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ⓘ Arthdal Chronicles




Arthdal Chronicles
                                     

ⓘ Arthdal Chronicles

Arthdal Chronicles è una serie televisiva sudcoreana del 2019 diretta da Kim Won-seok e scritta da Kim Young-hyun e Park Sang-yeon, con Jang Dong-gun, Song Joong-ki, Kim Ji-won e Kim Ok-bin. La serie è andata in onda ogni sabato e domenica su tvN alle 21:00 a partire dal 1 giugno 2019. È stato presentato in anteprima internazionale su Netflix.

                                     

1. Trama

In una terra mitica chiamata Arth, gli abitanti dellantica città di Arthdal affrontano lotte di potere, mentre alcuni incontrano lamore lungo la strada. Eunseom attraversa difficoltà per riportare in vita la sua tribù e apprende delle sue vere origini nel processo.

                                     

2. Produzione

Gli attori e la troupe hanno partecipato a un incontro propedeutico alla realizzazione del drama, svoltosi il 21 agosto 2018 a Yangju, nella provincia del Gyeonggi; la prima versione della sceneggiatura è stata presentata pochi giorni dopo, il 26 agosto 2018. Le riprese sono ufficialmente iniziate il 5 dicembre dello stesso anno, e si sono svolte sia un set realizzato in Corea del Sud – per la cui costruzione sono stati necessari otto mesi di lavoro – sia allestero, nello stato del Brunei; in questultimo caso, le riprese relative al personaggio interpretato da Song Joong-ki sono iniziate il 24 febbraio 2019. Per lattore partecipare al drama è stata inoltre loccasione di recitare nuovamente insieme a Kim Ji-won, attrice con la quale aveva già lavorato in Tae-yang-ui hu-ye.

                                     

3.1. Accoglienza Critica

Il drama ha ricevuto unaccoglienza mista; è stato principalmente criticato dagli ammiratori de Il Trono di Spade per le numerose similarità con tale opera; sono stati inoltre criticati luso di una CGI non realistica, la trama convenzionale e prevedibile, che rende Arthdal Chronicles simile a molti altri drama o film fantastici ambientati in periodi passati e fa perdere allo spettatore linteresse nella vicenda. È stato inoltre sottolineato come anacronismo il fatto che i personaggi indossino e usino armature e armi che non appartengono allEtà del bronzo, epoca nella quale il drama è ambientato.

Secondo Nikko Dizon di Rappler.com: "probabilmente ci sono delle somiglianze riguardo ai comportamenti dei personaggi e persino nella fotografia, ma da qui ad accusare Arthdal Chronicles di essere la copia esatta Abbiamo provato a creare una bella serie, creando un nostro mondo immaginario con la nostra immaginazione, perciò spero che il pubblico veda il prodotto per quello che è".

John Serba di Decider.com ha dato alla serie il giudizio "saltatela", pur affermando che "Arthdal è ambientato in unepoca ancor più primitiva rispetto a Il trono di Spade, e sembra che voglia affrontare temi differenti riguardo alluomo quale creatura e alla sua sete di potere e ricchezza", sottolineando inoltre che – a differenza de Il trono di Spade – non sono presenti scene di sesso e di nudo. Joan MacDonald, recensore di Forbes, ha affermato che "la sbalorditiva direzione della fotografia rende Arthdal Chronicles un vero piacere per gli occhi, riuscendo a catturare estesi paesaggi nei quali troviamo queste società che muovono i primi passi in un mondo selvaggio, che aspetta solo di essere esplorato ed eventualmente conquistato".



                                     

3.2. Accoglienza Controversie

I produttori del film sono stati profondamente criticati per le condizioni in cui lo staff è stato costretto a lavorare e accusati da alcune associazioni locali di aver violato le leggi nazionali sul lavoro; in particolare, la troupe sarebbe stata costretta a lavorare persino 150 ore a settimana. La Studio Dragon ha tuttavia risposto alle accuse affermando di aver rispettato le leggi sul lavoro, pur avendo lavorato 113 ore nella settimana di riprese in Brunei, per sfruttare al massimo il periodo allestero. La Studio Dragon ha inoltre negato il fatto che, pur essendoci un membro della troupe ferito, sia stato ordinato di non preoccuparsene e continuare a lavorare.

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