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ⓘ Redditi di fabbricati




                                     

ⓘ Redditi di fabbricati

I redditi di fabbricati, disciplinati dagli Artt. 36 - 43, D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, sono costituiti dal reddito medio ordinario ritraibile da ciascuna unità immobiliare urbana, ovvero i fabbricati le altre costruzioni stabili o le loro porzioni suscettibili di reddito autonomo. Anche le aree occupate dalle costruzioni e quelle che ne costituiscono pertinenze si considerano parti integranti delle unità immobiliari.

                                     

1. Descrizione

Il reddito medio ordinario è determinato con lapplicazione delle tariffe destimo determinate dal D.M. 6 giugno 2002 n. 159. Le tariffe destimo sono stabilite per ciascuna categoria e classe di fabbricato.

Non si considerano produttive di reddito:

  • i fabbricati rurali ed eventuali pertinenze;
  • i fabbricati per le quali sono state rilasciate licenze, concessioni o autorizzazioni per restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia, limitatamente al periodo di validità del provvedimento durante il quale il fabbricato non è comunque utilizzato ;
  • i fabbricati di cui il contribuente è titolare della nuda proprietà.
  • i fabbricati destinati alla rivendita posseduti da imprenditori commerciali;
  • i fabbricati destinate allesercizio del culto, compresi i monasteri di clausura le loro pertinenze, se non sono oggetto di locazione ;
  • le parti di reddito imputabile a ciascun condomino a seguito di proprietà comune se non è superiore ad Euro 25.82 ;
                                     

1.1. Descrizione Titolare del reddito

  • chi vanta altro diritto reale;
  • Il proprietario dellimmobile;
  • usufruttuario;

Non è titolare del reddito di fabbricati il locatario in caso di sublocazione, in quanto i compensi percepiti sono classificabili tra i Redditi diversi

                                     

2.1. Categorie di fabbricati Gruppo A

  • A/10 Uffici e studi privati
  • A/8 Abitazioni in ville
  • A/6 Abitazione rurale
  • A/9 Castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici
  • A/11 Abitazioni tipiche dei luoghi
  • A/4 Abitazione popolare
  • A/7 Abitazioni in villini
  • A/5 Abitazione ultrapopolare
  • A/1 Abitazione signorile
  • A/3 Abitazione economica
  • A/2 Abitazione civile
                                     

2.2. Categorie di fabbricati Gruppo B

  • B/6 Biblioteche, musei, gallerie, accademie, circoli ricreativi e culturali senza fine di lucro, che non hanno sede in edifici della categoria A/9
  • B/2 Case di cura e ospedali
  • B/1 Collegi, convitti educandati ricoveri, orfanotrofi, ospizi conventi, seminari e caserme
  • B/5 Scuole e laboratori scientifici
  • B/7 Cappelle e oratori non destinati allesercizio pubblico dei culti
  • B/8 Magazzini sotterranei per depositi di derrate
  • B/4 Uffici pubblici
  • B/3 Prigioni e riformatori
                                     

2.3. Categorie di fabbricati Gruppo C

  • C/3 Laboratori per arti e mestieri
  • C/2 Magazzini e locali deposito cantine e soffitte con rendite autonome
  • C/7 Tettoie chiuse o aperte
  • C/4 Fabbricati e locali per esercizi sportivi senza fine di lucro
  • C/6 Box o posti auto pertinenziali
  • C/6 Autosilos, autorimesse non pertinenziali, parcheggi a raso aperti al pubblico
  • C/6 Stalle, scuderie e simili
  • C/1 Negozi e botteghe
  • C/5 Stabilimenti balneari e di acque curative senza fine di lucro
                                     

2.4. Categorie di fabbricati Gruppo D

  • D/4 Case di cura e ospedali con fine di lucro
  • D/6 Fabbricati, locali ed aree attrezzate per esercizio sportivi con fine di lucro
  • D/8 Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di unattività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni
  • D/2 Alberghi, pensioni e residences
  • D/10 Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole
  • D/12 Posti barca in porti turistici e stabilimenti balneari
  • D/5 Istituti di credito, cambio e assicurazione
  • D/7 Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di unattività industriale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni
  • D/11 Scuole e laboratori scientifici privati
  • D/1 Opifici
  • D/3 Teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili arene, parchi-giochi
  • D/9 Edifici galleggianti o assicurati a punti fissi del suolo e ponti privati soggetti a pedaggio


                                     

2.5. Categorie di fabbricati Gruppo E

  • E/6 Fari, semafori, torri per orologio
  • E/7 Fabbricati per esercizio di culti
  • E/4 Recinti chiusi per esigenze pubbliche
  • E/8 Cimiteri
  • E/5 Fortificazioni
  • E/1 Stazioni per servizi di trasporto
  • E/3 Fabbricati per esigenze pubbliche
  • E/9 Edifici particolari non compresi nelle categorie precedenti
  • E/2 Ponti comunali a pedaggio
                                     

3. Tassazione

Il D. Lgs. 23/2011 art. 3, ha introdotto per i locatori di immobili ad uso abitativo la possibilità di optare per una tassazione dei canoni percepiti con una aliquota unica del 10-15%, indipendente dal reddito imponibile IRPEF del locatore e dalla categoria catastale dellimmobile.

                                     

4. Revisione

Lo schema di categorie catastali attualmente in vigore risale senza sostanziali modifiche agli anni 40.

Verso la fine degli anni 90, si stabilì una riforma del catasto per cui le categorie dovevano basarsi non più sul numero di vani, ma sulla superficie calpestabile dellimmobile e tenere conto della sua posizione geografica.

Il nuovo schema di classamento degli immobili non entrò mai in vigore e dal 2009 non è più obbligatorio riportare nelle visure catastali il dato fondamentale, ovvero la superficie catastale. Il D.P.R. 138/98 - Regolamento per la revisione delle zone censuarie e delle tariffe destimo in esecuzione alla Legge 662/96, già disponeva che capo II, art. 3:

Nulla viene detto in merito a chi abbia lobbligo della misurazione e rilevazione fisica del dato nelle unità immobiliari, né della sua comunicazione al Catasto Informatico. Il Testo Unico delle imposte sui Redditi DPR 917/1986 non enunciava il criterio della superficie calpestabile come base per la determinazione delle imposte sui fabbricati, e rinvia a leggi catastali separate; nessun accenno al riguardo nella legge 992/96). Nel catasto in rete la superficie calpestabile non risulta essere presente per le unità accampionate o variate prima dellentrata in vigore di tale DPR: le norme al 2015 non prevedono un progressivo adeguamento e regolarizzazione.

Fino ai primi anni 80, anche le rendite catastali erano riferite al triennio 37-39, e per renderle attuali andavano moltiplicate per dei coefficienti, aggiornati dalla commissione censuaria centrale. Nel 1988-1989 fu effettuata una rivalutazione delle rendite catastali che è ad oggi il riferimento per il calcolo di imposte e tasse sulla casa. Le categorie catastali invece non furono interessate da queste riforme.