Indietro

ⓘ Campo di concentramento di Sparanise




                                     

ⓘ Campo di concentramento di Sparanise

In origine il campo fu allestito in un deposito militare costruito nel 1940 dagli italiani e confiscato dai tedeschi, per internarvi prigionieri di guerra britannici, ma, subito dopo l’armistizio di Cassibile, i militari vi internarono temporaneamente militari e civili italiani, del cui prelevamento se ne occupò la 16. Panzer-Division, in attesa di essere impiegati come manodopera nei campi di concentramento in Germania e in altri territori, in larga parte al campo di concentramento di Dachau.

Brunello Riccio Flentjen, uno dei deportati nel campo, scrive nella sua opera 663 giorni 662 notti. Storia di una deportazione che:

Secondo Giuseppe Capobianco, il campo poteva contenere un migliaio di prigionieri; in realtà ne contenne quattromila.

                                     

1. Struttura del campo

Il campo era recintato da alti reticolati ed era sorvegliato incessantemente da sentinelle tedesche. Inoltre, nel deposito merci della stazione di Sparanise, un capannone in muratura di tufo, erano conservate centinaia di pareti di legno utilizzate per costruire le baracche in legno di pino, abete, massello di abete e rivestite ai lati da tavole di 13 cm anchesse di abete.