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ⓘ Referente




Referente
                                     

ⓘ Referente

In linguistica, è detto referente lentità, la realtà o la situazione extralinguistica cui fa riferimento un segno linguistico.

Il termine referent è utilizzato dal linguista e filosofo Charles Kay Ogden 1889-1957 e dal critico letterario Ivor Armstrong Richards 1893-1979 nellopera Il significato del significato: studio dellinflusso del linguaggio sul pensiero e della scienza del simbolismo The Meaning of Meaning: A Study of the Influence of Language upon Thought and of the Science of Symbolism ed è uno dei vertici del loro triangolo semiotico, insieme a symbol e thought. La tripartizione proposta nel triangolo semiotico arguisce che il rapporto tra significante e il referente è mediato dal significato, che sarebbe la "concettualizzazione di una classe di referenti".

                                     

1. Instaurazione del referente

Per lanalisi linguistica non è centrale il problema se esista un referente come il centauro o lunicorno. Essa è piuttosto interessata alle condizioni di esistenza di un referente testuale o "referente di discorso", discourse referent e alla creazione di un universo del discorso. Si intende per "referente testuale" una entità che è stata già evocata allinterno di un testo e che può essere ripreso anaforicamente. Il referente testuale, nel momento in cui viene evocato, si aggiunge a quelli già presenti nelluniverso del discorso. Il linguista Lauri Karttunen ha osservato che un sintagma nominale indefinito instaura un referente solo a condizione che non sia presente nel predicato che domina il sintagma un verbo che neghi lesistenza del referente. E ancora, appunto in riferimento allanafora:

Il problema definitorio nasce dunque dal fatto che la ripresa anaforica è possibile anche quando Karttunen esclude linstaurazione del referente. Così, ad esempio, risulta agrammaticale la frase

Giovanni non ha un gatto ed esso è nero.

ma è invece possibile dire

Giovanni non ha unautomobile, ma presto la comprerà.

o anche

Io non sono un avvocato, ma tu lo sei.

A fronte di queste difficoltà, Karttunen ha avanzato lidea che alcuni referenti testuali hanno natura provvisoria, "a breve termine", come nel caso di

Giovanni vuole prendere un pesce e cucinar lo con noi.

che, peraltro, non ammetterebbe un seguito come:

Ecco lo lì.

Già in Discourse Referents, Karttunen, come accennato, invoca le nozioni di specificità e non-specificità. In questo senso, un sintagma nominale specifico instaura sempre un referente, mentre un sintagma nominale non-specifico instaura un referente solo a certe condizioni. Su questa scorta, il tipo di caso più studiato è quello di strutture ambigue come

Giovanni vuole acquistare un volpino.

Questa frase prevede due interpretazioni distinte e solo in una di queste è instaurato un referente cioè, un certo volpino.

                                     

2. Iconismo del significante

Come nellarte René Magritte ha sfidato liconicità del manufatto artistico in La Trahison des images, così il concetto di icona è stato sottoposto a critica da Umberto Eco. Il Gruppo di Liegi, che riprende Eco in questo, discute lidea che licona sia fondata sulla somiglianza tra significante e referente. Così, ad esempio, nel segno che ritrae sagome stilizzate di un uomo e di una donna e che va inteso come WC, il grado di somiglianza con un vero uomo e una vera donna è alquanto limitato: la testa è staccata dal corpo, la sagoma è monocroma, mancano mani e piedi ecc. Nelle altre due immagini, la somiglianza è minima o impossibile da cogliere per chi non proviene dalla cultura giapponese.

                                     

3. Funzione referenziale

Tra le funzioni del linguaggio enucleate dal semiologo russo Roman Jakobson 1896-1982, figura la funzione referenziale, che è incentrata sul referente o sul contesto situazionale.