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ⓘ Legge sulla libertà di coscienza e lo status giuridico delle chiese




                                     

ⓘ Legge sulla libertà di coscienza e lo status giuridico delle chiese

La Legge sulla libertà di coscienza e lo status giuridico delle chiese, nota anche come legge CCVI del 2011 sul diritto alla libertà di coscienza e di religione, nonché lo status giuridico delle chiese, delle denominazioni religiose e delle comunità religiose è una legge quadro organica della Repubblica ungherese che disciplina lesercizio del diritto alla libertà di culto e di coscienza, stabilendo lelenco di Chiese, delle comunità e dei movimenti religiosi ufficialmente riconosciuti dallo Stato ungherese.

Tale riforma della laicità dello Stato, di orientamento radicalmente conservatore, fu molto avversata in Ungheria e segnò un punto di rottura rispetto alla legislazione ereditata dalla dittatura comunista, ancora vigente. Le legge ha restaurato il regime vigente fino al 1947, che era caratterizzato da una politica gerarchica di tassazione e di sovvenzioni da parte della pubblica autorità.

La norma sottrae ai tribunali dello Stato la facoltà del riconoscimento legale delle Chiese, ponendolo in capo al Governo e al suo Ministro del Culto che svolge il primo e inappellabile filtro sulla rosa di denominazioni candidabili al voto parlamentare. Solo in una seconda fase, è previsto il requisito dei voti favorevoli da parte dei due terzi dei deputati. I tribunali si basavano sullunico requisito della manifestazione pubblica di volontà da parte di 100 cittadini ungheresi, laddove la legge introduce un sistema di requisiti più articolato, che comprende lobbligo di 1.000 firme scritte autenticate.

La legge vieta alle Chiese di perseguire obbiettivi politici, di impegnarsi in attività psicologiche, parapsicologiche o mediche e ancor meno svolgere un ruolo economico o imprenditoriale, se non indirizzate al proprio fine artt. 28 e 29 statutario e naturale. Ad esse è concesso unicamente di oltrepassare il limite del culto, investendo nei settori della formazione, dellistruzione secondaria e superiore. Inoltre, impone un forte controllo statale sulle iniziative di beneficenza, di assistenza e tutela della famiglia, dei minori, dellambiente e delle associazioni sportive. Introduce una disciplina della privacy che vieta allISTAT nazionale e alle chiese stesse di raccogliere e divulgare dati in merito allappartenenza religiosa dei propri fedeli, senza il loro esplicito consenso, unitamente al contestuale diritto di non manifestare la propria appartenenza religiosa.

Lelenco originale di 14 Chiese ebraico-cristiane riconosciute dallo Stato è stato ampliato nel 2013 con linserimento di molteplici comunità Buddhiste e di due soggetti in rappresentanza delle comunità islamiche ungheresi. registrazione con "personalità giuridica ecclesiale interna"

                                     

1.1. Iter legislativo La prima legge e il suo annullamento da parte della Corte costituzionale

Il 14 giugno 2011, quattro deputati del Partito popolare democratico cristiano KDNP depositano in Parlamento il testo del disegno di legge C del 2011. Dopo un dibattito parlamentare svoltosi il 23 giugno, il 28 giugno e l11 luglio, lassemblea legislativa approva la norma il 12 luglio. Sei giorni dopo, il Presidente della Repubblica ungherese Pal Schmitt controfirma la legge, che il 19/07 viene pubblicato nella Gazzetta Uiciale del Paese Magyar Közlöny.

Il 19 dicembre 2011, la Corte Costituzionale annulla lintero dispositivo, dichiarandolo "incostituzionale per effetto di una lesione del diritto pubblico". Il comunicato stampa specifica che "molteplici ricorsi -da parte di persone fisiche, di persone giuridiche e di Chiese - sono stati presentati alla Corte costituzionale", sostenendo che violava tra laltro "il diritto alla libertà di religione, il principio della separazione tra Stato e Chiese, il principio dello stato di diritto, il diritto di appello, il diritto ad un procedimento legislativo regolamentare, nonché la conformità al diritto nazionale e al diritto internazionale".

La Corte rileva un vizio procedurale per violazione di un articolo del Regolamento Parlamentare relativo alle "condizioni per il deposito delle richieste di emendamento prima del voto finale". Più precisamente, mentre il testo iniziale delegava ai tribunali la competenza per il riconoscimento delle Chiese allinterno dellordinamento ungherese, il giorno prima del voto finale -l11 luglio- era stata presentata una proposta di modifica sostanziale che prevedeva di rendere obbligatoria una maggioranza qualificata pari ai due terzi dei deputati per tale tipo di riconoscimento. La Corte ha ritenuto tale "illegalità procedurale così grave" da motivare lannullamento dellintera legge.

In seguito a tale annullamento, il governo ottiene la modifica dei Regolamenti dellAssemblea in modo che qualsiasi tipo di emendamento -sostanziale e non- sia dichiarato legale e ammesso alla discussione o alla ratifica in aula fino al giorno calendarizzato per il voto del testo definitivo.

Lesigenza di una norma relativa alla disciplina del rapporto fra Stato e Chiese è esplicitamente prevista dallart. 7-"Libertà e responsabilità" della Costituzione ungherese e legittimata in conseguenza dellart. 17 del TFUE.

                                     

1.2. Iter legislativo Ladozione della seconda legge

Il 21 dicembre, János Lázár, capogruppo parlamentare Fidesz-MPSz, presenta un nuovo ddl quadro sulle chiese, che riprende gli elementi essenziali della legge annullata, cercando allo stesso tempo di migliorare la coerenza interna del complesso articolato. Concludso il dibattito del 28 dicembre, 30 dicembre alle ore quattro del pomeriggio viene approvata la legge numero CCVI, che viene controfirmata dal presidente Schmitt la sera stessa, ed infine pubblicata il 31 dicembre sul Magyar Közlöny, in tempo utile per la sua entrata in vigore il 1º gennaio del nuovo anno. La legge passa con 256 voti favorevoli e 36 contrari, di cui: 255 voti del FIDESZ e del KDNP, 1 deputato uscito dal partito Jobbik, contro 36 voti contrari tutti dello Jobbik, in assenza dei rappresentanti La Politica può essere Diversa LMP, MSZP e dellex-MSZP.

                                     

2.1. Contenuti Preambolo

La Legge CCVI del 2011 sostituisce la Legge IV del 1990, il cui preambolo affermava che le "Chiese, le confessioni le comunità religiose in Ungheria sono componenti della società di importanza eminente, portatori di valori e creatori di coesione", che in virtù delle loro attività in campo spirituale, hanno svolto un ruolo significativo nella vita del Paese attraverso le proprie attività culturali, educative e di insegnamento, sociali e sanitarie. La legge mirava quindi a ripristinare un effettivo diritto alla libertà di coscienza e di culto in conformità al principio di tolleranza, tracciando un punto rottura totale con la condotta ostile e antireligiosa del regime comunista, laddove la legge del 1990 si limitava semplicemente a garantire lindipendenza delle chiese entro una cornice legislativa per le loro relazioni con lo Stato.

La legge del 2011 si pone in continuità con quella del 1990, rafforzando lo sviluppo delle attività non culturali, allinterno di una logica di controllo molto forte della vita sociale e dellistruzione in particolare dellistruzione superiore, delle iniziative di beneficenza, di protezione della famiglia, dei bambini e dei giovani, della tutela dellambiente, così come delle associazioni sportive. Se il preambolo riconosce la natura imperativa e il requisito costituzionale di un funzionamento separato dello Stato e delle Chiese, purtuttavia insistere sullesigenza di promuovere relazioni privilegiate nel nome di una "collaborazione reciprocamente vantaggiosa". Questa relazione di privilegio è simbolicamente rafforzata dal riconoscimento dal ruolo storico riconosciuto ai movimenti religiosi nella genesi dellUngheria. In effetti, la legge rende le Chiese ungheresi un elemento decisivo dellunità nazionale in comunione con i Magiari doltremare residenti in Romania, Slovacchia, Serbia, Austria, Croazia, Slovenia e Ucraina.

La norma si richiama alla Legge IV dellanno 1990 sulla libertà di coscienza e di religione, nonché sulle Chiese; alla Dichiarazione universale dei diritti delluomo, alla Convenzione sulla difesa dei diritti delluomo e delle libertà fondamentali; allarticolo 17 del Trattato sul funzionamento dellUnione europea che stabilisce che lUnione Europea rispetti e non rechi pregiudizio, allo status esistente delle chiese e associazioni o comunità religiose negli Stati membri, in virtù del diritto naturale. Lobbligo di rispetto è esteso alle organizzazioni filosofiche e non confessionali, cone le quali lUnione si impegna a mantenere un dialogo aperto, trasparente e regolare.



                                     

2.2. Contenuti Il diritto alla libertà di coscienza e di religione

Il titolo è modellato sullomonimo della legge del 1990, ma viene significativamente emendato in alcuni punti. La differenza più significativa rispetto alla legge del 1990 è labrogazione del "diritto di scisma", della possibilità di fondare una nuova Chiesa o una nuova comunità religiosa da parte di gruppi di persone che accettano le stesse prescrizioni per la pratica delladorazione di Dio.

Larticolo 1 sulla libertà di coscienza e di religione indica esplicitamente che lUngheria riconosce la libertà di coscienza e di religione, laddove la precedente legge del 1990 specificava che si trattava di una libertà pubblica fondamentale dellessere umano, per la quale ognuno era soggetto di un diritto all"esercizio pacifico di cui" la Repubblica è garante. Il nuovo testo qualifica la libertà di scegliere, adottare, mutare, manifestare e professare una religione o altra convinzione come una forma e un modo della libertà di coscienza: in particolare, viene tutelata la libertà di manifestare il proprio credo religioso o altra convinzione sotto forma di attività religiose o in altro modo, in forma sia individuale che collettiva, nello spazio privato e in quello pubblico. Inoltre, viene garantito il diritto al proselitismo, anche sotto forma di educazione religiosa, e, simmetricamente, il diritto a non manifestare alcuna appartenenza religiosa o credenza.

Larticolo 2 tutela la libertà di coscienza e di religione dei membri di organizzazioni quali istituti scolastici, sanitari, sociali, di assistenza familiare, minorile e giovanile e dei carcerati. Il diritto alla libertà di coscienza e di religione è esteso anche al personale in servizio delle forze dellordine e della difesa nazionale.

Larticolo 3 riconosce ai genitori del bambino o al suo tutore il diritto di decidere della sua educazione morale e religiosa, garantendola fino al compimento della maggior età. La discriminazione basata su religione o convinzioni filosofiche è severamente vietata dallarticolo 4. Nello stesso spirito, larticolo 5 vieta alle autorità pubbliche e ai pubblici ufficiali di raccogliere dati e di realizzare schedature della popolazione, in base allappartenenza religiosa dei cittadini. Durante il censimento, notizie inerenti lappartenenza religiosa possono essere richieste solo in modo anonimo e facoltativo.

                                     

2.3. Contenuti Lo status giuridico di chiese, confessioni religiose e comunità religiose

Questo capitolo è quasi del tutto nuovo poiché specifica, in modo piuttosto confuso, il nuovo sistema giuridico che ora si applica alle confessioni religiose. Se fino al 1990 era sufficiente un quorum di 100 persone pronte a dichiararsi membri della stessa comunità spirituale per ottenere da un tribunale la soggettività giuridica, la nuova norma rende il riconoscimento di tale diritto più difficile e discrezionale, a seconda del ministro incaricato del culto. Le chiese vengono riconosciute come ufficiali a seguito di un voto degli Országgyűlés su proposta del governo. La legge introduce anche unautonomia legale speciale per due nuove categorie: "Istituti della Chiesa" e "Persone della Chiesa".

Lattività religiosa

Larticolo 6 definisce cosa sia unattività religiosa, stabilendo il principio di un riferimento a unideologia tendente al soprannaturale, organizzato da un sistema dogmatico, i cui principi tendono a spiegare lintera realtà, abbracciando la persona umana mediante requisiti di comportamento individuale che non violano la morale e la dignità della specie. Questo articolo specifica inoltre che a tal fine le Chiese non devono perseguire obbiettivi politici, non devono impegnarsi in attività psicologiche, parapsicologiche o mediche e ancor meno svolgere un ruolo economico o imprenditoriale. Ad esse è concesso unicamente di oltrepassare il limite del culto, investendo nei settori della formazione, dellistruzione secondaria e superiore.

Secondo larticolo 7, si considera come una Chiesa qualsiasi "entità autonoma composta da persone fisiche che professano gli stessi dogmi, organizzate in comunità, che funziona principalmente con lo scopo di praticare unattività religiosa". Come era già previsto dalla legge del 1990, anche le confessioni le comunità religiose non cristiane possono essere qualificate giuridicamente. Queste Chiese possono essere create soltanto da persone fisiche capaci di intendere e volere, residenti in Ungheria e che professano gli stessi dogmi. La pratica di unattività religiosa è ammessa nel rigoroso quadro della Legge fondamentale, nel rispetto delle norme di legge, della dignità umana e della libertà delle altre comunità. Solamente 14 denominazioni autorizzate in appendice possono legittimanente utilizzare il titolo di chiesa.

Articolo 8: rapporti con lo Stato. Dopo aver sostanzialmente adottato il principio già stabilito dalla legge del 1990 "In Ungheria, lo Stato le Chiese funzionano separatamente", la nuova legge aggiunge che "lo Stato coopera con le Chiese nel perseguimento degli obiettivi collettivi e che può "stipulare accordi con esse.al fine di garantire il funzionamento delle Chiese con un sostegno sociale significativo, con un riguardo ai valori storici e culturali", e di sovvenzionare settori di interesse pubblico. Ciò che sembra designare in via prioritaria le cosiddette chiese "storiche", che sono: la Chiesa cattolica ungherese le chiese greco-cattoliche ad essa affiliate, la Chiesa riformata ungherese e la Chiesa evangelica dUngheria.

Articolo 9: parità di trattamento. In contraddizione con larticolo precedente, cita la legge del 1990: "Le chiese sono soggette agli stessi obblighi e godono degli stessi diritti". tuttavia, gli "obblighi" sono menzionati prima dei "diritti").Prima di spiegare in modo piuttosto vago che "lo Stato può tenere conto delleffettivo ruolo sociale delle Chiese, delle attività di interesse pubblico da esse svolto, sia in sede legiferante che nelle relazioni bilaterali Stato-Chiesa.

Articolo 10: controllo e autonomia. Questo articolo incorpora concetti già presenti nella legge del 1990, che recita: "lo Stato non può operare e non può creare unentità per dirigere e controllare le chiese", "la coercizione statale non può essere usata per far rispettare i dogmi le regole interne delle chiese", aggiungendo che le decisioni prese dalle loro organizzazioni" che non possono essere riesaminate dalle "autorità statali". Inoltre, si afferma che "un ente statale non può modificare o annullare una decisione basata sul diritto ecclesiastico interno di una Chiesa dotata di personalità giuridica, istruzione, formazione, sanità, beneficenza, sociale, famiglia, figlio e giovani, nonché cultura e sport". I requisiti di ammissione, assunzione e licenziamento possono essere "allineati con il punto di vista ideologico dellistituzione della chiesa e necessarie alla conservazione della propria identità".

Articolo 13 -le persone di Chiesa. La persona di Chiesa è definita come "una persona fisica che presta un servizio secondo le regole interne di una chiesa e che pertanto è qualificato come il rappresentante competente di essa.Esegue il suo servizio mediante un contratto di servizio ecclesiale, un contratto di lavoro o un altro contratto legale. Tale tipo di soggetto giuridico -la perosna di Chiesa- "non è tenuta a comunicare allautorità statale le informazioni ricevute nellespletamento del proprio servizio spirituale" con riguardo alla sfera giuridica delle persone allusione al segreto della Confessione e beneficia "di una maggior tutela in materia di reati e di diritto penale".

                                     

2.4. Contenuti Le norme relative alla registrazione delle chiese

Articoli 14 e 15: le condizioni per chiedere il riconoscimento dello status di chiesa." La richiesta di registrazione come chiesa può essere presentata al ministro responsabile del cult da parte del "rappresentante di unassociazione con unattività parzialmente religiosa". Il deposito dellistanza è ammesso solo lassociazione "svolge unattività principalmente religiosa", "ha una professione di fede che comprende la parte principale della sua dottrina e dei riti", "opera nel territorio ungherese come associazione, in forma organizzata, da almeno ventanni", ha "statuti approvati, un atto istitutivo, leggi interne, norme organizzative e funzionamento o altre regole", organi direttivi e di rappresentanza eletti o nominati”. I suoi membri devono anche dichiarare "che lattività dellente da essi fondato non opera in modo difforme dalla Legge Fondamentale, non contravviene alle norme di legge, né viola altri diritti e libertà”. Oltre a documenti molto eterogenei tra loro ed idonei a provare o certificare tutti questi punti, la richiesta deve essere corredata dai dati personali dei membri esecutivi e dalle firma di almeno mille persone fisiche con relativa indicazione della residenza in Ungheria.

Articoli da 16 a 18: la procedura di registrazione. Il primo filtro delle richieste di registrazione è rappresentato dal ministro del culto, che tiene conto anche dellesistenza di un potenziale "rischio per la sicurezza nazionale". Egli ha facoltà di:

  • trasmettere "allAssemblea Nazionale la richiesta di registrazione come chiesa"
  • rigettare la richiesta senza possibilità di appello allAssemblea;
  • in caso di dubbi, rivolgersi ad un esperto indipendente al fine di "chiedere a un esperto di chiarire la validità delle condizioni relative allattività religiosa".

In caso di diniego, lentità richiedente non può presentare una nuova richiesta per almeno un anno. Quando viene invece concessa la registrazione, lentità diviene "chiesa" e ottiene un numero identificativo. La norme prevede un iter semplificato, detto registrazione con "personalità giuridica ecclesiale interna", per il quale il Ministro si limita ad effettuare un controllo "solo da un punto di vista strettamente formale".



                                     

3. Il funzionamento delle Chiese

Articoli 19 e 20: attività e entrate. Larticolo 19 specifica che se la loro attività è "principalmente religiosa", le chiese possono anche avere "unattività di interesse generale" assumere la loro parte "di servizi che creano valori nella società" e "altre attività", "economiche e imprenditoriali" e non, "al fine di perseguire i propri obbiettivi". Esse hanno anche il potere di "creare e partecipare a imprese e servizi civili". Per quanto riguarda le loro "attività e strutture di interesse generale", "hanno diritto a ricevere sussidi di bilancio al pari degli istituti statali o delle comunità che svolgono unattività simile. In queste sedi, le condizioni di lavoro sono allineate con le norme del diritto del lavoro per quanto riguarda i salari, lorario lavorativo e i turni di riposo". Lo stesso vale per le "misure nazionali di politica salariale relative ai dipendenti di istituti statali o di comunità" che si applicano "alle stesse condizioni ai dipendenti" di tali istituti di interesse generale.

Larticolo 20, dopo aver brevemente menzionato le donazioni possono chiedere al ministro di trasmettere "allAssemblea Nazionale la loro richiesta di registrazione come chiesa". Se omettono di inoltrare la richiesta ovvero se "la decisione relativa al proseguimento della loro attività è negativa", vengono sciolte e qualificate come semplici associazioni, che "devono essere considerate entità civili", e che per poter beneficiare della percentuale di imposta sul reddito attribuibile dalle persone fisiche, devono conformarsi alla legge delle associazioni prima del 30 giugno 2012. Gli eventuali istituti di istruzione pubblica dellex Chiese cessano di essere finanziati dallo Stato a decorrere dal 1º settembre 2012 primo giorno dellanno scolastico.

Articoli 37 e 38. L articolo 37 modifica gli stessi termini della legge sulla sicurezza sociale del 1993 e della legge sulla protezione dellinfanzia del 1997. Larticolo 38 specifica che le parti "organiche" della norma, modificabili solo con un voto di due terzi dei deputati, sono i titoli da II a V e lappendice che contiene la tabella delle 14 chiese registrate.

                                     

4. Chiese e comunità religiose riconosciute

Nel disegno di legge iniziale depositato dai 4 deputati cristiano-democratici era previsto il riconoscimento di tredici chiese, alle quali fu aggiunto in extremis la denominazione Assemblea della Fede. Secondo il sito web Index.hu, i leader della Chiesa riformata dUngheria e della Chiesa evangelica dUngheria avrebbero scritto a János Lázár, leader del gruppo parlamentare Fidesz-MPSz, chiedendo che la nuova legge riconoscesse lo status di Chiesa a "tutte le religioni del mondo le comunità religiose che hanno assicurato lattuazione dei propri insegnamenti e i cui servizi sociali abbianio migliorato la sorte collettiva dei più poveri e degli esclusi". Tale definizione avrebbe portato ad includere nellelenco almeno altre dodici denominazion, delle quali avrebbero fatto parte la chiesa metodista, quella anglicana, lEsercito della salvezza e di Krishna. Pare che il primo ministro Viktor Orbán abbia invece deciso di congelare la lista di 14 nominativi:

  • lesarcato ungherese ortodosso del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli;
  • la comunità israelita ortodossa autonoma ungherese;
  • il Distretto ecclesiastico unitario dellUngheria Chiesa ungherese unitaria;
  • la Chiesa evangelica ungherese protestanti luterani;
  • la Chiesa riformata dUngheria protestanti calvinisti;
  • la Chiesa bulgara ortodossa dUngheria;
  • lAssemblea della Fede.
  • la Federazione delle comunità ebraiche dUngheria;
  • la chiesa battista ungherese;
  • la diocesi ortodossa rumena di Ungheria;
  • la Chiesa cattolica ungherese;
  • la comunità unita israelita dUngheria;
  • la diocesi ortodossa russa dUngheria;
  • lEparchia di Buda della Chiesa ortodossa di Serbia;

Dallelenco restò quindi esclusa la religione maomettana, fatto che espone al rischio di graduale chiusura i luoghi di culto dellIslam presenti a Budapest. I criteri per stabilire tale elenco sono molto legati alla promozione delle chiese nazionali ungheresi e alla conservazione dei culti delle tredici minoranze nazionali e etniche ufficialmente riconosciute dalla legislazione nazionale.

                                     

5. Emendamenti successivi al testo del 2011

Dal 2013 legge VII del 2012 art. 1-3, legge CXXXIII del 2013 art. 20 § g, lelenco delle chiese riconosciute comprende, oltre a quelle definite dalla legge iniziale, le seguenti chiese:

  • Chiesa avventista del settimo giorno Hetednapi Adventista Egyház;
  • Chiesa pentecostale ungherese Magyar Pünkösdi Egyház;
  • Chiesa copta ortodossa dUngheria Magyarországi Kopt Ortodox Egyház;
  • Chiesa episcopale anglicana di Santa Margherita Szent Margit Anglikán Episzkopális Egyház;
  • Comunità musulmana ungherese Magyar Iszlám Közösség;
  • Organizzazione dei musulmani ungheresi Magyarországi Muszlimok Egyháza;
  • Consiglio musulmano ungherese Magyarországi Iszlám Tanács, composto da
  • Chiesa metodista ungherese Magyarországi Metodista Egyház;
  • Assemblea della Transilvania Erdélyi Gyülekezet, protestanti calvinisti;
  • Missione buddista Misszió, buddismo tibetano
  • Comunità buddista Diamond Way Gyémánt Út Buddhista Közösség.
  • Chiesa buddista cinese ungherese Chan Magyarországi Kínai Chanbuddhista Egyház;
  • Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni Az Utolsó Napok Szentjeinek Jézus Krisztus Egyháza, Mormoni;
  • Comunità buddista ungherese Karma-Kagyu Magyarországi Karma Kagyüpa Buddhista Közösség;
  • comunità ungherese Arya Maitreya Mandala Magyarországi Árya Maitreya Mandala Egyházközösség;
  • Comunità dei fedeli ungheresi della coscienza di Krishna Magyarországi Krisna-tudatú Hívők Közössége;
  • Porta della dottrina della chiesa buddista ;
  • Comunità buddiste, definite dal seguente elenco
  • Testimoni di Geova dallUngheria Magyarországi Jehova Tanúi Egyház;
  • Chiesa libera dellesercito della salvezza dUngheria Az Üdvhadsereg Szabadegyház Magyarország;
  • Assemblee dei fedeli di Cristo il Nazareno Krisztusban Hívő Nazarénus Gyülekezetek;
                                     
  • per discutere sulla laicità in Italia e su argomenti come la libertà di coscienza e di religione, l autodeterminazione dell uomo, la libertà sessuale, il
  • diritti dell uomo e del cittadino datata 1789. L attuale quinta repubblica francese si fonda sul principio del laicismo o libertà di coscienza attuato dalle
  • l ambito politico e bioetico, a seguito della proposta di legge della Casa delle Libertà che nel 2004 sarebbe approvata come legge 40. La proposta era
  • fronti dell anti - proibizionismo, anti - militarismo e obiezione di coscienza sul femminismo e le libertà sessuali dando vita anche al primo movimento italiano
  • ecumenico delle Chiese che raccoglie le principali confessioni cristiane a causa delle differenze dottrinali sulla natura di Dio, sul Piano di Salvezza e per
  • alcuni corpi armati dello Stato, nella posizione di servizio attivo o in congedo, assume lo status di militare Dipendono dal Ministero della difesa
  • Neera di testimoniare in tribunale, anche se la sua sconfitta avrebbe probabilmente portato a nuova schiavitù. Oltre a ciò, lo status giuridico dei figli
  • sua libertà individuale solo all interno dello Stato libertà nella legge con ciò a dire in un contesto istituzionale organizzato. Un esempio di questa

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