realizzare film a basso costo ambientati nellArkansas e dintorni e principalmente destinati al pubblico di piccole città e zone rurali. Secondo quanto riferito dai suoi familiari, in questo periodo era molto prolifico e iniziava una nuova produzione immediatamente dopo aver terminato lultima. Nel 1974 realizzò Bootleggers, una commedia drammatica su due famiglie rivali di contrabbandieri che fanno distillazione clandestina nellaltopiano dOzark, in cui recitarono Slim Pickens e Jaclyn Smith qui in uno dei suoi primi ruoli prima di interpretare Kelly Garrett nella celebre serie televisiva Charlies Angels. La pellicola si rivelò un discreto successo commerciale, guadagnando 4.2 milioni di dollari, ma le recensioni furono miste però concordi nellapprezzare il lavoro svolto da Tak Fujimoto, la cui "lussureggiante fotografia di paesaggi dellArkansas ha dato peso alla trama".

Nella prima metà del 1976 il regista decise di girare due western, genere al quale era particolarmente legato per lammirazione che provava per John Ford, co-scritti con il suo partner Earl E. Smith. Il primo fu Cheyenne Winterhawk, che tratta dei frequenti tafferugli che scoppiavano tra i nativi americani e gli abitanti dei villaggi bianchi e la cui produzione fu funestata da maltempo e problemi con i cavalli sul set; venne però accolto da recensioni molto più positive dei due precedenti lavori. Il secondo invece fu Venti dautunno The Winds of Autumn, che invece fu snobbato da critica e pubblico. In entrambi recitarono alcuni collaboratori di Ford, e degli amici dellautore aspetto che sarebbe poi diventato ricorrente nella sua filmografia ed egli stesso si ritagliò delle piccole parti. In parallelo, proseguì anche la sua attività di decoratore di scena in Johnny lo svelto Black Belt Jones di Robert Clouse e Foxy Brown, sempre di Hill 1974.

Sempre nel 1976 ritornò al genere horror con La città che aveva paura The Town That Dreaded Sundown, ispirato alle vicende del fantasma di Texarkana, un serial killer mai identificato che uccise cinque persone nella cittadina del Texas nel 1946 le cui storie avevano sempre spaventato Pierce quando era piccolo ad Hampton. Ebbe a disposizione un sostanzioso budget di 400.000 dollari e Ben Johnson vincitore dellOscar al miglior attore non protagonista nel 1972 per il suo ruolo ne Lultimo spettacolo di Peter Bogdanovich nel ruolo del capitano J.D. Morales, basato sul vero capitano Texas ranger Manuel T. "Lone Wolf" Gonzaullas, allepoca a capo delle indagini. Ricevette alcune critiche per la violenza grafica ivi rappresentata, alle quali rispose affermando di aver intenzionalmente reso brutale il film perché non voleva addolcire troppo le modalità con cui si svolsero realmente gli omicidi. Mentre venivano girate queste scene, cercò di creare un clima di suspense, pulendo il set e tenendosi soltanto gli attori ed i membri dello staff che gli servivano in quel momento, ai quali inoltre impedì di parlare lun laltro. Anche qui interpretò un personaggio minore, ovvero Patrolman A.C. "Spark Plug" Benson, un poliziotto idiota che doveva fungere da spalla comica. Nel complesso, le riprese si svolsero in maniera molto rapida e non ci furono intoppi e contemporaneamente Pierce fece il decoratore di scena per svariate produzioni, tra cui Il texano dagli occhi di ghiaccio The Outlaw Josey Wales, di Clint Eastwood 1976, e A proposito di omicidi. The Cheap Detective, di Robert Moore 1978. In realtà la pellicola gli causò numerosi problemi con gli abitanti di Texarkana: la figlia Amanda Squitiero raccontò che "durante le riprese, almeno più di quanto sia chiunque abbia mai lavorato a Hollywood, per impostazione predefinita. Aveva acquistato una prima videocamera HD e stava girando splendidi filmati naturalistici per un progetto che non era mai stato completato. E stava pensando di fare un remake di The Legend of Boggy Creek." Nei primi anni Duemila cominciò a stendere anche la sceneggiatura per un ipotetico seguito de La città che aveva paura, che però non completò mai. Circa nel 2008, mentre erano al lavoro sul film horror The Wild Man of the Navidad, i registi Duane Graves e Justin Meeks suoi grandi ammiratori lo cercarono come consulente per il loro lavoro, ma egli rifiutò, perché, secondo Graves, "se non conduce lo spettacolo, non è interessato". Nel 2008, Pierce venne onorato al Little Rock Film Festival con una retrospettiva in cui vennero proiettati i suoi film ed un Lifetime Achievement Award. Contestualmente, il premio al miglior film venne rinominato "Charles B. Pierce Award for Best Film Made in Arkansas". Ad ottobre 2009, lArkansas Arts Council gli conferì il Judges Special Recognition Award alla cerimonia del Governors Arts Awards ad Hot Springs. Il 2 settembre 2010, venne introdotto nellArkansas Entertainers Hall of Fame dopo un ricevimento allArkansas Governors Mansion a Little Rock. Il 5 marzo dello stesso anno morì a settantunanni per cause naturali nella casa di riposo Signature Care di Dover, Tennessee, dove si era trasferito poco tempo prima. Nonostante fosse stato membro di lunga data della DGA, non venne ricordato in occasione del tributo annuale" In Memoriam” della cerimonia dei Premi Oscar 2011 assieme a Farrah Fawcett. In Arkansas, il 16 giugno venne dichiarato il Charles B. Pierce Day dai due sindaci di Texarkana, Bob Brueggeman della sezione Texas e Wayne Smith della sezione Arkansas.



                                     

1.4. Biografia Vita privata

Pierce fu sposato con Florene Lyons per diciassette anni, con la quale ebbe tre figli: Pamula Pierce Barcelou truccatrice in molti suoi film, Charles Bryant Pierce Jr. e Amanda Pierce Squitiero, che a sua volta gli diede sei nipoti. Successivamente convolò a nozze con Cindy Butler, apparsa in un piccolo ruolo in La città che aveva paura, ma divorziò anche da lei. Si unì in matrimonio per la terza volta con Beth Pulley, conosciuta durante la lavorazione di Luomo delle grandi pianure. La coppia ebbe due figliastri, Betsy Mathis Gillespie e Melissa Mathis Daley, e tre nipoti.

                                     

2. Influenza culturale

Molti furono i registi che si ispirarono a lui, in virtù della sua indipendenza dai produttori e della volontà con cui realizzò molte delle sue opere, con le quali non solo seppe dare una grande spinta allindustria cinematografica dellArkansas, ma riuscì anche a rivoluzionare il cinema indipendente del Sud degli Stati Uniti in generale: Harry Thomason lo elogiò per aver trovato il successo in modo indipendente in un momento il controllo da parte dei principali Studios era totale; il giornalista Daniel Kremer scrisse che "I cultisti colti dellepoca lo hanno marchiato il George Romero del Sud, ma per molti versi è disonesto. I film più personali di Pierce fanno riferimento a classici canonici americani del cinema con un livello sorprendente e insolito di riverenza e raffinatezza visiva evidenziato soprattutto nei suoi primi western. Winterhawk 1975 e Grayeagle 1977, le sue due meditazioni su The Searchers 1956, si inseriscono entrambi nei contorni dei panoramici western di John Ford che aprono lepopea della frontiera americana su temi di tradizione, famiglia, cavalleria, spiritualità e individualismo aspro."

In particolare il suo approccio alla realizzazione di ogni sua pellicola, che prevedeva il controllo lo svolgimento addirittura di più mansioni sul set, divenne un aspetto fondamentale nel cinema indipendente. Come raccontò Amanda Squitiero: "Se il budget lo richiedeva, sarebbe stato il tecnico del suono, lelettricista, il macchinista e un attore. Voleva tutto il controllo artistico che poteva avere, motivo per cui doveva essere indipendente. Amava anche dare nuove possibilità alle persone. Alcune delle stesse persone che sono ancora nel settore hanno iniziato con mio padre." Daniel Myrick, co-regista di The Blair Witch Project 1999, affermò in un articolo dell Orlando Sentinel edito il giorno di Halloween, di essere rimasto profondamente influenzato da The Legend of Boggy Creek, uno dei film con il quale crebbe da ragazzino, e che assieme a Eduardo Sánchez volle con quel mockumentary "attingere alla paura primordiale generata dal formato fact-or-fiction come The Legend of Boggy Creek".

                                     

3. Filmografia

Direttore della fotografia

  • The Legend of Boggy Creek, regia di Charles B. Pierce 1972
  • Via di qui uomo bianco Sacred Ground, regia di Charles B. Pierce 1983

Televisione

  • Fresno, regia di Jeff Bleckner - Miniserie TV, episodi The Raisin Basket of the World, 1.3, 1.4 e 1.5 1986
                                     

3.1. Filmografia Regista

  • Yeti - La leggenda continua Boggy Creek II: And the Legend Continues 1985
  • Renfroes Christmas 1997
  • The Legend of Boggy Creek 1972
  • Chasing the Wind 1998
  • La città che aveva paura The Town That Dreaded Sundown 1976
  • Venti dautunno The Winds of Autumn 1976
  • Via di qui uomo bianco Sacred Ground 1983
  • Luomo delle grandi pianure Hawkens Breed 1987
  • Il principe Thorwald The Norseman 1978
  • Bootleggers 1974
  • Aquila grigia il grande capo dei Cheyenne Grayeagle 1977
  • Cheyenne Winterhawk 1976
  • The Evictors 1979
                                     

3.2. Filmografia Sceneggiatore

  • Il principe Thorwald The Norseman, regia di Charles B. Pierce 1978
  • Aquila grigia il grande capo dei Cheyenne Grayeagle, regia di Charles B. Pierce 1977
  • Yeti - La leggenda continua Boggy Creek II: And the Legend Continues, regia di Charles B. Pierce 1985
  • Via di qui uomo bianco Sacred Ground, regia di Charles B. Pierce 1983
  • Luomo delle grandi pianure Hawkens Breed, regia di Charles B. Pierce 1987
  • The Evictors, regia di Charles B. Pierce 1979
  • Cheyenne Winterhawk, regia di Charles B. Pierce 1976
  • Coraggio. fatti ammazzare Sudden Impact, regia di Clint Eastwood 1983
  • Bootleggers, regia di Charles B. Pierce 1974
  • Venti dautunno The Winds of Autumn, regia di Charles B. Pierce 1976
                                     

3.3. Filmografia Attore

  • Venti dautunno The Winds of Autumn 1976, regia di Charles B. Pierce
  • Renfroes Christmas, regia di Charles B. Pierce 1997
  • Incontri ravvicinati ad Aurora The Aurora Encounter, regia di Jim McCullough Sr. 1986
  • Luomo delle grandi pianure Hawkens Breed, regia di Charles B. Pierce 1987
  • Yeti - La leggenda continua Boggy Creek II: And the Legend Continues, regia di Charles B. Pierce 1985
  • La città che aveva paura The Town That Dreaded Sundown, regia di Charles B. Pierce 1976
  • Bootleggers, regia di Charles B. Pierce 1974
  • Aquila grigia il grande capo dei Cheyenne Grayeagle, regia di Charles B. Pierce 1977
                                     

3.4. Filmografia Direttore della fotografia

  • The Legend of Boggy Creek, regia di Charles B. Pierce 1972
  • Via di qui uomo bianco Sacred Ground, regia di Charles B. Pierce 1983
                                     

3.5. Filmografia Televisione

  • Fresno, regia di Jeff Bleckner - Miniserie TV, episodi The Raisin Basket of the World, 1.3, 1.4 e 1.5 1986

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