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ⓘ Palazzo Niccolini




Palazzo Niccolini
                                     

ⓘ Palazzo Niccolini

Nel corso della prima metà del Novecento il palazzo ebbe innumerevoli cambi di proprietà e conobbe sia molte trasformazioni interne con la divisione in appartamenti signorili sia un periodo di abbandono e profondo degrado, anche in conseguenza dei vari usi a cui fu destinato.

Abbandonata la destinazione di residenza privata dopo un breve periodo in cui fu di proprietà dei Pinucci 1918-1927 a cui era stato venduto dagli eredi dei Boutourline, ledificio fu infatti sede della Casa del Fascio, quindi usato per lacquartieramento delle truppe anglo americane, e ancora fu sede del Partito Comunista e della Camera del Lavoro, fino ad essere indemaniato e acquisito dal Provveditorato alle Opere Pubbliche della Toscana e della Ragioneria regionale dello Stato 1944.

A questultimo passaggio seguì un lungo e complesso intervento di recupero e restauro ampiamente documentato dalla pubblicazione promossa dallo stesso Provveditorato nel 1959, diretto dallUfficio del Genio Civile di Firenze e nel quale ebbero un ruolo determinante Ugo Procacci e larchitetto Nino Jodice. Un più recente e ugualmente complesso intervento di restauro alla struttura è stato condotto nel 1974 quando il palazzo è ricordato come recentemente recuperato nella guida del Touring Club, seguito da un intervento alla decorazione graffita e dipinta nel 1981 e da un cantiere relativo alladdizione del primo Settecento del 1981-1982, quando le lesioni alle volte sono state consolidate con catene metalliche di tenuta e mediante linserimento di fibre di carbonio e sono stati inserite delle strumentazioni di monitoraggio delle deformazioni e dei movimenti, che vengono periodicamente rilevate con laser. Nel 2009 si è intervenuti con il restauro dellaltana.

                                     

1. Descrizione

Il corpo principale delledificio, ben delineato nel suo fronte sulla via e organizzato su sei assi che si sviluppano per tre altopiani fino ad essere coronati da unampia altana coperta da una gronda alla fiorentina di notevole aggetto, risale in massima parte al primo progetto cinquecentesco. Marcato è il bugnato dangolo, con un portale asimmetricamente circondato da finestre rettangolari con cornici semplici in pietra, e due piani superiori con doppia fila di finestre centinate sottolineate da cornici marcapiano; allultimo piano svetta la loggetta ottocentesca. Linsieme ricorda molto palazzo Guadagni in piazza Santo Spirito e palazzo Ginori in via de Ginori.

I graffiti ottocenteschi sono organizzati al seconco piano in cinque nicchie dipinte, tra le finestre del primo piano, furono immaginate cinque figure simboleggianti lAdolescenza, la Gioventù, la Speranza, la Virilità e la Vecchiezza; poco sopra, in sei tondi, furono rappresentate alcune virtù e, in cinque tondi minori al terzo piano, alcuni putti.

Lampio cortile, attribuito a Baccio dAgnolo, presenta un porticato con tre arcate a tutto sesto per lato, poggianti su colonne doriche. Oltre gli archi e sopra un fregio con ghirlande a graffito, ai due piani superiori, si affacciano finestre architravate. Da qui si passa a destra nel secondo cortile frutto degli interventi dei Niccolini. Qui, davanti al giardino interno opera ottocentesca di Francis Sloane, esiste la facciata interna attribuita a Giovanni Antonio Dosio, con un loggiato a due ordini di sette arcate ciascuno, rispettivamente dorico al piano terra e ionico al primo piano. Al centro un piccolo balcone con balaustra in ferro battuto, poggia su due colonne, oltre il quale è posto un grande stemma dei Niccolini.

Negli interni si segnalano sale con bei soffitti, camini rinascimentali e interessanti affreschi del Seicento e Settecento, riconducibili al Volterrano, a Giacinto Gimignani di lui è un dipinto raffigurante il Parnaso datato 1654, tra le sue opere più significative, ad Angelo Michele Colonna la Galleria, a Vincenzo Meucci Gloria di Casa Niccolini, a Jacopo Chiavistelli e al Ciseri palchi e fregi.

                                     

1.1. Descrizione Pertinenze

In via dei Servi 19, adiacente al palazzo principale, si trova unaddizione indicata come la "casa Niccolini". Ledificio è indicato da Bacciotti come "casa già Bandini e oggi Boutourline", e segnalato perché "tenne a pigione lanno 1427, il pittore Tommaso Guidi, detto Masaccio". Di questa gloria parla una memoria posta sul fronte dai Lions toscani nel 2001, quarto centenario della nascita del pittore.

La lapide è accompagnata da un rilievo in un medaglione, che riprende il presunto autoritratto del pittore nel San Pietro in cattedra della Cappella Brancacci con sul bordo inciso "Omaggio a Masaccio 1401 * 2001:"

Al di là di tali vicende, ledificio si presenta oggi come addizione del vicino palazzo Niccolini, frutto di un cantiere che si tende a collocare tra il 1706 e il 1708. Insieme al palazzo la proprietà venne venduta dai Niccolini nel 1824 al conte russo Demetrio Boutourline Dmitrij Petrovic Buturlin, seguendo gli stessi passaggi di proprietà le stesse vicende conservative del precedente uno specifico intervento di restauro al prospetto sulla via è comunque da datarsi al 1981-1982. Allepoca della sede del partito fascista vi si leggeva il motto rivisitato Non flectar non frangar "non mi piego e non mi spezzo".

Attualmente vi ha sede la Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Toscana.

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