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ⓘ Limiti alla revisione costituzionale




                                     

ⓘ Limiti alla revisione costituzionale

La Costituzione della Repubblica Italiana è un testo costituzionale di tipo rigido, gerarchicamente sovraordinato alla legge ordinaria e modificabile solo da leggi di rango costituzionale. A fianco a questo limite, circa lo strumento utilizzabile, sono stati previsti anche specifici limiti alla revisione costituzionale che definiscono quelle norme e quei principi costituzionali che restano assolutamente immodificabili anche da leggi costituzionali.

                                     

1. Larticolo 138

Lart 138 della Costituzione contempla il procedimento di revisione costituzionale e di formazione di leggi costituzionali, differenziandolo dal procedimento di formazione della legge ordinaria previsto dagli art. 70 ss. Cost.

Secondo parte della dottrina, lart 138 norma sulla produzione relativa alle leggi costituzionali e alle leggi di revisione costituzionale sarebbe a sua volta suscettibile di revisione, a condizione, tuttavia, che non venga eliminato il carattere rigido della Costituzione. A questa stregua, sarebbe possibile modificare il procedimento di revisione costituzionale, purché rimanga sempre un procedimento aggravato, prevedendo una procedura rinforzata rispetto a quella necessaria per lapprovazione della legge ordinaria. Si tratta, peraltro, di un punto controverso.

Larticolo 138 prevede che il Parlamento si esprima su una legge costituzionale con quattro votazioni due per il Senato e due per la Camera in maniera incrociata. Per la prima votazione non è richiesta alcuna maggioranza qualificata e, perciò, la legge costituzionale o di revisione costituzionale può essere approvata anche a maggioranza semplice. Nella seconda votazione è richiesta la maggioranza assoluta per dar corso ad un procedimento referendario di tipo confermativo, oppure la maggioranza dei 2/3 dei componenti che confermerebbe senza bisogno di referendum la reale necessità di approvazione della legge o della revisione.

Tra prima e seconda votazione è comunque richiesto lintercorrere di un tempo di almeno 3 mesi per permettere ai parlamentari di prendere piena coscienza di ciò che è stato votato permettendo una seconda votazione più consapevole.

                                     

2. Larticolo 139

Il primo limite alla revisione costituzionale si rinviene nellart. 139, che sottrae alla revisione costituzionale la "forma repubblicana". In dottrina si è sostenuto che tale limite deriverebbe dal risultato del Referendum istituzionale del 1946 che ha decretato il passaggio dalla monarchia alla Repubblica. LAssemblea costituente, essendo vincolata al rispetto di tale decisione popolare, ha sentito il bisogno di esplicitare il limite anche nei confronti del legislatore costituzionale futuro. In questo caso non è possibile organizzare un referendum istituzionale sul ritorno alla monarchia.

Parte della dottrina si è domandata se, pur in presenza dellart. 139, non fosse possibile individuare un procedimento idoneo a modificare la forma repubblicana. In senso contrario, si è sottolineato – ad esempio da Mortati – che, avendo il procedimento di revisione costituzionale la funzione di mantenere viva nel tempo la Costituzione, adeguandola alle esigenze che vengano in emersione successivamente, essa non potrebbe sovvertire il sistema di principi e valori contrassegnanti lassetto originario.

                                     

3. Gli altri limiti alla revisione costituzionale

Accanto al limite imposto dallart. 139, si rinvengono comunemente altri limiti alla revisione della Costituzione: alcuni espressi - ancorché meno chiaramente - ed altri impliciti. Alla prima categoria possono ricondursi i diritti "inviolabili" delluomo art. 2 ed il principio di unità ed "indivisibilità" della Repubblica art. 5. La forma repubblicana è sottratta non solo allabolizione che avverrebbe in caso di restaurazione della monarchia, bensì anche alla revisione. Lart. 139 della Costituzione va letto insieme allart. 1, che definisce lItalia una repubblica democratica fondata sul lavoro. Lart. 1 riassume le caratteristiche essenziali della forma repubblicana. Non è solo il nome di repubblica ad essere sottratto alla revisione ma tutto linsieme dei principi che concorrono a formare la forma repubblicana delineata dallart. 1.

                                     

3.1. Gli altri limiti alla revisione costituzionale I diritti inviolabili

Parte della dottrina ritiene che i diritti inviolabili delluomo, menzionati esplicitamente dalla Costituzione, non siano modificabili attraverso il procedimento di revisione costituzionale. In particolare gli articoli immodificabili almeno in peius sarebbero lart. 2 e gli articoli 13-16 concernenti le libertà che la Costituzione stessa definisce nel testo "inviolabili". Considerando tra i diritti inviolabili anche il diritto alla vita e al rispetto della persona umana, anche larticolo 27 potrebbe considerarsi immodificabile nei suoi principi fondanti. Si tratta di diritti definiti inviolabili art. 2 Cost., e per questo parte integrante ed essenziale della forma repubblicana.

                                     

3.2. Gli altri limiti alla revisione costituzionale Il principio di unità ed indivisibilità della Repubblica

Quanto al principio di unità ed indivisibilità della Repubblica, è da dire che esso oppone un ostacolo insormontabile ad ipotesi di secessione, quandanche consacrate in leggi costituzionali.

                                     

3.3. Gli altri limiti alla revisione costituzionale I principi supremi

Tra i limiti impliciti si fanno in genere rientrare i principi supremi dellordinamento costituzionale, parzialmente coincidenti con i valori consacrati nei primi 12 articoli della Costituzione compresi nella rubrica "Principi fondamentali". La forma repubblicana è sottratta non solo allabolizione che avverrebbe in caso di restaurazione della monarchia, bensì anche alla revisione. Per questo, i principi supremi che caratterizzano la forma repubblicana desumibili in primo luogo dallart. 1, che definisce lItalia una repubblica democratica non possono essere modificati. Il limite dei "principi supremi" è stato ripetutamente richiamato dalla Corte Costituzionale. Nel 2014, con la sentenza n. 238, la Corte costituzionale, dichiarando incompatibile con i principi supremi di cui agli artt. 2 e 24 Cost. diritto alla tutela giurisdizionale e diritti inviolabili delluomo la consuetudine internazionale che aveva impedito ai giudici italiani di conoscere delle cause di risarcimento dei danni dei cittadini italiani deportati dalle truppe naziste tra il 1943 e il 1945, coglie loccasione per una ricostruzione organica del concetto di principi supremi, riconducendo a unità la giurisprudenza resa in sede di limiti alla revisione costituzionale e di controlimiti opposti allapplicazione di norme prodotte in ordinamenti esterni.



                                     

4. Proposte di modifica

Tra il 1993 e 1997 vi sono stati due tentativi revisione costituzionale attraverso procedimenti in deroga dellart. 138, che si articolavano intorno a due momenti:

a) listituzione di una sede parlamentare ad hoc nella quale mettere a punto una proposta di" riforma organica”; b) la trasformazione della natura del referendum, che da facoltativo ed oppositivo dovrebbe divenire obbligatorio ed approvativo.

La prima è stata nella XI legislatura, con la proposta di legge costituzionale 1/1993, il cui iter è stato interrotto a causa anticipata conclusione della legislatura; la seconda è stata recata dalla legge costituzionale n. 1/1997 durante il governo DAlema, il cui iter parlamentare si è nuovamente interrotto a causa della rottura dellaccordo tra maggioranza e opposizione.

Con opposte finalità, nella XV legislatura sono state avanzate alcune proposte di revisione costituzionale dellarticolo 138 sia al Senato della Repubblica, sia alla Camera dei deputati. La proposta di legge Boato alla Camera e quella Mancino al Senato erano infatti volte ad accentuare il carattere aggravato del procedimento voluto dal costituente, onde evitare che la revisione restasse nella disponibilità della maggioranza vittoriosa nellultima elezione. A questo scopo si proponeva di elevare a tre quinti dei componenti delle Camere il quorum previsto della maggioranza assoluta in seconda votazione e di stabilire che non si desse adito a referendum se la legge di revisione costituzionale fosse stata approvata nella seconda votazione da ciascuna Camera a maggioranza dei quattro quinti dei suoi componenti.

Nel 2013 è stata attivata una nuova procedura in deroga, sostenuta dal governo PD-PdL, osteggiata da M5S e SEL, arenatasi anchessa nel corso dellanno per sopravvenuti eventi politici e giudiziari scissione di Forza Italia e formazione di Nuovo Centrodestra, giudizio della Corte costituzionale circa lincostituzionalità della vigente legge elettorale nota come Porcellum.



                                     
  • entro certi limiti integrare o modificare in quest ultimo caso si può parlare, più specificamente, di legge di revisione costituzionale o riforma costituzionale
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  • repubblicana. Per questo motivo non possono essere modificati vedi limiti alla revisione costituzionale La forma repubblicana è sottratta non solo all abolizione
  • 3 Silvio Gambino e Guerino D Ignazio, La revisione costituzionale e i suoi limiti Fra teoria costituzionale diritto interno, esperienze straniere, Milano
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