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ⓘ Storia della peste




                                     

ⓘ Storia della peste

La storia della peste comprende tre grandi pandemie che hanno colpito gli umani a cui gli storici e paleopatologi attribuiscono, non senza alcuni pareri discordanti, la responsabilità al batterio Yersinia pestis agente eziologico della peste.

Poiché anticamente il termine" peste” è stato utilizzato per indicare genericamente una" sventura”, una" rovina”, vi è il dubbio se attribuire molte epidemie del passato allo Yersinia pestis o ad altri agenti patogeni. Per esempio è stato suggerito che la celebre peste di Atene, raccontata da Tucidide e che colpì la città nel 430 a.C., sia stata in realtà unepidemia di vaiolo. Altre probabilmente potrebbero essere state causate dalla varicella o dal morbillo.

Come detto, nonostante alcuni dubbi sollevati, grazie allo studio dei documenti storici e analisi di paleopatologia, oggi inizi del XXI secolo si ritiene che il batterio Y. pestis, sia stato il responsabile, lungo la storia umana, di tre grandi pandemie che hanno procurato milioni di vittime si parla di circa 200 milioni anche se è una cifra incerta. La prima di esse fu la peste di Giustiniano che si diffuse da Costantinopoli a tutti i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo nel VI secolo, la seconda è conosciuta come peste nera arrivò dallAsia e dilagò in Europa intorno alla metà del XIV secolo per poi ripresentarsi ad intermittenza per oltre tre secoli, mentre la terza ebbe inizio in Cina durante la metà del XIX secolo.

Si ipotizza, inoltre, che ognuna di queste pandemie sia da attribuire ad una diversa variante biochimica dello Y. pestis, rispettivamente quella denominata Antiqua ancora presente in Africa e Asia centrale, Medievalis oggi solo in Asia centrale e Orientalis distribuita oggi globalmente.

                                     

1. Prima pandemia

Gli storici collocano linizio della cosiddetta "peste di Giustiniano" presso Pelusio, in Egitto a cui era giunta dallEtiopia. Da qui si diffuse velocemente verso Costantinopoli, allepoca capitale dellImpero Romano dOriente, flagellandola in particolare tra il 541 e il 544 durante il regno dellimperatore Giustiniano. Raccontata con dovizia di particolari dallo storico Procopio di Cesarea, sembra che sia stata responsabile della morte di circa il 40% della popolazione della capitale bizantina per poi propagarsi, ad ondate, per tutta larea mediterranea fino al 750 circa, favorita anche dallo spostamento degli eserciti in occasione della guerra gotica, arrivando pertanto ad essere considerata la prima pandemia della storia. Anche il mondo musulmano non fu risparmiato; a partire dallEgira si conoscono almeno cinque pestilenze: la" peste di Shirawayh” 627-628, la" peste di Amwas” 638-639, la" peste violenta” 688-689, la" peste delle vergini” 706 e la peste dei notabili 716-717.

Non è facile determinare il numero esatto delle vittime gli storici coevi esagerarono il computo, arrivando a stimare un valore ben superiore alla popolazione di quellepoca comunque si rileva che a quel tempo si ebbe uno spopolamento delle regioni colpite stimato intorno al 50-60%, tuttavia è da considerare che altre cause, tra cui guerre e ulteriori epidemie come quelle di vaiolo, hanno certamente influito sulla mortalità. Le stime più accreditate indicano comunque un numero di vittime compreso tra i 50 e i 100 milioni.

                                     

2. Seconda pandemia

La pandemia più celebre e devastate fu quella che dilagò intorno alla metà del XIV secolo e nota come" peste nera”. Importata dal nord della Cina attraverso lImpero mongolo, si diffuse in fasi successive alla Turchia asiatica ed europea per poi raggiungere la Grecia, lEgitto e la penisola balcanica; nel 1347 si trasmise alla Sicilia e da lì a Genova; nel 1348 la peste nera aveva infettato la Svizzera tranne il cantone dei Grigioni e tutta la penisola italica tranne Milano; particolarmente violenta fu lepidemia a Firenze, dove Giovanni Boccaccio ne fu testimone e compose il Decameron. Dalla Svizzera si allargò in Francia e in Spagna; nel 1349 raggiunse lInghilterra, la Scozia e lIrlanda; nel 1353, dopo aver infettato tutta lEuropa, i focolai della malattia si ridussero fino a scomparire. Secondo alcuni studi uccise almeno un terzo della popolazione del continente, portandola probabilmente da 45 milioni a 35–37.5 milioni.

Al termine della grande pandemia della peste nera per la popolazione europea iniziò un periodo di continuo ripresentarsi della malattia con le conseguenti numerose vittime, seppur in misura minore rispetto alla prima ondata. È stato osservato che, tra il 1347 e il 1480, la peste colpì le maggiori città europee ad intervalli di circa 6-12 anni affliggendo, in particolare, i giovani le fasce più povere della popolazione. A partire dal 1480 la frequenza iniziò a diminuire, attestandosi ad unepidemia ogni 15-20 anni circa, ma con effetti sulla popolazione non certo minori.

Visto il continuo ripresentarsi dellepidemia, le autorità cittadine europee, un po dovunque, adottarono misure per prevenirle o, perlomeno, per limitarne gli effetti. Milano fu una delle prime città a muoversi in tal senso, istituendo un ufficio di sanità permanente nel 1450 e realizzando il lazzaretto di San Gregorio nel 1488 progettato con la possibilità di espandere la propria capienza in caso di epidemia conclamata. Nel 1486 fu la volta di Venezia nellistituire degli organismi permanenti di controllo, a Firenze si dovette aspettare il 1527. Parigi ne costituì uno nel 1580, ma già da circa 30 anni aveva affrontato il problema con lemanazione di ordinanze e norme per affrontare le epidemie; a Troyes e a Reims gli uffici di sanità vennero creati, rispettivamente, nel 1517 e nel 1522. Verso la fine del XVI secolo, Amsterdam istituì un servizio di rimozione dei rifiuti dalle strade, al fine di migliorare le condizioni igieniche nel tentativo di prevenire focolai epidemici, costruì un lazzaretto, e decise di porre un medico professionista tra i magistrati che si occupavano della sanità pubblica. A Londra si preferì ancora, in caso di epidemia, alla segregazione domiciliare piuttosto del confinamento in un lazzaretto.

Nonostante ladozione di tutti questi accorgimenti, la peste continuò a ripresentarsi e a mietere vittime. Notevoli epidemie si registrarono nel territorio milanese nel biennio 1576-1577, a San Cristóbal de La Laguna del 1582, nellItalia settentrionale nel 1630 raccontata anche da Alessandro Manzoni nei Promessi sposi e a Siviglia tra il 1647 e il 1652. Nel 1661 limpero ottomano fu pesantemente colpito mentre, tra il 1663 e il 1664 unepidemia si propagò nella repubblica olandese uccidendo 35 000 persone nella sola Amsterdam. La Grande peste di Londra colpì la capitale britannica tra il 1665 e il 1666, causando la morte di un numero di persone compreso tra i 75 000 e 100 000, vale a dire più di un quinto dellintera popolazione della città. Lultima grande epidemia, e una delle più devastanti che abbia afflitto una grande città, fu quella che interessò Marsiglia nel 1720 arrivando ad uccidere quasi il 50% di tutta la popolazione cittadina, a cui si dovettero aggiungere le vittime residenti nelle zone limitrofe.

                                     

3. Terza epidemia

Si presume che linizio della terza epidemia sia da collocarsi nella provincia cinese di Yu ̈nnan nel 1855. Per via dello spostamento di truppe, la malattia si diffuse velocemente arrivando a colpire Hong Kong e Canton nel 1894, Bombay nel 1898, mentre negli anni seguenti, grazie ai piroscafi, la propagazione raggiunse lAfrica, lEuropa, le Hawaii, lIndia, il Giappone, le Filippine e il Sud America. Si stima che tra il 1898 e il 1918 morirono di peste circa 12.5 milioni di indiani.

Nel giugno del 1894, durante lepidemia di Hong Kong, Alexandre Yersin e Shibasaburo Kitasato annunciarono indipendentemente, a pochi giorni luno dallaltro, lisolamento del batterio responsabile. Sebbene inizialmente la scoperta venne attribuita a Kitasato, la descrizione di Yersin fu quella più accurata ed inoltre fu lui ad utilizzare, due anni più tardi, un antisiero per curare un paziente. A Yersin è accreditato anche laver stabilito la correlazione tra la peste e i ratti.

Nel 1897, durante lepidemia che colpì lIndia, Masanori Ogata e Paul-Louis Simond, scoprirono indipendentemente il ruolo della pulce nella trasmissione della malattia. Nello stesso anno, Waldemar Haffkine dimostrò lefficacia del vaccino da lui messo a punto, mentre in occasione dellepidemia che imperversò in Manciuria tra il 1910 e il 1911, Wu Lien Teh identificò la forma polmonare della condizione e mise a punto delle misure contenitive per la sua diffusione tramite via aerea.

Per il resto del XX secolo i focolai della malattia continuarono ma con tassi di mortalità di molto inferiori alle precedenti epidemie, grazie allintroduzione di efficaci misure di sanità pubblica e, a partire dagli anni 1950, degli antibiotici. Tuttavia, la peste è rimasta come malattia enzootica dei roditori in quasi tutto il mondo ad esclusione dellAustralia.