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ⓘ Polis




Polis
                                     

ⓘ Polis

Con il termine polis non si indica solo una città-stato dellantica Grecia, ma anche il modello politico tipico in quel periodo in Grecia.

                                     

1. La polis

La polis fu un modello di struttura tipicamente greca che prevedeva lattiva partecipazione degli abitanti liberi alla vita politica. In contrapposizione alle altre città-stato antiche, la particolarità della polis non era tanto la forma di governo democratica od oligarchica, ma lisonomia: il fatto che tutti i cittadini liberi fossero sottoposti alle stesse norme di diritto, secondo una concezione che identificava lordine naturale delluniverso con le leggi della città. Queste erano concepite come un riflesso della Legge universale preposta a governo del mondo.

Larmonia esistente fra la polis e gli individui che la componevano era assimilata così a quella esistente in natura fra il tutto le sue singole parti. In virtù di una tale corrispondenza luomo greco era portato a sentirsi organicamente inserito nella sua comunità. Ognuno trovava la propria realizzazione nella partecipazione alla vita collettiva e nella costruzione del bene comune.

Questo modello di armonia tra pòleis sarebbe poi iniziato ad entrare in crisi con lavvento della sofistica, i cui esponenti erano soliti mettere in dubbio lesistenza di fondamenti universali insiti nella natura, sulla base di un soggettivismo e un individualismo sempre più accentuati, che avrebbero progressivamente intaccato lo spirito di cittadinanza della polis.

                                     

2. Storia della polis

Le polis erano in origine piccole comunità autosufficienti, rette da governi autonomi; una sorta di piccoli stati indipendenti luno dallaltro. Il carattere autonomo delle polis deriverebbe dalla conformazione geografica del territorio greco, che impediva facili scambi tra le varie realtà urbane poiché prevalentemente montuoso. Spesso, le varie polis erano in lotta tra loro per legemonia del territorio greco; ne è un esempio la celebre rivalità fra Sparta ed Atene.

Apparsa intorno allVIII secolo a.C., la polis divenne il vero e proprio centro politico, economico e militare del mondo greco. Ogni polis era organizzata autonomamente, secondo le proprie leggi le proprie tradizioni. Vi furono esempi di polis dal regime politico democratico, come Atene, e oligarchico, come Sparta.

Lindipendenza e la mancata unità delle polis furono le cause principali della loro caduta. Il re macedone Filippo II e suo figlio Alessandro Magno infatti sfruttarono a loro vantaggio le lotte interne fra le città stato per dominarle e sottometterle. Anche in Italia meridionale, nella Magna Grecia, le polis caddero sotto il dominio di Roma tra il IV secolo a.C. e il III secolo a.C. proprio per le lotte interne e la loro disunione.

                                     

2.1. Storia della polis Nascita e struttura urbana della polis

Nel 1050 a.C. in Grecia si conobbe un aumento delluso del ferro, da cui nacque un miglioramento della sua lavorazione e che permise, grazie ad una efficace coltivazione della terra, un aumento demografico. Quindi i popoli non potevano più vivere in villaggi di difficile accesso, sperduti e in mezzo alle montagne, ma dovevano organizzarsi per difendersi dagli attacchi esterni e bisognava accumulare provviste per le carestie. Così avvenne un cambiamento della struttura urbana. Lincremento demografico è testimoniato da registrazioni archeologiche di necropoli. Tuttavia, larcheologo americano Ian Morris, criticando la prospettiva archeologica, sostiene che le tombe ritrovate sono lattestazione di un nuovo modo di seppellire che valorizza più morti, ciò dal momento che si diffonde una cultura funeraria che valorizza la morte. Di conseguenza per lo studioso, nellVIII secolo non vi è stato alcun incremento demografico.

La polis comprendeva sia il centro urbano, cinto da mura e costituito dallacropoli e dalle abitazioni, sia il territorio circostante: la regione. La parte bassa della città era chiamata asty ed era la parte delle abitazioni più povere, dove vivevano contadini ed artigiani che però a volte diventavano ricchi grazie al commercio. Lacropoli, la parte alta della città, era il fulcro della vita religiosa vi si trovavano templi e santuari, mentre lagorà, cioè la piazza, di solito si trovava più in basso e rivolta verso lesterno i porti erano una parte molto importante della città. I centri politici, economici e sociali erano svolti in edifici situati nellagorà: erano edifici con funzioni politiche, ma anche strutture dedicate allo svolgimento delle attività commerciali e finanziarie botteghe e cambiavalute. La chora era la parte fuori dalle mura, era il luogo dove i contadini coltivavano i campi e si dedicavano allagricoltura. Anche se era fuori dalle mura, la chora non era meno importante dellacropoli, infatti i greci avevano uno stretto rapporto con la terra e non davano meno importanza al lavoro dei contadini, specialmente perché lagricoltura era la base economica, tramite cui si garantiva la sussistenza allintera popolazione.

Le strade principali, che univano lagorà, i santuari, le porte della città, avevano un aspetto monumentale ed erano costruite con grande cura. Per il resto la rete stradale era fatta di stradine piccole che consentivano a malapena il transito dei pedoni e degli animali. Questo perché le attività economiche artigianato e commercio e quelle residenziali erano concentrate in aree specifiche. Questo edificio urbanistico riduceva il traffico dei quartieri residenziali.

Oltre allunità territoriale, però, le polis erano caratterizzate da ununità sociale ed una strettamente politica: si trattava di un gruppo di cittadini che si dotava di leggi che si impegnava a rispettare. I cittadini non erano più sudditi, come nelle società precedenti, ma esercitavano il proprio potere eleggendo i rappresentanti magistrature ed intervenendo durante le assemblee.



                                     

2.2. Storia della polis La polis dal Medioevo ellenico alletà classica

Il suo processo di formazione come modello di insediamento e di forma di governo risale al secolo compreso tra l850 e il 750 a.C. durante la colonizzazione greca micenea, per poi estendersi modificandosi al suo interno per un lungo arco di tempo fino a quello che alcuni studiosi hanno identificato come VI secolo. Certamente alla seconda metà del VII secolo risale una iscrizione cretese proveniente da Drero ML2, in cui si accenna a decisioni prese dalla polis e ci offre la prima attestazione sicura della città intesa come comunità politica. Tuttavia secondo alcuni studi dello storico Oswyn Murray la polis già intorno al 700 veniva considerata la tipologia più comune di organizzazione sociale; infatti lui stesso ha riscontrato che già in Omero la città assunse precise caratteristiche fisiche associate al concetto di polis greca: insediamento urbano provvisto di magazzini e di mura, che ha un luogo preposto agli incontri pubblici contornato da templi pubblici, come ci dimostra il seguente brano di Omero che descrive laspetto della terra ideale dei Feaci Odissea, 6, 262-67:

"Ma appena prossimi alla città, con intorno alte mura, ecco ai due lati di essa un bel porto e, stretta, unentrata: navi veloci a virare son tratte lungo la via perché tutti han lì il loro posto. Lì, intorno al bel Posideio, cè la piazza il potere. Qualora il popolo alteri la proposta prima di adottarla, gli anziani e i re possono togliere la seduta ". In questo testo, la relazione fra innovazione e regolamentazione delle strutture esistenti è spesso oscura, anche se lo scopo è chiaro: definire i diritti che spettano ad essa nei confronti del consiglio dei magistrati nella fattispecie, i due re di Sparta. Il documento dimostra che nella Sparta del VII secolo lorganizzazione politica le strutture amministrative erano già ben definite, e che la legge scritta stabiliva nuovi diritti per lassemblea dei cittadini limitando quelli degli altri istituti politici.

Nel 621-620 a.C. ad Atene la società era profondamente divisa; Dracone aveva formulato la prima legislazione qualche tempo dopo il fallimento di un tentativo di instaurare la tirannide. Si sa molto poco riguardo a questo codice, tranne il fatto che fosse "draconiano", cioè così spietato che con ogni probabilità fu lo strumento legale di cui laristocrazia si servì per reprimere un popolo insoddisfatto. Molto importante era anche la presenza di Solone, che presentava le sue idee in pubblico sotto forma di poesia, elemento molto significativo quanto innovativo per quel tempo.

                                     

2.3. Storia della polis Lideologia della polis

Con lesperienza storica delle guerre persiane, i Greci maturarono la coscienza dei valori della loro civiltà che si identificano nel concetto di autonomia kai eleutheria autonomia e libertà, rivendicati dalla polis della Grecia classica e non. Il termine autonomia sembra identificare la possibilità di governarsi con proprie leggi liberamente accettate, senza condizionamenti esterni; autonomo è lo Stato che è libero di stabilire le norme, secondo cui vuole vivere in campo politico e militare. Tuttavia lo storico Hansen ha negato il carattere autonomo della polis sulla base del fatto che una polis priva di autonomia cioè in stato di dipendenza come le città periferiche della Laconia non perde la sua natura stessa di polis. In realtà però la tesi più accreditata collega il concetto di autonomia con il concetto ideale di polis, anche se non nega che possano esistere polis in condizioni di dipendenza.

Il concetto di libertà significa invece la possibilità di svolgere una politica estera indipendente; in origini il termine indicava la condizione libera o non libera dellindividuo, ma poi passa a definire il regime della città, libera o sottomessa ai regimi autoritari, e la sua indipendenza dal potere straniero.

Nel V secolo i due termini sembravano non sovrapporsi del tutto, poiché eleutheria sembrava riguardare soprattutto la politica estera e avere a che fare con il modello ideale, mentre autonomia sembrava riguardare una serie di aspetti tra i quali prevaleva quello costituzionale e riguardava il livello più concreto del diritto positivo. Nel VI secolo tende a diventare una endiadi, mentre in età ellenistica questi valori vengono conservati con grande importanza attraverso una propaganda della difesa, delle libertà e dellautonomia delle polis.

Proprio lesasperazione di questi valori rese difficile laffermazione di un equilibrio stabile tra le polis, che preferirono farsi guerra tra vicini piuttosto che aumentare la propria potenza. Il collegamento fra la divisione interna del mondo greco e la sua debolezza politica portò alla sperimentazione di diverse forme di collaborazione tra stati. Vennero istituite leghe militari, nelle quali un gruppo di polis riconosceva volontariamente la guida di unaltra polis ; un esempio furono la Lega del Peloponneso le due leghe navali costruite sotto la guida di Atene nel V e IV secolo. Il carattere difensivo di queste alleanze si mutò ben presto in alleanze offensive e difensive, in cui gli stati membri erano costretti a condividere la politica estera dellegemone, rinunciando ad averne una propria e venendo meno al concetto di autonomia e libertà. Così il tentativo di superare la frammentazione politica del mondo greco si scontrò con la volontà delle singole polis di affermare la propria autonomia a detrimento delle altre, nonostante levidente danno che ne derivava per la stabilità generale della Grecia.

Un altro punto fondamentale del mondo greco è lidea di costituzione politeia, fondata sulla nozione di legge. Questo termine indica lorganizzazione politica di una comunità, ma anche la cittadinanza la condizione del cittadino, diritto di cittadinanza. Il termine politeia compare per la prima volta in Erodoto con il significato di diritto di cittadinanza, richiesto dagli spartani dallindovino Tisameno allepoca della battaglia di Platea accanto a Erodoto IX, 33, 4-5. In seguito il termine compare sei volte nella Costituzione degli Ateniesi dello Pseudo-Senofonte e una ventina di volte delle opere di Tucidide. Anche Isocrate definisce la politeia come "anima della città":

Aristotele definisce la politeia come "in un certo senso la vita stessa della città", come principio vitale e caratterizzante, capace di plasmare il cittadino sul proprio modello. Egli creò quattro classi di proprietari, in base alla produzione agricola dei loro terreni: gli uomini da cinquecento medimni, i cavalieri, gli zeugiti opliti con più di duecento medimni e i teti. In teoria era possibile passare da una classe allaltra, comè testimoniato da uniscrizione. I doveri politici vennero stabiliti in base a questa classificazione: i nove arconti e i tesorieri di stato dovevano appartenere alla classe più alta, mentre i teti potevano solo far parte dellassemblea delle giurie. Fu Solone a gettare le basi della futura democrazia ateniese, con il suo consiglio e lassemblea, i suoi tribunali e la sua procedura di selezione dei magistrati per sorteggio almeno parzialmente: in questo senso, gli Ateniesi ebbero ragione a considerarlo come fondatore del loro sistema politico e legislativo.

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