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ⓘ Rodi




Rodi
                                     

ⓘ Rodi

Rodi, dal greco Ῥόδος, è la più grande delle isole del Dodecaneso e la più orientale delle maggiori isole dellEgeo; il versante sudorientale è bagnato dal Mar di Levante.

È situata a circa 17.7 km dalle coste della Turchia. La popolazione ammontava nel 2011 a circa 115.490 abitanti, di cui circa 60-70.000 risiedono nella città di Rodi, il centro maggiore. Rodi era il capoluogo della prefettura del Dodecaneso, che includeva anche le vicine isole di Simi, Piscopi, Calchi e Castelrosso.

Storicamente, era famosa per il Colosso di Rodi, statua del dio Helios, una delle sette meraviglie del mondo antico. La città medievale è considerata patrimonio dellumanità.

                                     

1. Origine del nome

Il nome deriva dal greco antico ῥοδον rhodon, che significava "rosa" in greco moderno Triantaphyllià - τριανταφυλλιά, "trentapetali", e ricorrente è la denominazione di Isola delle rose. La rosa è uno dei simboli di Rodi, frequentemente impresso sui conii delle monete. Non è comunque certa lorigine del nome, e coesistono teorie che lo collegano alla mitologia: Rodo era la ninfa figlia di Poseidone e di Anfitrite.

Altre figure rappresentative dellisola sono il cervo, la cui statua domina il principale ingresso portuale, e di cui vari esemplari pascolano lungo i percorsi dei parchi delle mura, e libisco, onnipresente fiore che decora ville e giardini. Secondo leggende popolari furono i cervi, e non Forbante a liberare lIsola dai serpenti.

Accanto a questi, altri appellativi caratterizzano o caratterizzavano Rodi che era variamente definita:

ὀφιοῦσσα, Αστερία, Τρινακρία, Κορυμβία, Τελχινίς, Μακαρία, Ποντία, Αιθρία, Ποήεσσα

Questi nomi, per lo più dallantichità classica, erano dati per le caratteristiche dellisola, come i molti serpenti, per il bel cielo notturno, per la forma e laltimetria dellisola, per il nome dei suoi primi abitanti, e poi felice, marina, dal tempo bellissimo e dalla lussureggiante vegetazione.

                                     

2.1. Storia Antichità

Lisola era abitata già nel Neolitico, anche se rimangono poche tracce di questa cultura. Nel XVI secolo a.C. i Micenei raggiunsero Rodi, e più tardi la mitologia greca farà riferimento alla stirpe dei Telchini di Rodi, associandoli a Danao, che era soprannominato Telchinis.

Invasa dagli Achei nel XV secolo a.C., lisola conobbe un periodo di sviluppo nellXI secolo a.C., con larrivo dei Dori che costruirono le tre importanti città di Lindo, Ialiso e Camiro, che insieme a Cos, Cnido e Alicarnasso queste ultime sulla costa dellAsia minore dettero vita alla Esapoli dorica.

Nelle Olimpiche di Pindaro si narrava che lisola fosse nata dallunione di Helios, dio del sole, con la ninfa oceanina Rodi Rodo, Roda o Rode le città presero i nomi dei loro tre figli.

Come testimoniato dai grandi santuari di Lindo e Camiro, nel VII secolo a.C. Rodi divenne uno dei punti cardine del commercio mediterraneo.

Dopo che Atene sconfisse gli invasori Persiani nel 478 a.C., le tre città aderirono alla Lega ateniese. Allo scoppio della guerra del Peloponneso nel 431 a.C., Rodi si mantenne neutrale pur facendo parte della Lega. La guerra terminò nel 404 a.C., con Rodi che decise di mantenere la non belligeranza per tutta la durata delle ostilità.

Nel 408 a.C. le tre città si unirono per formare ununica unità politica: si costruì perciò una nuova capitale nella parte settentrionale dellisola, la città di Rodi, i cui lavori di costruzione furono condotti dallarchitetto ateniese Ippodamo. Il generale indebolimento della Grecia in seguito alla guerra del Peloponneso fece sì che lisola fosse prima conquistata da Mausolo di Alicarnasso, poi dai Persiani nel 340 a.C., infine da Alessandro Magno nel 332 a.C.

Dopo la morte di Alessandro, tre dei suoi generali Tolomeo, Seleuco e Antigono si divisero limpero: Rodi strinse forti legami culturali e commerciali con i Tolomei di Alessandria per formare così la lega rodo-egiziana che controllò i traffici commerciali nellEgeo per tutto il III secolo a.C. Rodi si impadronì della costa caria, con la quale costituì la Perea Rodia, territorio che raggiunse la sua massima estensione dopo il trattato di Apamea del 188 a.C., inglobando anche le città della Licia.

La città divenne un centro marittimo, commerciale e culturale di grande importanza la cui moneta circolava per tutto il Mediterraneo. Le sue famose scuole di filosofia, scienza, letteratura e retorica rivaleggiavano con quelle di Alessandria. Fra i più importanti esponenti di questo grande momento di sviluppo vi furono il maestro di retorica Eschine, Apollonio di Rodi, gli astronomi Ipparco e Gemino, il filologo e grammatico Dionisio Trace. La scuola di scultura dellisola sviluppò uno stile drammatico e ricco noto come "barocco ellenistico".

Nel 305 a.C., il figlio di Antigono assediò Rodi al fine di rompere lalleanza. Dopo un anno, nel 304 a.C., si arrivò a un accordo di pace e lassedio fu tolto: gli abitanti dellisola decisero di vendere gli equipaggiamenti abbandonati dagli assedianti per poter così erigere una statua al dio Helios, statua conosciuta come il Colosso di Rodi. Tra il 205 e il 200 a.C., invece, fu Filippo V di Macedonia a tentare di conquistarla, ma invano.

Nel 227 a.C./226 a.C. Rodi fu colpita da un rovinoso terremoto; ciononostante lisola, sostenuta dagli aiuti provenienti dal mondo greco, continuò nella propria politica marittima che la rese una tra le prime potenze in questo settore nel Mediterraneo, insieme a Cartagine.

Nel 164 a.C. Rodi stipulò un trattato con Roma. Nellisola giungevano i figli delle nobili famiglie romane per seguire le lezioni dei maestri di retorica, fra i quali Ermàgora di Temno II secolo a.C., autore tra laltro, secondo Suida, di una Ars rhetorica. Inizialmente Rodi fu unimportante alleata di Roma, ma finì poi col perdere i privilegi acquisiti, tantè che venne saccheggiata da Cassio. Mantenne tuttavia una grande importanza commerciale. Significativo è il fatto che il provvedimento fondamentale dellantico diritto marittimo abbia preso il nome di lex rhodia de iactu.

Nel I secolo d.C. Tiberio, non ancora imperatore, trascorse a Rodi 8 anni, fra ritiro volontario ed esilio. Cristianizzata da San Paolo, dopo la caduta dellImpero romano dOccidente appartenne per dieci secoli allImpero bizantino. Ciononostante, venne più volte occupata: dagli arabi guidati da Muawiya ibn Abi Sufyan nel 672. Durante la prima crociata venne ripresa da Alessio I Comneno.

                                     

2.2. Storia Medioevo

Sin dal 1100 l’isola era governata dalle famiglie più influenti nel Dodecaneso della Repubblica di Genova, in particolare gli Spinola, i Vignolo ed i Moresco; questi infatti controllando i traffici e governando le rotte marittime nell’Egeo per conto degli imperatori bizantini, venivano eletti Ammiragli di Costantinopoli e avevano ricevuto come compenso e appannaggio alcune isole, tra cui, la più importante, Rodi. Alla caduta, nel 1306, dell’ultimo governatore della Repubblica di Genova Andrea Moresco, ammiraglio dell’Impero d’Oriente, nominato dall’imperatore Andronico II Paleologo nel 1282, seguì un periodo convulso di scontri ed imboscate durante il quale i Genovesi pur rimpiazzando il governatore col fratello Lodovico Moresco, alla morte di Andrea Moresco nel 1309 gradualmente cedettero a favore dei Cavalieri Ospitalieri il controllo, mantenendo però il privilegio del controllo di 3 città e di un Castello Lardis direttamente posseduti dal genovese Vignolo de Vignoli, nonno di Andreolo Moresco, che altresì aveva diritto ad 1/3 di tutti i commerci e dazi generati sull’isola.

Nel 1309 lisola passò sotto il controllo dei Cavalieri Ospitalieri che furono perciò noti come Cavalieri di Rodi. La città fu ricostruita come un modello ideale di città medievale europea: di questo periodo rimangono molti monumenti famosi fra cui il palazzo del Gran Maestro. Le possenti mura costruite dai cavalieri permisero allisola di resistere agli attacchi del sultano dellEgitto nel 1444 e di Maometto II nel 1480. Tuttavia, nel dicembre del 1522 Rodi non poté resistere al grande esercito di Solimano il Magnifico. Ai pochi cavalieri rimasti fu concesso di ritirarsi a Malta, mentre lisola restò sotto il dominio ottomano per quasi quattro secoli.



                                     

2.3. Storia Il periodo italiano

Annessa de facto già dal 1912 durante la guerra italo-turca, lisola venne assegnata allItalia con i trattati che posero fine alla guerra insieme alle altre isole dellarcipelago del Dodecaneso. La città di Rodi costituì il capoluogo di una provincia, la cui sigla automobilistica era RD. Nel 1923 la provincia di Rodi fu affidata a Mario Lago che riuscì a far convivere pacificamente le diverse etnie dellisola, restaurando numerose opere monumentali, e costruendo infrastrutture e edifici pubblici. A questa attività prese parte in particolare larchitetto Natale Sardelli. Durante tale periodo la cerva della porta marittima dellisola venne sostituita dalla lupa capitolina; dopo la fine del dominio italiano fu ripristinata la statua originaria. Nel 1936 fu nominato nuovo governatore De Vecchi.

In seguito allo scoppio della seconda guerra mondiale e allentrata dellItalia nel conflitto, anche lisola fu teatro di scontri bellici, i più violenti dei quali si verificarono nellautunno del 1943, quando in seguito alla caduta del governo fascista e alla proclamazione dellarmistizio l8 settembre fra il nuovo governo italiano fedele al re Vittorio Emanuele III le forze alleate anglo-americane, vi fu linizio dei combattimenti fra le truppe tedesche del generale Kleemann e quelle italiane guidate dal governatore Campioni e dallammiraglio Mascherpa. Gli aspri scontri nellisola di Rodi e nel resto dellarcipelago videro dopo qualche settimana la resa delle forze italiane sopraffatte dai tedeschi, col controllo da parte di questi ultimi dellintero Dodecaneso fino alla fine della guerra. Nel 1947, a seguito dei trattati di Parigi, lItalia fu costretta a cedere il Dodecaneso alla Grecia, come riparazione per la guerra del 1940-1941. Tra i monumenti che ricordano gli anni delle due guerre rimane il sacrario militare italiano, che accoglie 404 salme di soldati italiani caduti. Realizzato nel 1924 su progetto dell’architetto Florestano Di Fausto e abbandonato dopo la seconda guerra mondiale, il sacrario è stato restaurato dallo Stato Italiano nel 2010.

Per secoli lisola di Rodi ebbe unimportante comunità ebraica. Si trattava soprattutto di ebrei che erano stati espulsi dalla Spagna e che parlavano il ladino giudeo-spagnolo. Durante la seconda guerra mondiale, fino allestate del 1943 Rodi rimase sotto il controllo del governo italiano, il quale, pur avendo emanato già nel 1938 le leggi razziali, non mise in pratica nessun atto violento verso la comunità ebraica, che non venne pertanto deportata nonostante le incessanti pressioni tedesche. In seguito alla caduta del governo fascista e allarmistizio stipulato dallItalia con gli Alleati, le forze naziste occuparono anche lisola, ingaggiando con le forze italiane la battaglia di Rodi 1943 bombardando laeroporto e poi facendo strage di centinaia di soldati italiani dellisola; nel 1944, i tedeschi procedettero allarresto ed alla deportazione degli Ebrei che ormai non potevano più godere della protezione italiana. Alla fine del conflitto, dei pochi superstiti allo sterminio nei lager nazisti, solo alcuni decisero di far ritorno nellisola. Costoro aprirono, in memoria, un importante museo chiamato "Museo degli Ebrei di Rodi". Il più noto tra i superstiti è Samuel Modiano detto "Sami".

                                     

2.4. Storia La tragedia del piroscafo Oria

L11 febbraio del 1944 il piroscafo Oria, costruito nel 1920 e requisito dai tedeschi, salpò da Rodi diretto al Pireo, con a bordo oltre 4000 soldati italiani, fatti prigionieri a Rodi e nel Dodecaneso, che si erano rifiutati di aderire alla Repubblica Sociale Italiana, 90 tedeschi e lequipaggio norvegese.

Il 12 febbraio, colto da una tempesta, il piroscafo affondò presso Capo Sunio, a 25 miglia dalla destinazione finale, dopo essersi incagliato nei bassi fondali prospicienti lisola di Patroclo.

I soccorsi difficili per il maltempo e il sovraffollamento permisero il salvataggio solo di 37 italiani, 6 tedeschi, un greco e 5 membri norvegesi dellequipaggio, tra cui il comandante Bearne Rasmussen.

Nel 1955 il relitto fu smembrato dai palombari greci per recuperare il ferro. I cadaveri di circa 250 naufraghi, trascinati sulla costa dalla tempesta e sepolti in fosse comuni, furono traslati, in seguito, nei piccoli cimiteri dei paesi della costa pugliese e, successivamente, nel Sacrario dei caduti dOltremare di Bari. I resti di tutti gli altri sono ancora in fondo al mare.

In un viaggio precedente a quello del naufragio era presente il futuro segretario del Partito Comunista Italiano Alessandro Natta, fatto prigioniero a Rodi, in difesa dellaeroporto di Gadurrà.

Per maggiori notizie sulla tragedia del piroscafo Oria vedi:

                                     

3.1. Trasporti Aeroporti

Sullisola sono presenti due aeroporti operativi ma solo laeroporto di Rodi-Diagoras è aperto allaviazione commerciale.

  • Aeroporto di Gadurrà, oggi abbandonato, fu un aeroporto costruito dagli italiani durante la seconda guerra mondiale, a 7 km a nord di Lindo. Ne rimangono solo la torre di controllo e la pista in asfalto orientata 16/34 di 1.700 m.
  • Aeroporto Diagoras, aperto nel 1977 è uno dei più grandi di Grecia, è il punto principale dingresso e duscita sia per i locali che per i turisti. Lo scalo è collegato sia con le principali città greche e sia con le maggiori città europee. Si trova a 14 km a sud-ovest della città di Rodi ed è il terzo scalo del paese per volume di traffico internazionale.
  • Aeroporto di Cattavia, abbandonato, fu anchesso una pista aeroportuale italiana costruita non lontano dalla prigione militare. Nel 1943, la pista di 1.200m fu resa inagibile dallesercito italiano con fossati e pali prima di essere abbandonato.
  • Aeroporto di Marizza, base militare, usato anche dallaviazione generale, chiuso allaviazione commerciale. Fu laeroporto principale dellisola fino al 1977. Dispone di una pista 08/26 di 2.400 m e di una seconda pista obliqua in semi-abbandono 14/32 di 1.200m.


                                     

4.1. Monumenti e luoghi dinteresse Museo archeologico

Il Museo archeologico della città di Rodi, affacciato su una piazzetta al termine della nota via dei Cavalieri di Rodi, è il principale museo dellisola, contenente reperti rinvenuti per lo più in loco e nelle isole circostanti. Ospitato nelledificio monumentale dellospedale di San Giovanni dei Cavalieri di Rodi, fu completato nel 1440 sotto il Gran Maestro Pierre dAubusson.

                                     

4.2. Monumenti e luoghi dinteresse Cattedrale di San Francesco dAssisi

La Chiesa di San Francesco è la Chiesa dellArcidiocesi di Rodi di rito latino. La Chiesa è ubicata vicino alla porta di SantAtanasio, tra il quartiere di Acandia e di San Giovanni. Ogni domenica e nei giorni festivi viene celebrata la solenne liturgia in lingua greca. I fedeli possono seguire la Messa nella loro lingua poiché vengono distribuiti volantini con le letture in 12 lingue diverse. Allinterno della Chiesa è possibile assistere a concerti di musica sacra. La Chiesa è stata progettata dallarchitetto Bernabiti e seguiti dallingegnere Vellini dotandola di unottima amplificazione acustica. Il 20 settembre 1936 alla presenza dellArcivescovo e del governatore italiano lago venne posta la prima pietra. Nel 1939 vengono completati i lavori. Il Complesso Ecclesiastico è rivestito in pietra a vista di Coschino. Allinterno il pavimento è stato realizzato in marmo bianco di calitea, il pulpito in marmo grigio di gramata, Le vetrate in onice, gli affreschi delle pareti sono stati dipinti da Pietro Gaudenzi. Nel 1940 la chiesa venne dotata di un organo e arricchita di 14 bassorilievi in terracotta realizzati dallo scultore Monteleone che raffigurano la Via Crucis.

                                     

4.3. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di Nostra Signora delle Vittoria

Il complesso che sorge nel quartiere di Neocori comprende anche il convento dei Francescani della Custodia di Terra Santa che prestano servizio pastorale nellisola, e la foresteria del convento. Nella Chiesa costruita nel 1743 e ingrandita nel 1851 viene celebrata ogni giorno la Messa in diverse lingue. Nel 1927 iniziarono i lavori di restauro e ricostruzione della nuova facciata su progetto Di Fausto che si conclusero nel 1929. la facciata è ornata da motivi architettonici crociati. Sopra il portale su una nicchia è stata posta la statua della Vergine. La Chiesa suddivisa in tre campate a crociera è costruita su ununica navata con transetto. Sotto la cupola è stato posto un coro quadrangolare. Le due cappelle laterali sono dedicate a San Francesco e a SantAntonio. Nella Chiesa a Natale viene allestito un grande presepe.

                                     

4.4. Monumenti e luoghi dinteresse Acquario

Costruito dal 1934 al 1936 allestremità settentrionale dellisola nel luogo denominato "Punta dei Mulini" utilizzando una pietra porosa incastonata di conchiglie che le attribuisce il caratteristico aspetto di una grotta, la stazione Idrobiologica è un monumento storico parte integrante del Centro Ellenico di Ricerche Marine. Attraverso le sue attività scientifiche ed espositive, promuove e divulga la conoscenza del mar Egeo e del Mediterraneo orientale con lo scopo di salvaguardare lambiente marino e la sua biodiversità.

                                     

4.5. Monumenti e luoghi dinteresse Valle delle farfalle

La valle situata tra Paradissi e Theologos, si estende su una superficie di 60 ettari. La ricchezza della flora bagnata dal fiume Pelecanos ha creato lhabitat ideale per la procreazione di milioni di farfalle della specie Euplagia quadripunctaria. La vegetazione è costituita da cespugli e alberi di lentisco, pino, platano e storace americano.

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