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ⓘ Quinto Aurelio Simmaco




Quinto Aurelio Simmaco
                                     

ⓘ Quinto Aurelio Simmaco

Quinto Aurelio Simmaco è stato un oratore, senatore e scrittore romano.

È considerato il più importante oratore in lingua latina della sua epoca, paragonato dai contemporanei a Cicerone; la sua famosa relazione sulla controversia riguardante laltare della Vittoria fu però fallimentare, e il suo coinvolgimento con un usurpatore insieme alla sua opposizione allimperatore cristiano Teodosio I lo obbligarono ad allontanarsi dalla vita politica. Negli ultimi anni della sua vita si dedicò alla filologia, e tra il 365 e il 402 fu al centro di una corposa rete di scambi epistolari, che permettono di formare un ritratto insolitamente ricco della classe dirigente romana dellepoca e di un personaggio non-cristiano della fine del IV secolo.

                                     

1. Biografia

Simmaco apparteneva ad una nobile famiglia romana di rango senatoriale, che aveva raggiunto la prominenza sotto Costantino I. Il padre era Lucio Aurelio Avianio Simmaco, praefectus urbi di Roma nel 364-365 e console designato per il 377 ruolo che però non ricoprì. La famiglia dei Symmachi aveva rapporti stretti con i Nicomachi, altra famiglia nobile ed influente; Simmaco strinse un rapporto damicizia con Virio Nicomaco Flaviano.

Sposò, non oltre il 371, Rusticiana, da cui ebbe Quinto Fabio Memmio Simmaco; la figlia, invece, sposò nel 393 lomonimo figlio di Flaviano, e in questa occasione fu probabilmente prodotto il dittico dei Simmachi e dei Nicomachi. Il suo bisnipote fu Quinto Aurelio Memmio Simmaco, autore di una Storia romana andata perduta e padre adottivo del filosofo Boezio. Tra i suoi discendenti, dopo lunione con la gens Anicia, vi fu anche papa Gregorio I.

La famiglia dei Symmachi era molto potente e ricca; tra i suoi possedimenti erano tre dimore a Roma e una a Capua e quindici ville suburbane, tre delle quali a Roma. Fu educato in Gallia e fu amico di Decimo Magno Ausonio, oltre ad essere un buon conoscitore della letteratura greca e della letteratura latina. Nel suo cursus honorum ricoprì importanti cariche tra cui: proconsole dAfrica nel 373, praefectus urbi dal 383 al 385, fino a diventare console nel 391.

In qualità di prefetto dellurbe scrisse molti rapporti, o relationes, il più conosciuto dei quali è quello rivolto allimperatore Valentiniano II nel 384 in cui si schiera a favore del mantenimento della antica Religione romana nelle cerimonie ufficiali dello Stato. Loccasione fu data dalla polemica sorta in occasione della rimozione dellaltare della Vittoria dalla curia del Senato romano, voluta dai senatori cristiani.

I senatori pagani rendevano infatti ad essa omaggio, considerandola come simbolo della romanità e della sovranità dello stato, più che come divinità. I senatori cristiani, offesi da questo comportamento, ottennero nel 382 dallimperatore Graziano la sua rimozione, anche grazie allintervento del vescovo Ambrogio di Milano. Morto Graziano, il senato di Roma inviò a Milano una delegazione al suo successore Teodosio. In questo contesto si sviluppò la polemica tra Simmaco e Ambrogio: Ambrogio, convinto assertore della superiorità del Cristianesimo su ogni altra religione, riteneva che solo il Dio dei cristiani fosse il vero Dio ipse enim solus verus est deus: da tale posizione discendeva lillegittimità di qualsiasi forma di culto o religione che non fosse quella cristiana. Teodosio diede ragione ad Ambrogio e lara della Vittoria non venne ripristinata nella curia.

                                     

2. Opere

Delle sue opere sono pervenuti:

  • tre panegirici rivolti agli imperatori Valentiniano I e a suo figlio Graziano;
  • cinque orazioni;
  • lepistolario, in dieci libri, il primo contenente lettere ufficiali e gli altri nove lettere private;
  • 49 relationes.

Nelle orazioni appare come difensore della tradizione e del mos maiorum. Simmaco, inoltre, si fece portatore di una concezione ispirata al pluralismo e alla tolleranza religiosa che egli riassunse nelle parole:

Lo stile oratorio è quello tipico della scuola retorica gallica del tempo, ampolloso e ricercato.

                                     

3. Traduzioni italiane moderne

  • Q. Aurelio Simmaco, Relazione sullaltare della Vittoria, traduzione, introduzione e note di Renato Del Ponte, Genova, Il Basilisco, 1987
  • Q. Aurelio Simmaco, In difesa della tradizione, Genova, Arya, 2008, introduzione e note di Renato Del Ponte

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