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ⓘ Giorgio Amendola




Giorgio Amendola
                                     

ⓘ Giorgio Amendola

Nel 1945-1946, dopo la Liberazione, fu sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nei governi Parri De Gasperi I.

Dal 1948 fino alla morte fu deputato per il Partito Comunista Italiano, al cui interno ebbe molti incarichi. È stato a lungo punto di riferimento della corrente riformista del partito, che auspicava una stretta collaborazione con i socialisti. Gli si contrappose, con motivazioni completamente diverse, il leader della sinistra interna Pietro Ingrao. Candidato di bandiera del PCI nei primi 15 scrutini delle elezioni del Presidente della Repubblica del 1978, ottenne fino a 364 voti.

Dal 1967 in poi, Giorgio Amendola si occupò anche di scrittura: tra le opere più importanti ricordiamo Comunismo, antifascismo e Resistenza 1967, Lettere a Milano 1973 e Intervista sullantifascismo 1976 in cui risponde alle pungenti domande di Piero Melograni; il libro comparirà fra i primi nella serie dei libri-intervista ideata per la casa editrice Laterza dallallora direttore editoriale Enrico Mistretta; Una scelta di vita 1976 e Unisola 1980, considerata la sua opera migliore.

Tutti questi libri, autobiografici e incentrati sul tema dellantifascismo e della Resistenza, sono pervasi da un sottile sentimento di tristezza e solitudine. Attraverso la propria vicenda, Amendola vuole far capire al lettore cosa prova un uomo che non ha più la libertà e che prova su di sé il dramma del confino, dellesilio e del carcere. Lo stile usato, semplice e scorrevole, contribuì a una buona diffusione di tutte le opere amendoliane.

Secondo alcuni politologi, Giorgio Amendola fu precursore di un tentativo di dare vita ad una sinistra di stampo europeo, radicata nella tradizione laica e liberale; lo ha confermato Giorgio Napolitano sempre definitosi suo "allievo", quando, nel discorso tenuto a Torino il 15 ottobre 2009, affermò che "Giorgio non solo apparteneva alla stessa generazione di Norberto, ma era molto legato - come qualche anno dopo la sua morte Bobbio ricordò - alla tradizione antifascista torinese, e non cancellò mai del tutto dalla sua formazione il filone di liberalismo democratico impersonato da Piero Gobetti, né tantomeno linsegnamento di suo padre, che di quella corrente di democrazia liberale era stato scrisse sempre Bobbio un teorico e un coraggioso combattente".

Il vigoroso convincimento con cui sosteneva lammodernamento europeista del PCI e la lotta determinata al terrorismo degli anni settanta, non lo indussero mai a rinnegare il proprio operato pure come esponente di spicco nel corso della guerra partigiana, né fu mai da lui accostato allazione eversiva del terrorismo che si proclamava rosso, attivo in Italia negli anni di piombo, tracciando una ben precisa linea di differenziazione fra lItalia fascista post-8 settembre 1943 le strutture democratiche dellItalia repubblicana, scaturita proprio dalla Resistenza. Nel 1971 sottoscrisse la lettera aperta a LEspresso contro il commissario Luigi Calabresi.

Giorgio Amendola era ateo. Morì a Roma, alletà di settantatré anni, a causa di una malattia. Poche ore dopo il suo decesso, scomparve anche lamata moglie Germaine Lecocq, conosciuta a Parigi negli anni dellesilio, che lo aveva aiutato nella redazione del suo ultimo manoscritto. La loro figlia, Ada, era morta nel 1974 alletà di soli trentotto anni.

                                     

1. Archivio

Le carte di Giorgio Amendola sono attualmente conservate presso la Fondazione Gramsci e sono state consegnate allarchivio della direzione del PCI da Wilma Diodati, segretaria di Amendola, nel settembre 1980. Un primo versamento di documenti allIstituto Gramsci è stato effettuato nel giugno 1981. Tra la fine del 1981 e il 1983, con successivi invii, sono stati trasferiti gli scritti, i discorsi, parte della corrispondenza privata e del materiale documentario raccolto da Amendola. Lattuale ordinamento del materiale documentario segue i criteri stabiliti dallo stesso Amendola e rispettati da Giovanni Aglietto, allora responsabile dellarchivio della direzione, che ne ha curato la schedatura. Altro materiale è giunto alla Fondazione nel 1996, insieme allarchivio del Partito Comunista Italiano. Il fondo è stato dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica del Lazio nel 1986.

                                     

2. Opere

  • Giorgio Amendola, La Basilicata e la via italiana al socialismo, a cura di Giovanni Caserta, Torino, Cerabona, 2008
  • Tra passioni e religione. Discorsi a Milano del 1957 al 1977, Milano, Rizzoli, 1982.
  • Gli anni della Repubblica, Roma, Editori Riuniti, 1976.
  • Discorsi parlamentari, Roma, Camera dei deputati, 2000.
  • Lotta di classe e sviluppo economico, Roma, Editori Riuniti, 1962.
  • Giorgio Amendola: Gli anni della Repubblica 1945-1980, di Giovanni Cerchia, Torino, Cerabona, 2009
  • La classe operaia italiana, Roma, Editori Riuniti, 1968.
  • Storia del Partito comunista italiano. 1921-1943, Roma, Editori Riuniti, 1978.
  • Fascismo e movimento operaio, Roma, Editori Riuniti, 1975.
  • La crisi italiana, Roma, Editori Riuniti, 1971.
  • Intervista sullantifascismo, Bari, Laterza, 1976.
  • Polemiche fuori tempo, Roma, Editori Riuniti, 1982.
  • Anselmo Marabini e Imola rossa, Imola, Galeati 1969.
  • Comunismo, antifascismo e Resistenza, Roma, Editori Riuniti, 1967.
  • Antonio Gramsci nella vita culturale e politica italiana, Napoli, Guida, 1978.
  • Classe operaia e programmazione democratica, Roma, Editori Riuniti, 1966.
  • I comunisti e lEuropa, Roma, Editori Riuniti, 1971.
  • I comunisti le elezioni europee, Roma, Editori Riuniti, 1979.
  • Riflessioni su gli anni 70 nelle lezioni di Amendola alle Frattochie, Roma, C. Salemi, 1983.
  • Il rinnovamento del PCI, Roma, Editori Riuniti, 1978.
  • Fascismo e Mezzogiorno, Roma, Editori Riuniti, 1973.
  • Giorgio Amendola nella storia dItalia, Torino, Cerabona, 2007.
  • Lettere a Milano. Ricordi e documenti, 1939-1945, Roma, Editori Riuniti, 1973. Premio Viareggio di Saggistica 1974
  • Una scelta di vita, Milano, Rizzoli, 1976.
  • Unisola, Milano, Rizzoli, 1980. Cover
  • La democrazia nel Mezzogiorno, Roma, Editori Riuniti, 1957.
                                     

3. Interviste con Giorgio Amendola

  • Gennaio 1974 da Oriana Fallaci, in Intervista con la storia, p. 312-342, nuova edizione ampliata e riveduta, Biblioteca Universale Rizzoli, giugno 1977

Oriana Fallaci p. 314

Giorgio Amendola nellintervista con la Fallaci, pp. 325–326