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ⓘ Politica dell'equilibrio




Politica dellequilibrio
                                     

ⓘ Politica dellequilibrio

English version: Balance of power (international relations)

Nel linguaggio storico-diplomatico il termine politica dellequilibrio nelle relazioni internazionali tra le potenze indica la politica perseguita nella storia europea da alcuni stati per impedire lemergere sul continente di una potenza egemone tale da sconvolgere la pace e lequilibrio tra gli stati europei stessi.

                                     

1. Teoria

Questo tipo di politica venne per la prima volta teorizzata e praticata tra gli Stati della penisola italiana nel corso del XV secolo. Il termine ha un corrispettivo nellinglese, ovvero: balance of power e, per il tramite della storia diplomatica anglosassone, è entrato nella dottrina delle relazioni internazionali.

                                     

2. Cenni storici

Una politica per preservare un equilibrio tra i diversi stati di un sistema, come obiettivo costante della propria politica estera, venne conosciuta e praticata sin nel mondo antico, ma riapparve costantemente nellEuropa post-medioevale, anzitutto tra gli Stati della penisola italiana.

Nel XV secolo infatti Francesco Sforza, dopo essersi assicurato il trono di duca di Milano, per continuare a mantenerlo, fu il primo governante a perseguire una simile politica che venne sancita dalla pace di Lodi del 1454. Bisogna però ricordare che spesso gli storici attribuirono questa innovazione politica agli esponenti della dinastia de Medici che governavano Firenze, anche perché le azioni di questi ultimi vennero ben descritte e perpetuate da noti scrittori e storici fiorentini dellepoca, come Niccolò Machiavelli e Francesco Guicciardini.

A partire dal XVI e XVII secolo, una politica dellequilibrio divenne lobbiettivo costante prima del Regno dInghilterra e quindi della Gran Bretagna dopo lunione con la Scozia. Infatti gli inglesi intervennero costantemente nella lotta tra la monarchia austro-spagnola e quella francese, che aspiravano alla supremazia europea, per impedire che una delle due prevalesse. Essi intervennero direttamente prendendo le parti delluna o dellaltra potenza, a seconda della propria convenienza, o anche stringendo accordi con altre potenze, come Portogallo, Impero Ottomano e Paesi Bassi. Questa politica di grandi alleanze raggiunse il suo apice contro lespansionismo del re di Francia Luigi XIV guerra della lega dAugusta e spesso venne perseguita da parte dei britannici, tramite il pagamento di cospicue sovvenzioni agli alleati, affinché mettessero in campo eserciti contro i comuni nemici.

Nel XVIII secolo la situazione condusse ad una specie di quintetto tra le potenze, con le cinque maggiori di esse che cambiarono molte volte le loro alleanze, per prevenire che una sola nazione o alleanza conquistasse legemonia. Nel XIX secolo, dopo il periodo napoleonico ed il congresso di Vienna, le grandi potenze europee istituzionalizzarono lequilibrio, concordando incontri periodici per appianare i contrasti il cosiddetto concerto dEuropa, tanto che per circa un secolo vennero evitati conflitti su scala continentale. Ciò comunque non impedì la rottura dellequilibrio instauratosi e portò, alla fine, allo scoppio del primo conflitto mondiale che ruppe definitivamente il vecchio equilibrio di potenza europeo.

Nel periodo turbolento tra le due guerre mondiali anni venti e trenta, non si riuscì a ristabilire un nuovo equilibrio. A causa dei molti e grossolani errori inclusi nel trattato di Versailles e della politica di revisione dei trattati intrapresa da molti stati il più aggressivo dei quali fu la Germania nazista. Questa incapacità portò alla fine allo scoppio del secondo conflitto mondiale.

Nel corso del cinquantennio della guerra fredda si tornò ad una politica di equilibrio di potenza, tra due blocchi contrapposti detto anche equilibrio del terrore, a causa della minaccia delluso di ordigni nucleari: il blocco occidentale guidato dagli Stati Uniti e quello orientale guidato dallURSS.

Attualmente si sta delineando un nuovo equilibrio incentrato su quattro centri di potere principali: Cina, U.S.A., Unione Europea e Russia.

                                     
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