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ⓘ Scipione Mercurio




                                     

ⓘ Scipione Mercurio

Dopo aver abbandonato la vita monastica, iniziò a girovagare per lItalia centro-settentrionale praticando lattività di medico: dapprima fu a Peschiera, poi nel 1590 si spostò nella Francia meridionale al seguito delle truppe del condottiero imperiale Girolamo di Lodron; si trasferì di nuovo a Peschiera dove acquistò delle proprietà, poi a Monselice e a Civitavecchia e ancora a Cento e a Lendinara, dove lavorò come "medico publico" stipendiato prima dallo Stato pontificio a Cento e poi dalla Repubblica di Venezia a Lendinara. Risulta anche un suo incarico di lettore di medicina svolto presso lo Studio bolognese nellanno accademico 1584-1585.

Nel 1602 o 1603, su consiglio del priore domenicano Giulio Landrano, rientrò nellOrdine dei frati predicatori presso il convento di Venezia; qui si dedicò alla spezieria e alla ristrutturazione della sacrestia e continuò a occuparsi di medicina, forse grazie a una dispensa papale. In questo periodo si recò saltuariamente ad Alessandria e a Milano, dove risulta ancora una volta reggente dello Studio di S. Eustorgio dal 1604 al 1607. Morì presumibilmente nel 1615, secondo alcuni a Venezia, ma molto più probabilmente a Roma.

                                     

1.1. Opere La comare o ricoglitrice 1596

Nel 1596 venne pubblicata a Venezia la prima edizione della Comare o ricoglitrice; si conoscono in totale ventitré edizioni dal 1596 al 1713, di cui tre in lingua tedesca due a Lipsia e una a Wittenberg: le edizioni successive riportano titoli differenti, dapprima La comare o raccoglitrice e poi La commare o raccoglitrice. Fu lunico trattato di ostetricia in volgare in uso in Italia fino al 1721, quando venne pubblicato un nuovo manuale a opera di Sebastiano Melli dal titolo La comare levatrice.

Il manuale è suddiviso in tre volumi: il primo volume è dedicato al parto normale; il secondo al parto difficile, allaborto e al parto cesareo; il terzo alle malattie ostetriche, ginecologiche e pediatriche. Loriginalità del trattato – poco innovativo per quanto riguarda i contenuti le nozioni anatomico-scientifiche – risiede nella lingua utilizzata, il volgare romano anziché il latino: lintento volgarizzatore rivela la volontà da parte dellautore di raggiungere un pubblico più vasto e di prendere le distanze da una visione elitaria della medicina, diffusa tra gli altri autori dellepoca. Il manuale è direttamente indirizzato alle levatrici, ma la ricchezza di citazioni erudite e letterarie fa pensare che si tratti di un mero espediente letterario e che i reali destinatari dellopera fossero uomini borghesi e medici.

Nel trattato è rilevabile la commistione – tipica della medicina dellepoca – di rimedi terapeutici antico-medievali, delle più recenti scoperte anatomico-scientifiche e del sapere pratico e popolare delle levatrici; inoltre, le nozioni della medicina classica non sono accettate acriticamente, bensì riviste alla luce di uno spirito propenso alla sperimentazione. La farmacopea e la pratica terapeutica descritte nel manuale prevedono il ricorso a diete, tisane, unguenti e suffumigi ma anche a formule e amuleti, nella convinzione che essi possano operare secondo "proprietà occulte", cioè secondo forze non visibili. Nonostante la predisposizione alla prova diretta di cui dà prova lautore, le raffigurazioni le descrizioni anatomiche relative agli organi genitali femminili paiono ancora fortemente pregiudicate da teorie risalenti alla medicina classica: ne sono un esempio la raffigurazione dellapparato genitale femminile come la "versione rovesciata" dellapparato genitale maschile, secondo unantica concezione filosofica messa in discussione già nel 1561 dalle scoperte anatomiche di Gabriele Falloppio.

Secondo lautore la levatrice deve possedere unottima esperienza pratica per gestire le problematiche che possono insorgere prima, durante e dopo il parto e per prendersi cura della madre e del neonato: per fare ciò, oltre alla propria manualità, essa dispone anche di rasoi, uncini e assistenti varie. Deve essere forte e in buona salute, scaltra, affabile e allegra nel confortare le partorienti.

Lautore è convinto sostenitore della teoria immaginazionista, secondo la quale la madre può imprimere sul corpo del feto immagini e forme che derivano dalla propria immaginazione e dalle proprie voglie. Inoltre, tratta del parto cesareo così come è stato descritto dal medico francese François Rousset, sostenendo di aver sentito parlare per la prima volta di questa pratica nel suo periodo di permanenza in Francia e decantandone le qualità.

                                     

1.2. Opere Degli errori popolari dItalia 1603

Nel 1603 venne pubblicato a Venezia Degli errori popolari dItalia con lapprovazione dei confratelli e del Consiglio dei dieci. Lopera è composta da sette volumi, ciascuno preceduto da una lettera dedicatoria le epistole furono poi eliminate nelle edizioni successive, ed è suddivisa in due parti: i primi sei libri trattano degli errori commessi nei confronti della medicina, del medico e del paziente, mentre lultimo libro tratta degli errori commessi nello stile di vita.

Secondo lautore, la medicina è una scienza creata da Dio a beneficio degli uomini affinché essi possano vivere in salute. Essa si basa sulla conoscenza degli autori antichi Ippocrate e Galeno e sulla teoria umorale, sebbene un medico non possa definirsi tale senza unottima cultura filosofica e generale; in particolare, lautore auspica lo studio dellanatomia e la pratica della chirurgia da parte dei medici, ribadendone limportanza in controtendenza rispetto alla tradizione allora diffusa che considerava la chirurgia come una pratica ignobile e lanatomia come una disciplina interdetta. Lautore descrive con cura e pertinenza le istituzioni sanitarie pubbliche italiane ne augura il buon funzionamento al fine di controllare loperato di medici e chirurghi e di verificarne la preparazione. Anche negli Errori è rilevabile la commistione di teorie scientifiche e pratiche superstiziose e popolari già presente nella Comare e tipica della medicina dellepoca.

Negli Errori è presente una preoccupazione controriformistica assente dalla Comare, probabilmente dovuta al riavvicinamento allOrdine e alla senilità: oltre agli attacchi rivolti contro eretici, streghe ed ebrei, si possono rilevare anche critiche contro i ciarlatani accusati di proporre rimedi medicinali nonostante la loro ignoranza della farmacopea e contro le levatrici stesse dipinte come possibili streghe, a differenza della Comare in cui se ne restituisce unimmagine sostanzialmente positiva.

                                     

1.3. Opere Altre opere

Oltre alla Comare o ricoglitrice e agli Errori popolari dItalia, i biografi antichi diedero notizie di altre opere che sarebbero state prodotte dallautore: Del mal francese, Alcuni scritti sopra la prima parte degli aforismi d’Hippocrate, L’orologio della sanità, Il cortigiano catholico e I commenti sopra le sette giornate della creazione del mondo di Torquato Tasso. Le ultime due opere non sono mai state rinvenute nei repertori bibliografici; L’orologio della sanità è in realtà il sottotitolo del secondo volume degli Errori, per cui si tratterebbe di un malinteso e non di due opere differenti; infine, Del mal francese e gli Aforismi d’Hippocrate si sono rivelate essere due lezioni del maestro Zecchi, la cui trascrizione e pubblicazione furono curate da Mercurio.