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ⓘ COVID-19




COVID-19
                                     

ⓘ COVID-19

La COVID-19, o malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2 e più semplicemente malattia da coronavirus 2019 o anche morbo da coronavirus 2019, è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus. I primi casi sono stati riscontrati durante la pandemia di COVID-19 del 2019-2020. Al 15 maggio il tasso di letalità è del 6.73%

Una persona infetta può presentare sintomi dopo un periodo di incubazione che può variare tra 2 e 14 giorni circa raramente ci sono stati casi di 29 giorni, durante i quali può comunque essere contagiosa. Il virus si trasmette per via aerea, molto spesso tramite le goccioline respiratorie. Per limitarne la trasmissione devono essere prese precauzioni, come mantenere la distanza di sicurezza e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene lavarsi periodicamente le mani, starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso e dove necessario indossare mascherine e guanti. Il governo e gli enti competenti consigliano a coloro che ritengono di essere infetti di rimanere in quarantena, indossare una mascherina chirurgica, osservare le regole di igiene e contattare quanto prima un medico al fine di ricevere ulteriori indicazioni.

Il coronavirus colpisce principalmente il tratto respiratorio inferiore e provoca una serie di sintomi descritti come simil-influenzali, tra cui febbre, tosse, respiro corto, dolore ai muscoli, stanchezza e disturbi gastrointestinali quali la diarrea; nei casi più gravi può verificarsi una polmonite, una sindrome da distress respiratorio acuto, sepsi, shock settico e una tempesta di citochine fino ad arrivare al decesso del paziente. Non esiste un vaccino o un trattamento specifico per questa malattia. Attualmente il trattamento consiste nellisolare il paziente e nel gestire i sintomi clinici.

                                     

1. Epidemiologia e cenni storici

La malattia venne identificata per la prima volta il 31 dicembre 2019 dalle autorità sanitarie della città di Wuhan, capitale della provincia di Hubei in Cina, anche se i primi casi si riscontrarono nel novembre del 2019 e il governo cinese decise di non promulgare la notizia al di fuori della Cina fino a Gennaio quando il virus aveva già circolato per almeno due mesi in tutto il globo.

Intorno a metà dicembre 2019, le autorità sanitarie della città di Wuhan in Cina circa 11 milioni di abitanti, riscontrarono i primi casi di pazienti che mostravano i sintomi di una "polmonite di causa sconosciuta"; questo primo gruppo di malati era in qualche modo collegato al locale mercato umido, costituito da circa un migliaio di bancarelle su cui si vendevano anche polli, fagiani, pipistrelli, marmotte, serpenti, cervi macchiati e organi di conigli oltre ad altri animali selvatici. Lorigine è ad oggi ancora incerta, ma lipotesi più accreditata è che si tratti di un nuovo coronavirus proveniente da una fonte animale una zoonosi.

Il ceppo responsabile della pandemia è stato identificato nei primi giorni di gennaio 2020 e designato SARS-CoV-2 o "Nuovo Coronavirus di Wuhan", mentre il suo genoma è stato pubblicato il 10 gennaio. L11 febbraio 2020 lOMS ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus è stata chiamata COVID-19.

A marzo 2020 il tasso di mortalità e di morbilità dovuti alla malattia non sono ancora ben chiari; mentre nel corso dellattuale pandemia la mortalità tende a cambiare nel tempo, la percentuale di infezioni che progrediscono verso una malattia diagnosticabile rimane ancora non definita. Tuttavia, la ricerca preliminare sulla COVID-19 ha rilevato un tasso di letalità compreso tra il 9% e il 11% e, nel gennaio 2020, lOMS ha suggerito che questo valore potesse essere di circa il 3%. Uno studio effettuato su 55 casi fatali ha rilevato che le prime stime sulla letalità potrebbero essere troppo elevate poiché non sono state prese in considerazione le infezioni asintomatiche stimando, dunque, un tasso di letalità la mortalità tra gli infetti compreso tra lo 0.8% includendo i portatori asintomatici e il 18% includendo solo i casi sintomatici della provincia di Hubei. Il 22 marzo, un approccio modellistico basato su dati francesi fornisce un tasso di letalità effettivo IFR, per infection fatality ratio dello 0.8%.

Al giorno 11 aprile, sono stati confermati 1 714 014 contagi, con 103 772 decessi e 388 577 guarigioni.

Infezioni sono state segnalate in gran parte del mondo occidentale e in Asia, principalmente in coloro che provenivano dalla Cina continentale, con trasmissione riscontrata anche in Germania, Francia, Italia, Hong Kong, Vietnam, Thailandia, Singapore, Giappone, Corea del Sud, Australia. I decessi sono stati segnalati nella Cina continentale, nelle Filippine, e a Hong Kong. A partire dall11 febbraio 2020, solo la Cina continentale è elencata come unarea con trasmissione di comunità in corso.

                                     

1.1. Epidemiologia e cenni storici Nomenclatura

L11 febbraio 2020 lorganizzazione mondiale della sanità ha annunciato che il nome ufficiale della malattia è "COVID-19". Il direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato che co sta per corona, vi per virus e d per malattia in lingua inglese disease, mentre 19 è lanno durante il quale il virus è stato identificato per la prima volta, il 31 dicembre. Tedros ha aggiunto che il nome è stato scelto per evitare riferimenti a una specifica posizione geografica, specie animale o gruppo di persone in linea con le raccomandazioni internazionali per la denominazione che sono volte a prevenire la stigmatizzazione.

                                     

2. Eziologia

La malattia è causata dal virus denominato SARS-CoV-2, appartenente alla famiglia dei coronavirus. Si ritiene che questo sia di origine zoonotica, ma attualmente febbraio 2020 la modalità di trasmissione predominante è fra uomo e uomo, generalmente attraverso goccioline respiratorie droplet che le persone emettono starnutendo o tossendo, e che in seguito vengono inspirate.

                                     

2.1. Eziologia Trasmissione e serbatoio biologico

Sebbene non siano ancora del tutto chiare le modalità di trasmissione del virus è stato confermato che è in grado di passare da uomo a uomo. Un funzionario della sanità pubblica nello stato di Washington negli Stati Uniti ha osservato che i coronavirus vengono trasmessi principalmente "attraverso uno stretto contatto con un altro individuo, in particolare tossendo e starnutendo su qualcun altro che si trova entro un raggio di circa 1-2 metri da quella persona". Si ritiene, infatti, che nella maggior parte dei casi la diffusione tra persone avvenga attraverso le goccioline respiratorie emesse da un individuo infetto mediante tosse o starnuti che, successivamente, vengono inalate da un soggetto sano che si trovi nelle vicinanze. È possibile infettarsi anche dopo aver toccato superfici od oggetti ove sia presente il virus, portando poi le mani verso la propria bocca o verso il naso o gli occhi. Il virus, in condizioni ideali, può infatti persistere su diverse superfici per ore o giorni.

Sebbene i virus respiratori siano trasmissibili solitamente quando il soggetto malato presenta anche i sintomi, sembrerebbe che il SARS-CoV-2 possa diffondersi anche in occasione di un contatto ravvicinato con un paziente asintomatico. Si stima che il tasso netto di riproduzione della trasmissione del virus da uomo a uomo sia tra il 2.13 e il 4.82. Tale valore indica il numero di altre persone a cui un paziente appena infetto possa trasmettere la malattia. Secondo quanto riferito, al 24 febbraio il nuovo coronavirus è stato finora in grado di trasmettersi in catena fino a un massimo di quattro persone.

La trasmissione oro-fecale del virus è oggetto di studio. In unanalisi su pazienti ospedalizzati per COVID-19 il virus è stato trovato nelle feci del 53% del campione e più tamponi anali sono risultati positivi rispetto ai tamponi orali nelle fasi più avanzate della malattia. Il virus è stato identificato nelle feci per periodi che variano da 1 a 12 giorni e nel 17% dei pazienti i test sulle feci sono rimasti positivi anche dopo la negativizzazione delle vie orali, indicando che linfezione a livello gastrointestinale e la trasmissibilità oro-fecale possono rimanere anche dopo leliminazione del virus a livello respiratorio.

Il 22 gennaio 2020, alcuni scienziati hanno pubblicato un articolo che, dopo aver esaminato "umani, pipistrelli, galline, ricci, pangolini e due specie di serpenti", conclude che il "2019-nCoV sembra essere un virus ricombinante tra il coronavirus del pipistrello e un coronavirus di origine sconosciuta" e "tra gli animali selvatici il serpente è il serbatoio più probabile per il 2019-nCoV" da cui poi viene trasmesso agli umani. Ulteriori studi hanno inoltre suggerito che il SARS-CoV-2 si sia originato a seguito della "combinazione di virus da pipistrelli e serpenti". Tuttavia, parte della comunità scientifica ha contestato tali conclusioni sostenendo che il pipistrello doveva essere il serbatoio naturale, mentre lospite intermedio, un uccello o un mammifero e non gli stessi serpenti.

Al 25 gennaio 2020 non è ancora stato confermato quale possa essere il serbatoio naturale del virus nella fauna selvatica e lospite intermedio che lo ha trasmesso agli esseri umani. È stato invece confermato che il SARS-CoV-2 riesce a entrare nella cellula umana attraverso il recettore ACE 2, come il virus SARS.



                                     

3. Patogenesi

I polmoni sono gli organi più colpiti da COVID-19 perché il virus accede alle cellule ospiti tramite lenzima 2 ACE2 di conversione dellangiotensina, che è più abbondante nelle cellule alveolari di tipo II dei polmoni. Il virus utilizza una speciale glicoproteina di superficie chiamata "spike" peplomer per connettersi al recettore ACE2 ed entrare nella cellula ospite. La densità di ACE2 in ciascun tessuto è correlata alla gravità della malattia in quel tessuto e alcuni hanno suggerito che la riduzione dellattività dellACE2 potrebbe avere effetti protettivi, mentre altri che laumento dellACE2 usando farmaci antagonisti del recettore dellangiotensina II potrebbe essere protettivo ma queste ipotesi devono ancora essere verificate. Man mano che la malattia alveolare progredisce, si può sviluppare insufficienza respiratoria e può seguire la morte.

Il virus colpisce anche gli organi gastrointestinali poiché lACE2 è abbondantemente espresso nelle cellule ghiandolaridellepitelio gastrico, duodenale e rettale, nonché nelle cellule endoteliali e negli enterociti dellintestino tenue.

Il virus può causare lesioni miocardiche acute e danni cronici al sistema cardiovascolare. Danni cardiaci acuti sono stati riscontrati nel 12% delle persone infette ricoverate in ospedale a Wuhan, in Cina, ed è più frequente nei casi gravi. Il tasso di sintomi cardiovascolari è elevato, a causa della risposta infiammatoria sistemica e dei disturbi del sistema immunitario durante la progressione della malattia, ma la lesione miocardica acuta può anche essere correlata ai recettori ACE2 nel cuore. I recettori ACE2 sono altamente espressi nel cuore e sono coinvolti nella funzione cardiaca. Unalta incidenza di trombosi 31% e tromboembolia venosa 25% è stata riscontrata in pazienti in terapia intensiva con infezioni COVID-19 e può essere correlata a prognosi sfavorevoli.

Gli esami istopatologici effettuati post mortem su campioni di tessuto polmonare hanno mostrato un danno alveolare diffuso con essudati di fibromixoidi cellulari in entrambi i polmoni. Sono stati osservati cambiamenti virali citopatici nei pneumociti. Limmagine polmonare assomigliava a quella riscontrabile nella sindrome da distress respiratorio acuto ARDS.

                                     

4.1. Clinica Segni e sintomi

Coloro che sono infetti possono risultare asintomatici o presentare alcuni sintomi come febbre, tosse o respiro corto o il più comune raffreddore. Vomito, diarrea o sintomi respiratori superiori sono meno frequenti. La perdita dellolfatto anosmia con la conseguente alterazione del senso del gusto disgeusia può associarsi agli altri sintomi descritti oppure può rappresentare lunico sintomo presente. I casi possono tuttavia progredire in peggio evolvendo in polmonite, insufficienza multiorgano, fino a portare al decesso nei soggetti più vulnerabili.

Il periodo di incubazione varia da 2 a 14 giorni con un periodo mediano stimato di incubazione tra i 5 e i 6 giorni.

Una revisione dellOrganizzazione mondiale della sanità effettuata su 55 924 casi confermati in laboratorio in Cina ha indicato i seguenti segni e sintomi tipici: febbre 87.9% dei casi, tosse secca 67.7%, affaticamento 38.1%, produzione di espettorato 33.4%, mancanza di respiro 18.6%, mal di gola 13.9%, mal di testa 13.6%, mialgia o artralgia 14.8%, brividi 11.4%, nausea o vomito 5.0%, congestione nasale 4.8%, diarrea 3.7 %, emottisi 0.9% e congestione congiuntivale 0.8%.

Studi successivi hanno riportato una prevalenza più alta di disturbi gastrointestinali e in particolare la diarrea. La prevalenza di questi sintomi è stata osservata in percentuali che variano dal 3% al 31% dei pazienti a seconda dello studio.

Un altro studio su 1 099 pazienti cinesi ha scoperto che le scansioni effettuate tramite tomografia computerizzata hanno mostrato un"opacità a vetro smerigliato" nel 56% dei pazienti, ma il 18% non presentava segni radiologici. Opacità bilaterali e periferiche a vetro smerigliato sono i reperti ottenuti tramite tomografia computerizzata più tipici, inizialmente le lesioni si trovano su un polmone, ma con il progredire della malattia, le indicazioni si manifestano in entrambi i polmoni nell88% dei pazienti.

Il 5% dei pazienti è stato ricoverato in unità di terapia intensiva, il 2.3% ha richiesto una ventilazione meccanica e l1.4% è deceduto.

Nella maggioranza dei casi, al momento del ricovero in ospedale, i segni vitali appaiono generalmente stabili, mentre gli esami del sangue mostrano comunemente un basso numero di globuli bianchi leucopenia e linfopenia.

I bambini sembrano reagire alla malattia meglio degli adulti poiché i sintomi sono generalmente più lievi, ma mancano ancora prove sufficienti.



                                     

4.2. Clinica Esami di laboratorio e strumentali

Il 15 gennaio 2020, lOrganizzazione Mondiale per la Sanità ha pubblicato un protocollo riguardante il test diagnostico per SARS-CoV-2, sviluppato da una squadra di virologi dellOspedale universitario della Charité in Germania. Allimaging biomedico radiografia o tomografia computerizzata del torace si riscontrano segni riconducibili alla polmonite. Successivamente, lOrganizzazione Mondiale per la Sanità ha pubblicato diversi ulteriori protocolli diagnostici. La diagnosi viene effettuata grazie allesecuzione di un esame di reazione a catena della polimerasi inversa in tempo reale rRT-PCR su campioni biologici prelevati dal paziente. Il test può essere eseguito su campioni di espettorato o di sangue.

Il test, quindi, utilizza la reazione a catena della polimerasi inversa in tempo reale rRT-PCR. I risultati sono generalmente disponibili entro poche ore o, al massimo, giorni.

LOMS ha pubblicato diversi protocolli di test per il SARS-CoV-2. Gli scienziati cinesi sono stati in grado di isolare un ceppo del coronavirus e pubblicare la sequenza genetica in modo che i laboratori di tutto il mondo potessero sviluppare autonomamente test PCR per rilevare linfezione da virus.

La diagnosi di COVID-19 può essere formulata anche testando gli anticorpi. Tale metodica utilizza un campione di siero sanguigno, e può fornire un risultato positivo anche se la persona si è ripresa e il virus non è più presente nellorganismo. Il primo test anticorpale è stato dimostrato da un team dellIstituto di virologia di Wuhan il 17 febbraio 2020. Il 25 febbraio, un team della Duke - NUS Medical School di Singapore ha annunciato un altro test anticorpale per COVID-19 che può fornire un risultato entro pochi giorni.

Le linee guida diagnostiche rilasciate dallospedale Zhongnan dellUniversità di Wuhan hanno suggerito metodi per rilevare le infezioni in base alle caratteristiche cliniche e al rischio epidemiologico. Utilizzando tali criteri è stato possibile diagnosticare la malattia in persone che presentavano almeno due dei seguenti sintomi oltre a una storia di viaggio a Wuhan o contatto con altre persone infette: febbre, segni di polmonite allimaging biomedico, conta dei globuli bianchi normale o ridotta o riduzione della conta dei linfociti. Uno studio pubblicato da un team dellospedale Tongji di Wuhan il 26 febbraio 2020 ha mostrato che lesecuzione di una tomografia computerizzata ha una sensibilità maggiore 98% rispetto alla reazione a catena della polimerasi 71% nella diagnosi di COVID-19. Risultati falsi negativi possono verificarsi per via di errori nel test PCR o a causa di problemi con il campione o problemi durante lesecuzione dellesame. Si ritiene che i falsi positivi siano rari.

                                     

5. Trattamento

Ad aprile 2020 non era stato approvato ancora alcun trattamento o vaccino per questa malattia. Tuttavia, i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie CDC statunitensi hanno consigliato di alleviare i sintomi assumendo regolarmente farmaci antinfluenzali, bevendo liquidi e riposando. Nei casi più gravi si potrebbe rendere necessario un trattamento finalizzato al sostegno delle funzioni vitali, come la ventilazione artificiale o lECMO. Intensivisti e pneumologi negli Stati Uniti hanno compilato le raccomandazioni di trattamento di varie agenzie in una risorsa gratuita, il Libro Internet di Terapia Intensiva.

A febbraio 2020 sono stati iniziati test sullimpiego di alcuni farmaci per contrastare linfezione del virus. Ricercatori della Qingdao University, Qingdao, Shandong, Cina hanno individuato 30 farmaci come potenziali risorse per linfezione COVID-19. Ricercatori coreani in uno studio in corso di pubblicazione hanno testato su un modello in vitro cellule in cultura infette da COVID-19 ben 49 farmaci approvati dalla FDA identificandone 24 con efficacia antivirale (0.1 µM

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