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ⓘ Giacobbe




Giacobbe
                                     

ⓘ Giacobbe

Giacobbe significa "il soppiantatore". Il nome deriva da ageb ossia "tallone"; fu chiamato così poiché, "al momento del parto, teneva con la mano il calcagno del fratello gemello, nato per primo e quindi destinatario del diritto di primogenitura", che poi, esattamente, contestò, così come sottrasse al fratello la benedizione paterna con linganno.

È uno dei Padri dellEbraismo nonché eroe eponimo del popolo di Israele: infatti venne soprannominato da JHWH stesso "Israele" in quanto "lottò col Signore e vinse", dalla radice shr, lottare, ed El, Signore. Le sue vicende sono narrate nel libro della Genesi.

Per tutte le Chiese Cristiane è il Terzo Patriarca.

                                     

1. Etimologia

Il nome Giacobbe deriva da aqeb ossia "tallone"; infatti Giacobbe al momento del parto teneva con la mano il calcagno del fratello gemello. Inoltre, con riferimento all’episodio in cui Giacobbe sottrasse con l’inganno la primogenitura, il nome lo si fa derivare dalla radice aqav che significa "soppiantare – tallonare". Infatti, in quell’episodio, Esaù esclama al padre Isacco: "Forse perché si chiama Giacobbe mi ha soppiantato già due volte? Già ha carpito la mia primogenitura ed ecco ora ha carpito la mia benedizione!".

Per quanto riguarda il nome Israele, secondo quanto affermato nella Bibbia, esso deriva dalla radice shr, lottare, ed El, Signore.

Il nome, teoforico come altri nomi biblici, è lunione di El Dio e sciarach: "chi combatte per il Signore" cfr. Sabaoth che significa "Signore degli Eserciti". Altre interpretazioni erano in voga negli anni 30 quando le leggi razziali naziste obbligarono ogni ebreo tedesco con primo nome non ebraico, a registrarsi con un nuovo nome, aggiuntivo e davanti al nome proprio: "Israele" se maschio, e "Sara" se femmina.

                                     

2. Famiglia

Giacobbe era figlio di Isacco e di Rebecca, che non riuscì ad avere figli per molti anni; era inoltre fratello gemello di Esaù, che nacque però per primo. Esaù era il favorito di Isacco, mentre Giacobbe della madre Rebecca. Mentre Esaù divenne un cacciatore, Giacobbe mostrava un temperamento tranquillo.

Un giorno Esaù tornò a casa affamato e stanco e pur di mangiare subito, vendette al fratello Giacobbe la primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie Genesi 25, 29-34; in seguito, quando Isacco era in punto di morte, Giacobbe obbedì alla madre Rebecca che aveva organizzato un piano per far carpire a Giacobbe stesso la benedizione prevista per Esaù indossando una pelliccia di animale, così da poter passare per il fratello, che era molto peloso. Per sottrarsi allira di Esaù, dopo la richiesta del padre Isacco, Giacobbe fuggì presso suo zio Labano; secondo, invece, unaltra tradizione "sacerdotale", contenuta sempre nel libro della Genesi, "il motivo della partenza di Giacobbe non è la collera del fratello come nella tradizione jahvista, ma l’obbligo di non sposare una donna straniera per conservare la purità del sangue e della fede".

Giacobbe lavorò, quindi, presso lo zio Labano - custodendone il bestiame - e si arricchì oltre misura truffando lo stesso zio con un espediente. Giacobbe, infatti, chiese a Labano - come compenso per il proprio lavoro - di ricevere le bestie striate, punteggiate e chiazzate, precisando: "In futuro la mia stessa onestà risponderà per me". Quindi, Giacobbe si arricchì facendo nascere gli animali striati, punteggiati e chiazzati, che avrebbe ricevuto in pagamento, solo da coppie di bestie robuste - esponendo alla loro vista durante laccoppiamento rami intagliati a strisce, secondo una credenza dellepoca - lasciando a Labano solo quelli nati da coppie deboli. Sposò, in seguito, prima Lia e poi Rachele, figlie di Labano e sue cugine, dalle quali ebbe otto figli; altri quattro figli li ebbe da due schiave, Zilpa e Bila. Dai dodici figli maschi di Giacobbe ebbero origine le dodici tribù di Israele.

                                     

3. Il sogno della scala di Giacobbe

Una notte, durante il viaggio che lo portò a nascondersi dallo zio Labano per sfuggire al fratello Esaù, Giacobbe fece un sogno Genesi 28:10-22: una scala da terra si protendeva sino in cielo, con angeli che salivano e scendevano. Nel sogno Dio gli parlava, promettendogli la terra sulla quale stava dormendo ed unimmensa discendenza e tutte le famiglie della terra saranno benedette in lui e nella sua discendenza.

                                     

4. La lotta con Dio teomachia

La notte prima dellincontro ebbe una misteriosa lotta teomachia con un uomo fino allalba. Vedendo che non riusciva a vincerlo, luomo lo colpì al nervo sciatico rendendolo claudicante, ma Giacobbe continuò a lottare, finché luomo gli chiese di lasciarlo andare. A quel punto Giacobbe gli chiese la benedizione, e luomo gli diede il nome Israele che in ebraico significa "uomo che vide la figura di Dio" o "uomo che lotta con Dio". Da questo episodio nasce il divieto, previsto dalle norme di casherut, di cibarsi di carne ovviamente di animali permessi attraversata da tagli al nervo sciatico. Osservano gli esegeti della École biblique et archéologique française i curatori della cattolica Bibbia di Gerusalemme come in questo racconto, di tradizione "jahvista", "si tratta di una lotta fisica, un corpo a corpo con Dio, in cui Giacobbe sembra dapprima trionfare. Quando ha riconosciuto il carattere soprannaturale del suo avversario, forza la sua benedizione" e, concordemente, gli studiosi del cattolico "Nuovo Grande Commentario Biblico" notano che "si tratta di un antico racconto, con motivi popolari ben conosciuti Nellattuale forma del testo questo racconto misterioso è applicato a Giacobbe ed è costruito come una lotta con Dio.".



                                     

5. Giacobbe e il figlio Giuseppe

La storia di Giacobbe si intreccia con quella del figlio prediletto Giuseppe. Quando questultimo, dopo essere stato venduto dai fratelli, divenne ministro del faraone, fece trasferire le Tribù di Israele, e Giacobbe stesso, in Egitto per salvarli dalla lunga carestia, apparsa in sogno al faraone, sotto forma di 7 vacche magre - sogno che Giuseppe interpretò. Giacobbe prima di morire rivolse a ciascuno dei suoi figli diverse benedizioni e fu seppellito accanto agli altri patriarchi, Abramo e Isacco, nel campo di Macpela.

Come tutti i patriarchi veterotestamentari, Giacobbe è venerato come santo dalla Chiesa cattolica il giorno 24 dicembre.

                                     

6. La discendenza di Giacobbe

Alcuni passi biblici - come rilevano anche gli esegeti del cattolico Nuovo Grande Commentario Biblico, della Bibbia TOB e della Bibbia di Gerusalemme - divergono in merito al numero di famigliari che entrarono in Egitto con Giacobbe:

  • Genesi 46, 26-27: Tutte le persone che entrarono con Giacobbe in Egitto, uscite dai suoi fianchi, senza le mogli dei figli di Giacobbe, sono sessantasei. I figli che nacquero a Giuseppe in Egitto sono due persone. Tutte le persone della famiglia di Giacobbe, che entrarono in Egitto, sono settanta.
  • Esodo 1, 5: Tutte le persone nate da Giacobbe erano settanta, Giuseppe si trovava già in Egitto.
  • Atti 7, 14: Giuseppe allora mandò a chiamare Giacobbe suo padre e tutta la sua parentela, settantacinque persone in tutto.
                                     

7. Sepoltura di Giacobbe

Simili divergenze si trovano in merito al luogo della sepoltura di Giacobbe:

  • Genesi 50, 13: I suoi figli lo portarono nel paese di Canaan e lo seppellirono nella caverna del campo di Macpela, quel campo che Abramo aveva acquistato, come proprietà sepolcrale, da Efron lHittita, e che si trova di fronte a Mamre.
  • Atti 7, 15-16: E Giacobbe si recò in Egitto, e qui egli morì come anche i nostri padri; essi furono poi trasportati in Sichem e posti nel sepolcro che Abramo aveva acquistato e pagato in denaro dai figli di Emor, a Sichem.

Gli studiosi dellinterconfessionale Bibbia TOB sottolineano come il passo degli Atti degli Apostoli "confonde la caverna di Macpela comprata da Abramo col campo comprato da Giacobbe a Sichem, come pure linumazione di Giacobbe a Macpela con quella di Giuseppe a Sichem", mentre gli esegeti della École biblique et archéologique française i curatori della cattolica Bibbia di Gerusalemme fanno osservare - in merito alle discrepanze in alcuni manoscritti - che tale passo degli Atti "segue una tradizione non conforme alla Bibbia: da qui le correzioni tentate da diverse varianti ". Anche allinterno dello stesso libro della Genesi si fondono poi tradizioni divergenti in merito alla sepoltura di Giacobbe.



                                     

8. Esegesi ebraica

  • Secondo lesegesi ebraica della Torah, Giacobbe fu il solo tra i Patriarchi ebrei ad avere tutti figli ebrei e Zaddiqim.
La Qabbalah afferma che rappresenta la Sefirah Tiferet e portò redenzione ad Avraham ed Isacco.
  • Giacobbe perse Ruach haQodesh e quindi parte di Profezia, sconfortato per lepisodio di Yosef, di cui non seppe sino a molti anni dopo: i due infatti si rincontrarono con molti onori, anche grazie ai fratelli ormai perdonati Parashah e Provvidenza.
  • A Giacobbe viene attribuito il merito della Tefillah di Arvit cfr Preghiera ebraica.
  • Giacobbe ebbe anche nome Israel cfr Angelo e Yeshurun cfr Urim e Tummim, questultimo "nome" correlato alla "gioia provata" da Dio per lui, terzo Patriarca ebreo.
  • Egli aveva in segreto con la sposa Rachele una "parola" che lei stessa poi rivelò alla sorella Leah cfr Matrimonio religione).
  • Giacobbe, come già gli altri Patriarchi ebrei consapevole di questo, voleva rivelare ai propri figli quanto per Profezia celato per lera messianica.
  • Esiste uno tra i Nomi di Dio nella Bibbia così definito: "Rocca" di Giacobbe.
  • Viene insegnato dai Profeti ebrei e dai Rabbanim che nellera messianica si dice: Giacobbe, divennero una sola; in quel momento egli vide in sogno angeli che salivano e scendevano da una "scala" quando poi Dio gli "parlò" cosicché esclamò: Questa è proprio la Porta del Cielo. ed io non lo sapevo secondo diverse opinioni dellEbraismo rabbinico, queglangeli furono gli stessi delle 70 Nazioni.
                                     

9. Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe

Il semplice confronto di alcuni passi nello stesso Libro della Genesi riferisce la promessa di Dio ad Abramo per una discendenza numerosa Gn 13:16, 15:5, 17:5, 22:17 quanto le stelle del cielo, la benedizione rinnovata ad Isacco nel nome di Abramo per tutte le nazioni della terra Genesi 26:4-24, e 28:24, e poi a Giacobbe Genesi 35:12 con il rinnovo della promessa della stirpe della terra data ai suoi padri.

I biblisti e gli ebraisti riportano almeno un paio di specifici motivi per pensare alla figura di Giacobbe e al suo rapporto col divino come emblema duna tipologia spirituale del tutto particolare, allinterno duna tripartizione che chiama in causa anche i primi due patriarchi ebrei.

                                     

10. Filmografia

  • Giacobbe. Reg. Peter Hall. Con Matthew Modine, Lara Flynn Boyle, Sean Bean, Giancarlo Giannini, Irene Papas, Joss Ackland. Beta/Turner/Lux/Rai/Quinta. 1994. DVD